Il Sindaco con un coup de thèatre ha deciso di rendere pubblici i suoi emolumenti, le sue entrate annue; la dichiarazione dei redditi. Un atto che ha una forte valenza simbolica e un implicito invito a tutti gli eletti di fare altrettanto. Sono molto pochi i concittadini eletti di Buccinasco che adempiono ad un obbligo di legge; obbligo che il Parlamento si dimenticò di normare e sanzionare efficacemente quando questa norma venne approvata, sull’onda di mani pulite.
La dichiarazione dei redditi ha un suo contenuto da apprezzare ma, anche per la mancanza di comunicazione e informazione ai Cittadini, appare un gesto poco compreso, quasi formale. Ovviamente non è così, anche perché il contenuto è ben più profondo e forte, tanto da essere preteso ed applicato in tutti i paesi a democrazia consolidata. Qui la dichiarazione è indispensabile per essere eletti; e la dimenticanza o l’errore (per qualsiasi ragione), è motivo di decadenza immediata dell’incarico.
Può valere la pena ricordare le finalità di questa trasparenza nella comunicazione delle entrate e degli interessi di chi ci amministra. Lo scopo: non si tratta di conoscere quale sia i reddito dichiarato dal concittadino che ci amministra; notizia di qualche utilità generale ma di poco significato rispetto al suo amministrare. L’obiettivo è rendere di pubblico dominio gli interessi diretti ed indiretti e quindi i condizionamenti che chi ci amministra può avere. Facciamo un esmepio: inseriamo nello Statuto quanto stabilisce il Comune di Milano ed elencare ciò che il politico, l’amministratore deve dichiarare, ma soprattutto diamo a questa norma un carattere efficace (obbligato davvero, non per finta).
UNO: terreni ed immobili in proprietà o su cui a qualsiasi titolo si abbiano interessi (usufrutto, pegno, nuda proprietà), anche in partecipazione con altri; DUE: fonti di reddito, cariche e gli incarichi in società, enti e associazioni detenuti negli ultimi 3 anni prima della nomina e quelli in essere, con funzioni, compiti e poteri di gestione; TRE: quote di partecipazione in società, oppure altri interessi come vincoli o diritti; con indicazione della attività che svolgono; QUATTRO: interessi indiretti sui primi tre punti indicati detenuti da familiari conviventi o comunque parenti di primo grado; CINQUE: interessi detenuti da persone o società con i quali vi siano partecipazioni comuni; SEI: in corso di mandato entro trenta giorni ogni variazione alla dichiarazione annuale; SETTE: ogni atto della amministrazione in cui siano presenti fra gli attori che determinato la decisione per possibili conflitti di interesse è nullo ab origine; OTTO: in ogni transazione con terzi l’ente deve ottenere la dichiarazione di accettazione incondizionata di nullità ab origine ove nella decisione sussistano conflitti di interesse (interessanti che hanno partecipato alla decisione, anche con astensione che abbia determinato l’esito).
Vuoi vedere che con uno Statuto così (ove anche chi fa affari col Comune è interessato a tener fuori gli interessi di un politico se no lo paga molto caro) le commistioni di interessi diventerebbero molto minori?
Ci sarebbe da essere orgogliosi a Buccinasco avere amministratori che si danno una regola del genere. La trasparenza dei nostri amministratori, di coloro che gestiscono i danari dei Contribuenti non solo è cosa molto seria; è indispensabile perché la politica diventi una credibile Politica di Servizio.
(Lavinia Fontana – 1552-1614 – Minerva nell’atto di vestirsi – Roma – Galleria Borghese)
#1 scritto da prunas il 13 marzo 2011 15:36
Non pochi! Solo uno mette i redditi online e si chiama Rino Pruiti. Facciamo della cronaca vera per favore. Grazie!
Salutos
#2 scritto da saccavini il 13 marzo 2011 16:10
Onore al merito, senza riserve. Adesso si aggiunge il Sindaco e ci sarà qualcun altro; indirizzo positivo.
Devo dire però che ciò che propone l’articolo è altra, diversa e ben più pregnante questione.
Non manca molto all’esame in Consiglio dello Statuto comunale e al riguardo vedremo chi fra i politici di oggi si sente in grado di sostenerla la proposta qui fatta.
Chiudendo i ponti con gli affaristi che sul consumo di soldi di Cittadini Contribuenti fino ad oggi ingrassano.
Sarebbe una bellissima sorpresa se i punti proposti fossero approvati alla unanimità: una svolta epocale.
Difficile, ma per un ottimista come sono, la speranza è l’ultima a morire.
#3 scritto da saccavini il 14 marzo 2011 18:01
Trasparenza e obblighi del Cittadino eletto: facciamone una cosa seria, davvero.
Lo Statuto licenziato dalla commissione comunale, non prevede neppure il titolo degli obblighi cui è tenuto il Cittadino eletto.
(qualcuno pensa che si tratti di una dimenticanza?)
Proveremo a presentare un capitolo apposito (una decina di articoli); sono curioso di vedere i Cittadini eletti di oggi se e cosa faranno proprio.
Mi aspetto di vederne delle belle; la cartina di tornasole dei Cittadini eletti che si dichiarano tutti verginelle, tanto che non pensano neppure(si dimenticano) della prova finestra che li obblighi a comportamenti normati.