Dichiarazioni del sindaco in Consiglio: nuove spese in farmacia per i Cittadini

Nessuna parola precedente che spieghi;  una volta resa pubblica con pubblicazione nell’Albo Pretorio degli atti notarili, cosa c’era da comunicare di non già pubblico? Per capirci qualcosa, era necessario andarsi a leggere la dichiarazione del sindaco. Due pagine e mezza; mille parole fitte, senza a capo, senza titoli. La trascrizione con errori di comprensione e altro.

Documento pubblicato dopo la seduta che, al momento, il Consiglio non aveva disponibile. Impossibile capirci qualcosa senza il tempo per esaminare e proporre quesiti o altro. Se vorranno, i Consiglieri avranno il tempo nel prossimo Consiglio. Città Ideale cercherà di aiutarli nel compito, informandone anche i Cittadini.

Il sindaco fa la cronistoria, che non si capisce bene a cosa serva, se non a lui medesimo per dimostrare il blocco di un anno, nel quale ha bloccato la questione. Blocco che non solo non ha sortito nulla di utile ma che si conclude con maggiori spese. Riprendiamo il documento, che anche in questo caso si è ritenuto di rendere leggibile suddiviso in capitoli (VEDI).

Lasciamo stare la cronistoria, nella quale intende porre in evidenza un percorso della gestione Cereda interrotto  (che si ferma al Dicembre 2010, perché nel Febbraio successivo, con tanto di elicotteri,  interviene la magistratura).  La gestione Maiorano cosa fa fino a fine 2014? Il sindaco non dice ma ci risulta che: UNO a Dicembre 2012 fa approvare dal Consiglio  la delibera di apertura della farmacia. DUE: Un anno dopo, questa delibera: 23 Dicembre 2013, viene resa esecutiva con un accordo fra il Comune e ASB.

Senza questo inciso (dal sindaco non riportato) forse non si capisce ciò che segue. Solo il Marzo 2014 l’impresa denuncia il termine dei lavori (ma come fa?  far deliberare dal Consiglio, nel 2012  prima che questa sia terminata e consegnata?) Per avere il certificato di collaudo dal Comune si arriva a Settembre 2014 (paragrafo 4). Il tutto si “perfeziona” con un verbale di consegna del 4 Dicembre 2014, presenti oltre alla proprietà: il Sindaco, l’assessore Baldassare  e quattro (4) responsabili di posizione organizzativa. Il verbale di consegna, ci dice il sindaco include gli interventi ancora mancanti che la proprietà è tenuta a compiere (non ci dice quali).

Questa troupe del Comune (sei persone) firma la consegna e, stando a quanto dice il sindaco (paragrafo 5) il comune aveva già ricevuto dalla proprietà, il 18 Novembre 2014, una nota (della proprietà) che richiedeva un rimborso, per maggiori costi sostenuti, per 91.551,40 euro. Evidentemente non ripresa nel verbale di consegna, qualcuno se ne sarà dimenticato: oppure avrà fatto finta di dimenticarsene ? C’è da chiederselo, visto quanto succede in seguito, che il sindaco ci racconta.

Il Sindaco (venuto a conoscenza della sorpresa di 92mila euro dopo aver firmato il verbale di consegna?). In sei presenti per firmare la consegna senza che nessuno sapesse della sorpresa?  Sembrano follie: una dimenticanza che vale per la proprietà quasi centomila euro? Allora  che fa?:

….il Sindaco si assume la piena responsabilità di sospendere ogni iniziativa già intrapresa in attesa di un definitivo chiarimento, causando elementi di incomprensione….

La responsabilità della sorpresa il sindaco non la attribuisce a nessuno: come la solito. Irresponsabilità garantita, tanto paga Pantalone. Dopo diversi incontri con la proprietà, alla fine non dice di no, ma solo che bisognerà prima ottenere la piena proprietà dell’immobile, perché il comune possa adempiere agli asservimenti delle aree come previsto dalla convenzione. Ecco allora l’accordo già intervenuto dal notaio, già prima delle comunicazioni del sindaco.

