Fuori la politica dalle banche locali!

Quando emergono anomalie di mercato, l’interesse di chi segue l’economia e per conseguenza al mercato presta attenzione, l’interesse di ciò che sta succedendo nel nostro statalismo partitocratico che piglia tutto, emerge con forza. Succede ad Andrea  e non solo; efficace e lo ringraziamo.

La cosa semplice, nel caso di “banchette” (banche di respiro locale), la logica vorrebbe che si lasciassero andare al loro destino, senza cessioni a terzi (come sta succedendo a favore delle grandi banche). Investitori privati che sono intenzionati e conoscono il territorio, partiranno da capo, riassumendo chi è valido e riorganizzando, partendo da zero, senza condizionamenti.

Ciò che si sta facendo è coprire con i nostri soldi gli errori di hi ha sbagliato, salvando tutti. Il dirigismo economico della politica crea danni e salva gli incapaci: davvero non l’abbiamo ancora capito? Lo sanno, quelli col sale nella zucca; ce n’è anche in politica, ma lasciare che i cavalli corrano e far uso leggero della briglia per i politici significa perdere potere. Non ci stanno, e noi paghiamo… Un mondo da rigenerare, una democrazia da rifondare.

BANCA MIA PER PICCINA CHE TU SIA ….

(Andrea Dalseno 10 Dicembre 2015) Si assiste in questi giorni ad un turbinio di interventi, da qualsiasi parte politica, a sostegno dei risparmiatori delle quattro banche, di  fatto fallite, che hanno perso i loro sudati risparmi. Tutti a proporre ricette e soluzioni, rigorosamente con soldi pubblici, nella più classica delle tradizioni nostrane per cui a pagare, alla fine, è sempre Pantalone.

Eppure non è il primo caso di fallimento che si verifica in Italia. Solo nel passato recente sono stati numerosi i casi di fallimenti o ristrutturazioni del debito con i risparmiatori che hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita, in molti casi con cifre e numero di persone coinvolte ben superiori a quelle attuali: dai bond argentini, a Cirio, da Parmalat alle obbligazioni greche, per finire con Seat Pagine Gialle, tanto per fare qualche nome di peso. Solo per Cirio, Parmalat e bond argentini stiamo parlando di oltre 500.000 risparmiatori coinvolti per un controvalore di circa 15 miliardi di euro (VEDI). Non parliamo, poi, dei numerosi fallimenti di piccole società o cooperative che coinvolgono ogni anno migliaia di risparmiatori, con effetti certo non meno devastanti, nel pressoché totale silenzio dei media e, soprattutto, della politica.

In nessuno dei casi sopracitati, però, si è assistito al proliferare di interventi a sostegno dei risparmiatori, con azioni eclatanti e che paiono a dir poco grottesche, come l’esposto del Codacons per istigazione al suicidio (VEDI). Perché si possa configurare tale reato occorre che ci sia la volontà e la consapevolezza di indurre taluno al suicidio, cosa che, mi pare evidente, non possa in alcun modo configurarsi.

Che dire delle decine di suicidi di imprenditori, artigiani, commercianti o lavoratori che abbiamo registrato negli anni passati a seguito della crisi? Dov’era il Codacons allora? Nessun correntista ha perso un centesimo dal fallimento (per ora, dal prossimo, cioè dal 1° gennaio 2016, è bene che gli Italiani ne siano consapevoli, sulla base di una direttiva europea votata da gran parte delle forze politiche, solo i risparmiatori fino a 100.000 euro saranno tutelati, gli altri verranno coinvolti) chi ha perso i soldi sono stati gli investitori. Si è trattato di investimenti non oculati che si sono rivelati errati.

Viene spontaneo chiedersi, allora, per quale motivo tanta attenzione a questo caso? Perché sembra che in Italia ci siano cittadini di serie A che meritano attenzione, interessamento, interventi e, soprattutto, soldi pubblici e cittadini di serie B che invece se la devono cavare da soli? Perché una tale contraddizione?

La prima risposta potrebbe essere che una delle banche vede coinvolto il padre di un importante esponente del Governo, ma questo non giustificherebbe un interessamento bipartisan con interventi significativi di importanti membri dell’opposizione! E allora? A mio modesto avviso la questione è che siamo in periodo elettorale, un periodo elettorale estremamente incerto e quelle famiglie rappresentano un bacino di voti in grado di spostare il risultato delle prossime elezioni! Situazione che giustifica l’interessamento della “politica” che si prodiga per “comprare” il consenso, con soldi pubblici ovviamente, nella più consolidata tradizione italica. E il Gattopardo prospera!

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  1. #1 scritto da Città Ideale il 12 dicembre 2015 09:13

    Noise from Amerika compie una analisi semplice, puntuale e indiscutibile:
    http://noisefromamerika.org/articolo/surreale-vicenda-bancarotta-banche

    Dobbiamo il suggerimento a Flavio Turin (su FB) e lo ringraziamo.

    Viviamo in un paese di incompetenti, politici e giornalisti (se sono onesti; sennò ci stanno truffando e prendendo in giro). Bastano un paio di frasi, tolte da questo piccolo saggio:

    …Il secondo aspetto surrele, che dal primo discende, è quanta poca rabbia ci sia verso gli amministratori che hanno prodotto i buchi di bilancio e la bancarotta investendo in maniera orrenda i risparmi loro affidati.

    ….Ma, qualunque sia il caso, non si capisce perché queste perdite debbano essere socializzate nel bilancio dello stato.

    … si è scelta la strada di tenere in piedi in qualche forma …le strutture aziendali in questione invece di liquidarle mandando a casa non solo i CdA ma anche tutta l’alta, media e, osiamo dire, anche bassa dirigenza che, chiaramente, ha in questi anni partecipato più o meno connivente alla folle gestione di questi istituti. La patetica retorica di Renzi sui posti di lavoro da salvare aggiunge ridicolo al surreale. Che i posti di lavoro alla Banca dell’Etruria erano più meritevoli di tutela di quelli spariti nei 15mila fallimenti registrati in Italia nel 2014?

    Invitiamo i lettori a leggerlo, per la sua semplicità e concretezza…. quanto bisogno abbiamo dei rumori dall’America, quanto ci mancano…

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 12 dicembre 2015 11:31

    Personalmente non sono contrario per principio al salvataggio, dove possibile, della continuità aziendale, che si tratti di una banca o di una piccola manifattura.

    Mi pare ovvio che ci siano stati casi, pochi, molti o moltissimi non sta a me dirlo, in cui gli investimenti proposti sembrano essere stati palesemente “inadeguati” rispetto al profilo di rischio del risparmiatore (quasi certamente il caso del “povero” pensionato che si è tolto la vita, ma da lì all’istigazione al suicidio ce ne corre).

    In ogni caso se un giudizio di merito (che sia di un tribunale ordinario o di un arbitrato speciale) che analizzi caso per caso (non può essere altrimenti), dovesse appurare che così è stato, si tratterebbe di una grave responsabilità della banca, del funzionario che li ha proposti e di tutta la catena di controllo che non ha saputo (voluto?) evitare l’errore.
    Le persone coinvolte dovrebbero essere tenute a risarcire il danno in solido e, in caso di errori gravi e reiterati, andrebbero licenziate.
    Così si fa pulizia e allo stesso tempo giustizia, senza soldi pubblici a pioggia e senza fare di tutta l’erba (dei dipendenti della banca) un fascio.

    Quello che mi dispiace è che i media e la nostra classe dirigente facciano a gara a chi la spara più grossa, sempre coi soldi degli altri, si intende, anziché cogliere la palla al balzo e approfittare del clamore e dell’attenzione che questa vicenda ha suscitato per instillare un minimo di cultura finanziaria agli italiani (tendenzialmente bassa, molto bassa), primo tra tutti il concetto basilare e irrinunciabile della diversificazione degli investimenti e dei rischi.

    Se il “povero” pensionato, anziché avere tutti suoi risparmi (oltre 100.000 euro) su un singolo titolo, ne avesse avuti non più del 5/10%, oggi sarebbe sicuramente nero per aver perso 5.000 o 10.000 euro dei suoi sudati risparmi (magari su un titolo che si è rivelato difforme da come glielo avevano venduto), ma non si sarebbe tolto la vita!

    RE Q
  3. #3 scritto da Città Ideale il 12 dicembre 2015 11:54

    La scuola statale è il buco nero che coltiva la crassa ignoranza di economia.

    Una strategia statalista per cui gli interessi della massa sono materia esclusiva della “politica”, quindi meno ne sanno i sudditi, più si possono turlupinare e manipolare.
    La recita cui assistiamo in questi giorni ne è la dimostrazione, come bene ci descrive noisefromamerika.
    Un livello indecoroso, una grave carenza rispetto a ciò che dovrebbe essere la società civile. manifestata da argomenti di guitti ignoranti nei panni di politici di tutti i tipi (in questo caso non si distingue neppure M5S), e di giornalisti (con l’esclusione di pochissimi, cui viene tolto lo spazio dalle tecniche sparate da talk show).

    Ci meritiamo di essere sfruttati e presi per il naso dall’Europa; ridotti a ventre molle, a punging ball.
    L’Italia ha una diffusa capacità di iniziativa, di intraprendere, di cavarsela in ogni modo anche nelle condizioni più difficili, riuscendo a superare ostacoli e affermarsi.
    Lo fa avendo sulle spalle un fagotto di incapaci, verbosi inadatti se non inetti, che si sono presi il potere di decidere su tutto.
    Questi ne sono i risultati

    buona giornata Andrea

    RE Q
  4. #4 scritto da Galileo Galilei il 12 dicembre 2015 19:36

    Ogni azione ha un prezzo.
    Ogni scelta umana, da Obama e Putin, sino a noi…
    Investire in obbligazioni, o in certe obbligazioni è un gusto “base” dell’investitore italiano,
    non è un gioco di prestigio per iniziati matematici.

    Merita però più attenzione l’informazione e l’istruzione !

    Non abbiamo riscosso tanto successo Noi di Giannino, vero ?
    E allora: arrangiatevi !!

    Troppo difficile parlare dei pastrocchi, vero ?

    In radio al sabato mattina Oscar e Carnevale Maffè fanno la loro trasmissione.

    Tenetevi Renzi e i quattro politici della Serva nella ns Buccinasco !!
    I soliti arroganti che continuano ad “impacchettare” Sapienza e Statalismo per tutti,
    una Biblioteca bella e la Penna d’Oro di FB, con alle spalle la pochezza !

    E noi, come i minchioni a crederci,
    ad aspettare che il dono arrivi per Natale,
    con l’Ape (il motocarro a 3 ruote che ha accompagnato i miei 20anni spesi sulla Riviera di Varigotti).

    Sono veramente rattristato,
    il diritto salverei del pensionato di fare scelte, anche se non ben informato e allertato,
    e la condanna esprimo alla Politica, cancro supremo che fagocita,
    la politica che si fa in Banca:
    nelle violenze tra il personale,
    nei giochi di cordata e potere,
    nell’usurpazione del capitale del Risparmiatore.

    Sia aperta l’Inquisizione:
    processo a Galilei !
    processo alla politica italiana !

    Sempre chiara la notte,
    e la nostra coscienza !

    RE Q
  5. #5 scritto da Galileo Galilei il 12 dicembre 2015 19:40

    “Una commissione parlamentare d’inchiesta su Bankitalia è un atto di trasparenza verso i cittadini”
    – ha detto il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti,
    il quale ha chiesto di “verificare le responsabilità civili e penali individuali di chi ha operato male (operatori e manager delle banche) ed, eventualmente, controllato male”.

    http://www.lultimaribattuta.it/38439_scandalo-banche2-la-banca-del-pensionato-suicida-sprecava-soldi-in-progetti-fantasma

    RE Q
  6. #6 scritto da Città Ideale il 12 dicembre 2015 19:45

    Che bravo Galilei…
    ma non a Galilei il processo e l’inquisizione..

    per una volta, una sola ma definitiva,
    senza appelli o cassazioni,
    il processo e la condanna facciamolo alla politica

    Sarà dura da abbattere,
    avvinghiata com’è a poltrone e potere,
    funzionari e servitori dello stato,
    ridotti a yesman del politico di turno,
    generalmente ignoto alla competenza,
    alla cultura, ai valori etici

    Un mondo alla rovescia che
    dovremo rovesciare, appunto.

    sarà dura ma il futuro è degli uomini,
    dei cittadini disposti a fare e dare,
    per la società, la comunità, il mondo normale
    degli umani, non dei caporali!

    buona serata Galilei e auguri a tutti

    RE Q
  7. #7 scritto da Città Ideale il 12 dicembre 2015 22:06

    La domanda, da noisefromamerika, si impone, Galilei:

    perché chi ha investito nella casa nel 2008 ed oggi si trova con un valore ridotto del 30%,
    deve accettare la perdita e nessuno fa un piega,
    mentre chi ha investito in obbligazioni,
    convito da qualche punto in più di interessi,
    deve essere rimborsato con i soldi dei contribuenti?

    la vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale….

    O no?

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 13 dicembre 2015 21:03

    Sempre da NoiseFromAmerika (VEDI):

    Cominciamo con una rapida disamina di quello che sarebbe successo applicando la normativa in vigore sino all’approvazione del “Decreto Bail-In”. Risposta: un disastro.

    Vi sembrerà incredibile, ma il vecchio Testo Unico Bancario non prevedeva alcuna forma di protezione per nessun tipo di obbligazionista: non per quelli “subordinati”, non per quelli “ordinari”. Anche i semplici correntisti erano esposti al rischio di perdere i propri danari a meno che non fossero titolari di depositi per meno di 100.000 euro pro-capite e solo se la banca in default avesse già aderito (come però era obbligatorio) al sistema interbancario di garanzia previsto dallo stesso Testo Unico (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti).

    Non entro nel merito del decreto e di tutti i suoi aspetti, primo tra tutti la ventilata norma che farebbe da scudo ai manager mettendoli al riparo da azioni di responsabilità che se fosse vera sarebbe una porcata di proporzioni colossali tale da richiedere non le dimissioni della Boschi, ma del Governo intero.

    RE Q
  9. #9 scritto da Città Ideale il 13 dicembre 2015 22:19

    Se nel decreto si coprono le vergogne dei dirigenti, si dimostra la sostanziale priorità partitica nel controllo delle “banchette”.

    Incolpare i dirigenti esporrebbe una infinità di politici di area alla denuncia ricattatoria dei dirigenti incriminati per i favori erogati agli “amici” (non parliamo dei parenti), alle categorie sociali che fungono da base elettorale del medesimo politico locale (in prevalenza PD date le aree coinvolte): sotto ordine condizionato: o faci ciò che ti dico o alla prima occasione il C.d.A. ti manda via.
    La ragione sostanziale di questi svarioni, di queste dimenticanze nei decreti, sta in questa commistione di ruoli, con il politico locale a fare da imprenditore irresponsabile.

    Qualcuno si impegni a spiegarci come si potrà mai uscire da questo fango, senza che arrivi un Robespierre il quale metta in funzione la ghigliottina per un paio d’anni ….

    una strada che bisognerà percorrere, questa della discarica del far politica d’oggi: una fine che sia la meno traumatica possibile, ma che venga presto, che venga in modo deciso e definitivo.

    buona serata Andrea

    RE Q
  10. #10 scritto da Galileo Galilei il 14 dicembre 2015 08:49

    RE Q
  11. #11 scritto da Città Ideale il 14 dicembre 2015 09:20

    I dati dimostrano quanto normale, quanto diffusa sia la pratica delle “banchette” di vendere se stesse (quote o obbligazioni) ai propri clienti.
    Chi ha avuto modo di avere relazioni con queste banche, si sarà sentito fare l’offerta.

    Con tanto di esibizione dello “storico” delle quotazioni… (prospetti costruiti in casa e non rilasciati ai clienti).

    le regole che elenca il direttore de ilsole24ore, fanno parte dei codici civili e penali di tutti i paesi, anche del nostro…. a cominciare da un enorme conflitto di interessi.

    grazie da parte dei lettori Galilei…

    e buona giornata

    RE Q
  12. #12 scritto da Andrea D. il 14 dicembre 2015 10:57

    Grazie Galileo per le segnalazioni.

    Riporto per praticità i punti salienti, anche perché i titoli, come spesso accade in Italia, sono fatti per dare un’impressione nettamente diversa da quanto si sostiene nel testo:

    I casi più esposti delle 4 banche coinvolte nel salvataggio del governo sono stimati in 1.010 piccoli risparmiatori (persone con meno di 100mila euro di risparmi presso la banca) con una concentrazione di bond subordinati superiore alla metà del proprio patrimonio. Si tratta dello 0,1% dei clienti complessivi delle banche. Il controvalore di tali obbligazioni subordinate è 27 milioni.
    [...]Circa la metà [delle obligazioni ndr] sono state collocate presso investitori istituzionali mentre i clienti privati possessori di obbligazioni subordinate oggetto del decreto 180 sono stimati in 12.500 per un controvalore di circa 431 milioni di capitale.
    I casi più esposti, invece come abbiamo visto, sono mille e 10.
    Inoltre, precisa ancora il comunicato, per 8.020 clienti la concentrazione del portafoglio in obbligazioni subordinate è inferiore al 30% degli investimenti. Infine, più della metà delle obbligazioni sono detenute da 2450 clienti con patrimoni presso le banche superiori a 250 mila euro. Per questi ultimi, spiega ancora la nota l’investimento medio dei bond subordinati è stato pari a 65 mila euro.

    I casi scottanti sono un migliaio e non è nemmeno detto che tutti siano poi allocazioni errate!

    Veniamo all’interessante articolo di Zingales (il cui link non è riportato ma che si può trovare qui):

    [...]Per questo è necessaria un’azione risarcitoria aggressiva nei confronti di tutti i possibili controllori: dagli amministratori ai sindaci, da Consob a Bankitalia.
    Questa azione non deve essere effettuata per compiacere il desiderio di rivincita dei risparmiatori inviperiti, ma per creare i comportamenti virtuosi in futuro e rassicurare i risparmiatori che abusi futuri non saranno tollerati.
    [...]Affinché questa azione [legale ndr] abbia qualche possibilità di successo, però, il governo non deve nominare un avvocato amico degli amici. Ci vuole qualcuno che venga da fuori e non guardi in faccia a nessuno. Non solo aiuterà le vittime, aiuterà anche il sistema finanziario italiano a funzionare meglio.

    Anche in questo caso niente soldi a pioggia a copertura dei “poveri sventurati”, ma azioni legali mirate al risarcimento del danno e alla punizione dei colpevoli che vanno rimossi e messi in condizione di non nuocere più in futuro (ivi compresi piccoli funzionari e direttori di filiale)!

    RE Q
  13. #13 scritto da Città Ideale il 14 dicembre 2015 11:50

    L’analisi di Zingales abbiamo già avuto modo di segnalarla, anche in altre occasioni che riguardano altre vicende
    (società pubbliche, cioè soldi nostri mal gestiti, a beneficio dei decisori politici e loro sodali).

    il sistema dei controlli, la scelta dei controllori, le loro responsabilità (e sanzioni conseguenti se fanno finta di non vedere), sono il presupposto di uno stato di diritto.
    Le sanzioni devono essere pesanti, oltre all’espulsione dall’ordine professionale: non si tratta di giustizialismo, ma del presupposto perché si crei fiducia verso imprese pubbliche (le banche sono un sottobosco pubblico, in veste che ne oscura il potere).
    Occorre che le responsabilità di gestione e quelle di controllo non si trovino in una condizione “conveniente” se escono dal seminato.

    Semplice: fa parte di una corretta gestione mentre, a cominciare da Buccinasco amministratori e controllori, possono contare su uno stato di sostanziale impunità; irresponsabili.

    Questo è uno dei noccioli duri più tosti per raddrizzare il sistema paese…
    Zingales dice bene, ma predica in un deserto di sordi, o meglio di udenti che non vogliono sentire

    buona giornata Andrea

    RE Q
  14. #14 scritto da Miserabile di Montecristo il 14 dicembre 2015 14:17

    Il sistema delle regole, già molto intricato tra regolamenti Consob, regolamenti della Banca d’Italia, MIFID e via discorrendo, resta sempre un passo indietro rispetto alla realtà.
    Gli operatori, in un sistema di diritto in cui tutto ciò che non è vietato è permesso, trovano sempre il modo, volendo, di aggirare le norme. Il miglior antidoto è la consapevolezza dei risparmiatori.
    Per tale motivo mi trovo d’accordo con quanto espresso dal Sig. Andrea.

    Non sono d’accordo con la scelta di vietare la vendita di obbligazioni subordinate agli sportelli!
    Per quale motivo le obbligazioni no e le azioni che non sono certo meno rischiose sì?
    Perché uno, volendo, può ancora comprare titoli argentini e non deve poter comprare obbligazioni bancarie?
    Perché sono rischiose?
    E i titoli argentini no?
    Perché, i titoli di Stato italiani, con un rapporto debito PIL che supera il 130% e con un debito che continua a crescere, sono sicuri?
    Sicuri?

    Un piccolo inciso: nel 2007, anno in cui è scoppiata la crisi, il PIL era di 1.546 miliardi e il debito pubblico di 1.602 con un rapporto del 103%. Oggi, dopo anni di quella che con una faccia tosta da antologia definiscono “austerity” il PIL (nominale) è grosso modo lo stesso, ma il debito pubblico supera i 2.190 miliardi (rapporto oltre il 130%) con una crescita di quasi 600 miliardi!!!!

    In questi anni in cui il Paese sarebbe stato strangolato dalle politiche di tagli alle spese imposti dall’Europa l’Italia ha speso oltre 70 miliardi all’anno in più di quanto ha incassato!
    Mediamente ogni italiano si trova sulle spalle 10.000 euro in più di debito, non male eh?

    Fa proprio ben sperare per il futuro.
    Con Renzi, il premier supergiovane dai poteri magici, abile dispensatore di regali e rendite a pioggia, il debito è aumentato di circa 100 miliardi e la prossima finanziaria è ancora a debito!

    Parlavate del Gattopardo?
    E’ in ottima salute a quanto pare.

    RE Q
  15. #15 scritto da manolete il 14 dicembre 2015 15:31

    Citta ideale,
    sfogli le foto di gruppo del dissesto pluri-annunciato di queste quattro banchette, e trovi tutti i protagonisti degli scandali più odiosi degli ultimi anni. Come se la feccia finanziaria che infesta l’Italia fosse richiamata ovunque dal segnale odoroso delle prede defunte che guida le iene.

    Bancarottieri, pregiudicati, palazzinari, mediatori, faccendieri, “massoni ” (nevvero Fine dicitore) deviati di ogni fratellanza, non manca nessuno tra i personaggi legati alle banche italiane, secondo i suoi nuovi “avvocati”, ha prodotto un disastro simile a quelli di Sindona e di Calvi: da Danilo Coppola a Stefano Ricucci, ricordo annebbiato dei “furbetti del quartierino”, fino alla Cricca degli appalti del G8, Cinque anni sono passati e le generazioni di furbetti del prestito facile, che nessuno mai restituirà, hanno continuato a mungere senza ritegno le banche “Vacca!”

    E ha pagare per l’ennesima volta è “Il popolo Bue” sacrificato ancora una volta da parte di Bank’Italia, e Consob, e da i rappresentanti di questo governo, immanicati a questi faccendieri e facenti parte loro stessi a massonerie e lobby occulte.

    Vedrete che nessuno pagherà grazie ai giudici “affiliati”, anch’essi massoni.
    Tutto andrà in prescrizione, ma sappia Renzi che se lo Stato non interverrà a risarcire gli obbligazionisti subordinati vorrà dire che anche tutte le obbligazioni d’altre banche così dette sicure, non lo saranno più agli occhi dei propri correntisti.

    Già in questi giorni s’è vista la corsa agli sportelli, dei correntisti, di queste ultime banche, (così dette sicure), vendendo (o cercando di vendere) obbligazioni delle stesse.
    Se lo stato non darà soddisfazione ai primi obbligazionisti subordinati, c’è il rischio d’un effetto domino incontrollato in tutte le banche italiane.

    Io l’ho sempre detto su questo blog se non erro anche Mr T.:

    Cittadino, correntista, risparmiatore, affini, collaterali, mai fidarsi delle banche italiane, e dei propri dipendenti.
    E’ sempre meglio e più sicura la Svizzera!
    Conpermesso

    RE Q
  16. #16 scritto da Città Ideale il 14 dicembre 2015 16:17

    Purtroppo è verità, purtroppo… quella del Miserabile di Montecristo

    Il senso di tutela dei Cittadini, considerati minus habens, di cui si avvalgono per giustificare la necessaria delega politica (il loro potere), viene come risposta automatica ai nostri partitocrati.
    Mai che prendano in mano le regole e le aggiustino, le applichino.
    Mai che rendano il sistema giudiziario e sanzionatorio inesorabile ed efficace, tempestivo.

    Tutto serve a giustificare altre leggi, altri divieti (con cui fanno finta di tutelare i minus habens, mentre con l’altra mano prelevano dalla cassa pubblica, indebitano il paese).

    Eppure sarebbe semplice applicare il “principio Zingales”: non costa nulla e blocca le porcherie a danno dei Cittadini tenuti disinformati, a bella posta.

    Siamo messi male: il gattopardo, l’insieme dei politicanti d’oggi, dobbiamo davvero ucciderlo.

    buona serata

    RE Q
  17. #17 scritto da Città Ideale il 14 dicembre 2015 16:29

    Natale sta avendo i suoi effetti di serenità anche a un manolete anonimo.

    Il quale le cose le conosce, almeno nella storia.
    Purtroppo usa il sistema “repubblica”:
    Dar colpa ai compari, ai sodali dei politici di turno, che in prima persona fanno i gestori del potere e degli affari in nome dei partitocrati.
    In questo modo trasformando indecenti e incapaci sfruttatori del patrimonio pubblico, privatizzando le rendite a beneficio proprio e dei politici.
    Questi sono il contrario dell’imprenditore che vive d isuo, che si misura sul mercato, che giorno e notte è impegnato a dare il meglio per la sua azienda, per i suoi dipendenti.
    Consorterie politico-affaristiche frutto di una economia statalizzata che sta mandando in malora il paese.

    Indirizzi meglio le sue invettive manolete… se il cane morde il passante la colpa è del padrone, non del cane.

    Città Ideale auspica e sostiene il “metodo Zingales”. in galera e spogliati di tutto i cattivi dirigenti, gli amministratori, coloro che hanno omesso di intervenire o che quando lo hanno fatto, da dietro hanno suggerito, ricattando e imbonendo, i sottostanti esecutori.

    manolete anonimo, che conosce bene la realtà di Buccinasco, ne sa qualcosa…. dalle parti di via Roma…

    Chissà perché, il Protocollo della Legalità, di cui parliamo oggi, non viene sottoscritto dal sindaco….
    chissà perché….

    buona serata

    RE Q
  18. #18 scritto da Città Ideale il 1 gennaio 2016 10:05

    Passa un mese ed ecco che esplode la reazione della Banca d’Italia: un vero grido d’allarme che il primo gennaio del nuovo anno esce nella forma di un fondo autorevole firmato dal direttore de ilsole24ore:
    http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-12-31/l-obbligo-fare-forza-verita-092106.shtml?uuid=ACdQeP2B

    Tutto da leggere, per quanto di espresso tra le righe e rivolto alla politica nostrana, accusata di incapacità e insipienza nelle stanze europee, dimentica della situazione del paese e dei suoi problemi.

    …. non si dimentichi che si è operato in un Paese che ha per un quarto della produzione industriale e si dovrà fare presto una vera bad bank che ne tenga conto senza regali, proprio per consentire alle banche di finanziare correttamente l’economia sana, e si dovrà farlo giocoforza senza chiedere permessi europei preventivi.

    I fatti tenuti nascosti, messi sul tavolo dall’economia reale….
    Auguri Italia… ne abbiamo bisogno

    RE Q

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