Maggioranza spaccata su ambiente e trivelle: che bella figura

I furbi mestieranti dell’ambiente sono serviti. Per parlar chiaro i finti civici, politici di mestiere e carriera, più o meno eterodiretti. Così come hanno perso i membri dl PD, allineati, si può dire proni, alle volontà, pure queste esterodirette, del partito e dell’ENI. Hanno fatto un autogol; si sono serviti da soli. Hanno certamente perso credibilità verso i Cittadini e loro elettori.

Rifacendo la storia a Buccinasco: il problema viene posto a Giugno da M5S, che lo sottopone anche a Città Ideale. Il 6 luglio esce un primo articolo (VEDI) cui segue l’interrogazione del gruppo Coalizione Civica. La proposta su una moratoria per la semplice ragione che:

Quanto sta sotto il territorio è proprietà di chi ci sta sopra, di chi sopra ci vive, di chi vi svolge attività

Città Ideale concludeva con l’invito a trovare una soluzione condivisa entro il Consiglio su una materia che dovrebbe essere comune e superare gli schieramenti. Vuoi mai che la maggioranza possa essere disponibile? Nessuna iniziativa, salvo una analisi PD che sfrutta i nostri argomenti per sostendere sostanzialmente la libertà di agire dell’ENI, lasciando le cose come stanno.

La sinistra della sinistra, quella che sta a sinistra oltre i limiti, sul bordo del precipizio, corpo unico con la lista del vicesindaco.  Di un discorso che coinvolgesse le posizioni di tutti in un confronto  aperto, la minoranza non sembra pensarci. Troppo ghiotta è l’occasione per mettere sotto la maggioranza PD, votando la proposta di Coalizione Civica.

Il 29 Luglio il Consiglio registra l’uscita di tutta la maggioranza, compreso il sindaco, perché in questo modo venga a mancare il numero legale, evitando il voto. Una cosa misera davvero: si dichiarano impreparati per una decisione e se ne vanno. Il motivo può essere uno solo: un veto dal PD (o dall’ENI) a che possa passare una ipotesi che in qulche modo blocchi l’eccesso di potere che il decreto Sblocca Italia ha dato all’ENI..

Passa l’estate; viene presentata a Novembre una delibera degli uniti: sinistri sul bordo del precipizio e  gruppo del vicasindaco. Il PD si oppone alla discussione e, forse nel tentativo di trovare un quadra, non si pone al voto la delibera perché presentata in ritardo. Viene quindi riproposta la votazione, con una modifica formale. Non più un’azione perché le trivelle vengano fermate, coordinandosi agli altri  comuni dell’area, ma costi e rischi assunti dalla Regione, ove si verificasero danni.

Una pensata densa di illogicità: subito il danno invece di farlo pagare all’impresa che lo ha causato, la proposta chiede che a farsene carico sia la Regione (cioè noi con le nostre tasse).  Se si spreme, la rapa da il sangue di cui dispone… o no? Chiaro però che l’obiettivo non è questo, bensì mettere i “nemici” di maggioranza del PD nella condizione di isolarli. Per  farlo ci vuole il supporto della minoranza, i suoi numeri sono indispensabili.

La minoranza, di essere usata come belle statuine di gesso che votano la proposta loro, dopo aver fatto cadere la sua proposta, il giochino si capisce.  Se ne escono prima.  Ecco che: la sinistra a rischio di caduta  con il gruppo del vicesindaco, rimangono col cerino accesso in mano e si bruciano. La loro proposta non è passata.

Naturalmente incolpano di ciò il comportamento “antidemocratico” delle minoranze. Non poteva essere diverso, dovevano prevederlo. Pericoloso pensare che hai a che fare con dei “semplici” utilizzandoli come ti pare. Fossero stati meno spocchiosi avrebbero richiesto incontri allargati, alla luce del sole, individuando insieme a tutti una formulazione condivisa.

