Partiti, programmi e leggi (riforme): l’Italia è questa, purtroppo

Una riflessione che ci invia di Franco Gatti, merita attenzione. L’insieme gattopardesco che è arduo definire Democrazia, genera cose di questa fatta: i partiti, i governi, una volta ottenuto il pallino della gestione, fanno ciò che vogliono, forse non fino ai paradossi che ci descrive, ma per certi aspetti anche peggio. La nostra, vista con occhiali netti, Democrazia non è.

Abbiamo ormai da tempo governi che non hanno ricevuto il voto dei Cittadini. I programmi possono essere inventati lì per lì, senza il consenso dei Cittadini. Si prendono le elezioni europee pere consacrare un premier. Questi cerca di rifare le regole a modo suo, cambiando in profondo la costituzione (mentre per una cosa del genere sarebbe bene fosse eletta una assemblea costituente, diversa dal parlamento), e via così.

Una Democrazia zoppa, una cultura politica incapace di elaborare il cambiamento dalla gestione dell’abbondanza e degli sprechi come meccanismo di consenso, alla seria, severa gestione che riporta sotto controllo la spesa, riorganizza lo stato e mette ordine ai conti. La scappatoia inventata è questa che stiamo vedendo.

Anche in altri paesi i momenti di criticità seria hanno avuto soluzioni strane. De Gaulle non venne eletto ma indicato come premier dai comandi dell’esercito francese in Algeria (!) Miracolosamente si trovo in pochi giorni il consenso per una stagione di riforme dello stato, una sorta di commissariamento della Repubblica. La storia ci dice che venne bene.

Il sistema dei media in Italia è “servile”, non aiuta il formarsi di un elettorato responsabile, ma anzi sembra proporsi le condizioni per una sua manipolazione. Il Quarto Potere è impotente. Anche se il bisogno del periodo che stiamo vivendo è il cambiamento profondo del sistema, il pantano della nostra democrazia è purtroppo bene descritto da Gatti. Andiamo a leggerlo.

IL MANCATO RISPETTO DEI PROGRAMMI ELETTORALI E IL FUTURO DEL PD

Cara Città Ideale  C’è anche da ricordare che la riforma Renzi va in direzione diametralmente opposta a quanto proposto nel programma elettorale del PD per le elezioni del 2013.

Se gli elettori avessero voluto deduzioni anziché detrazioni (o viceversa, scusami per la eventuale imprecisione) per le scuole private, mancato recepimento delle indicazioni per l’assunzione degli insegnanti, e tutte le “belle” cose previste (che mi sembrano invece degli incubi) avrebbero potuto votare per altri partiti, che avevano alcune di queste proposte nel programma.

Ciò che a mio parere è imperdonabile nel comportamento di Renzi (e dei parlamentari PD che lo seguono, e nei Parlamentari eletti con altri partiti che sono corsi sul carro del presunto vincitore) è proprio il tradimento del programma per il quale sono stato votati.

Come se votassi Salvini perché propone di ridurre la presenza di immigrati in Italia, ed una volta eletto dovesse invece mandare tutte le navi della Marina militare ad imbarcarne a migliaia tutti i giorni sulle coste libiche, ed obbligasse Alitalia a fare voli navetta gratuiti per facilitare la emigrazione di massa direttamente dalle loro patrie.

O se votassi per SEL e trovassi poi che ha approvato norme che portano allo svuotamento se non alla eliminazione dello Statuto dei lavoratori.

Oppure e votassi Forza Italia ed una delle prime leggi approvate da Berlusconi fosse una legge per il conflitto di interesse che ne auto-impedisse la elezione, e magari anche il divieto per una singola azienda di possedere più del 50% di un canale televisivo, e comunque il divieto di possedere contemporaneamente case editrici o altri media…

O avessi votato per Fare (per Fermare il Declino, ndr) e questi, dopo avere vinto le elezioni, incrementassero la spesa pubblica, facilitassero i baby pensionati, aumentassero le tasse con una aliquota minima del 50% per tutti e portassero l’IVA al 30% per una campagna per il finanziamento straordinario dei partiti.