Sindaco che ora (felice e contento?) dichiara la conclusione della partita e gloriosamente, sugli spalti, con il braccio alzato, novella Marianna, annuncia l’apertura della farmacia. Con queste nuove spese a carico della Comunità (oltre a 750mila degli oneri di urbanizzazione):

Assumere il direttore (80mila euro l’anno?);

Assumere due farmacisti (altri 80mila euro l’anno);

Assegnare sei studi medici; tre di base e tre specialisti (non dice  con quali introiti: alcune proposte sono cadute per pretese eccessive)

Debito fuori bilancio (92mila + 22 mila? Il sindaco  non precisa), che deve approvare il Consiglio;

Gli arredi della farmacia (forse anche degli studi medici)? Facciamo 30mila o 50 mila

Realizzare ascensore e montacarichi fra farmacia e primo piano (50mila? ). Della cui realizzazione doveva farsi carico il costruttore !?;

Obbligarsi all’intera manutenzione del verde del condominio…. e dell’illuminazione … (chissà perché)

Poi questa amministrazione si vanterà di aver realizzato l’apertura della nuova farmacia. Quanto potrà prevedersi in spese di gestione; in entrate conseguenti per poter raggiungere il pareggio di bilancio non ci dice. Forse lo spiegheranno al Consiglio chiamato ad approvare la spesa fuori bilancio. A spanna facciamo questa stima: 200mila di costi di gestione; per pareggiare: vendita annua di 1milione se si riesce a mantenere il 20% di mark up.

Siccome la domanda di prodotti farmaceutici è rigida all’80% almeno, da dove verranno questi nuovi clienti è tutto da vedere e dimostrare. Che abbiano fatto degli studi al riguardo non è dato sapere. Per adesso, senza “gufare”, tocchiamo ferro e staremo a vedere. Le farmacie già aperte: Private (4) e Comunale (1) avranno di che riflettere, prevedendo un mark up in riduzione. L’ipotesi della nuova apertura non è delle più tranquille. I Consiglieri chiederanno lumi al sindaco?

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  1. #1 scritto da cittadino stanco il 31 dicembre 2015 15:53

    Buongiorno
    Ringrazio per l’articolo che mi aiuta a comprendere qualche cosa di più, anche se, mi sembra, non spieghi perché ci sia voluto tanto tempo per concludere l’accordo con la proprietà.

    Vorrei il Vostro aiuto per comprendere meglio cosa si sia ottenuto con una negoziazione tanto lunga.
    In soldoni: quanto abbiamo risparmiato togliendo per così tanti mesi a molti cittadini la possibilità di avere una farmacia nelle vicinanze delle loro case?

    Se ho capito bene la richiesta degli operatori a Novembre 2014, era di 91.551,40 €
    Dopo un anno di trattative cosa hanno ottenuto i nostri negoziatori?
    Sono stati bravi, e pagheremo di meno, pur a costo di un servizio pubblico che è stato promesso ma non è ancora disponibile, oppure pagheremo addirittura di più?

    Analiticamente
    1) quanto paghiamo oggi per avere i locali attrezzati come li avremmo ottenuti pagando subito i 91.551,40 ?
    Potete confermarmi che avremo anche il montacarichi per la farmacia e l’ascensore per i pazienti dei medici?

    2) quanto paghiamo per fornire (progettare? predisporre? manutenere? pagare le utenze?) i servizi di illuminazione ed irrigazione anche alla parte privata ?

    3) quanto ci costerà in futuro, come manutenzione, adeguamenti, miglioramenti, costi della energia elettrica e dell’acqua, …, la scelta della Amministrazione pro tempore di far pagare a tutti i cittadini i servizi anche per la parte dei giardini di proprietà esclusiva privata?

    4) E’ legittimo che sia a carico di tutti i cittadini un servizio che ha come unici e ben definiti beneficiari i proprietari di una proprietà privata?

    E’ un principio che mi sembra rischioso: tutti i condomini, ma anche i proprietari di villette o semplici balconi lato strada potrebbero chiedere alla Amministrazione di pagare le spese per illuminazione ed irrigazione dei propri giardini o dei balconi con la motivazione che aumentano la bellezza della città e migliorano la sicurezza e la vivibilità delle strade?

    Non corriamo il rischio di ripetere gli stessi errori fatti con piazza di Buccinasco Più, che almeno è ad uso pubblico…?