I sinistri pencolanti questa volta sono caduti portandosi dietro il vicesindaco. Liti fra una maggioranza di undici contro cinque, a danno della Comunità.  Così il PD di Buccinasco ha tutelato l’interesse dell’ENI contro l’interesse dei residenti e del territorio. In San Donato si fregano le mani perché Zibido è rimasta isolata. Davvero un bel risultato. Città Ideale ripete il suggerimento inizio estate:

…si invitano le parti presenti in Consiglio a assumere una posizione che cerchi di combinare ciò che la legge (sbagliata) non ha considerato: equilibrare l’interesse del paese e quello del territorio.

BRAVI NEL FARSI MALE DA SOLI

CON UNA MAGGIORANZA DI DUE TERZI

FACENDO DANNI ALLA COMUNITÀ

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  1. #1 scritto da Alessandro La Spada il 21 dicembre 2015 11:00

    Io non credo più che Pruiti e sinistra estrema abbiano a cuore l’ambiente.

    Oggi va di moda rifiutare l’analisi affermando che “i cittadini giudicheranno i fatti”, “dove sono i fatti”, “le chiacchiere stanno a zero” eccetera.

    Ebbene, i fatti sono che PD + Pruiti hanno raccolto le firme a supporto della colossale colata di cemento al confine con Milano, con l’idea di aggiungere altro cemento nel territorio di Buccinasco. In zona di pesante infiltrazione della ‘ndrangheta nel movimento terra. Il partito del mattone sono loro.

    Perciò, stando ai fatti che tutti abbiamo visto, credo che il giro di valzer descritto nell’articolo sia solo una recita.

    Bisogna lasciare il territorio senza protezione affinché la multinazionale proceda con i suoi piani, ma nessuno del partito del mattone vuole metterci la faccia. Va in scena la recita e a fine giornata, come desiderato, il territorio rimane senza protezione.

    Vale la pena ricordare che in Consiglio è presente Cortiana, che questioni di pianificazione del territorio e confronto-scontro con le multinazionali le ha affrontate a livelli ben più alti del nostro Comune. A una persona di media intelligenza parrebbe naturale coinvolgerlo. Visto che gli attuali amministratori sono persone che, professionalmente, operano a livelli base.

    Il punto, secondo me, è che non c’è la reale volontà di contrastare le trivelle. Per chi guarda alla convenienza, l’ENI è meglio tenerlo buono.

    RE Q
  2. #2 scritto da Città Ideale il 21 dicembre 2015 11:14

    Insomma, dopo la fuga del PD perché non si votasse la proposta di Coalizione Civica, hanno messo in atto la recita dividendosi nel voto?

    è possibile Alessandro, sempre possibile anche se sembra un po’ contorto (ma con questi che abbiamo ci si può aspettare di tutto)
    Resta il fatto che: dopo essersi divisi nel voto (ma parlando hanno fatto un giochino di comprensione gli uni per gli altri), tutti uniti e tutti insieme, la maggioranza è granitica.
    garantita da una spalmata di attak sulle sedie….

    Dell’ambiente….. chissenefrega

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 dicembre 2015 11:24

    Condivido le considerazioni espresse da Saccavini in precedenza sull’argomento. (Vedi post nr. #4 scritto da Saccavini il 6 luglio 2015 15:35).

    La situazione dell’Italia, in termini di estrema dipendenza dall’estero per i nostri bisogni energetici, è tale che escludere e rifiutare a priori ogni approfondimento cavalca demagogia, pressapochismo strumentale e fuorviante. Approfondimento che può venire da ricerche e verifiche preliminari, con tecnologie che sono in continua evoluzione e che quindi non possono e non devono essere confuse con quanto aveva lodevolmente fatto ENI con Enrico Mattei in Pianura Padana oltre 50 anni fa.

