Protocollo della Legalità: Maiorano non la firma

Altro che legalità 100%!    Siamo andati a leggere, con attenzione e qualche fatica la risposta di Maiorano, al Protocollo della Legalità presentato dalla Commissione d’indagine, approvato all’unanimità.    Note  che il sindaco  intendeva leggere in consiglio comunale (dimostrazione di disattenzione nel comunicare, perché la lettura è davvero ardua e una sua lettura pubblica non l‘avrebbe capita nessuno).

Mettiamo da parte il tentativo non bello di rimangiarsi l’approvazione, da parte dei commissari nominati dalla maggioranza, escluso Arceri.    Una ricerca di dequalificare il documento, che il sindaco fa propria attribuendolo al Consigliere Cortiana (una disattenzione?).     Questo è un documento approvato dalla Commissione all’unanimità. Nella stesura dovrebbe essere firmato dal sindaco, controfirmato per adesione dalla Camera di Commercio, Associazione Imprese Edili, Conf-Artigianato. Organizzazioni Sindacali.

Questo documento, impegnativo e bene articolato, sembra evidente visionato e revisionato da esperti della materia negli appalti pubblici: autorità anticorruzione, giuristi e  magistrati del pool o a questi vicini.     Basta la lettura per capirne lo spessore (VEDI).     Fossimo nei panni del Sindaco lo firmeremmo subito, andando a chiedere agli enti riportati la firma per condivisione, sarebbe un atto di autentico contrasto a corruzione e antistato.

Maiorano cosa fa ?     Vede questo documento come un atto volto a criticare la sua gestione e stende una risposta dal carattere difensivo (VEDI).    In due parole: queste cose ci sono già; queste altre la legge non le prevede. Quest’altre ancora non ci piacciono: non dice proprio così, è una nostre deduzione. Parliamo subito della questione radicalmente bocciata.

Si tratta dell’articolo 4 del Protocollo che tratta del conflitto di interessi, che permea tutto il protocollo.       Stringente, giuridicamente.      Fosse una gestione d’impresa, il codice etico secondo noi dovrebbe prevedere per tutti: amministratori, dipendenti, consulenti e imprese appaltanti, l’autodichiarazione  che indica le relazioni economiche, societarie o di lavoro che possono rappresentare situazione di conflitto: tutte depositate e gestite dal responsabile anticorruzione del comune.      Pena economica o perdita dell’incarico ove nelle dichiarazioni risultassero poi manchevolezze o omissioni.

In questi termini il Protocollo non descrive , ma comunque è stringente sulla materia, tanto che il sindaco non lo vuole. Lo rifiuta con questa motivazione:

Con riferimento all’art.4, stante la mancanza di una previsione normativa in tal senso, è necessario valutare concretamente la fattibilità dell’impegno ivi previsto, in quanto incide sulla libertà negoziale di soggetti terzi.

Che le leggi in materia siano assenti o quasi, è cosa nota. Una delle innumeri vergogne di questa politica, della partitocrazia, del parlamento.    Proprio per questo il Protocollo la prevede; proprio per questo i consulenti (presumibili) del Presidente Cortiana  la propongono come decisione volontaria del Comune.    Che qualche comune cominci a introdurla e praticarla, realizza un principio (il conflitto di interessi e il codice etico) che tenderà a diffondersi e metterà in imbarazzo i politici che non lo adottano.

Ecco un concretissimo gesto di contrasto all’antistato e alla corruzione, che farebbe risalire credibilità, dopo l’infausta uscita e il silenzio durato 22 giorni sui “100 comuni contro le mafie” proposto dall’ANCI.      Maiorano ci perdonerà la nostra diffidenza al riguardo: non lo farà, anche perché questa sua lettura del Protocollo va in senso esattamente contrario.

Quanto alla procedura: Città Ideale ritiene improprio quanto deliberato in Consiglio: l’analisi da parte delle commissioni per integrare il Protocollo entro le regole già presenti ed adottate.     Un errore di metodo.     C’era intanto da chiedere, pretendere la firma da parte di  Maiorano e degli enti indicati in calce (da cui senz’altro il presidente Cortiana avrà già ottenuto l’adesione preliminare sul testo).       Solo dopo, il sindaco, anche con l’autorevolezza del documento, poteva incaricare la sua struttura del lavoro di incrocio e inserimento.

La risposta del sindaco è forse un tentativo per evitare di impegnarsi ?     Non si è reso conto del suo gesto ?     Ci auguriamo che torni sui suoi passi e ritorni in Comune con il documento da lui firmato, con l’adesione di Confcommercio, Assimprese edili, Conf-artigianato e OO.SS. Proseguisse sulla sostanziale negazione,   la legalità, il contrasto alla corruzione e all’antistato stanno da un’altra parte e questa amministrazione non onora Buccinasco.    Continua a disonorare la Comunità e i suoi Cittadini.

