Maiorano, amministratori e ndragheta: nessuno prende posizione

Abbiamo atteso 48 ore per cercare di capire come girava la faccenda.   Maiorano si espone con una intervista sul corriere pubblicata alle 18 del giorno 7, nella quale su domande di una giornalista motiva come sappiamo la scelta di opporsi all’iniziativa dell’ANCI “100 COMUNI CONTRO LE MAFIE” promossa nel contesto delle iniziative EXPO con un annuncio del 22 Maggio (VEDI):

Gli Amministratori che vogliono partecipare sono pregati di dare conferma di presenza alla segreteria organizzativa

Il 22 Maggio! La gestione Maiorano per 3 mesi non da notizia di adesione, né di ripulsa. Se ne sta zitto questo signore, come tutta la sua giunta, come i partiti e i gruppi che fanno parte della maggioranza. Forse sperano  che l’iniziativa muoia lì, che non passi.    Finché, trascorsi tre mesi, qualcuno deve aver sollecitato, imposto a Maiorano una decisione.    Per restare a casa nostra: Trezzano aderisce.   A nome di Buccinasco Maiorano non aderisce e lo fa sapere incidentalmente, rispondendo a domande della giornalista.

Dopo l’intervista, il giorno dopo, se ne esce con un comunicato: non ufficiale non apparso sul blog istituzionale (non c’è tuttora), fatto pubblicare su fb,  firmato dall’Ufficio Stampa.    Dovremmo abituarci ad un signor Maiorano che interpreta così il suo ruolo?   Ufficialmente Buccinasco non ha preso posizione. ne ha parlato così, dall’Ufficio Stampa del comune, tanto per dir qualcosa.   I lettori prestino attenzione, perché non si tratta di pignolerie burocratiche ma di doveroso, obbligato rispetto delle istituzioni. Serissimo dato il tema.

Con la scusa nominalistica per non aderire all’iniziativa dell’ANCI, il seguito sui media si può immaginare.   È di ieri, tutti lo sappiamo.    Chi replica?    Chi dichiara qualcosa?    Non il vicesindaco (che si limita  a pubblicare un comunicato firmato da Rosa Palone persona che, istituzionalmente, non conta: non amministra, ha funzione di equilibrio e garanzia).  Polemica e interviste sono tutte di Rosa Palone: unica che si incarica (o viene incaricata) di difendere la scelta di Maiorano.

Se si esclude il meritorio GIUDIZIO POLITICO di Coalizione Civica, a Buccinasco nessun partito, nessun gruppo, nessun assessore o membro della maggioranza prende una POSIZIONE POLITICA. Non è uscita nessuna presa di posizione. sull’iniziativa “100 COMUNI CONTRO LE MAFIE” promossa dall’ANCI. Eppure si tratta di una iniziativa politica forte, il cui promotore è l’associazione nazionale di tutti i comuni italiani, dal peso rilevante. Rifiutare l’adesione è un atto politico di grande rilievo.

Un comunicato  dell’Ufficio Stampa messo su fb e una serie di interventi di un consigliere privo di incarichi nell’amministrare non sono UNA POSIZIONE POLITICA RESPONSABILE di questa amministrazione. Trascorsi due giorni, ripetiamo: un comunicato del consigliere Palone (per Buccinasco) pubblicato sul sito del vicesindaco (per Buccinasco) probabilmente scritto a due mani.

Nient’altro.   Anzi no!    Sul sito fb del PD appare stasera un articolo (personale) di Arboit, che parla del più e meno, chiosa la dichiarazione scritta da Coalizione Civica, irridendola, ancora SENZA UNA PRESA DI POSIZIONE POLITICA sulla decisione che sarebbe stata presa: senza dichiarare formalmente la sua posizione politica.   L’iniziativa di ANCI  per EXPO si intende farla passare per una quisquilia!     Posizione difesa sui giornali da un consigliere che fa parte di un gruppo di maggioranza estraneo al PD.