    C’è chi addirittura evoca procedure assurde come lo è per esempio stato il referendum denominato “per l’acqua pubblica” che è stata una vera e propria speculazione concettuale che ha bloccato iniziative utili e necessarie per il Paese. Infatti, nessuno può mettere in discussione che l’acqua sia un bene comune; mentre ben altra cosa è la sua gestione tecnica ed infrastrutturale svolta con capacità e mezzi che il “pubblico” ha dimostrato nel tempo di non essere in grado di opportunamente gestire. Non ci troveremmo nelle condizioni note e con 30-40% della risorsa che si perde per vetustà delle strutture e cattiva gestione del servizio a livello nazionale, con qualche locale eccezione, come per esempio in Lombardia.

    Esprimere avversione addirittura alle ricerche avrebbe senso se coloro che le cavalcano dimostrassero per primi di rinunciare all’utilizzo di tali energie, ritornando velocemente a vivere come si viveva nel non lontano passato, cioè miseramente. Esempi ve ne sono anche troppi in giro per il mondo, nei Paesi sotto sviluppati, da cui apprendere.

    RE Q
  4. #4 scritto da Alessandro La Spada il 21 dicembre 2015 11:47

    @Città Ideale
    Ti sembra contorto perché sei una persona lineare.

    A me sembra semplice (forse sono un tipo contorto?): una non-decisione che aiuta le trivelle, obiettivo raggiunto.
    Prima o poi verrà ricambiato.

    Cose viste mille volte nelle sedi di partito, quando ancora esistevano.
    Ricordiamoci che gli attuali amministratori provengono politicamente dalla Prima Repubblica.

    RE Q
  5. #5 scritto da Città Ideale il 21 dicembre 2015 14:09

    Ben trovato Sorgenti,

    Se vuole capire che gente abbiamo in Consiglio, vada ad ascoltarsi le perorazioni e considerazioni espresse.
    Un semplicismo, un sommarsi di futuro, riscaldamento globale, disastri a prescindere, tutti d’accordo su argomenti pescati da bigini di network, giornaletti ed similia.
    Concetti semplici appunto, che astraggono dal tempo e dal cogente (ciò che oggi è esigenza indifferibile): consumando riserve fossili queste si riducono e non si potrà procedere all’infinito.
    Però se questi semplici arrivano a casa la sera e vogliono accendere la luce e far sì che funzioni, qualcuno ci deve pensare.
    Sono questioni complesse, che vanno attentamente ponderate e programmate perché l’uomo possa essere ancora vivo fra duecento o duemila anni.
    Questo aspetto del tempo, credo il più importante, proprio non è stato sentito in Consiglio.

    Ciò che aggiunge peso alla tara è inoltre la concezione ideologica che tutti, proprio tutti anche nel PD che poi ha votato contro, hanno sotteso al loro argomentare.
    Non ci siamo; un sistema efficace non può lasciare costoro a decidere del futuro della nostra Comunità.
    la Democrazia è malata….

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da Città Ideale il 21 dicembre 2015 14:18

    Prima o seconda, la Repubblica è malata… l’Italia con lei, Alessandro.

    Nell’ottocento una canzone popolare, crediamo del nord dell’Emilia (o del mantovano), diceva così:
    L’Italia l’è malada, Sartori l’è el dutur.
    Per far guarir l’Italia
    Tajem la testa ai sciùr

    terapia semplicistica per sanare il paese, del resto a cantarla erano nella grande maggioranza analfabeti.
    Sartori dovrebbe essere Domenico, da Schio, uno dei fondatori del PSI a fine ottocento….

    Molto meno malata allora, in piena rivoluzione industriale.
    Italia senza debito pubblico, la cui moneta faceva aggio sull’oro.
    Oggi ci troviamo con un debito pubblico che sarà impossibile ripagare (salvo miracoli) mentre questi ideologi che ci troviamo, giocano al far politica come fosse un monopòli, da apprendisti stregoni, recando danno alla Comunità.

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Alessandro La Spada il 21 dicembre 2015 15:00

    Rinaldo Sorgenti : Condivido le considerazioni espresse da Saccavini in precedenza sull’argomento. (Vedi post nr. #4 scritto da Saccavini il 6 luglio 2015 15:35).

