Maiorano & Co. e antistato: ecco il giudizio pertinente

Nando Dalla  Chiesa pubblica sul suo blog la seguente considerazione, che sposa esattamente, con precisione chirurgica, quanto espresso al riguardo da Città Ideale.  Allora, all’uscita del libro,  noi osservammo la discrasia evidente fra i fatti raccontati e la situazione dell’oggi: ci sembrava errata una parificazione fra gli eventi trascorsi e la Buccinasco di oggi.

Ne siamo convinti tuttora: i nostri amministratori mancano di spina dorsale, hanno paura di fantasmi che immaginano fermi a trent’anni fa. Oggi l’antistato non cura minuzie di questo genere. Non ci sembra  permeato nella realtà civile di Buccinasco, ma soprattutto  nell’immaginario di personaggi cui manca la lucidità d’analisi  e/o il coraggio per agire in modo conseguente alle giaculatorie ogni di proclamate.

L’analisi del figlio del generale che dall’antistato, lasciato solo, quasi un agnello sacrificale posto sull’ara per i sacerdoti dell’antimafia (con la quale in qualche modo patteggiano), è puntuale e precisa sull’oggi, sull’insulsa non decisione di tremebondi, quanto inadatti al ruolo che hanno la ventura di ricoprire. Che il PD se ne stia zitto, sarà forse convenienza, ma diventa ogni giorno meno sostenibile (o forse più chiaro).

Cosa ci vorrebbe ad esempio, prendere in parola Maiorano e “invitarlo” (senza se e senza ma, e di corsa)  a mettere l’insegna con i contenuti che lui ritiene più appropriati?  Perché non lo fa lui, perché non viene invitato dai suoi sodali a compiere questo passo riparatore?   Così stando le cose, Nando ha ragione da vendere.   Indiscutibile (ma anche i salmodianti antimafia di via Volturno non è che ci facciano una figura molto migliore). VEDI il sito da cui viene presa la nota (titolo della redazione, ndr):                                                                                                                            

MANCA IL CORAGGIO PER VIETARE L’ANTISTATO

(Nando Dalla Chiesa – 14 Settembre 2015)   ……. Prendete Buccinasco, per esempio, alle porte di Milano. Su Buccinasco ho scritto per Einaudi un libro con Martina Panzarasa nel 2012 (“Buccinasco, la ‘ndrangheta al nord”). Quando il libro uscì, venne crocifisso sul sito del Comune, a guida centrosinistra, che mai aveva messo nominativamente all’indice i clan calabresi locali.

Venne accusato di dare dei mafiosi a tutti i calabresi; partì una campagna telematica aggressiva, insultante, anche da parte di elementi della giunta. Buccinasco, si diceva, è alla testa della lotta alla mafia. E poi: guardate che cosa stiamo facendo, guardate le nostre biciclettate antimafia che cosa graziosa che sono.

Il fatto è che poi la storia fa chiarezza quando uno meno se l’aspetta. Succede perciò che l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) promuova la campagna “cento comuni contro la mafia”, invitando i partecipanti a installare pubblici cartelli con scritto “Comune vietato alla ‘ndrangheta”.

Ecco, Buccinasco, come Locri, non c’è stata. Il sindaco ha detto che la questione sul piano “semantico” è delicata. La presidente del consiglio comunale, giunta a quel posto come esponente e con i voti di Libera (per fortuna ora non ne fa più parte…), ha dichiarato a Rai News che non si può perché a Buccinasco gli ‘ndranghetisti ci sono e che il cartello si potrà mettere quando una legge vieterà loro la residenza.

Il divieto, come ognuno capisce, vale per i rapporti con l’amministrazione comunale, vale per la compatibilità dei valori.    Ma Buccinasco “in lotta contro la mafia” ha pensato che fosse troppo. Incredibile.

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  1. #1 scritto da Carmela Mazzarelli il 21 settembre 2015 10:58

    È adorabile, Nando!

    RE Q
  2. #2 scritto da Napoleone Buonaparte il 21 settembre 2015 15:53

    La cosa triste è che pensano anche di aver ragione, sventolando ai 100 venti che non avendo mai avuto nemmeno un avviso di garanzia sono l’antimafia, Nando ne abbiamo parlato tante volte purtroppo il pesce puzza dalla testa.

    Fino a quando non si colpiranno quelle amministrazioni che per paura per connivenza o per opportunità l’ndrangheta non la sconfiggeremo mai.

    RE Q
  3. #3 scritto da Napoleone Buonaparte il 21 settembre 2015 15:55

    errata corrige: Fino a quando non si colpiranno quelle amministrazioni che per paura per connivenza o per opportunità convivono con l’ndrangheta sarà impossibile sconfiggerla

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 21 settembre 2015 20:08

    Convivere credo debba precisarsi: è sufficiente far finta di non vedere.

    Un’autorità milanese pochi anni fa ritenne di non riconoscere il fenomeno…

    non conosceva nessuno…

    però è altro, in questo caso: si afferma che c’è ma è meglio evitare specificità… sembra eccessiva , … con questa scusa, non si fa nulla

    buona serata

    RE Q

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