Renzi , le elezioni a primavera: leggi elettorali di spesa

Città Ideale è portata a valutare i comportamenti in chiave predittiva rispetto alle finalità vero cui procede il politico di turno.      Comportamento che i media, i giornalisti, hanno dimenticato o quasi.    Nella generalità dei casi si limitano a diffondere ciò che ha detto il politico Tizio, cosa ha risposto Caio, Cosa ha deciso il ministro o il premier.     Circa gli effetti, le motivazioni e gli intenti del politico giornalisti mandano il cervello in soffitti e ripetono a pappagallo la valutazione del politico medesimo.

Cosa pensa il pennivendolo-pappagallo? Quale è la sua valutazione? Quali le altre posizioni politiche e come le colloca?     Un vuoto pneumatico riguardo al pensiero.     Questa non è informazione; questo non è  servizio verso i Cittadini e il paese.      Verrà il tempo in cui di questo livello appiattito del fare informazione, dell’occupazione partitica del potere se ne dovrà parlare. Oggi tutto tace; è molto triste.     Adesso parliamo del far politica del premier.

Davvero incredibile la sequela di annunci: l’Italia è diventato paese del Bengodi.

  • Anche ad Agosto le entrate superano le spese (turismo e EXPO): viene comunicato che il debito pubblico si è ridotto. Su base annua saremo fortunati se il debito pubblico in miliardi di euro non sarà aumentato oltre i 70 miliardi.
  • Abolita la tassa della prima casa. Riducendo di poco a molti; favorendo di molto ai benestanti. Contro ogni logica economica nella situazione in cui l’italia si trova. Oltretutto compensando con nuovo debito (aumento della flessibilità, lo chiamano). Un decisione incostituzionale perché riduce l’autonomia finanziaria degli enti locali.
  • Si preannuncia lo sforamento del patto di stabilità, con la felicità dei Comuni tutti. Fassino, presidente dell’ANCI, a nome di tutti, plaude. Altro effetto della flessibilità, perché si aumenta il debito pubblico complessivo. Altra decisione di dubbia costituzionalità perché finanzia il Comune con nuovo debito, anziché con entrate proprie.
  • Rinnovo degli 80 euro per i redditi modesti (riducendo le entrate in misura correlata, aumentando i ldebito pubblico).
  • Promessa di abolizione dell’IRAP (tassa sul personale alle imprese) e riduzione dell’IRPEF, ma lentamente qui si parla del futuro: poco nel 2016, un po’ di più nel 2017. Offrire speranze future agli imprenditori ha quasi del puerile. Comunque il premier ci prova.
  • Uso del contante da 1.000 a 3.000 euro. proposta che ha un solo significato comprensibile. Chiede consenso a professionisti, artigiani e piccoli commercianti. aumenta l’evasione  (riduce le entrate per lo Stato).

Piccoli vantaggi a dipendenti e pensionati; allentamento della cinghia nelle spese per i comuni,  regalini di qui, altri di là. Promesse alle imprese, solo promesse, per tenerle calme. si tiene buone categorie importanti: avvocati, commercialisti, artigiani ecc. Siccome Renzi non è un pollo (come viene definita persona che prende decisioni autolesioniste senza rendersene conto), se compie questa sequenza di elargizioni, la sua ragione l’avrà.

Nessuno lo dice, ma a lume di logica è evidente l’intento: il prossimo anno si andrà alle elezioni politiche anticipate, in concomitanza con le elezioni locali nelle grandi città (Roma compresa).  Oltre al consolidamento del potere; soprattutto teme lo scoramento dalle mancate promesse e soprattutto la perdita di Roma o qualche altra città grande a beneficio di M5S.

Unendo il tutto e facendo votare insieme alle politiche spera in un voto di schieramento, che contrasti la condanna verso gestioni locali carenti, soprattutto a sinistra. Questo è il personaggio: un politico che del paese  è interessato meno, che guarda prima alla propria rielezione (il contrario della definizione che De Gasperi da dello statista).  Si accettano scommesse.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 16 ottobre 2015 11:39

    Personalmente non credo che si andrà ad elezioni la prossima primavera, ma potrebbe anche essere e quindi, in perfetto stile DC (con le elezioni sempre dietro l’angolo, come diceva Pomicino), si fa una bella legge di spesa che porti consenso, ovviamente a debito perché per pagare e morire c’è sempre tempo.

    Siamo andata avanti con questo giochino per un cinquantennio, poteva il giusto figliuol di cotanta stirpe sottrarvisi?

    Certo che no: altro che nuovo che avanza, questo è più vecchio della vecchia DC
    (a mio avviso solo un po’ più arrogante e meno furbo, meno accorto).

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 16 ottobre 2015 12:21

    Quanto al tempo delle elezioni, è condizionato dal perfezionamento della modifica costituzionale.

    Tuttavia, se lo ritiene utile per sé, butta via tutto e si va a votare mille parlamentari, col senato come adesso, facendo felici quelli del sistema romano …

    per il resto, l’uomo e di quel tipo lì, Miserabile di Montecristo…

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 17 ottobre 2015 14:13

    Ne viene un’altra, dal premier, per giustificare l’abolizione della tassa sulla prima casa.

    «Eliminando la tassa sulla casa si restituisce respiro a l’edilizia. Sono 920 mila i posti persi» negli ultimi anni: «forse non da solo risolve il problema ma l’effetto fiducia che può avere questa misura possa aiutare gli italiani a tornare a investire», Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/ibzQIb

    Priva di senso logico: L’IMU (Imposta Municipale Unica, se lo ricordi), è lì per rendere operante l’autonomia amministrativa degli enti locali.
    Scegliere per questa imposta la proprietà della casa è un insulto al buon senso (non è colpa sua, ma la corregga, non l’elimini).

    Il parametro per Imposta Municipale Unica è la dimensione dell’abitazione, per categoria di bene (che sia in proprietà o in affitto).
    Un parametro che in Europa funziona: un fatto di democrazia e autonomia.

    Agevolare l’edilizia richiede ben altro:
    in Italia abbiamo amplissime zone e molte città che richiedono riqualificazioni urbane, complesse, che muovono investimenti elevati.

    Faccia una legge al riguardo, e non racconti parametri privi di logica (eufemismo dato che il destinatario è chi ci governa)

    RE Q

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