Buccinasco quando funziona: che ritorni ci vengono!

Domenica si è corsa la Mezza Bucci, giunta alla decima edizione. Da molti anni ne è animatore Verde Pisello Group condotto da Paolo Fossati, un residente, un amico di molti. Che è stata un successo, tutti coloro che l’hanno seguita lo sanno già, ma non è questo solo che ci fa parlare dell’occasione. È stata organizzata bene; il comune ha messo a disposizione spazi e strutture, presente il pronto soccorso, i volontari numerosi e efficienti.

Un risultato di partecipanti, di pubblico di soddisfazioni. Tramontato, con la felicità di tutti, il buco del 2011; Comune commissariato e la struttura interna non proprio favorevole (VEDI Città Ideale 19.07 2011): forse opportuno rileggerselo. Si è ripartiti da capo l’anno seguente e quest’anno si è tornati ai numeri del 2010, con in più la sezione competitiva riconosciuta.

Perché riparlarne adesso? Una gradita e piacevole valutazione di chi è venuto da fuori e, da fuori ne da il suo giudizio. Molto favorevole e molto positivo anche per la nostra Buccinasco, oltre all’apprezzamento per l’organizzazione. Si può toccare con mano quanto ritorni per la Comunità e il nome di Buccinasco. Un ringraziamento dovuto a tutti coloro che questa manifestazione hanno reso possibile, a Verde Pisello Group  che la rende ogni anno migliore e riconosciuta. Ecco l’articolo

CHE PIACEVOLE SORPRESA LA MEZZA DI BUCCI!

(07 Settembre 2015 – Debora Bionda – (VEDI).  Nemo propheta in patria. Quanto è vera questa massima! Ho avuto modo di comprenderla in talmente tanti ambienti e situazioni diverse che non mi sorprendo funzioni così anche nelle corse. Non mi riferisco a chi corre, normalmente il campione locale è sempre molto seguito e apprezzato, ma alle manifestazioni.

Mi capita spesso di sentire altri podisti che parlano delle loro mezze maratone o maratone nelle principali città italiane o all’estero, mi piacciono i loro racconti, sogno un giorno di correre anch’io di correre nelle città italiane più blasonate e oltre frontiera. Ho l’impressione però che ci sia anche un certo snobbismo nei confronti delle corse “di casa”, soprattutto verso quelle in cittadine periferiche, come se una mezza maratona ad esempio a Busto Arsizio valesse meno di una mezza maratona a Londra, o una maratona a Reggio Emilia valesse meno di una maratona a Parigi.

Personalmente sono una fan delle corse di casa: sono vicine, vado e torno nel giro di qualche ora, non devo affrontare lunghi viaggi e pernottamenti, insomma per me sono l’ideale. Arrivo bella serena alla partenza dopo qualche ora che mi sono svegliata nel mio letto, ho fatto la colazione a casa mia e a modo mio. Per me il top per arrivare al meglio ai blocchi di partenza.

Domenica ho corso la Mezza di Buccinasco e confermo la mia predilezione per questo genere di competizioni. Per un costo di iscrizione economico, alla faccia delle corse blasonate con relativi prezzi da gioielleria, abbiamo avuto:    – un’organizzazione buona da diversi punti di vista;  – nessun problema di traffico, il percorso ben presidiato e segnalato;  – quattro ristori, due punti di spugnaggio

Infine: un percorso pianeggiante, ma non banale tra asfalto e sterrato, con passaggio in campagna direttamente in mezzo ad un allevamento bovino (correre incitati dal muggito delle mucche è stata una divertente sorpresa, l’odore di stalla ecco quello no, non è stato piacevolissimo, ma la natura è natura e vi dirò di più, il centro di Buccinasco è pure bello!)    – pacco gara ricco (succo di frutta, tè al limone, wafer al cioccolato, patatine, mela, doccia schiuma, detergente ecologico, confettura in formato pocket) manco fosse Natale;     – Birra artigianale gratis spillata sul momento a fine gara… ora ditemi in quante competizioni vi è capitato?!

Che ci volete fare, sarò io troppo partigiana, d’altronde sono nata in Ossola e lì i partigiani hanno fatto la differenza, ma sono un’accesa sostenitrice di queste gare locali, organizzate con passione e tanta pazienza, da chi crede che lo sport debba essere per tutti e ovunque.

Quanto alla mia corsa, per me è stata una bella soddisfazione. Temevo il ricominciare la stagione podistica su asfalto dopo i mesi estivi di sterrato e trail, avevo paura di non avere quei 21km veloci nelle gambe e invece nessun affanno, nessun dolore, la corsa come dovrebbe sempre essere: piacere e impegno.

Ora non mi resta che sopravvivere all’autunno e all’inverno… come scrissi in un articolo di un anno fa: “Ho il DNA di una pianta da frutto. In primavera fiorisco. In estate produco frutti. In autunno perdo le foglie e gradualmente avvicinandomi all’inverno lentamente soccombo alla morte apparente. Peraltro sono pure una pianta mediterranea che ha bisogno di caldo secco per vivere.

Non mi spiego come mai la natura si sia confusa e mi abbia fatta nascere in una zona di montagna, dove piove, nevica e fa freddo per 340 giorni all’anno. Rimarrà un mistero come mai io non abbia in corpo i geni dell’abitante di montagna tipico quando sono nata proprio là. Patisco il freddo anche a temperature attorno ai 18 gradi, mentre sopporto i 40 gradi percepiti della mia mansarda milanese in piena estate.

Dubbi esistenziali a parte, dal 20 agosto in poi la domanda che mi frulla in testa tutti i giorni è: “Sopravvivrò anche a questo autunno-inverno?!”. La risposta è sempre “NO”. Fortunatamente la realtà dei fatti mi ha dimostrato che nonostante la malinconia autunnale, la tristezza invernale, l’odio per il freddo e gli abiti pensanti, in qualche modo sono riuscita tutti gli anni finora ad arrivare a fine marzo. Ad aprile poi tiro un sospiro di sollievo e mi dico “Sono sopravvissuta anche questa volta”.

Non ho meriti in questo, è proprio fisiologico, fosse per me abbandonerei la sfida e mi darei per vinta ai primi rovesci climatici settembrini.”  Questa mattina fa freschino a Milano, la sola idea dei dovermi mettere una giacca mi pesa, non mi resta che sperare nel letargo oppure… corsa aiutami tu…

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