D’accordo: per essere eletti ad amministrare mica bisogna avere raziocinio e cultura; contezza delle istituzioni e del loro peso.   Possono quindi succedere cadute in basso così verticali, abissali.   Città Ideale in queste condizioni sente il dovere non solo di esprimere la propria valutazione politica, ma anche di darne la lettura, una interpretazione delle conseguenze di questo comportamento timoroso diffuso. Eccola:

Maiorano, conscio degli effetti politici che avrebbe una sua dichiarazione formale, fa scrivere all’Ufficio Stampa, che domani potrà smentire quando lo volesse o gli fosse richiesto.  Nessuno entro i membri PD della Giunta se la sente di confermare la posizione che Maiorano fa diffondere dall’Ufficio Stampa.   Lo stesso dicasi del vicesindaco (gruppo “per Buccinasco”), che personalmente non ha dichiarato nulla, limitandosi a ospitare un comunicato che reca la firma di Rosa Palone.    Nessuno dei consiglieri di maggioranza ha espresso alcuna posizione, a favore o contro.

L’effetto comunicativo di questo modo d’agire è evidente a tutti: fanno parte della giunta personaggi privi di spina dorsale, che riguardo al tema da affrontare hanno il coraggio di un coniglio. Il tema viene considerato “pericoloso” e nessuno se la sente di disturbare, in qualunque modo, l’antistato presente a Buccinasco. Talmente timorosi e imbelli da lasciare Maiorano da solo. Non se la sentono neppure gli organismi politici locali del PD, di esprimere un GIUDIZIO POLITICO: positivo o negativo che sia.

Il 22 Agosto l’ultimo comunicato sul sito istituzionale del Comune, reca il titolo: “Qui la mafia ha perso”. Falso: con questo modo di comportarsi, i nostri amministratori hanno dato l’esemplare segnale che loro della ndrangheta hanno paura, che l’antistato lo ritengono forte e lo temono. Come se dicessero ai Cittadini di averne rispetto e paura, che con l’antistato che comanda bisogna abbozzare. Se è così, e non se ne vanno tutti a casa,  la dignità non fa parte del loro bagaglio comportamentale.

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  1. #1 scritto da Islero il 10 settembre 2015 14:08

    Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo.

    Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, la fa.

    Quando riconosce un errore commesso, se ne assume la responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse.

    Quando amministra: valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.

    (E. De Filippo)

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 10 settembre 2015 16:42

    Eh… Islero limitiamoci all’altra citazione nobile di un immenso conoscitore dell’animo umano, come Alessandro Manzoni (cap XXV):

    “In quanto alla giovine,” riprese il cardinale, “pare anche a voi che possa ora venir sicuramente a dimorare in casa sua?”
    “Per ora,” rispose don Abbondio, “può venire e stare, come vuole: dico, per ora; ma,” soggiunse poi con un sospiro, “bisognerebbe che vossignoria illustrissima fosse sempre qui, o almeno vicino.”
    “Il Signore è sempre vicino,” disse il cardinale: “del resto, penserò io a metterla al sicuro.” …
    Don Abbondio uscì di lì tutto contento che il cardinale gli avesse parlato de’ due giovani, senza chiedergli conto del suo rifiuto di maritarli. …
    E non sapeva, il pover’uomo, che Federigo non era entrato in quell’argomento, appunto perché intendeva di parlargliene a lungo, in tempo piú libero; e, prima di dargli ciò che gli era dovuto, voleva sentire anche le sue ragioni.
    Ma i pensieri del buon prelato per metter Lucia al sicuro eran divenuti inutili: …..
    Stava in quel momento il cardinale discorrendo con don Abbondio, sugli affari della parrocchia: dimodoché questo non ebbe campo di dare anche lui, come avrebbe desiderato, le sue istruzioni alle donne. Solo, nel passar loro accanto, mentre usciva, e quelle venivano avanti, poté dar loro d’occhio, per accennare ch’era contento di loro, e che continuassero, da brave, a non dir nulla …
    Terminate le funzioni, don Abbondio, …….fu chiamato dal cardinale. ……”signor curato,” cominciò; e quelle parole furon dette in maniera, da dover capire, ch’erano il principio d’un discorso lungo e serio: “signor curato; perché non avete voi unita in matrimonio quella povera Lucia col suo promesso sposo?”…..
    “monsignore illustrissimo avrà ben sentito parlare degli scompigli che son nati in quell’affare: è stata una confusione tale, da non poter, neppure al giorno d’oggi, vederci chiaro: come anche vossignoria illustrissima può argomentare da questo, che la giovine è qui, dopo tanti accidenti, come per miracolo; e il giovine, dopo altri accidenti, non si sa dove sia.”
    “Domando,” riprese il cardinale, “se è vero che, prima di tutti codesti casi, abbiate rifiutato di celebrare il matrimonio, quando n’eravate richiesto, nel giorno fissato; e il perché.”
    “Veramente… se vossignoria illustrissima sapesse… che intimazioni… che comandi terribili ho avuti di non parlare…” ……

    “Ma!” disse il cardinale, con voce e con aria grave fuor del consueto: “è il vostro vescovo che, per suo dovere e per vostra giustificazione, vuol saper da voi il perché non abbiate fatto ciò che, nella via regolare, era obbligo vostro di fare.”
    “Monsignore,” disse don Abbondio, facendosi piccino piccino, “non ho già voluto dire… Ma m’è parso che, ….fosse inutile di rimestare… Però, però, dico… so che vossignoria illustrissima non vuol tradire un suo povero parroco. Perché vede bene, monsignore; vossignoria illustrissima non può esser per tutto; e io resto qui esposto…

    “Dite: io non vorrei altro che trovarvi senza colpa.”…. “E non avete avuto altro motivo?” domandò il cardinale, quando don Abbondio ebbe finito.

    “Ma forse non mi sono spiegato abbastanza,” rispose questo: “sotto pena della vita, m’hanno intimato di non far quel matrimonio.”
    “E vi par codesta una ragion bastante, per lasciar d’adempire un dovere preciso?”
    “Io ho sempre cercato di farlo, il mio dovere, anche con mio grave incomodo, ma quando si tratta della vita…”
    “E quando vi siete presentato … “ disse, con accento ancor piú grave, Federigo, “per addossarvi codesto ministero, v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo, immuni da ogni pericolo?
    O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo, ivi cesserebbe il dovere?

    O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti, a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ………… Che sarebbe la Chiesa, se codesto vostro linguaggio fosse quello di tutti i vostri confratelli? Dove sarebbe, se fosse comparsa nel mondo con codeste dottrine?”
    Don Abbondio stava a capo basso: il suo spirito si trovava tra quegli argomenti, come un pulcino negli artigli del falco, che lo tengono sollevato in una regione sconosciuta, in un’aria che non ha mai respirata. Vedendo che qualcosa bisognava rispondere, disse, con una certa sommissione forzata: “monsignore illustrissimo, avrò torto. Quando la vita non si deve contare, non so cosa mi dire. Ma quando s’ha che fare con certa gente, con gente che ha la forza, e che non vuol sentir ragioni, anche a voler fare il bravo, non saprei cosa ci si potesse guadagnare. E’ un signore quello, con cui non si può né vincerla né impattarla.”
    “E non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere? E se non sapete questo, che cosa predicate? di che siete maestro? qual è la buona nuova che annunziate a’ poveri? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza? ….
    “Torno a dire, monsignore,” rispose dunque, “che avrò torto io… Il coraggio, uno non se lo può dare.”

    “…….., vi dirò piuttosto, come non pensate che, se in codesto ministero, comunque vi ci siate messo, v’è necessario il coraggio, per adempir le vostre obbligazioni, ….. Credete voi che tutti que’ milioni di martiri avessero naturalmente coraggio? che non facessero naturalmente nessun conto della vita? tanti giovinetti che cominciavano a gustarla, tanti vecchi avvezzi a rammaricarsi che fosse già vicina a finire, tante donzelle, tante spose, tante madri? Tutti hanno avuto coraggio; perché il coraggio era necessario, ed essi confidavano.

    Che lezione, non trovate?

    per ciascuno di noi, per tutti, Maiorano & Co. non esclusi

    RE Q
  3. #3 scritto da Napoleone Buonaparte il 10 settembre 2015 18:04

    Siamo proprio sicuri che non hanno preso posizione?

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 10 settembre 2015 19:09

    Buona parte la sua domanda richiede di essere più chiari, forse non lo siamo stati abbastanza.

    L’istituzione pubblica (il comune lo è) deve esprimersi in modi certi e non controvertibili.

    > Il Cittadino Maiorano può scrivere ciò che vuole e non implica con ciò il Comune che pure amministra.
    > L’Ufficio Stampa può firmare un comunicato nel quale virgolettato esprime ciò che dice Maiorano. Anche questo modo di fare non è un atto pubblico del Comune. Si capisce quale può essere l’orientamento di Maiorano, cosa pensa il sindaco, ma non quale posizione assume il Comune.

    Nel caso in esame: al Comune (non a Maiorano) è stato richiesto dalla Associazione Nazionale dei Comuni Italiani di aderire o non aderire alla iniziativa “100 comuni contro le mafie”
    Finora il Comune non ha dato nessuna risposta: il Comune, ripetiamolo, non Maiorano.

    Il Comune può rispondere dopo un dibattito in Consiglio, oppure con una deliberazione della Giunta, o anche con una dichiarazione firmata del Sindaco.
    Deve però essere il Comune a dire SI o NO,…

    Un Comunicato dell’Ufficio Stampa su fb non sostituisce un documento su carta intestata del Comune firmata dal sindaco.

    Forse può essere un escamotage per evitare ipotesi di condizionamento ambientale che porterebbero a una istanza di commissariamento, che potrebbe mandere tutti a casa.

    Forse pedante questa descrizione, ma Città Ideale ritiene questo il modo corretto d’operare.
    Scorretto quanto finora manifestato da Maiorano
    Per non esprimerci su ciò che hanno nel tema pubblicato o dichiarato il vicesindaco, il consigliere Rosa Palone, l’assessore Arboit a titolo personale sul sito del suo partito.

    Buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 10 settembre 2015 21:01

    Un signore anonimo sostiene che un ente pubblico può assumere una decisione anche

    decidendo di non decidere……

    il che, nei meandri di scartoffie normative infinite può perfino essere vero, nel senso che da qualche parte starà scritto così.

    Ove fosse consentito agire da coniglio anziché da amministratore, avvalendosi dell’omissione cui può dare un senso efficace, è comunque una cosa poco degna del ruolo.

    Non si tratta di una richiesta qualunque relativa a piccolezze:

    si sta parlando di dare una risposta responsabile a una proposta dell’ANCI dal titolo..CENTO COMUNI CONTRO LE MAFIE

    questa risposta non la si vuol dare

    che bello…

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 12 settembre 2015 17:46

    ANCI, 100 COMUNI CONTRO LE MAFIE, Maiorano e la ndrangheta.

    un suggerimento che ci viene da una dichiarazione del sindaco leghista di Padova (Bitonci):
    Chiediamo l’uscita dall’ANCI, iniziativa che sembra seguita da altre amministrazioni …

    sia almeno coerente con se stesso Maiorano: avendo fatto dire che lui non aderisce all’iniziativa dell’ANCI (Associazione, Nazionale Comuni Italiani), presieduta da Fassino (si dice in giro amico di Carbonera), …

    Scriva il motu proprio su carta intestata del Comune con il quale segue il suo pari grado di Padova e lo firmi: esca anche lui dall’ANCI…

    l’associazione ANCI non è mica un taxi ove si sale e si scende quando si vuole, senza neppure prendere posizione ufficiale..

    (ma è forse più probabile che, ove decidesse in tal senso, lo farebbe rispondendo all’intervista di un giornalista, seguita il giorno dopo da un comunicato dell’ufficio Stampa del comune)
    In questo modo la sedia spera di non perderla…

    RE Q

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