Buccinasco e il suo bilancio: parliamo dell’energia?

Un discorso complesso che richiederebbe un piccolo trattato. Limitiamoci alle situazioni macroscopiche per capire le dimensioni del problema e cercare di individuare le alternative possibili allo scopo di contenere i costi e migliorare i risultati. Faremo quindi solo un accenno alle tematiche su cui lavorare, tuttavia crediamo che fra i lettori non saranno pochi quelli che si sorprenderanno.

L’energia nel nostro comune riguarda l’approvvigionamento elettrico, il gas o più in generale il riscaldamento dei locali in gestione la comune (che comprendono anche le scuole statali, ma non quelle parificate); inoltre  l’illuminazione pubblica. Fermiamoci qui anche se si potrebbe aggiungere il settore dell’acqua (proprietà di società municipalizzata, quindi pubblica che la Comunità ha a loro conferito), e altre questioni annesse.

I costi complessivi di questo sistema gravano sulla Comunità per un importo che cuba un paio di milioni l’anno se non di più. Impostare una ricerca che individui meccanismi di autogestione, autoproduzione, corretta assunzione dei costi in funzione della Comunità.  Cominciamo allora con l’energia elettrica (escludendo l’illuminazione pubblica in questo primo esame).

Come noto l’energia può essere autoprodotta, in varie modalità. Con i pannelli fotovoltaici, ma anche con la fermentazione anaerobica del verde.  Sui pannelli possiamo considerare la ripartizione fra produttori per uso proprio (abitazioni a imprese) e sistemi produttivi estesi (coltivazioni di vaste aree che richiedono investimenti consistenti e sono destinate a distribuzione molto più ampia dell’uso proprio).

Senza entrare nel dettaglio delle tariffazioni e dei finanziamenti pubblici dei pannelli, si deve rilevare che un’azione appropriata può rivolgersi agli enti erogatori. In sostanza  può sembrare corretto che il sovraccosto dei pannelli per autoconsumo di produttori residenti possa gravare sulla Comunità. Molto meno la diffusione nazionale dei costi di tutti i produttori di tutt’Italia. Una iniziativa verso le autorità deputate può proporsi di contenere i costi alla sola autoproduzione che è generata entro il Comune.

L’autonomia amministrativa della Comunità bisogna che cominci a farsi valere: perché mai i Cittadini di Buccinasco devono pagare sovrattasse nelle bollette per impianti realizzati a Cogne, a Foggia o a Belluno? I sovraccosti li sorbisca la Comunità dove sono insediati. Non si tratta di noccioline, perché su base annua l’energia cosiddetta pulita ci viene a costare uno sproposito in miliardi di euro e lo sarà per almeno altri 15 anni. Ricordiamo che il costo dell’energia non è banale: uno dei fattori di competitività del sistema è disporre di energia competitiva, mentre oggi l’Italia vanta il primato di maggior costo in Europa.

Parliamo poi dell’energia autoprodotta dall’agricoltura. Buccinasco è immersa nel verde e per superficie e capacità genera quantità enormi di materie utilizzabili per la produzione anaerobica di energia. Anche questa è energia finanziata pubblicamente, e qui valgono ancora le questioni descritte sopra per i pannelli (anche se la competitività rispetto ai sistemi tradizionali sembra migliore).

Tuttavia l’uso integrato della frazione agricola e della frazione verde, come della frazione umida, genera l’abbattimento dei costi a discarica e il vantaggio sarebbe duplice, con ritorni  positivi in minori costi di energia e di smaltimento. Un terreno sul quale occorre progettare e studiare, ma nel quale l’impegno di una amministrazione potrebbe dare ritorni molto utili. Minori costi ma anche più salubrità e ambiente pulito.

Un sottoprodotto energetico ulteriore può riguardare il bio gas che può essere utilizzato localmente anche per il riscaldamento. Un altro sottoprodotto energetico utile è il pannello solare per riscaldamento dell’acqua. Una diffusione ben studiata di questi sistemi porterebbe ad una riduzione dei costi di energia Minori costi in bolletta, conseguente taglio delle tasse comunali, ad un servizio di più economica e ecologica gestione del territorio.

Come si vede un campo tutto da approfondire e su cui vale la pena lavorare. Un campo di attività nella quale gli amministratori pro tempore sono totalmente assenti (salvo un progetto, risibile, sull’acquisto dei pali di illuminazione ENEL, fermo non si sa perché. Ne parleremo in un prossimo articolo sul tema).

Questioni che Città Ideale pone all’attenzione della Comunità guardando avanti, cercando di promuovere una visione alternativa e dinamica della Comunità, per il suo sviluppo, per la crescita del benessere, delle occasioni di  lavoro. Cominciamo a porre questi temi, a lavorarci per l’oggi se possibile, per il domani (se proseguirà la gestione del nulla che abbiamo).

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