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  1. #1 scritto da Alessandro La Spada il 6 ottobre 2015 18:36

    Caro Luigi, dopo avere cliccato il PDF, direi che è una fortuna che non sia stato letto in aula: burocratese puro.

    Sfido chiunque a trarne un’utilità per la discussione.
    Scritta con tutta evidenza da un funzionario, sarà buona invece per le commissioni e gli uffici.

    Laddove dice “l’appesantimento delle procedure potrebbe orientare i lottizzanti verso la monetizzazione delle opere…”.

    Se è un pretesto per buttare tutto in vacca, mi sembra debole. Qualsiasi Comune festeggerebbe all’idea che da domani i costruttori paghino tutti gli oneri in contanti, invece di ritrovarci, come a Buccinasco, con le opere accessorie fatte tardi e male.

    Forse non tutti sanno che la scuola di via degli Alpini ha rischiato di non esistere mai.
    Figurati che bello se, invece di quel progetto arrancante e fallimentare, il Comune avesse incassato subito 2 milioni.

    Poteva assegnare il lavoro a una ditta che lo avrebbe fatto presto per essere pagata, invece di aspettare anni per avere una scuola senza palestra con difetti sconcertanti (il vetro staccatosi da una finestra).

    Riguardo ai controlli di compatibilità normativa, mi sembra legittimo.

    Credo che un obbligo di fornire informazioni non “limiti la libertà negoziale” di nessuno.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 6 ottobre 2015 20:54

    detto in due parole, Alessandro, la situazione può descriversi così:

    UNO
    La Commissione d’indagine, in esecuzione dell’incarico ricevuto, presenta in Consiglio il Protocollo della Legalità, documento di profilo senz’altro elevato, frutto di lavoro e di studio approfondito, approvato dalla Commissione all’unanimità; si tratta di un atto di indirizzo autonomo, che richiede la firma solenne del Sindaco e l’adesione di enti che rappresentano associazioni di imprese e sindacali di alto profilo;

    DUE
    Anziché disporre quanto indicato dalla Commissione d’indagine il Sindaco, ricevuto il documento il 31 luglio, non dice nè Si né NO. non risponde ai solleciti del presidente Cortiana, salvo alla fine dire verbalmente che presenterà una sua valutazione in Consiglio;

    TRE
    Il testo della “risposta” è una contestazione sostanziale del contenuto dell’atto di indirizzo che il comune di Buccinasco dovrebbe far proprio. I contenuti e le motivazioni addotte per criticare il Protocollo della Legalità sono modeste e fanno trasparire imbarazzo; dopo essere stato zitto per due mesi, la risposta è NO.

    Conclusione
    Il Comune di Buccinasco non avrà l’atto di indirizzo predisposto dalla Commissione d’Indagine, le commissioni ordinarie incaricate di “sistemarlo” entro normative e regolamenti faranno del loro meglio (forse)
    ma viene meno il documento di riferimento che autonomamente avrebbe dato a Buccinasco una immagine di alto profilo nella lotta alla corruzione e all’antistato.

    Non riusciamo a comprendere il meccanismo politico che ha portato a questa soluzione, che ci imbarazza.

    Questo documento: PROTOCOLLO PER LA LEGALITA’ DI BUCCINASCO, integrale come proposto, Città Ideale lo proporrà integralmente come atto di indirizzo per Buccinasco alle liste che si presenteranno nelle prossime elezioni, perché dichiarino di farlo proprio.

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Alessandro La Spada il 6 ottobre 2015 21:58

    Mi sembra un’ottima idea. Penso che discuterne con “le liste che si presenteranno” sia un po’ fatica sprecata, visto che una parte sostanziale di costoro dimostra di avere una paura fottutissima.

    Dovrebbe essere il programma di Città Ideale.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 6 ottobre 2015 22:16

    Sarà fra i punti del programma di Città ideale, Alessandro.

    La nostra sfida che riguarda il Protocollo della Legalità sarà chiedere a tutti coloro che competono, che si impegnino a adottarlo.

    Questa è l’azione che tutta Buccinasco deve condividere, senza se e senza ma, senza percentuali; non escludendo nessuno.
    Se poi vi fossero coloro che si chiamano fuori, ebbene, loro si escludono e si targano da soli.

    Questa amministrazione, in materia, è un pantano informe che non solo provoca distacco, ma anche preoccupazione.
    Prima finiscono, meglio sarà per la nostra Città ideale, per ricostruirla.

    buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 6 ottobre 2015 22:51

    Un lavoro eccellente della Commissione (o dovremmo dire del Presidente Cortiana?). Una lavoro che andrebbe presentato a un’autorità di alto livello, come potrebbe essere l’Autorità Anticorruzione, ma forse fin troppo per un Comune.
    A Buccinasco, poi, con questa amministrazione della legalità 1.00%, risulta impossibile da applicare.
    Roba da marziani.

