Le case mobili per i sinti: il sindaco fa il tonto?

Su proposta di Città Ideale, Coalizione Civica ha presentato interpellanza al sindaco perché ci facesse sapere lo stato della situazione e soprattutto se vi fosse attenzione sulle case mobili acquistate dal Comune e in proprietà della Comunità: se rimanessero in luogo e se ne controllasse lo stato (VEDI l’articolo con l’interpellanza).

Il sindaco ha fatto pervenire la risposta (VEDI) all’ultimo secondo e in Consiglio non se ne è parlato. La minoranza non ha inteso (non ha fatto in tempo) chiedere spiegazioni e porre le questioni che sorgono, che sono diverse e importanti. Proviamo a porle noi, intanto: ci farà sapere? Crediamo di no perché l’imbarazzo è evidente. Nel merito: il sindaco certifica che, tranne una  dai pagamenti regolari (ma lo verifichiamo noi, lui non lo dice),  le altre 5 non sono pagate regolarmente.

L’effetto giuridico, in base al contratto sottoscritto comporta alla seconda rata, il ritiro della casa mobile. Il debito che permane per chi ha sottoscritto il contratto; che la famiglia trovi altra sistemazione. Lo dice il contratto (non Città Ideale). Il sindaco si dimentica di informare nel merito, di contestarlo agli inadempienti. Dice che ha promosso una istanza di pagamento nel 2013 (naturalmente priva di effetto).

Il sindaco poi chiede agli interpellanti (Coalizione Civica) che suggeriscano loro cosa si può fare. Da incapace (o fa finta)  dovendo essere suo l’obbligo di agire, è lui che deve individuare il da farsi. Deve farlo lui. Ha in mano i contratti, ne applichi le clausole e se ne assuma la responsabilità! Si assuma le sue responsabilità il nostro sindaco: faccia valere la fascia tricolore con cui va in giro. Agisca come fece il commissario che, al primo ritardo minacciò l’immediata liberazione della casa mobile, ottenendo l’altrettanto immediato pagamento.

Deve farlo e fa parte dei suoi doveri, dei suoi obblighi. Non faccia il finto tonto. Finora, al riguardo,  gira i pollici. Allora gli effetti quali sono? Proviamo ad elencarli:

  1. Con le casse del comune sono state acquistate sei case mobili per un importo toale di 69mila euro (Iva inclusa?)
  2. Di questa cifra il pagamento era previsto in 48 rate da 250 euro cadauna per ciascun assegnatario. Scadenza ultima il 31 12 2015. Pagato tutto? NO: ad oggi della cifra impegnata dal Comune devono ancora essere incassati 56mila euro (siamo fuori dell’82%!)
  3. La sua amministrazione, un mese dopo l’insediamento ha provveduto a allungare le rate a 80 (scadenza 2018) riducendo la rata mensile a 150 euro. Con l’effetto che nessuno ha continuato a pagare; tranne uno, regolare, che si comporta da Cittadino serio.

Ricordiamo che a questa decisione il commissario Iacontini aderì su pressioni molto forti di Apertamente e soprattutto di Caritas. Che sono moralmente responsabili dell’inadempienza (prevedibile) che è in atto. Non si può far uso del danaro della Comunità per regalie a chicchessia.  Che i Cittadini poi diventino sfiduciati e diciamo pure insofferenti di questi senza fissa dimora che giocano a prenderci per fessi, è conseguenza logica.

Il sindaco deve assolutamente azzerare qualsiasi contributo, qualsiasi spesa, sistemazione o che altro fatta a favore di costoro. Se si vuole procedere verso un percorso di integrazione, si deve passare per il rispetto delle regole e degli impegni che in una Comunità civile tutti hanno nei confronti degli altri. Si svegli, renda conto il sindaco,  della gravità assoluta di questa situazione, che è intollerabile!

Applichi il contratto nelle sue clausole di garanzia e lo faccia subito, senza indugi. Un obbligo che non è severità o cattiveria, solo l’applicazione del patto sociale cui tutti i membri della Comunità devono adempiere, sono chiamati al rispetto. La smetta poi di prendere per buone la barzelletta che non hanno reddito, che manca il lavoro e cose del genere. Sa benissimo che vivono di espedienti e di ciò fanno ragione della loro distinzione.

Il sindaco inoltre non risponde alle richieste sui tempi e modalità che garantiscano la perfetta efficienza e il buon uso delle case mobili. Sono della Comunità fino all’avvenuto intero pagamento. Sappiamo tutti che nel 2018, si prospetta che le case mobili saranno ridotte a uno sfascio di nessun valore: rimarrà a noi Cittadini, alla Comunità la spesa dello sgombero. Una presa in giro della società civile e della Comunità, con le famiglie occupanti che ridono, si fanno beffe di noi, con i nostri soldi.

BASTA CON ELARGIZIONI A PERDERE

RADICANO COMPORTAMENTI  INCIVILI

TEMPO È VENUTO PERCHÉ SI AGISCA CON SERIETA’ E METODO

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 2 dicembre 2015 12:01

    Senza entrare nel merito della vicenda specifica, alquanto spinosa e intricata, occorre osservare che purtroppo viviamo in uno stato con vocazione assistenziale e paternalistica, ben lontano dallo stato “minimo”, con la conseguente bulimia di risorse (e tasse) per sostenere la spesa pubblica e l’inefficienza/inefficacia che la contraddistingue.

    Cosa succede se uno trova più comodo farsi mantenere dalla collettività anziché rimboccarsi le maniche e cercare di provvedere a sé stesso?

    Nulla, la collettività lo deve mantenere.
    Qualunque cosa si tenti di fare, di obbligarlo a pagare, lui non farà nulla, perché tanto se non paga ci dovrà pensare la collettività!

    Cosa volete fare, buttarlo in mezzo a una strada, mandarlo a dormire sotto i ponti?
    Lo stato paternalista (finto buonista, perché su quelle spese poi ci campano orde di parassiti) questo non lo permette.
    Di conseguenza sta tutto alla buona volontà del singolo: se ha voglia bene, altrimenti occorre mantenerlo a non far nulla per tutta la vita, per tutte le generazioni future.

    In uno stato minimo l’aspetto solidaristico non è assente, ma anziché essere regolato per legge dallo stato, con le storture che sono sotto gli occhi di tutti, è affidato alla libera iniziativa privata la quale risponde di quel che fa ai propri benefattori e non ha alcun obbligo d’intervento. Per cui se uno decide di non fare nulla per sé stesso, quando invece potrebbe, non verrà mantenuto a vita e potrà liberamente andare sotto i ponti, scelta (e libertà) sua, non della collettività!
    Un banale concetto di responsabilizzazione.

    Solo un’elevata autonomia e un forte potere discrezionale possono consentire di valutare caso per caso se uno “c’è o ci fa”, se merita aiuto o non merita nulla (tra l’altro con giudizi diversi da valutatore a valutatore).

    La casistica è troppo complessa e variegata per consentire una regolamentazione di tipo burocratico, standardizzato e quindi risulta ingestibile per lo stato.
    Senza considerare che, dal momento che paga Pantalone, c’è la tendenza (finto-buonista in realtà parassitaria perché più gente si mantiene più risorse arrivano e più risorse arrivano più ci sarà gente pagata per gestirle) a includere chiunque, perché “poverino …”.

    Entrando invece di striscio nel merito della questione, credo che il Comune, indipendentemente dalla volontà di un’amministrazione piuttosto che un’altra, abbia le mani legate e possa fare poco, perché se sgombrasse le case mobili, poi dovrebbe, obbligatoriamente, farsi carico di sistemare le famiglie, con costi anche maggiori di quelli che sostiene oggi.

    Un’assurdità, ma è così, poi ci potrà essere chi ci marcia e chi ci campa, ma la realtà del nostro stato è questa.
    In questo senso mi chiedo a cosa potrà mai servire la procedura di riscossione coattiva, partita oltre due anni fa e tuttora senza frutti (ma con dei costi).

    E mi chiedo anche: mentre il Comune attiva una tale procedura, che costa alla collettività e non produce nulla, quante risorse economiche, sotto forma di contributi, elargizioni, trattamenti di favore e via dicendo, ha dirottato verso quelle stesse famiglie?

    RE Q
  2. #2 scritto da Napoleone Buonaparte il 2 dicembre 2015 15:31

    Il Sindaco di Buccinasco non ama la legalità, questo è risaputo.

    Il Comandante dei vigili è un suo esecutore impaurito;, pure questo è risaputo.

    Fatto sta che le casette pagate dai cittadini buccinaschesi stanno per essere dismesse (invio foto).

    A questo punto la domanda sorge spontanea è stata fatta una delibera di dismissione?
    chi prende i soldi ?
    sono state regalate a qualcuno?

    Sono certo che che Sindaco & C. taceranno, ma credo che la Dott.ssa Iacontini non sarà contenta se dovesse leggere questo post.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 2 dicembre 2015 17:05

    L’insieme è descrizione ragionevole Miserabile di Montecristo, ma…

    dipende da chi amministra, in modo determinante, dipende da costui.
    Il Commissario iacontini non aveva più potere del sindaco Maiorano:
    > Iacontini, al primo tentativo di non pagare le rate, ha posto in atto una procedura di sgombero ed ha ottenuto l’immediato allineamento agli obblighi del contratto;
    > Maiorano, non era passato un mese, ha recepito l’istanza di Apertamente sulle difficoltà a pagare (che già a maggio si sono concretizzate in forma massiva); altri dieci giorni e ha ridotto le rate a 150 euro, spostando la integrale scadenza dal 31 12 2015 al 31 12 2018!

    Il risultato si è visto! La differenza è sotto gli occhi di tutti.
    Se lascia aperta la porta al buonismo illecito (contro la legge, contro gli obblighi contrattuali), è finita.

    Il buonismo illogico e illecito non può essere una scusante.
    nel bilancio non vi sono effetti perché formalmente i beni acquistati restano a bilancio come bene pubblico, ma il danno per la Comunità è evidente.

    Con cinque sinti su sei che ci stanno prendendo tutti per i fondelli.

    Oltre al fatto evidente che non è il reddito dichiarato che rappresenta la ratio su cui procedere o meno, in casi come questi.
    Siamo tutti certi che, se togliamo loro le casemobili che abbiamo pagato noi, questi non resteranno sulla strada, una sistemazione precaria la troveranno comunque.
    L’hanno sempre trovata da oltre 3.500 anni. hanno sempre vissuto così.

    L’inadempienza di un obbligo contrattuale del beneficiato, è anche inadempienza del sindaco che ha l’obbligo di far eseguire, prontamente e senza tentennamenti, le clausole che tutelano il Comune.

    se non lo fa:
    a) compie una omissione di atti d’ufficio (salvo errore): art 328 codice penale;
    b) dimostra patente incapacità a tutelare gli interessi della Comunità;
    c) consente ai sinti di trattare a sberleffi i Cittadini che pagano le tasse

    Questa condizione non è propria di uno stato di diritto.
    la gravità è evidente.

    Nell’interesse di un reale processo di integrazione i sinti le leggi e i contratti firmati li devono rispettare!

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 2 dicembre 2015 17:26

    Buona parte le raccomandiamo molta attenzione su ciò che ci sta riferendo: qui si tratta di qualcosa di simile ad un falso in atto pubblico da parte del sindaco (artt. 476 e segg. del Codice Penale).

    per chiarezza dei lettori riprendiamo i termini della questione:

    L’interpellanza proposta da Città Ideale e fatta propria da Coalizione Civica, contiene come presupposto quanto segue:

    NEL CORSO DEL MESE DI NOVEMBRE SI E’ VERIFICATA L’ASPORTAZIONE DI ABITAZIONI MOBILI DAL SEDIME CHE L’AMMINISTRAZIONE HA ASSEGNATO ALLA COMUNITA’ SINTI;

    In merito la risposta del sindaco a Coalizione Civica, è la seguente:

    In primo luogo, solo per circoscrivere l’argomento, intendo precisare che i recenti interventi nel campo sinti non hanno riguardato le case mobili di cui si occupa la Vs. interpellanza.

    Non possiamo ritenere che il sindaco commetta reati di questa natura e, fino a prova del contrario, dovremo rimanere fermi sulla dichiarazione ufficiale e formale fatta dal sindaco, su carta intestata del Comune, indirizzata ai Consiglieri di Coalizione Civica.

    Può poi verificarsi di tutto e ogni giorno leggiamo di politici che del codice penale ne fanno a meno e commettono reati molto gravi…

    Il sindaco ha certamente difficoltà nelle affermazioni che rilascia pubblicamente ed abbiamo dovuto riprenderlo ancora ieri, ma qui saremmo davvero oltre ogni limite.
    Avrà fatto riscontrare la situazione delle case mobili,
    Avrà richiesto al funzionario comunale competente una verifica specifica,
    Avrà ottenuto in merito una specifica risposta scritta del funzionario comunale incaricato

    Ricordiamo che le case mobili acquistate dal Comune sono del Comune e non degli occupanti….
    Sarebbe davvero, ove fossimo, in una condizione diversa, di fronte a un atto di gravità inaudita.

    A titolo suo personale gli auguriamo che abbia agito con la dovuta prudenza e serietà, che quanto ha dichiarato corrisponda la vero.

    buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Miserabile di Montecristo il 2 dicembre 2015 19:21

    E’ indubbio che a fronte di debolezze o predisposizioni a lasciar correre sia più facile marciarci, ma le leggi attuali rendono l’impresa ardua per chiunque!
    Aggiungiamoci il fatto che la situazione di crisi generale non aiuta certo.
    C’è gente, anche di buona volontà, che perso il lavoro non è più stata in grado di trovarne un altro!

    Perché piuttosto non cercare di riscuotere i crediti impiegando questi signori in piccoli lavoretti a favore della comunità?

    RE Q
  6. #6 scritto da Napoleone Buonaparte il 2 dicembre 2015 22:17

    Le foto le ho inviate le pubblichi a prova di smentita da parte del Sindaco pasticcione è un po’ pinocchietto!!

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 2 dicembre 2015 23:44

    Ci faremo un articolo e proveremo a chiedere una seconda interrogazione al riguardo.

    Il sindaco deve al riguardo precisare in modo più specifico nel rispondere alla questione posta.

    buona notte Buona parte

    RE Q

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