Trivellazioni a Buccinasco PD in confusione: esce solo dall’aula per impedire il voto

Parliamo del consiglio comunale che deve discutere una proposta di odg presentata da Fiorello Cortiana per Coalizione Civica (ne abbiamo parlato VEDI). Presentato al Consigliere presidente il 4 Luglio, per la discussione nel primo Consiglio utile. La proposta è originaria del M5S  e fatta propria nella sostanza. Quindi conosciuta e risaputa.

Quando si arriva a discuterne si trova questa situazione: la minoranza disponibile sul testo proposto, anche a valutare ed accogliere modifiche da condividere. La maggioranza spaccata: UDC, lista per Buccinasco, Rifondazione comunista che sono disposti a discutere e votare. Il solo PD che si mostra diviso, non in grado di esprimere una volontà quale che sia; dichiara di non essere preparato, di aver avuto poco tempo per valutare il documento e altre amenità.

Di fronte a questa situazione, si valuta presto quali sono i numeri: alla fine il rappresentante del PD dichiara di non essere in grado di esprimere una proposta sulla risoluzione, che ha bisogno di tempo, che propone di discuterla in una seduta successiva. Di fronte alla volontà di tutti gli altri consiglieri decisi ad una votazione, i consiglieri del solo PD se ne escono.

Il Sindaco si  accorge che se resta, il numero legale per la votazione c’è e allora, lemme lemme se ne va pure lui.  Il Sindaco che abbandona la sede del Consiglio perché l’organismo non possa proseguire nei lavori, non sappiamo quante volte possa essere successo in Italia (fors’anche nell’intero orbe terracqueo). Quel che si dice, fossimo stati all’osteria,  una figùra de ciculatée per nò pagà dazzi.

Questa la cronaca, ma bisogna cercare di capire i comportamenti. La legge regionale che regola l’assegnazione di questi lotti è di quelle, diciamo così, tutto o niente. Viene attribuita all’azienda che vince la gara l’attività di ricerca, prospezione, stoccaggio e sfruttamento. Nel deserto libico o negli Stati Uniti a fine ottocento era così. L’impresa rischia e se  gli va bene può cominciare ad estrarre quel che vuole quando vuole.

Siamo in Italia, in ambiente fortemente antropizzato e strutturato. Mentre è certamente strategico disporre una mappatura a tutto campo sulle eventuali ricchezze di depositi  energetici . E’ vitale: però non siamo nel 1890 o negli sessanta in Libia. Un conto è avere contezza minuta della ricchezza dei depositi per poterne disporre secondo necessità strategica, quando è il momento economico e geopolitico opportuno.

Altra questione è l’estrazione: non può essere lasciata libera, deve regolamentarsi, essere sottoposta a meccanismi decisionali nei quali enti e proprietari dei territori debbano poter decidere. Se si agisse così, le  sole prospezioni non sarebbero occasione di allarme oscuro per i territori coinvolti. Non è semplice, si può intuire.

Chi effettua le ricerche ha costi consistenti e rischi non trascurabili, per cui quando arriva un risultato positivo la spinta a farlo rendere per rientrare dei costi è forte. Bisogna tenerne conto e individuare i vasi di compensazione che fanno stare insieme l’impresa e le esigenze del territorio con interessi e popolazioni locali. Laborioso ma fattibile.

Invece siamo qui a decidere un secco tutto o niente che, ognuno lo comprende,  è sbagliato. Non siamo capaci in Italia di agire con l’apertura mentale necessaria per comprendere le esigenze delle parti in campo e tenerne conto. Bisogna farlo, occorre far crescere la capacità diffusa  di gestione della cosa pubblica, come l’energia è.

In questo contesto   cosa ci sta a fare il PD di Buccinasco? Probabilmente non ha risolto al suo interno il contrasto fra la spinta “renziana” della legge di cui in questa ricerca si tratta (SI SU TUTTO) e il no ambientalista, ma non renziano (NESSUNA ATTIVITA’). Il partito locale non decide in autonomia, esegue l’ordine dal “centro”. Neppure da pensare che siano in grado di formulare una proposta come quella che qui descrive Città Ideale.

Aspettando che passi l’estate, che il nostro PD arrivi a decidere qualcosa, aiutato dalle piogge dell’ormai prossimo autunno, lasciamo proseguire sul nostro territorio eventuali campi di ricerca, perché nulla abbiamo deciso, rimasti in mezzo al guado. Un PD Buccinasco diviso fra renziani e no? Chissà se al prossimo Consiglio il Sindaco sarà presente, insieme ai suoi “compagni”, come si chiamavano.

  1. #1 scritto da Saccavini il 1 agosto 2015 09:47

    Riflettendo sul tema, che può sembrare a noi di Buccinasco non urgente e tutto sommato “distante”, la situazione che si presenta crediamo renda opportuno uno sforzo di comprensione.
    Gli interessi in campo sono:
     Lo Stato che ha necessità di individuare le possibili ricchezze energetiche ora sconosciute;
     Il territorio con i suoi abitanti e attività, con il suo ambiente;
     L’impresa che del sistema energetico fa lo scopo della sua attività
    È possibile giungere a un punto di equilibrio fra le tre componenti?
    Laborioso ma possibile.
    Perché allora arrivare ad una legge che semplifica tutto eliminando degli stakeholders il territorio e i Cittadini?
    Possibile che questa sia l’unica soluzione del problema?
    Evidente che no, che senza un coinvolgimento dei territori ritornerà sul campo un’opposizione sociale tale da bloccare tutto o quasi.
    Alla fine potrà vincere il coacervo Stato e impresa interessata, con la sconfitta e contro la volontà dei Cittadini.

    Questa semplificazione risponde agli interessi primari del paese, ma richiede equilibrio sul piano politico sociale.
    Equilibrio che non significa negazione assoluta ma ricerca di un metodo nel quale le parti coinvolte si riconoscano.
    La democrazia si fa così; nel rispetto dei Cittadini, coinvolgendoli.

    Quando la politica è incapace di rappresentarli, i Cittadini hanno il compito di integrare o sostituirsi a loro nel far politica.
    Perché si compia si richiede uno sforzo di analisi e capacità propositiva.

    RE Q

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