IMU (o ciò che verrà a sostituirla) anche per le scuole paritarie

Su richiesta del Sindaco di Livorno (Movimento Cinque Stelle) alla Corte di Cassazione, questa ha stabilito che l’esenzione IMU per le scuole paritarie (asili compresi), non corrisponde alla legge e deve essere pagata. Una notizia importante, molto importante.

In un paese come il nostro, ove si è portati a risolvere tutto alla “romana”, viviamo in mezzo a normative rabberciate che hanno lo scopo di mettere una pezza, non potendo, per ragioni di convenienza politica, affrontare la situazione con modalità coerenti, proprie di uno stato di diritto. No! Da noi si cerca il compromesso pasticciato e si tira avanti.

Così, stabilito che le scuole paritetiche fanno parte del sistema pubblico di istruzione, qualche forma di supporto alle medesime, o ai genitori, bisognerà pur darla, visto che fanno risparmiare allo stato 7,6miliardi l’anno. Politicamente non si può fare (i laici, progressisti del puff mai ammetteranno di erogare qualcosa a scuole che non siano statali. Pubbliche e  sprecone).

Ecco che arrivano elemosine da qualche comune che un’amministrazione sensibile al tema destina (Buccinasco escluso), oppure dalla regione. O anche un accordo sottobanco che parifica le scuole a beni religiosi e lo esenta dall’IMU. Questa esenzione è  una forzatura interpretativa che non va bene a nessuno, scuole paritarie comprese, ma si tira avanti, alla “romana”….

Adesso la Corte Costituzionale dice che l’IMU non può accordarsi in questo modo. Benvenuta la sentenza se permettesse di normare la materia, ad esempio con un bonus scuola assegnato ad ogni studente in età, libero lui di andare nella scuola dove vuole. Questa regola sarebbe inattaccabile; su questa la Corte Costituzionale non avrebbe nulla da dire.  Il ministro dell’economia Padoan invece, si troverebbe con 7miliardi di buco, da aggiungere al deficit enorme che abbiamo, che lui deve sistemare (lo togliamo al finanziamento dei partiti?).

Giornalisti, media, laicisti del puff, progressisti del gambero adesso si scateneranno. Da quegli illogici che sono diventati (quelli che non lo erano già da prima), vorrebbero con un tratto di penna che le scuole parificate (attenzione, il 35% di queste non sono religiose) venissero abolite. Rimarrebbero solo quelle costrette a chiedere rette maggiorate, che può continuare a pagare un ridotta fetta di famiglie che se lo possono permettere, questa tassa ulteriore, oltre le altre.

Che ciò riduca l’istruzione ad una gestione statale e monopolistica, autocratica e senza controlli di risultato come l’attuale, alla congrega dei rivoluzionari della scuola non interessa. Neppure che lo Stato debba spendere 6 o 7 miliardi in più per coprire la domanda che sorgerebbe. Una bella sarabanda di propaganda laicista becera troverà modo di esprimersi, con la condanna delle a loro dire turpitudini e corruttele della scuola parificata.

Tanto chiasso, tanti manifestanti eroici che abbattono le scuole parificate (a parole si spera), ma non succederà niente. Non potendo realizzare finalmente una gestione corretta e coerente lasciando alle famiglie la libertà di scelta nell’insegnamento (come avviene nella laica Francia), perché il PD mai avrà la faccia di ammettere la situazione reale temendo la perdita di consenso, alla fine si troverà una soluzione rabberciata che ripeterà quanto c’è oggi.

Pubblica istruzione italiana: simile a un casotto al mare, fatto con vecchi  pali dalle incisioni profonde che le stagioni si sono incaricate di lasciare, con vecchie assi segnate dai chiodi rugginosi. Struttura  che regge a malapena alle folate del libeccio o della bora. In cambio però costosissima e inefficiente.

LIBERTA’ SCOLASTICA PER I CITTADINI

LA SCELTA DELLA SCUOLA ALLE FAMIGLIE

IL GOVERNO CONTROLLI E SANZIONI

LASCIAMO ALLE SCUOLE LA LIBERTA’ DI COMPETERE

  1. #1 scritto da giovanni il 27 luglio 2015 13:55

    E CHIUDIAMOLE TUTTE ‘STE SCUOLE PARITARIE !!! E aboliamo ‘sta Legge 62/2000 sulla Parità scolastica, ignorata dal politico e, de facto, resa inefficace dal giudice…

    Basta con discussioni e proclami: ripetere all’infinito dati veri, reali (13.500 scuole paritarie, 1 milione di alunni accolti, più di 70.000 addetti, 7 miliardi di risparmio per lo Stato) e sentirsi rispondere che le Paritarie sono enti commerciali, se non diplomifici, per ricche famiglie altolocate non è solo noioso, è ormai un inutile esercizio vocale e di tastiera. Anche se lo ripeti, queste teste di legno mica lo capiscono. E allora ?

