Dote contagiosa, rivoluzionaria, terapeutica: la GENTILEZZA

Argomento che può sorprendere, quello della cortesia, della gentilezza nei rapporti di ogni giorno con l’altro. A Città Ideale fa venire alla mente la definizione dell’Uomo più rivoluzionario di tutti i tempi, cui venne chiesto quale fosse il primo, il più importante dei comandamenti:

Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questo

Sembrerà banale, chissà quante volte i nostri lettori l’avranno sentito e letto. Un Ebreo di duemila anni fa con questa affermazione vuol dimostrare il modo diverso, alternativo rispetto ai suoi tempi. Tanto alternativo e rivoluzionario che a tutti di noi capita di dimenticarcelo, di scordarsi del praticarlo. Il prossimo sono tutti, siamo ciascuno di noi per primi, ma anche il passante, il vicino di casa, la signora dal panettiere, il bambino esuberante al supermercato. Il claudicante che fatica a scendere dall’auto, oppure noi stessi che senza avvedercene ci poniamo davanti all’altro.

Un sorriso, il saluto al vicino, una parola, una frase cortese, a toni normali che replica e chiarisce. Cambia il mondo, cambia il nostro vivere e come gli altri vedono noi. Si vive in un mondo che percepiamo amico, fatto di tanti diversi ma tutti aperti e disponibili. in una parola gentili. Non solo questo; soprattutto questo abito mentale, il rispetto dei vicini, del prossimo, porta naturalmente all’etica e alla dirittura morale.

Vero per i rapporti interpersonali ma anche per un respiro con cui vedere la Comunità, nel suo significato più coerente al termine, alla parola Comunità . Siamo esseri sociali, profondamente immersi in un vivere fatto di inter relazioni, di attività, interessi, passioni che nel collettivo si vivono pienamente. Basta pensare a un concerto, in piazza o a teatro, uno stadio di calcio con un derby, vissuto soli: unici ascoltatori o spettatori a vedere, vivere, sentire. Oppure la rovescio: tutti i posti occupati e l’evento vissuto insieme mentre inizia, prosegue, si sviluppa.

Un tocco leggero, una parola sussurrata, un pensiero educato, un saluto cortese:

la gentilezza così facile a dirsi, così necessaria a farsi

Oggi, il 13 novembre è la Giornata Mondiale della gentilezza, indetta da una conferenza mondiale a Tokyo nel 1997, introdotta in Italia nel 2000. Alla giornata sono legati idieci comandamenti della “cortesia moderna”:

1. Ascoltare

2 Sorridere

3 Ragionare

4 Rispettare

5 Condividere

6 Non inquinare

7 Riutilizzare

8 Mangiare local

9 Proteggere gli animali

10 Vivere con etica

L’insieme di questi elementi potrebbe benissimo  far parte del programma d’istruzione che va sotto la denominazione di Educazione Civica. Quanto la scuola intervenga oggi non sappiamo, quanto le famiglie siano attente a questi principi pure. Tuttavia possiamo vedere ogni giorno un modo d’essere e di comportarsi, in particolare delle giovani generazioni, che lascia a desiderare. Spesso anche parecchio a desiderare.

Dal lato più sociale e pubblico, dal lato etico e civico, vediamo poi comportamenti che di questi valori non danno conto; sono trascurati, una volta era d’uso il termine: negletto. Una ragione in più perché di questa Giornata della Gentilezza, si parli e che, in particolare, ciascuno di noi Cittadini si impegni a farne un il programma d’azione.

UN AUGURIO E UN SALUTO AI CITTADINI GENTILI

DOTATI DI ETICA E SENSO MORALE

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