Riccardo Illy e Renzi spiega i danni in poche chiare parole

Qualche giorno prima del Forum Ambrosetti a Cernobbio, a sorpresa il premier se ne esce con la trovata a sorpresa: via le tasse sulla casa. Dirà poi che la copertura per questi minori introiti sarà trovata con maggior debito (flessibilità sul rientro dal deficit). Si parla di 17 miliardi extra, che gli ambienti europei frenano subito.

Cernobbio: le sedute del Forum Ambrosetti sono escluse alla stampa. Ciò di cui si è informati riguarda dichiarazioni dirette dei partecipanti. Renzi illustra in positivo la sua politica (naturale), parla della riduzione delle tasse “verso i Cittadini che  si sono svenati per saldare il mutuo e avere la casa” ma, dato l’uditorio afferma anche che ridurrà le tasse alle imprese, senza specificare, entrare nei dettagli.

Partecipa al Forum anche l’ex presidente della regione e sindaco di Trieste: l’industriale Riccardo Illy (in politica da Indipendente entro l’Ulivo, come dire: uno che è stato di  casa) che, nel totale oscuramento dei media  racconta:

Ecco cosa ho chiesto al premier. Non mi convince eliminare un’imposta cheesiste in tutti i paesi occidentali, che è la principale entrata dei comuni che devono erogare una grande quantità di servizi ai Cittadini ed è l’unico caso di imposta perl a quale si può misurare la corrispondenza fra quanto si paga e quanto si ottiene. La sua proposta alternativa, è d isospendere metà delle imposte pagate sugli utili delle imprese fino a quando questi ultimi non vengono distribuiti come dividendi.  I soldi rimarrebbero così nell’impresa che sarebbe ncentivta ad investirli e a fare la sua parte nello stimolo all’economia.  Renzi l’ha respinta la mittente ma, sostiene Illy la scelta del presidente del consiglio porta male: certe volte i politici si fissano e diventano prigionieri delle loro promesse. Magari gli è scappata e adesso si sentono i ndovere di difenderla fino i nfondo” (Franz Baraggino e Gaia Scacciavillani  -  ilfatto quotidiano)

Il richiamo al buon senso gli è venuto un po da tutte le parti. Finché il premier scopre le carte e in uno dei numerosi interventi successive sostiene che le tasse che i comuni non avranno dalla prima casa, saranno coperte  dallo stato, che integrerà il mancato introito. Quindi nessuna riduzione di tasse e, per la felicità di amministratori spendaccioni, sarà diminuita l’autonomia amministrativa dei comuni, violando il principio costituzionale. Per sovrappeso lo si sente anche dichiarare che tagliare le tasse riducendo la spesa pubblica è un’idiozia (bontà sua).

In un modo o nell’altro vedrete che poi si ritornerà con una tassazione locale basata sulle dimensioni dell’abitazione, parametro equo e funzionale per contribuire alle spese del comune ove si risiede.  Anche Padoan è stato criticato a Cernobbio per le mancate promesse sull’imposta unica (annunciata, ma per ora abbandonata).  L’ondivagare del premier (e dei suoi ministri costretti a seguirlo)  però  è utile per capire quale credibilità posso avere le sue dichiarazioni. Occorre molta prudenza e ancor più un’attenta analisi della situazione.

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