Apertamente, Buccinasco e chi amministra? Dove ci vogliono portare?

L’appello accorato per una “inclusione sociale” dei sinti non riesce a convincerci; il comunicato inviatoci da noi pubblicato, ha le caratteristiche di una descrizione per lo meno poco chiara e confusa. Cominciando dalla ricostruzione storica, che non giustifica nulla e cerca di attribuire ad altri l’origine della confusa situazione, ma non interessa questo. Guardiamo al problema e cerchiamo di spiegarlo.

Il campo dislocato nel Parco Sud… recintato, non è una galera decisa da qualcuno ma corrisponde alla “cultura”, alla volontà di costoro: nomadi-residenti. Rifiutano e hanno sempre rifiutato l’abitazione in un luogo stabile, in una casa in muratura, un appartamento in affitto. Sono stati posti nel parco Sud con la giustificazione che la loro “residenza” non è stabile e non muta le caratteristiche descritte dalla legge. Loro volontà, dalla quale possono liberarsi quando vogliono, prendendo in affitto o acquistando un appartamento come tutti i residenti, tutti i Cittadini.

Per loro millenaria cultura sono girovaghi, come tali hanno diritto di farlo. Viene alla mente negli USA (dai film, per chi non c’è stato) i luoghi per lo più periferici, ove famiglie o singoli vivono in roulottes adibiti a case (mobili, spostandosi quando vogliono), del tutto regolari e corrispondenti alle leggi ed usi locali. Lo stesso può avvenire per i nostri sinti.

Questa condizione non è un problema a Buccinasco. La questione della legalità è data dai pasticci “buonisti” messi in atto dalle amministrazioni: costruendo servizi diversi che, questi sì, sono del tutto illegali. I sevizi di una famiglia sono compresi nella roulotte e chi delle roulottes si serve, se li fa bastare e cura la pulizia interna, lo smaltimento e il rinnovo delle forniture d’acqua.

La situazione di Buccinasco è irregolare e illegale: palesemente illegale. Il PASM ha ripetutamente, per iscritto e negli incontri intervenuti, denunciato la condizione di illegalità che non è risolvibile. Non c’è alcuna risposta da attendere. Questa è già certa e reiterata. Per ripristinare la legalità basterebbe abbattere le costruzioni compiute dalle amministrazioni, chiedendo ai “residenti” che si servano dei servizi disponibili nelle loro abitazioni mobili e fornendo loro le istruzioni e disposizioni cui devono attenersi per ogni necessità.

Pretendere che sia consentita la costruzione di  abitazioni stabili (da chi?) è certificare una illegalità. Significa realizzare un ghetto chiuso nel quale la legittimità dei nostri codici è superata e inefficace, dominando la “cultura sinti” degli usi e costumi. Usi e costumi che, non tutti, rientrano nei nostri codici.  A cominciare dal rifiuto “culturale” di un lavoro continuo presso terzi.

Possono farlo come tutti i Cittadini.  S’industriano e svolgono una attività regolare in proprio, ma anche questo non rientra nella loro “cultura”, la loro “cultura” consiste nel vivere di espedienti. Fra questi il più nobile e lecito è la richiesta di sostegno economico: pubblico, ma anche con l’uso dei bimbetti mandati in giro a commuovere e ottenere carità che, sistematicamente, serve alla famiglia.

Cosa c’entra in questo contesto la richiesta degli amministratori (e di Apertamente) di consentire la costruzione di case nel parco Sud? Gli amministratori devono curare l’interesse della Comunità, a condizioni pari per tutti, nessuno escluso. Quindi compresi i  sinti che qui sono residenti davvero  (non solo per l’anagrafe), in termini paritetici per loro e  tutti.

Escludendo qualsiasi elemosina “buonista” che ha l’effetto evidente di confermare e consolidare la parte della “cultura” che è estranea al vivere civile come definito dai codici. Apertamente ci rifletta e la smetta di fare da tutore e attenuare o coprire le irregolarità che queste famiglie compiono quotidianamente. Dopo qualche mese hanno interrotto i pagamenti, appena eletta la nuova amministrazione, relativi alle roulottes che Apertamente così caldamente aveva ottenuto dal commissario fossero loro assegnate, a spese nostre.

Per finire: si parla di un programma di inclusione consegnato da oltre un anno a Maiorano, del quale Apertamente attende una risposta. Perché non è stato mandato a tutti i consiglieri? Perché non è stato fatto conoscere a Cittadini? Così come descritto sembra avere le caratteristiche di un progetto che ha dei costi, che serve a  giustificare erogazioni. Ripetiamo: perché non parlarne e tenere nascosta,  finora,  una iniziativa del genere?

I costi: questione legata al bilancio del Comune, come di una Associazione che, vivrà anche di sostegni e contributi privati ma senz’altro riceverà erogazioni pubbliche a vario titolo e motivo. Perché queste risorse pubbliche non devono essere rese note alla Comunità che con le tasse le mette a disposizione per un uso finalizzato alla Comunità? Può essere lecito e fino a prova contraria è così, ma l’obbligo etico e morale impone che siano dati certificati e pubblici.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 8 luglio 2015 12:39

    Un esempio di ghetto chiuso che privatizza un’area pubblica a Buccinasco lo stiamo vivendo già.
    In fondo a via Pacinotti vi sono una decina di roulottes e qui vivono non sappiamo quanti itineranti, da ormai tre anni.
    Esiste una sorta di piazzuola nella parte terminale della via, raggiungibile solo dal lato Nord.
    L’accesso è precluso ai Cittadini, presidiato da un cane pastore addestrato a respingere e avvertire che qualcuno sta arrivando.
    Vivono e occupano, gratis, suolo pubblico la cui realizzazione e manutenzione è avvenuta con danaro dei Cittadini.
    Questi signori un hanno fa hanno tutti ottenuto la “residenza”.
    Chi è addetto ai controlli? Chi verifica lo stato dell’accampamento dal punto di vista civile, igienico, delle persone che in questo luogo “risiedono”; quante le verifiche svolte sui presenti identificando cloro che non sono residenti, intimando a coloro che lo sono ma da oltre tre mesi non sono più lì?
    I nostri amministratori hanno fatto una analisi della capacità legittima di reddito di ciascun nucleo familiare prima di accordare la residenza?

    Situazione da risolvere: a crearla è stato il Sindaco Maiorano con la sua giunta.
    Se domani si dovessero assumere costi per risolverla i danni dovranno ripetersi a tutti costoro, quelli le carte hanno firmato, che le disposizioni hanno dato.
    Basta con il “buonismo” compiuto con i soldi dei Cittadini, i quali poi devono subirne le conseguenze a causa delle ”integrazioni di reddito” che costoro obbligatoriamente devono arrangiarsi a realizzare, per vivere.

    RE Q

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