    Personalmente non ho pregiudizi verso le energie fossili, so che gli impianti di nuova generazione occupano sono meno impattanti.

    Preferisco le rinnovabili perché mi permettono di lasciare ai miei figli lo stesso mondo che ho ricevuto, ma sono abbastanza liberale da pensare che questa è solo la mia opinione. Riscaldo la pasta e accendo la luce anche grazie al metano.

    Non sono abbastanza tecnico per reggere una discussione sul tema, specie con Rinaldo che è un esperto.

    So però di avere vissuto in Italia e di avere visto l’abuso del territorio. Per questo oggi, nel confronto europeo, siamo in fondo alle varie classifiche.

    Quindi, prima di dire energie fossili sì o no, bisognerebbe chiedersi energie fossili “come”: su territori già consumati (ad esempio inquinati), con tecnologie innovative etc.
    Insomma progetti di qualità, mentre sappiamo tutti che in Italia si è affermata purtroppo la cultura del basso costo, e dubito che l’industria estrattiva faccia eccezione.

    Credo che un periodo di qualche anno in cui si rimane fermi coi progetti impattanti, e gli operatori portano a termine progetti di eccellenza che fungano da nuovo inizio, farebbe bene alla fiducia generale nell’industria.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 21 dicembre 2015 17:07

    Se si ragiona a mente libera, senza l’intralcio di ideologie preclusive, si può ragionare in termini positivi.

    Intanto manca un processo informativo/formativo dei Cittadini, non informati sulle linee generali del sistema energetico nazionale.
    Privi di riferimenti sicuri sul sistema di tariffazione e tassazione (un dirigente nazionale ha dichiarato in questi giorni che oltre il 50% della cifra in bolletta riguarda tasse o imposte).
    Una ripartizione precisa della produzione in Italia fra le diverse forme di impianti.
    Una ripartizione precisa sul sistema di autonomia riguardo agli approvvigionamenti.

    Con questi elementi conosciuti e diffusi, si può aprire un dibattito sui percorsi da intraprendere, sui tempi entro cui attuare la riduzione delle emissioni, sui costi conseguenti.

    L’assenza di informazione genera dibattiti sul vuoto, come quelli sentiti in Consiglio l’altra sera.
    Interessati a cogliere consenso su emozioni basic coltivate sull’ignoranza diffusa (e per questo si cerca di mantenerla), questo compiono i partiti.
    Povera Democrazia….

    buona serata

    RE Q
  9. #9 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 dicembre 2015 16:03

    Magari interessa, per fare qualche altra riflessione sul tema del: … no a TUTTO!

    http://www.powerzine.it/upstream-in-basilicata-le-royalties-che-si-vedono/

    Caro Alessandro, generalizzare sul tema energetico (come si fa da troppe parti, senza avere una adeguata conoscenza di merito), è uno dei grandi problemi del Paese, che non ci aiuta certo ad uscire dalla recessione che ormai dura da troppo tempo.
    Peraltro, è un problema cronico – dovuto alle naturali condizioni del ns. Paese che notoriamente è povero di materie prime – e quindi un approfondimento scevro di demagogia e luoghi comuni è quanto mai opportuno.

    L’attuale evoluzione tecnologica NON consente di fare una scelta univoca e quindi chi straparla di “tutto Rinnovabili” non sa quel che dice od invoca una condizione che sarebbe davvero poco utile ed opportuna per chi ha saputo e potuto raggiungere il benessere che solo i Paesi avanzati hanno conosciuto.
    E’ proprio per la mancanza di moderne forme di energia (che non vuol dire necessariamente Rinnovabili, perché le tecnologie sono evolute anche per le Fonti convenzionali fossili) che in troppi Paesi sotto sviluppati le condizioni di vita sono davvero miserevoli e non credo proprio che ci augureremmo questo per i nostri figli.

