Sicurezza per i Cittadini: Maiorano fa flop, come volevasi dimostrare

Siamo ormai divenuti abitudinari nel constatare che le nostre proposte, le nostre critiche, i nostri suggerimenti  a questa amministrazione trovino poi quasi puntuale riscontro nella evoluzione dei fatti che seguono. Essendo fermamente ancorati al dubbio, alla verifica costante delle situazioni che si presentano, che fanno emergere aggiustamenti o rettifiche, questa quasi automatica conferma che si trascina da tempo ci preoccupa.  Per noi ma soprattutto per la situazione della Comunità, per i Cittadini.

La serata divisiva per creare l’alternativa all’iniziativa dei Cittadini: Sorveglianza di Quartiere, non va bene, è spontaneistica (definizione che, per le adesioni raccolte, dovrebbe essere positiva, ma forse non lo capiscono). Si sono ritrovati nei soliti cinquanta, forse qualcuno in più visti familiari e parenti di esponenti della maggioranza: in pratica l’attivo di sinistra onnipresente a qualsiasi manifestazione sinistra o sedicente progressista. Era scontato, il commento del vicesindaco ne rappresenta il rammarico:

Ieri sera, finalmente, serena e seria discussione ISTITUZIONALE sul problema sicurezza e controllo di vicinato. Assenti “i poco seri” è stato molto interessante ed istruttivo x tutti.

Definire poco seri i Cittadini assenti è un autogol incredibile. I “seri” di Buccinasco sono entro il circolino PD, una cinquantina più familiari?  I ventisettemila assenti sarebbero poco seri?  Davvero non capisce che chi ha sbagliato la serata, la riunione, è l’amministrazione?     Un tentativo di dividere la Comunità: si è presa una sonora sconfitta, perché i 600 aderenti non si sono sentiti rappresentati in quella assemblea.    Così viene la sconfitta delle ISTITUZIONI.  Ne vengono in mente altre pubbliche riunioni clamorosamente sconfitte (lo statuto, ad esempio).

Il sindaco ha fatto il suo fervorino scontato; poteva risparmiarselo, tranne per l’ammissione sorprendente che a Luglio a Buccinasco vi è stato un picco straordinario della microcriminalità, “nella case, nei box, per le strade”. Dopo tre mesi di smentite, sorprende.  Bellamente ignorata l’esperienza Sorveglianza di Quartiere, nessuna spiegazione del perché non fosse invitata. Competenti e utili le descrizioni operative dei rappresentanti del Controllo del Vicinato: Leonardo Campanale e Gianfrancesco Caccia, che ricalcano le descrizioni qui svolte da Città Ideale (o viceversa).

  • Fondamentale il coordinamento e la collaborazione fra i Cittadini; sono loro che conoscono più a fondo la realtà che li circonda; occorre partecipazione attiva diffusa, che difende tutti.
  • L’iniziativa non contrasta ma sostiene a affianca con notizie e tempestività l’azione delle forze dell’ordine.
  • Attenzione a persone che circolano e sono estranee al contesto; diffidare di chi visita e chiede informazioni sulle case, sulle famiglie, ecc.
  • Essere esigenti sull’esterno rispetto alle case: vetri  rotti, sporco, trascuratezza generano degrado; lampione spento. Sono un avviso di via libera al ladruncoli. Denotano un ambiente poco coeso, fatto di individui non di collettivo.
  • Vista una persona non conosciuta sulle scale, in ascensore. Chiedere dove si reca, ecc. Il ladro teme di essere fissato, di diventare ricnooscibile e se ne va in altri luoghi.
  • Artigiani o esecutori di traslochi, sono una possibile fonte di informazione che arriva a chi poi delinque; selezionare con cura e rivolgersi a persone del luogo, riconosciute.
  • Sostegno importante una videosorveglianza diffusa con una sede operativa che coordina, che si interfaccia con gli aderenti.

Il solo pensare che possa nascere un nuovo senso del collettivo (auspicio del sindaco), pilotato e condotto da una amministrazione come questa che abbiamo, è partita persa in partenza. I Cittadini che prendono in mano la loro gestione possono essere sorretti, trovare una risposta accogliente dal municipio: pensare che, come pecorelle timorose seguano il fischio di un pastore esterno, è destinato a non riuscire. I Cittadini non sono quelli di cento o anche cinquant’anni fa. hanno capacità e competenze almeno eguali,  perfino migliori di chi ci amministra. Se ne facciano una ragione e tornino, finalmente, alla politica di servizio.

Insomma una serie di gocce, anche minuzie, tante e piccole ma ciascuna utile per capire il comportamento  di malintenzionati. Con un complessivo insieme di azioni che genera una Comunità coesa e coordinata. I ladri lo capiscono in fretta; prefericono ridurre i rischi e cambiare aria. Una informazione utile ai presenti, a tutti i Cittadini. Ma non era ciò che si prefiggeva l’assemblea; piuttosto addormentata e poco reattiva. Possiamo chiamarlo un flop? Purtroppo ci siamo vicino, ma hanno fatto tutto loro, da soli.  Soli sono rimasti.

SENSO COLLETTIVO DEL VICINATO E DEL QUARTIERE

CITTADINI PARTECIPI CHE FANNO COMUNITÀ

PERCHÉ MAI FANNO PAURA?

LA PRIMA SICUREZZA LA COSTRUIAMO NOI

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