    Il Comune non ha potestà legislativa, ma, nelle materie di propria competenza, ha potere regolamentare.
    Il che vuol dire che non può mettersi contro le disposizioni di legge, ma, volendo, le può integrare. Volendo!

    La risposta del Sindaco sembra, per lo più, una barba finta.

    Una serie di scuse, senza sostanza, per non mettere in atto un programma serio che costringerebbe il Comune ad operare con paletti prefissati, controlli rigorosi e difficili da aggirare.

    Concordo, però, su un punto: l’articolo 4, quello sul conflitto di interessi (una previsione sensata e, teoricamente, dovuta che andrebbe regolata per legge), potrebbe essere di difficile applicazione per via regolamentare.

    Cosa succede se un Assessore rifiuta di aderire?
    Cosa succede se viola la norma? Nulla!

    Almeno così temo. Inoltre l’articolo andrebbe esteso non solo agli Amministratori (la Giunta), ma anche a tutti i Consiglieri (non ha senso che uno sia chiamato a votare una norma che regola e incide su interessi privati e poi faccia affari, nel senso letterale del termine, con quel privato! Fa a pugni con la logica più elementare).

    L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto.
    E NO! questo discorso non va,

    perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh!
    Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso.

    Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.

    Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto.

    Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.

    (Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)

    Rileggete con attenzione, parola per parola, questa dichiarazione di Borsellino (che si può riassumere nella frase conclusiva non soltanto essere onesti, ma apparire onesti) e poi ripensate ad alcune recenti esternazioni di politici nostrani, con astrusi richiami a sentenze, peraltro nemmeno passate in giudicato: non vi fischiano le orecchie?

    Questo passa il convento … per ora!

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 6 ottobre 2015 23:01

    Ciao Alex, in realtà le opere a scomputo dovrebbero essere un affare per entrambe le parti: il Comune, se capace, dovrebbe ottenere opere per un valore più elevato di quello che potrebbe comprare sul mercato (a un prezzo che incorpora il giusto profitto dell’impresa) e il costruttore pagherebbe con opere che, nei fatti (essendo al costo e spesso con economie di scala), gli costerebbero meno del pagamento in contanti.
    Un gioco a somma maggiore di zero: una situazione win-win, dove vincono tutti.

    Se, invece, il Comune non è capace, combina disastri, sia che si faccia pagare in opere sia che si faccia pagare in contanti e poi con quei soldi realizzi le opere.

    Devi avere gente capace e competente, altrimenti non se ne viene a capo.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 6 ottobre 2015 23:08

    Belle riflessioni Andrea, che approfondiscono e allargano il tema.

    Questi aspetti avremmo voluto sentire in Consiglio, questi argomenti, queste osservazioni.
    Queste come quelle di Alessandro, …

    Città Ideale appare come un luogo di marziani, visto il silenzio di tutti: è solo la voce inespressa dei Cittadini, contro il silenzio della nostra politica locale.

    Sul conflitto di interessi: lo regola solo la legge, e la legge ha maglie larghissime che ci passa anche una balena (quando si tratta della pubblica amministrazione, perché nell’azienda privata le regole possono aver valore pattizio e comportare conseguenze anche molto serie, oltre alla richiesta di danni).

    Porre le regole entro un Protocollo della Legalità, documento firmato dal Sindaco, approvato dal Consiglio (magari all’unanimità), firmato dalle associazioni delle imprese e dei sindacati, ha pure una definizione pattizia (anche se il rapporto del dipendente pubblico lo regola la legge).
    Il politico o il funzionario colto con le dita sporche di marmellata dovrebbe comportare quanto meno un esposto alla Corte dei Conti perché definisca il danno per l’ente pubblico, ad esempio.
    Il politico e il funzionario che questo documento sottoscrivono, si possono trovare in una situazione non facilmente sostenibile.

    Un atto di indirizzo che condizione e contrasta comportamenti corruttivi o laschi verso l’antistato.
    Poi le regole in futuro potranno cambiare anche in parlamento… con questa politica la vedo dura, molto dura.

    buona serata

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 7 ottobre 2015 01:18

    Nelle aziende private, sottoposte alle ferree leggi del mercato e obbligate a soddisfare, nel migliore dei modi e con efficenza crescente, le aspettative dei clienti e dei vari stakeholders, la sostanza prevale sulla forma.

    Nel pubblico, sottoposto unicamente, ahimè, alle norme, sovente la forma prevale sulla sostanza, a volte con situazioni al limite del grottesco.