    Grazie per i vostri commenti.

    Vi auguro e ci auguro che nel 2016 ci sia un cambiamento radicale nella amministrazione della nostra Buccinasco

    Cittadino stanco

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 31 dicembre 2015 17:25

    Le sue domande, cittadino stanco, le giriamo pari pari a chi ci amministra.
    Di alcune il sindaco avrebbe già da una risposta implicita: ha siglato l’accordo senza alcuno sconto ed in più ha aggiunto le spese dell’ascensore e montacarichi, oltre completando l’impegno pubblico (di tutti i Cittadini) per il verde “condominiale”.

    Quindi la domanda: a cosa è servito il tempo trascorso?
    ha la sua risposta nei fatti: a pagare di più.

    Cosa ha risparmiato il Comune: nulla; ha speso di più.

    Per questo forse anziché portare direttamente in Consiglio la delibera da votare, ha ritenuto di raccontarci la storia con una sua dichiarazione (forse sperando che passasse inosservata)

    Adesso se la vedrà in Consiglio: la maggioranza ovviamente approverà le maggiori spese secondo il principio apodittico. non si poteva fare di più.
    Ritornello che sta in coda ad ogni atto e decisione di questi pro tempore…

    Auguriamoci il cambiamento radicale, anche se la speranza che avvenga con i medesimi pro tempore, richiede molta pazienza, grandissima comprensione e una fiducia francescana.

    auguri a lei e tutti i lettori

    RE Q
  3. #3 scritto da cittadino stanco il 31 dicembre 2015 17:43

    Buon pomeriggio e grazie per la risposta.

    Una riflessione: cosa accadrebbe in qualunque azienda privata (direi anche…, in qualsiasi famiglia) al negoziatore che partendo da una richiesta della controparte di pagare “A”per un bene o un servizio, riuscisse, dopo una lunga negoziazione ad ottenere di pagare “A + B”, contemporaneamente provocando una perdita alla propria azienda / alla propria famiglia per un servizio non fornito / non utilizzato?

    Vale la pena investire in un corso di negoziazione, o sarebbe meglio cambiare il negoziatore?

    RE Q
  4. #4 scritto da Città Ideale il 31 dicembre 2015 18:06

    Cittadino stanco, non calchiamo il tallone su miserie del genere…

    Nessuna informazione medio tempore, fatto il contratto, subite tutte le richieste e i danni, il sindaco ce ne informa, senza alcuna giustificazione…
    Avrà avuto ragioni altre, che non ha inteso farci conoscere.

    Certo, in un’azienda il giorno dopo chi ha amministrato in questo modo cambia posto, azienda o mestiere.
    Nella pubblica amministrazione non esiste organismo che possa evitare il danno, che possa intervenire perché non si ripeta.
    Lo Stato non ha strumenti… quindi il potere dei pro tempore è assoluto. il che in altri termini significa: possono fare quello che vogliono (anche comperare da Totò la Fontana di Trevi).
    Noi possiamo solo pagare: il sindaco in Consiglio ha dichiarato che a pagare deve essere sempre Pantalone (oltretutto dicendo che non può farci nulla, che Pantalone e anche lui).

    Amen….. cioè: Così è!

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 21 gennaio 2016 22:41

    Con logica che ci sfugge,
    l’Assessore al Bilancio ci ha stasera contestato l’affermazione che, patrimonialmente la farmacia ci è costata un milione (dice che non legge Città Ideale, ma gli riferiscono….?!)…
    Che la attuale amministrazione finora non ha speso nulla.

    Noi pubblichiamo, per informare i lettori.
    Dobbiamo però insistere:
    vada l’Assessore a leggere cosa ha ha comunicato il sindaco, che qui abbiamo riportato.

    Del resto gli immobili, ascensore e montacarichi non sono piovuti dal cielo e non li ha ricevuti in regalo, il nostro comune.
    Se si tratta di conseguenza da decisioni assunte dalla precedente amministrazione, sempre di danari dei Cittadini si tratta, anche se per buona parte la cifra deriva dal baratto immobili/oneri di urbanizzazione.

    Quindi l’assessore sta spiegando in modo improprio
    (come siamo eleganti, stasera)….

    RE Q

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