Educazione e differenze di genere: a Buccinasco argomento tabù ?

Una serie di decisioni e scelte europee, diciamolo subito: di cui non si sente urgenza e dalla utilità almeno dubbia, sembra stiano entrando nell’insieme degli  argomenti  educativi fin dalle elementari. Alcune scuole, alcuni presidi hanno già proceduto in questo senso. Indicando comportamenti e illustrazioni di genere, spiegando ai bambini il sesso, illustrandolo, esemplificando rapporti e tendenze omosessuali. Un insieme che coinvolge nell’educazione e differenze di genere. Cominciando anche dall’asilo!

Non staremo a descrivere e ripetere ciò che appare ed è illustrato su manuali, stampati in Europa anche in italiano e circolati entro alcune scuole (si sta diffondendo in Italia). La questione è altra è diversa. L’educazione e le tendenze di genere sono questione quanto mai delicata, sulla quale la famiglia ha non solo il diritto ma anche il dovere di essere aggiornata e informata, di esprimersi, di essere formata anche.

L’unica cosa sbagliata, impossibile, pessima, è star zitti e tentare un percorso strisciante di indirizzi che qualcuno ritiene “moderni” o addirittura “superiori”, ancorché non naturali. No!  Forse si può capire l’imbarazzo di alcuni educatori e soprattutto dei nostri amministratori. Il tema è delicatissimo e si preferisce adottare lo schema del “quieta non movere et mota quietare”:  passare sotto traccia lasciando percorrere forme educative che tengono disinformate le famiglie, salvo esprimere spiegazioni dopo, quando le reazioni esploderanno.

Sì, perché le reazioni non mancheranno. Sarà fuor di dubbio, che ciò si verifichi. I casi sono due: se vi sono educatori o scuole che intendono procedere in forme educative sul tema, dal carattere “innovativo” nel senso di non naturale, questo va spiegato e chiarito prima ai genitori, a tutte le famiglie, di tutte le scuole. Se vi sono insegnanti che sul tema intendono agire in modo “personale” anche se a loro dire conforme alle disposizioni europee, bene. Questi indirizzi devono essere illustrati in dettaglio e spiegati compiutamente ai genitori prima che l’anno scolastico abbia inizio. Genitori messi nella condizione di scegliere!

Qui non si tratta di dignità e rispetto di genere, quali che possano essere inclinazioni naturali: questo è fuori discussione. In tal senso il comune di Buccinasco si è già pronunciato, distinguendo nettamente la famiglia, le sue prerogative, la costituzione e quanto annesso, dalle unioni civili che possono iscriversi ufficialmente, che hanno dignità piena  e pari, ma distinta. Qui si tratta di educare le nuove generazioni ad una maturazione sul tema che questa distinzione rispetti, che sia portata avanti in un clima di esplicita collaborazione e informazione alle famiglie.

Considerazioni che si potrebbero anche considerare ovvie, promosse da una sensibilità  eccessiva  al tema. Diventa cosa diversa se così, en passant, il nostro Presidente del Consiglio Comunale se ne esce con una comunicazione su social network della Comunità, che ha questo contenuto:

Stamattina, insieme all’assessore all’Istruzione David Arboit abbiamo incontrato i dirigenti scolastici per confrontarci sui progetti educativi da inserire nel Piano dell’Offerta Formativa delle nostre scuole nell’anno 2015/2016. Dall’educazione alla Legalità, regole e mafie, alla difesa personale, dal progetto sportivo a quello musicale, dall’educazione stradale alla formazione dei docenti sui temi dei disturbi specifici di apprendimento, dal supporto psicologico per i ragazzi agli insegnanti facilitatori per i bambini di madre lingua cinese, dall’educazione alimentare al cyberbullismo e tanto altro ancora. L’idea è quella di portare il Piano dei diritti allo studio in consiglio comunale per Ottobre. E l’impegno del Comune a coprire tutte le spese per garantire la più ampia e completa offerta rivolta a bambini, genitori e insegnanti della nostra scuola pubblica.

Che gli amministratori si incontrino, che discutano con i dirigenti scolastici, che approntino criteri e specifiche  questioni da loro ritenute importanti, è comprensibile. Che questi passaggi vadano poi in Consiglio comunale senza prima essere illustrati alle famiglie nelle singole scuole, raccogliendo suggerimenti e proposte, indirizzando la formazione e le iniziative entro un percorso che le famiglie condividono, non ci sembra  ragionevole e soprattutto dal sapore dirigistico che sa di statalista. I genitori hanno diritto di scegliere!

Poi, dopo,  o anche prima se si vuole, si potrà anche discuterne in Consiglio e deliberare con la maggioranza blindata che le norme di oggi assicurano. Non siamo però in un paese sovietizzante. Come insegnare, i contenuti e le proposte educative, gli interventi di supporto e sostegno, devono trovare , prima dell’inizio della scuola la condivisione informata dei Cittadini. Nel caso specifico delle famiglie, dei genitori.

Nessun Consiglio avrà mai potestà esecutiva sull’istruzione, le modalità, i contenuti. Che poi del tema relativo alla componente formativa sulle differenze di genere l’informazione del Presidente del Consiglio Comunale non accenni neppure, in un comunicato del genere, visto quanto si sta prospettando in materia, non può lasciare tranquillo nessuno ….  Questa italiana è ancora, Costituzione alla mano, una Repubblica che si compone di Cittadini. Cittadini che hanno pieno potere e diritto di scelta e voce in capitolo. La Repubblica dei Consigli è finita in Europa nel 1986 con la caduta del muro di Berlino.

DEMOCRAZIA PARTECIPATA

PARTECIPAZIONE INFORMATA

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