    Accade così che operazioni da far accapponare la pelle, magari anche formalmente corrette, ma nella sostanza dei veri e propri sfaceli, passano sotto silenzio e gli errori vengono ripetuti nel tempo.
    Poi si trova anche qualcuno il quale, con fare saccente, ti rinfaccia che, non essendo stata violata la norma, l’operazione è legittima e quindi ineccepibile.

    A mio avviso si tratta di mancanza di senso morale, di etica, ma così vanno le cose.

    L’unica salvezza sono dei cittadini consapevoli e informati che “puniscano” certi comportamenti ostracizzando, col voto, gli individui indegni.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 7 ottobre 2015 08:29

    Perché il fenomeno venga colto nella sua rilevanza drammatica, proprio oggi arrivano le pagelle negative date all’Italia da organismi internazionali come la Word Bank o Transparency International.

    la “cattiva reputazione” dell’Italia genera un circolo vizioso che limita gli nvestimenti, non aiuta il paese a progredire, eppure, per quanti passi avanti siano stati fatti sul piano normativo, soprattutto con la legge firmata dall’ex guardasigilli paola Severino, resta il fatto che gli alti livelli di corruzione dell’Italia sono testimoniati da indici diversi da quelli della percezione Anche trascurando la cifra di 60 miliardi come costo della corruzione perché priva di fondamento scientifico, basta prendere per buoni i calcoli della Corte dei Conti secondo cui la corruzione genera il 40% di spesa in più nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici dello Stato, per giungere ad una stima superiore ai 100 miliardi l’anno.

    Ecco un articolo che richiama il tema, nella sua drammaticità.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/06/corruzione-non-e-solo-percepita-e-lonu-richiama-litalia-su-prescrizione-e-patteggiamenti/2102216/

    Sminuire, fermarsi al formale recepimento delle norme anticorruzione esistenti per sostenere che tutto è a posto e non c’è da far nulla o quasi, appare molto superficiale, quasi da incoscienti.

    buona giornata Andrea

    RE Q
  10. #10 scritto da Islero il 7 ottobre 2015 08:44

    PROTOCOLLO – FIDEIUSSIONI – CORRADI,
    forse Jack ne ha ben donde a non voler firmare, visto l’abbinata particolare, che non porta bene al tecnico in prestito al comune di Buccinasco, ma appare veramente strano che lo stesso abbia anche qui dei riscontri con Buccinasco Castello.

    Infatti, se ben ricordo la norma, il tecnico, a scadenza dei termini, avrebbe dovuto adoperarsi per riscuotere tali somme, se il privato Fondo Oroblu (già di sua conoscenza, avendo avuto già precedenti rapporti lavorativi), non avesse ottemperato ai lavori in convenzione.

    Non solo, le stesse fideiussioni dovrebbero essere riscosse, anche al mancato versamento degli oneri previsti.
    Quindi, ricapitolando:

    - le opere non vengono eseguite dal privato,
    - Il versamento degli oneri non viene ottemperato,
    - Le fideiussioni non vengono riscosse,
    - I lavori previsti della fogna vengono eseguiti a carico della comunità,
    - Il privato si ritrova un grosso sconto per il suo Piano di Lottizzazione.
    Si, per rispondere al precedente post, mi sembra veramente strano, ho l’impressione che Jack abbia perso oramai il controllo della macchina comunale.

    RE Q
  11. #11 scritto da Alessandro La Spada il 8 ottobre 2015 18:21

    Andrea D. : Se, invece, il Comune non è capace, combina disastri, sia che si faccia pagare in opere sia che si faccia pagare in contanti e poi con quei soldi realizzi le opere.

    Ciao Andrea, questo è sicuramente vero, ma la posizione del Comune sarebbe diversa: se ha i soldi in mano, chi combina disastri non viene pagato. E’ ben diverso da inseguire un appaltatore che ha portato a casa il guadagno e ora non ha interesse a rispettare gli impegni.

    Il prezzo ‘eccezziunale’ garantito dall’appalto a scomputo, secondo me si raggiunge o si avvicina con una normale gara. Quell’ulteriore risparmio promesso dall’appaltatore a scomputo (perché ha già i lavoratori in loco, le macchine etc), si perde moltiplicato per dieci con un solo contratto non onorato, e queste cose poi capitano.

    Per questo credo che l’ipotesi contenuta nella risposta di Maiorano sia un non-problema: se anche tutti iniziassero a dare soldi anziché promettere lavori, per il Comune sarebbe meglio…

    Molto interessante il commento #10.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 8 ottobre 2015 21:30

    Alessandro, buona sera.

    Quanto mette in fila Islero ha qualcosa di logico ma deve essere per quanto possibile documentato.
    Nelle condizioni che descrive Islero si tratta di una responsabilità derivante da omissione: atto dovuto nell’interesse del Comune e non effettuato.

    Ci ragioneremo e vedremo come arrivare a un chiarimento

    RE Q

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