    Diffidare che in Italia attività come quelle di questo post, possano avvenire senza le opportune cautele e con tecnologie adeguaste, mi sembra davvero fuori luogo, conoscendo le leggi e le regole che lo disciplinano.
    E’ quindi del tutto fuorviante demonizzare qualsivoglia fonte energetica, sempre che non si voglia velocemente percorrere la strada della “decrescita in.felice”!

    RE Q
  10. #10 scritto da Città Ideale il 22 dicembre 2015 17:10

    L’impressione diffusa è che le comunicazioni politiche,
    a ruota i media si allineano,
    abbiano il solo obiettivo di vellicare l’emotività degli elettori.
    Ciò che muove tutto sono i voti attesi.

    Riguardo al contenuto, alla seria e razionale esigenza del paese, questa viene dopo.
    Non interessa ai politici.
    Soprattutto poi se scegliere una strada significa anche superare un colle di contrarietà emotive potenziali
    che sono la conseguenza della disinformazione cui sono tenuti i Cittadini.

    Prima ancora dell’energia (tema fondamentale del Paese che voglia vivere, crescere e costruirsi le risorse per rientrare dai debiti)
    il problema della disinformazione sistemica, funzionale a campagne politiche semplici dal contenuto emotivo,
    è ancora più rilevante; è la causa di molto dei nostri guai, se non di tutti.

    buona serata Sorgenti

    RE Q
  11. #11 scritto da Città Ideale il 22 dicembre 2015 18:34

    Ed ecco il verbale della delibera che boccia La proposta anti trivelle (n. 49 15/12/2015):

    5 voti a favore: Palone, Capanna, Peronaci, Benedetti, Spedale

    6 voti contrari: Maiorano, Campese, Carbonera, Mercuri,Parmesani, Sturdà,

    Ha votato il Sindaco.. ha votato la Consigliera presidente:

    UNO DI QUI, L’ALTRO DI LA’

    che i Cittadini sappiano,….

    RE Q
  12. #12 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 dicembre 2015 20:04

    Quando si predica bene e si razzola male!

    Non si sono ancora spenti i clamori mediatici intorno alla COP21 che cominciano ad arrivare notizie che confermano il sostanziale fallimento della Conferenza.

    Ricordate cosa si diceva dopo il raggiungimento dell’accordo?
    Le fonti fossili sono il passato: il mondo ha scelto le rinnovabili, ha voltato pagina.

    Solo sciocchezze per il circo mediatico: la sostanza è ben altra.
    Nel Regno Unito il Parlamento ha approvato una legge che consente di cercare giacimenti di scisti bituminosi anche sotto i parchi nazionali ed il governo di Sua Maestà ha concesso ben 159 licenze per effettuare estrazioni si shale gas e petrolio da scisti entro i confini del Regno. Alla faccia della decarbonizzazione dell’economia.

    Nel frattempo gli attivisti climatici si stracciano le vesti!
    Poveri illusi.

    RE Q
  13. #13 scritto da Città Ideale il 22 dicembre 2015 20:56

    L’esigenza reale degli stati, uno degli scopi essenziali per ogni paese, è individuare gli approvvigionamenti indispensabili per garantire la continuità della vita del paese, dei Cittadini.
    L’energia è una delle questioni essenziali, come l’acqua (che noi buttiamo a mare per il 50% circa, ma abbiamo la soddisfazione che quest’acqua buttata è pubblica).

    Quindi la ricerca delle fonti di energia è uno dei doveri essenziali di un paese.

    Questa azione non è contraria o alternativa alla ricerca di soluzioni che impattano meno sull’ambiente, che considerano le riserve fossili una riserva.
    Importante avere le riserve, importante conoscerle.

    Importante approfondire, studiare, investire sulle fonti rinnovabili o comunque alternative di più semplici e meno impattanti in un globo ove l’umanità è avviata a superare i dieci miliardi di viventi entro il secolo.

    Il partigiano dell’uno contro l’altro ha sbagliato luogo: vada al bar sport a tifare e lasci le questioni più serie a coloro che fanno uso della materia grigia.

    buona serata

    RE Q
  14. #14 scritto da Rinaldo Sorgenti il 23 dicembre 2015 12:39

    Caro Saccavini,
    Un plauso per l’efficace ed obiettiva sintesi, totalmente da sottoscrivere.

