Protocollo per la Legalità e lo sbaglio di Maiorano: uno sbaglio?

Fra le questioni affrontate in Consiglio il 29 Settembre c’è stata la relazione del Presidente della Commissione d’indagine sui contenuti della Commissione Bicamerale relativi al pastrocchio ndrangheta e rifiuti a Buccinasco. Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi. In consiglio è parso di assistere a una recita imbarazzata, nella quale quasi nessuno sapeva come comportarsi,  quale posizione avere.

Il contenuto del materiale prodotto dalla commissione d’indagine è noto. La parte relativa alla normativa che si propone la riduzione drastica  delle possibilità di intervento e condizionamento dell’antistato, ha richiesto uno sforzo notevole di Cortiana, che si è avvalso di personalità giuridiche di prima grandezza, di esperti della materia non esclusi membri della magistratura che l’antistato hanno trattato e ben conoscono.

Il suo contributo, presentato in Commissione d’indagine, il Protocollo per la Legalità, è stato recepito e approvato da tutti i commissari, all’unanimità. Questo sostiene Cortiana e dobbiamo credergli perché avrà il supporto dei verbali di Commissione. Il contenuto, articolato e approfondito lo esamineremo in altro articolo, entrando nel merito e studiando le integrazioni che il sindaco doveva leggere in Consiglio: ne è stato esonerato e lo ha distribuito ai Consiglieri.

Cortiana, ha poi recepito una osservazione sulla discrasia formale fra il termine utilizzato dalla Commissione Bicamerale “delibera comunale” e la firma della delibera (così riportano i documenti: VEDI) del funzionario dirigente e non della Giunta. Anche qui già se ne è discusso e tutto sembra chiaro. Anche Cortiana riteniamo abbia sostanzialmente chiara la faccenda. Ha quindi provveduto a stendere una formulazione  molto benevola verso i politici pro tempore, pur di portare a casa il vademecum per una amministrazione che blinda le possibilità di corruzione.

Non contenti i membri della maggioranza vogliono esagerare e presenteranno una loro formulazione, di dei Commissari. Non abbiamo il testo ma siamo interessati perché siamo certi che via da ridere. Magari lo vorranno anche far votare in Consiglio ? (che non c’entra nulla con i deliberati della Commissione). Tutto e possibile in questo consesso guidato da un presidente sifaperdire.

Ma veniamo al Protocollo per la Legalità. In Consiglio il sunnominato presidente membro anche della commissione d’indagine ahimé, con l’altro Commissario nominato dalla maggioranza, sostengono che il Protocollo  presentato da Cortiana per loro è stata una presa d’atto, non è che si tratta di una approvazione. E’ un lavoro del Presidente cui non si sono opposte. Cortian ribadisce l’approvazione e le due commissarie abbozzano.

Ma arriva il sindaco che stende il suo studiato elaborato, chiesto da Cortiana il mese di Luglio al sindaco e ai consiglieri, i quali mai hanno risposto, inviato qualcosa. Il sindaco muto (per mesi) detesta esprimersi e sottoporre lo scritto ad una analisi. A lui piacciono le improvvisate da leggere e approvare al volo in Cosiglio: ipotesi che non passa. Vene accolta la proposta di Cortiana che chiede l’invio ai Consiglieri del testo scritto prdisposto dal sindaco (sarà consegnato due giorni dopo).

Il testo del sindaco arriva e reca una intestazione sorprendente, per una relazione analitica studiata dopo confronti diversi da presumersi ai più svaiati livelli di magigoranza. Ecco come il sindaco definisce il Protocollo per la Legalità:

Oggetto. Proposta di protocollo per la legalità formulata dal Consigliere Comunale Fiorello Cortiana con PEC del 31 07 2015 …

Fiorello Cortiana se ne avvede e richiede al sindaco la riformulazione corretta nel modo che segue:

Caro Sindaco,  al fine di poter analizzare e valutare le osservazioni puntuali chiedo una immediata rettifica del testo trasmesso ai consiglieri comunali.

Come chiaro dalla mail di trasmissione dei documenti prodotti dalla Commissione di Indagine inviata via PEC il 30 luglio 2015 nella quale in relazione alla Proposta di protocollo per la legalità si esplicitava che  “ con riferimento all’indicazione procedurale indicata in aula chiedo che siano messe all’ODG del prossimo Consiglio le proposte messe a punto dalla Commissione di Indagine, su mandato del Consiglio Comunale, basato sulla Relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta.”

la Proposta di Protocollo per la Legalità non è quindi stata “formulata dal consigliere comunale Fiorello Cortiana” bensì dalla Commissione di Indagine che la approvata all’unanimità.

Anche durante la seduta del Consiglio Comunale la titolarità era stata presentata senza alcun equivoco possibile. grazie

Fiorello Cortiana – Presidente Commissione Consiliare di Indagine

Il Sindaco deve quindi modificare la indicazione riduttiva, perfino peggiore a quella sostenuta dalle due Commissarie di maggioranza (immaginiamoci chi sta loro dietro). Siccome è una persona troppo impegnata, il sindaco non sempre è attento alle forme che richiedono i rapporti istituzionali e compie, senza avvedersene, uno sgarbo pesante:  costretto a correggersi, lo fa fare da un impiegato, che inoltra (e firma) questa formulazione, inviata a tutti i Consiglieri:

Ad integrazione di quanto precedentemente inviato, si comunica che la Proposta di protocollo per la legalità è stata formulata dalla Commissione di Indagine e da quest’ultima approvata.

Questi sono oggi coloro che ci amministrano,il sindaco ne è il dominus. Pro tempore per fortuna. La questione per altro non è di forma ma di grande sostanza. Andremo a leggerci cosa fa urticare al sindaco e alla sua maggioranza contenuto nel Protocollo per la Legalità; che le Commissioni ordinarie interessate debbano procedere ad un vaglio che eviti ripetizioni è pacifico. Non è evidentemente tutto qui;  porremo in evidenza e denunceremo  gli elementi che proporranno di espungere.

Tag: ,

  1. #1 scritto da Carmela Mazzarelli il 3 ottobre 2015 12:32

    Il dominus è il sindaco pro tempore?

    Ma veramente?

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 3 ottobre 2015 17:35

    Ben trovata Carmela,

    Sappiamo tutti che per la legge, il responsabile con tutto il potere, che nomina e cambia gli assessori a sua scelta, senza dare motivazioni, è il sindaco.

    Che invece sia una sorta di pongo nelle mani di persone diverse (anche esterne alla amministrazione) è solo un’ipotesi, anche intuibile ma non asseverata.

    Lo si vede
    dal vicesindaco che se ne va per conto suo, mettendo in imbarazzo maggioranza e lo stesso sindaco;
    dal Consigliere che presiede il Consiglio la quale si rivolge al sindaco con fare e modi come fosse un vecchietto da indirizzare, con espressioni che imbarazzano;
    e si potrebbe continuare …

    Ad esempio il segretario che se ne va quasi sbattendo la porta;
    l’assessore preso a Mediglia che due mesi dopo ripete l’operazione;

    senza il minimo confronto preventivo, senza individuare un modo condiviso che attenui le criticità…

    resta il dominus, Maiorano…. a lui tocca l’onore e il peso di esercitare la sua funzione…

    buona serata

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth