Rom o Sinti: perché parlar d’altro anziché affrontare cosa non funziona ?

E’ un impegno di tutti, della società, che il vivere nomade senza un impegno in attività lavorative, cercando il sostentamento proprio o familiare con modalità “estemporanee”,  per qualsiasi società una questione su cui impegnarsi perché si arrivi a modificare  questa “cultura” per la parte non integrata nel vivere civile e nei codici di comportamento. Giungere ad un integrazione entro i valori che stabilisce la costituzione, è un impegno della società.

Ci fa scrivere su questo tema, già altre volte affrontato, una comunicazione pervenutaci da Apertamente, di cui parleremo. Questa associazione:  non sappiamo quanto delle nostre tasse, locali e nazionali, finisce a lei nel supportare le iniziative di integrazione, perché non ne parla; il Bilancio comunale non tratta analiticamente l’argomento). Apertamente riporta un articolo apparso il 12 Giugno su Repubblica,  a firma Curzio Maltese, che tiene decenni delle rubriche (VEDI).

L’analisi che fa il giornalista sulla non simpatica fama della categoria è di tipo demografico: tot  nei principali paesi europei e una minuzia in Italia. Da ciò la sua  domanda retorica: cosa hanno da lamentarsi coloro che i rom non li vogliono, ecc.  I rom non sono un problema e chi la pensa così ha bisogno di uno psicanalista.  Sommessamente vogliamo far presente all’illustre penna che fra l’assunto e la deduzione non c’è legame logico.

E’ lui che dovrebbe cercare di darsi una risposta ragionevole: che gli “insofferenti” siano così numerosi in Italia mentre negli altri paesi la questione è meno evidente, forse non è questione psicologica. Non gli viene in mente che in Europa le normative, il rispetto delle regole, le sanzioni e le condanne siano applicate meglio e più severamente?  Ha mai visto in metro a Londra una mamma incinta con uno o due bambini piccoli che girano, il bicchiere di carta oleata in mano, chiedere l’elemosina?  O se più grandi a visitare case di persone anziane e sole per raggiri o furti con destrezza?

Il problema dei rom (per i sinti è diverso, perché ex giostrai, in prevalenza, ma il problema è sempre il vivere senza lavorare) è affrontato con elargizioni a strutture ONLUS  che in qualche modo ci campano sopra. Si adottano criteri “buonisti”  che quando va bene attenuano le criticità causate dal loro vivere. Ci vorrebbero normative e comportamenti dei nostri amministratori seri e corrispondenti ad un patto sociale:  investo e ti aiuto:  tu ti conformi al patto sociale, alla costituzione. Proseguo negli investimenti a fronte di risultati evidenti. Interrompo se esci dalle regole (del codice civile o penale) e sei sanzionato da normative serie e severe.

Finiamo con la “bella” notizia di 4 sinti che frequentano la scuola, che ci ha girato Apertamente. Questo non è un obbligo dei genitori?  Cosa mai ha fatto Apertamente? si è sostituita alle autorità facendo rispettare la legge? Che ragioni ci sono per gloriarsene? Siamo all’esaltazione perché dopo 10 anni i bimbi del campo sinti vanno a scuola? E’ un obbligo di legge! se non rispettato, le sanzioni previste devono essere applicate, con rigore.

Associazione Apertamente di Buccinasco – Alcune buone notizie dal Q.re Terradeo. Nei giorni scorsi vi sono stati gli esami per le Medie.

Quattro erano i nostri ragazzi interessati, due ragazzi e due ragazze. Un giovane, quello della famiglia più problematica, come ci aspettavamo è stato bocciato gli altri tre sono stati promossi con la media del sette.

Certamente due di loro intendono proseguire gli studi, infatti si sono già iscritti ad un istituto professionale. Prosegue così il nuovo corso. Un altro giovane lo scorso anno si è diplomato in informatica ed è iscritto allo Sportello Lavoro

Il sito fb del comune la vende come una propria opera, vantandosene?  Mentre il campo sinti continua a essere utilizzato come argomento per sfondare nel Parco Sud, favorendo  gli intenzionati a costruire che hanno terreni intorno; e insistono!  Tutti i Cittadini sono felici  per i nostri ragazzi che frequentano la scuola e ancora di più se hanno esiti positivi: per tutti i nostri ragazzi, nessuno escluso.  Lasciamo stare per favore, evitiamo questi comportamenti da razzisti alla rovescia!

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  1. #1 scritto da luisi augusto il 4 luglio 2015 09:18

    Queste future donne e uomini SINTI, generazione dopo generazione ci stanno dimostrando quanto valgono e la loro voglia di emergere dalla situazione in cui sono venuti a trovare.
    Le condizioni in cui non per loro scelta si trovano a vivere: in un accampamento di venti famiglie per 360 giorni all’anno, in situazione di promiscuità, in presenza di perenni tensioni interne ed esterne al quartiere .
    ……………….

    Il commento, di interesse perché cerca di motivare l’azione, riguarda l’associazione Apertamente ed è firmato anche dal suo presidente, esce con un articolo appena possibile: si veda:

    SINTI E BUCCINASCO: COSA E’ PRO E COSA MANCA

    RE Q

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