Amministrazione nullafacente su mafie e ndrangheta

Da fuori, via da Buccinasco,  si può scrivere sempre e pubblicare il quotidiano articoletto da 500 parole.     Gli argomenti d’uso sono conosciuti dai lettori e, sempre grazie a  internet, siamo in grado di essere aggiornati di ciò che succede, della decisione migliorabile di casa nostra, pressocché giornaliera.     Argomenti non mancano quindi.

Ciò che cambia però è la visione: da fuori si vivono realtà e situazioni diverse, con riflessioni e momenti conosciuti o meno; riconosciuti dalle letture (o da documentari, da vicende di film, o da romanzi, anche da autori).      Dalla Sicilia meridionale viene alla mente l’inevitabile Cammilleri, per cui quando ad Enna passando su via Roma si trova un’epigrafe ove è citato un Vescovo che ha nome Catarella, la curiosa coincidenza fa sorridere.      La coincidenza ricorda l’ambiente: da quei luoghi viene il cognome.

Poi capitano coincidenze che fanno ricordare il paese di casa. Una trattoria consigliata vivamente dall’albergatore: “cucina ennese di prima qualità”.    Entriamo e la famiglia che la gestisce, di cinque persone, è seduta a tavola, mentre altri clienti come noi, da poco seduti, stanno aspettando.    Sul tavolo il menu con una copertina che, nell’attesa, attira l’attenzione: una serie di proverbi siciliani simpatici e curiosi.     Fra la ventina dei proverbi, uno  in particolare:

SINDUCU PICCIOTTU  – PAISI ARRUVINATU

La traduzione non è necessaria e il sorriso viene spontaneo. Sia pure per il termine “picciottu”, che può indicare piccolo di statura (come Dan Peterson e qualcun altro, per intenderci).    Tuttavia il significato prevalente è la giovane età (anche con un che di antistato nel significato).     Fatto sta che il concetto del proverbio associato a Buccinasco non è  forzato: il degrado della nostra città è evidente.

Buccinasco tuttavia sembra lontana, un diverso mondo, non distante, ma la mente è, come dire: meno condizionata dal quotidiano.   La penosa faccenda di compagine intimorita dalle parole;  l’antimafia di facciata, rimane nella sua gravità.     Si è più portati a metterla nel calderone di quanto accade nel mondo.        Una brutta cosa, come altre nel mondo d’oggi divenuto un cortile di casa.  La vicenda ndrangheta però ci riguarda direttamente: la nostra Città Ideale.

La domanda sulla faccenda rimane, e continua a trapanare la materia grigia: perché Maiorano ne fa una questione terminologica e non prosegue secondo l’ipotesi che lui stesso ha indicato?    Va bene che l’ANCI non si fa dettare da un Maiorano qualsiasi lo slogan contro le mafie, ma questo non è sufficiente a giustificare il nulla.     Il silenzio totale di tutte le cariche amministrative elette ha un che di squallido.

Cosa mai ci vuole per ordinare un bel cartello BUCCINASCO COMUNE CONTRO LE MAFIE, farlo porre alle strade d’ingresso di Buccinasco e magari esporlo pure, in alto e ben visibile, all’ingresso del municipio?   Cosa lo impedisce: il costo, forse ?    o che altro?    Perché tutti i nostri esponenti elettivi di maggioranza se ne stanno zitti ?    Perché ?     Dobbiamo forse pensare che qualcuno si è impegnato con ambienti che hanno a che fare con l’antistato?

BUCCINASCO COMUNE CONTRO LE MAFIE

BUCCINASCO COMUNE CONTRO LA NDRANGHETA

Tag: ,

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth