Italia e segnali d’allarme: il 2016 fa balenare rischi seri

…. non si dimentichi che si è operato in un Paese che ha perso un quarto della produzione industriale,   si dovrà fare presto una vera bad bank che ne tenga conto SENZA REGALI,    proprio per consentire alle banche di finanziare l’economia sana,   si dovrà farlo giocoforza senza chiedere permessi europei preventivi


Questa dichiarazione è contenuta nell’editoriale del primo dell’anno de ilsole24ore.  Un editoriale che come al solito, non viene ripreso da alcuno. Eppure il suo contenuto è autorevolissimo. La firma è del Direttore del giornale, il contenuto, la fonte, è quasi per intero proveniente da Bankitalia, come può confermare chiunque frequenti i media e per mestiere debba farne l’analisi, rincorrere le motivazioni (VEDI).

La gravità del contenuto è evidente:le banche hanno le loro capacità di prestito assorbite da prestiti incagliati, quindi limitate possibilità nel finanziare l’economia reale, quella delle aziende sane. La denuncia-constatazione di un terzo del sistema produttivo in crisi, senza ritorno o quasi, significa che il sistema bancario italiano è incagliato e non può svolgere il suo mestiere. sostenere le imprese aiutando gli investimenti sani.

Mettere in modo la costituzione di una enorme bad bank che tenga in pancia tutti i crediti incagliati dalla parte decotta del  sistema industriale, è una operazione necessaria, indispensabile per dare respiro al sistema Paese e consentirgli di ripartire. Chi dovrà pagare? alla fine saremo noi Cittadini, con tasse o perdite su investimenti finanziari, o in qualche altra forma.

SI DOVRÀ FARLO GIOCOFORZA SENZA REGALI

Tutto tace, tutti zitti: a cominciare dai media. Forse in qualche angolo o con qualche intervento anche ilsole24ore o altre riviste e siti di economia di questo problema avranno accennato. Perché si arrivi ora a una dichiarazione esplosiva di questo rilievo, fa ritenere che la situazione rischia di ripetere la vicenda banchette moltiplicata enne volte. Andiamo incoscientemente avanti senza far nulla.

Il medesimo articolo, tutto da leggere, contiene anche un richiamo alla informazione e formazione dei Cittadini  e dei clienti. Un sistema che si chiama “formazione permanente”, di cui i media devono farsi carico nel loro menabò e nella conseguente linea editoriale, a cominciare dal sistema RAI (sia radio che tv), che darà risultati negli anni, gradualmente. Prima si parte, prima si arriva.

La faccenda delle “banchette” in questo contesto è un primo avviso, di quanto possa essere pericoloso continuare a mantenere sotto una cappa di banalità comunicative gli elettori, con l’obiettivo di ottenere accresciute capacità nell’uso di deteriore demagogia. Un articolo di Zingales, direttore della sezione economica all’Università di Chicago (VEDI) pone interessanti considerazioni sugli effetti distruttivi che possono venire per il Paese.

L’Italia non è la Grecia, per parecchie ragioni: se la politica degli interventi sul sistema bancario non è accurata, attenta, giustamente garantista consentendo alle banche di esprimere fiducia e attrarre depositi, la situazione peggiora per il paese. La Grecia ancora oggi vede i depositi bancari in diminuzione e si parla apertamente di soldi tenuti sotto il materasso. Vogliamo arrivare a conseguenze di questo tipo?

Città Ideale ha un’ottica tendenzialmente prudente; quindi portata a esprimere le criticità potenziali (che sul sistema dei media in genere non trovano spazio); vorremmo sottolineare che non si tratta di allarmi a vuoto. Una voce che confidiamo possa essere d’aiuto ai lettori nelle loro scelte e necessità personali, di tutti i giorni. Questo avvertimento del direttore de ilsole24ore in abbinata con Bankitalia, crediamo meriti tutta la nostra attenzione.

Non sarebbe prudente un’alzata di spalle sperando che tutto prima o poi si sistemi da sé. La nostra gestione politica è troppo assente dai problemi e pensa di metterli in un canto senza parlarne, senza affrontarli. Ci sono già loro che alzano le spalle e tirano a campare, bastando loro l’intervista, la dichiarazione, la quotidiana sceneggiata per difendere lo scranno su cui siedono….

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