    ………………………………

    l’interessantissima riflessione di Giovanni, viene pubblicata come articolo:

    La scuola: libera fa scandalo. Lasciata sospesa sul filo

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 27 luglio 2015 16:53

    Giovanni buona giornata,

    il suo lucido articolo uscirà a breve.
    Dovrebbe essere esposto e trovare accoglienza sui media.
    Lo stato di sopportazione in cui vivono le scuole parificate è davvero insostenibile e bisognerà far valere tutto il peso sociale perché si giunga a un riconoscimento pieno, equiparato come la parificazione richiede.

    Intanto già oggi il Presidente della Cassazione deve uscire per spiegare il significato della sentenza (che i media, secondo lui, hanno male interpretato). Rimanda la palla al giudice di merito al quale imputa una carenza di motivazione.

    Già il fatto che il Presidente della Cassazione sia costretto a spiegare e correggere la dice lunga sulla situazione e le preoccupazioni che i titoli alla carlona stanno provocando.

    Non entriamo nel dettaglio ma alla fine verrà fuori che per un filo di lana, l’IMU sugli immobili scolastici non debba essere dovuta.
    L’abbiamo già previsto; facile e scontato.

    Quasi sarebbe da preferire il contrario: il governo obbligato a fare di corsa una legge che rispetti la pariteticità e riconosca finalmente alle scuole libere le medesime risorse che assegna alle statali.
    Poi gli immobili scolastici paghino pure l’IMU….

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 27 luglio 2015 22:45

    Tratto da “L’economia di cui nessuno parla: Mercati, morale e intervento pubblico” di Enrico Colombatto (VEDI):

    [...]l’istruzione è lo strumento per mezzo del quale un’élite cerca di rafforzare una cultura orientata all’obiettivo per creare una legittimazione delle politiche pubbliche [...]
    La meta-visione del libero mercato chiaramente prescinde da politiche educative imposte dallo Stato, che priva i genitori della libertà di scegliere quello che ritengono il meglio per i loro figli e di reagire ai loro errori spostando gli studenti da una scuola all’altra, da un corso di studi all’altro. [...]
    Eppure, in realtà, la visione liberale dell’istruzione non è in agenda. Nella maggior parte dei paesi il quasi monopolio statale dell’istruzione è considerato normale. […]
    Benché non siano generalmente fuorilegge, le scuole private devono conformarsi ai requisiti stabiliti dallo Stato; e le sovvenzioni sono riconosciute solo a chi frequenta le scuole pubbliche (con limitate o assenti esenzioni fiscali per coloro che decidono altrimenti).

    Una parte della ragione è che gli insegnanti pubblici sono solitamente un potente gruppo di interesse, specialmente in contesti di rent seeking diffuso. […]
    Nessun riformatore può permettersi di inimicarseli [...].
    Se l’istruzione pubblica fosse eliminata, naturalmente la domanda di insegnanti resterebbe la stessa e forse potrebbe anche aumentare.

    Ma questa considerazione può fare poco per cambiare la percezione generale, sia perché i rent seeker sono razionalmente ciechi ai potenziali benefici della concorrenza, sia perché gli insegnanti rent seeker, che preferiscono lavorare per i grandi apparati burocratici, solitamente non brillano per le loro capacità imprenditoriali.

    Un bel libro, impegnativo (probabilmente non alla portata di tutti), ma molto istruttivo – con una visione marcatamente liberale, che tuttavia farebbe bene, se non altro come spunto di riflessione e, magari, di autocritica, anche a tanti progressisti o sedicenti tali – del quale consiglio caldamente la lettura.

    Per chi volesse approfondire il concetto di rent seeking rimando alla definizione di Wikipedia (VEDI).

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 28 luglio 2015 00:13

    Grazie Andrea per la ricerca e la proposta….

    Quanto descritto è molto interessante e speriamo aiuti a comprendere la situazione…

    buona notte e… a presto

    RE Q

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