    Nessuna Fonte di Energia dovrebbe essere demonizzata, perché abbiamo bisogno di tutte, in quanto nessuna è in grado di escludere le altre e le necessità dell’umanità (ma anche dei Paesi avanzati come è il nostro) sono davvero tante.
    Quelle che oggi vengono definite, erroneamente, Fonti Alternative, sono per il momento solo marginalmente COMPLEMENTARI e solo degli illusi, spesso fagocitati dai “catastrofisti”, possono pensare il contrario.

    Non dimentichiamo mai – e ricordarlo anche a Papa Francesco, non sarebbe davvero male (visto in che misero modo sono state strumentalizzate le sue parole sull’argomento, nella recente Enciclica!), che oltre un terzo degli oltre 7 miliardi di umani che popolano il pianeta sono ancora privi di moderne forme di energia ed anche per questo vivono in condizioni davvero miserevoli.

    Qualche speculatore arriva a dire che gli dobbiamo portare le Fonti Rinnovabili (quelle più costose e non programmabili) ed intanto sperperiamo immani risorse economiche per ingrassare i proponenti.
    Arrivano a dire che i migranti lo sono a causa dei … “Cambiamenti Climatici”, quelli che ci sono sempre stati anche in passato e continueranno ad esserci anche in futuro, sui quali l’uomo fortunatamente a ben poco a che fare.

    Ci vuole un vero “Piano Marshall” dell’energia, se il mondo avanzato vuole davvero dare un serio contributo a tale necessaria evoluzione, nell’interesse peraltro di TUTTI.
    Se ci si ragionasse seriamente, potrebbe divenire un fantastico VOLANO sinergico per tutti, ricchi e poveri che darebbe uno spunto importante anche all’economia mondiale, soprattutto in Europa, dove langue ormai da troppo tempo.

    RE Q
  15. #15 scritto da Città Ideale il 23 dicembre 2015 13:25

    Bella la proposta di un piano Marshall del mondo pre industriale,
    ove vive la metà dell’umanità in condizioni che lei, con termine pudico, definisce miserevoli.
    Qui c’è adesso um mezzo miliardo di persone al limite della sopravvivenza,
    centinaia di milioni di ragazzi e bimbi che per questa denutrizione
    subiranno ritardi di sviluppo fisiche e mentali,
    destinati a strame del vivere umano.

    Mentre il mondo avanzato ha crescite “piatte”, ove l’uno o due per cento fa gridare al miracolo,
    mentre la Cina, le tigri asiatiche, Brasile e compagnia assestano la crescita a due cifre, ineluttabile.
    L’unica vera occasione di sviluppo può venire da un piano Marshall aggiornato
    che si proponga un miracolo economico in Africa e nelle aree dell’America andina.

    Così l’umanità può raccogliere davvero il senso profondo, autentico
    del grido d’allarme dell’attuale papa…
    Le interpretazioni interessate e di parte sono miserie,
    molto spesso volte a mantenere il nostro piccolo mondo fermo.
    La paura del guardare avanti con spirito aperto, col rischio di “rimetterci”
    avendo coscienza dei doveri dell’umanità del nostro tempo.

    Per consolarci: è sempre stato così.. C’è sempre stato chi,
    di fronte alla tribù che conservava il fuoco,
    temendo le conseguenze, si impegnava per estinguerla.
    Temendo le strade acciottolate romane,
    si impegnava a distruggerle pensando di proteggersi.
    per paura delle conseguenze sulla verità biblica
    sosteneva la terra centro dell’universo.

    Il mondo andrà avanti comunque:
    il nostro compito è cercare di sgomberare gli ostacoli
    agire con prudenza ma anche senza indugi
    per un mondo dove gli uomini abbiamo
    le stesse possibilità di realizzarsi.

    buona giornata Sorgenti

    RE Q

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