Antistato, voto di scambio e Democrazia

L’Italia è un paese sotto attacco dall’antistato, ha cominciato a esserlo dal 1948, per certe aree del Sud nelle quali politici privi di senso dello Stato cominciarono a costruire rapporti con l’antistato quale strumento di lotta politica. Operazioni che allora furono “giustificate” dall’emergenza delle guerra fredda;  rapporti di vicinanza condizionati dai rapporti internazionali dell’epoca. Ovvero utilizzando questo tipo di “giustificazioni” per intrattenere relazioni con l’antistato.

Iniziò così un rapporto sostanziale quanto sottotraccia fra politica (che fece uso di alcuni apparati dello Stato come mediatore osmotico) sempre millantando lo stato di necessità e opportunità “costretto” da forze esterne… Gli anni passarono; nel tempo le relazioni individuarono l’insieme dello  scambio nelle diverse forme. Perché a un favore chiesto o offerto deve corrispondere il do ut des.

Finita la guerra fredda, decadute anche le più labili giustificazioni per un rapporto incestuoso Stato – antistato, rimasero in funzione i percorsi che giustificavano la reciproca convenienza, le opportunità bilaterali. L’olio che rende funzionali i meccanismi si è diffuso e radicato pervadendo apparati diversi, diffusi, fino al livello più locale.

Partitocrazia sempre meno democratica, sempre più autogiustificata dalla conservazione del potere e alla sua spartizione (garanzia di continuità nei cambiamenti di maggioranza).  Il potere che consente di indirizzare le scelte di lavori, appalti, contratti, insomma: spesa pubblica. Ma anche di averne ritorni cominciando dalle plaghe ove l’antistato è più radicato e diffuso. Territori nei quali pezzi dello Stato sono di fatto gestiti dall’antistato.

Ritorni in termini di voti di scambio: che hanno come pivot non tanto l’organizzazione partito ma il collegio elettorale che l’antistato lo può dirottare a Tizio anziché Caio (o millanta di essere in grado). Sistema canceroso divenuto metastasi che corrode la società. Insieme tutto che rende la nostra Democrazia  una parvenza, che trasforma il suffragio universale in strumento demagogico per mantenere il rapporto Stato – antistato trasformandolo in connubio mostruoso.

Il Movimento Cinque Stelle si propone come progetto alternativo a questo sistema: la sua credibilità sostanziale regge finché da questo “cerchio stregato”  (altro che magico) sta fuori e ne resta vaccinato. Può succedere che nel terriorio, la permeata presenza  dell’antistato, l’abitudine diffusa   e nei fatti conosciuta e tollerata, trovino sostanza pecore bianche che mutano colore.

È possibile, non si può evitare, anzi: non saranno pochi i casi nei quali iniziative border line vengano utilizzate per sporcare l’incapace o il sempliciotto. Il “sistema romano” ha una necessità assoluta di rendere tutti egualmente sporchi. Quindi l’attenzione deve essere estrema nella scelta. Il sistema di selezione va irrobustito in efficienza e passaggi selezionanti.

Ancora: indispensabile metter fuori con il massimo rigore coloro che potessero essere invischiati in rapporti non trasparenti con l’antistato. L’attacco a M5S da parte del “sistema romano” farà uso di tutto perché anche M5S diventi una specie di Lega Nord, che ahimé è caduta nel trabocchetto. Oggi condizionata e condizionabile, partecipe entro il sistema  purtroppo. Serva di lezione.

Bisogna essere tranchant, senza remissioni: come fossimo in guerra.  Da preferirsi una decisione eccessiva piuttosto che timida rispetto al singolo caso, piuttosto che misericordiosa: per rimettere ordine nella nosta Democrazia, non possiamo permettercelo.  Molto c’è da costruire sulla piattaforma del M5S per rimettere in sesto lo Stato; resta finora la scialuppa cui ancorare un futuro onesto del Paese,; oceano ricco di pezzi di navi, relitti allo sbando che bisogna rimettere in ordine. Non tradisca le speranze del Paese.

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  1. #1 scritto da Città Ideale il 11 gennaio 2016 13:15

    Città Ideale è ben disposta verso il sindaco Rosa Capuozzo di Quarto (Na): trova davvro poco probabile un coinvolgimento con l’antistato.
    Dobbiamo considerare il territorio e le tecniche dell’antistato: cerca di distribuire gli appoggi su tutti i potenziali vincitori, infilando qualcuno su cui contare.
    Lo fa con tutti gli schieramenti con lo scopo di avere comunque qualcuno in comune, quale che sia il sindaco eletto.
    Nessuna ideologia, solo avere comunque mani in pasta. Risaputo, scritto e riscritto in volumi, saggi, articoli e quanto altro.
    Certamente M5S è antisistema: questo deve essere chiaro. Uno è stato infilato, divenuto consigliere; venuta fuori l’ipotesi di sostegno a scelte vicine a interessi dell’antistato, è stato messo fuori.

    L’affannarsi del PD per dimostrare che tutti sono eguali, è vergognosa; quasi un’autodenuncia.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 11 gennaio 2016 13:16

    Quanto alla permanenza nel ruolo del sindaco.
    Una resistenza dell’interessata è comprensibile;
    con personaggi davvero politicamente impresentabili di tutti i colori, coinvolti nel trafficare con l’antistato, che ogni giorno se ne inventano una per rimanere in sella;
    avendo coscienza di un proprio agire irreprensibile;
    è dura dare le dimissioni,
    che la stampa venduta pubblicherà come fosse ammisisone di colpa.

    La situazione di M5S è però impone la più assoluta trasparenza e linearità.
    Lasciare l’incarico è atto di pulizia personale e del movimento: prima di qualsiasi indagine formale; prima di ogni successiva azione degli organismi inquirenti (improbabile, ma soggetta alla volontà dei partiti padroni, che hanno bisogno di rendere tutti bigi allo stesso modo)

    Con la coscienza pulita, per avere ben operato, è bene lasciare l’incarico, con tutta la solidarietà del movimento e dei Cittadini onesti (fino a prova contraria).
    Il tempo passa e alle prossime elezioni il sindaco potrà ancora con maggior forza e autorevolezza, ripresentarsi agli elettori.

    RE Q
  3. #3 scritto da Miserabile di Montecristo il 11 gennaio 2016 16:34

    Occorre osservare che il PM è Woodcock, già balzato agli onori delle cronache per inchieste che hanno coinvolto personaggi famosi (alcune delle quali, accompagnate da eclatanti arresti, sono finite in una bolla di sapone).

    Quello che stupisce leggendo le varie notizie apparse sulla stampa è che ci sia stata una perquisizione dell’abitazione, ma la Sindaca risulti tuttora non indagata!

    Secondo quanto stabilito dalla Cassazione “il domicilio è inviolabile: la perquisizione deve essere supportata da elementi indiziari circa la sussistenza di un illecito”.
    C’è qualcosa che non quadra.

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 11 gennaio 2016 17:29

    Che non quadra è l’uso di partito che viene fatto del sistema d’indagine e della magistratura inquirente….
    Palese in questo modo, come descrive Miserabile di Montecristo, si è visto altre volte, ma così è eclatante.

    facciano pure, cercheranno aghi in un pagliaio, difficilmente spunterà qualcosa.
    Comunque le dimissioni del sindaco, in questa fase, sarebbe una lezione di lealtà e legalità.

    lasciamoli fare… si stanno disprezzando da soli.

    RE Q

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