Non discuto (qui) se l’operazione “per una brutta scuola” di Renzi possa avere, a cercarli bene, con tanta tanta pazienza, anche aspetti potenzialmente positivi. Dico solo che NON E’ ciò che e stato proposto agli elettori, e sul quale è stato chiesto il loro voto.

Che il PD abbia almeno la coscienza di ammettere di essere ora un partito completamente diverso da quello che ha chiesto il voto, ed ottenuto, grazie alla alleanza con SEL. un importante premio di maggioranza. Diverso.

Tanto diverso che secondo me si dovrebbe tornare alle urne per verificare cosa vogliono gli elettori. Buona serata Franco

  1. #1 scritto da Saccavini il 24 giugno 2015 18:08

    Le criticità del nostro sistema ci sono tutte, e Franco Gatti le mette a nudo.
    Purtroppo siamo in una condizione così critica sul piano del debito pubblico, così profondamente necessaria di cambiamenti, che questo aspetto prevale su tutto.
    Il paese deve uscire da questo pantano nel quale stiamo ogni giorno sprecando risorse e ricchezza indebitando i nostri figli e nipoti.
    Si può allora pensare che qualche scorciatoia rischiosa, diventa un male minore.
    Sotto questo profilo, la situazione è simile al 1922: la Democrazia incapace di governare la crisi del primo dopoguerra portò ad una semplificazione che vent’anni dopo ci ridusse allo stremo.
    Confidiamo che questa volta il percorso sia un po’ diverso.

    RE Q
  2. #2 scritto da Franco Gatti il 24 giugno 2015 21:50

    Buonasera e grazie per avere ripreso il mio commento, che era soprattutto uno sfogo, elevandolo addirittura al grado di articolo!

    Ieri per radio ho sentito una notizia che mi ha fatto sobbalzare dal sedile dell’auto.
    Se ho capito bene, la quota del PIL destinata a pagare gli interessi sul debito pubblico della tanto vituperata Grecia è del 2% circa.

    Da quel che capisco, correggetemi se sbaglio, è un grosso vincolo per l’economia greca, che li ha condotti alla situazione di crisi attuale: pensioni e stipendi pubblici ridotte per legge, ospedali, scuole e servizi pubblici in difficoltà, alta disoccupazione, obbligo di contrattare quasi quotidianamente con i creditori dilazioni nel pagamento del debito.

    In Italia invece la quota di PIL destinata a pagare gli interessi sul debito è circa il doppio, circa il 4%.
    (chiedo venia se ci dovessero essere delle inesattezze nella mia formulazione e nei numeri, ma credo di avere colto il senso di quanto l’annunciatore ha dichiarato)

    Di fronte ad una situazione tanto debole, dove basterebbe il battito di ali di una farfalla in Nuova Zelanda per far schizzare in alto lo spread, con maggiori interessi da pagare, e quindi una maggiore quota del PIL destinata solo a pagare gli interessi sui debiti pregressi, cosa hanno fatto Renzi ed il suo Governo, oltre a gigioneggiare in tutti i TG, talk-show, programmi del mattino, del pomeriggio, di prima e seconda serata?

    Anziché ridurre il debito, lo ha fatto aumentare.

    Tutti soldi che noi (diciamo chi ha meno di 60 anni…!) ed i nostri figli dovranno trovare il modo di restituire, se non vogliamo che i nostri nipoti salgano sui barconi in direzione dell’Africa…, facendo tornare l’Italia un paese di emigrazione per manovalanza poco qualificata.

    Sulla scuola, sul clientelismo che la riforma proposta / imposta da Renzi vorrebbe introdurre ci giochiamo la possibilità di essere un paese con tecnologia, turismo, cultura e libertà, oppure un paese allo sbando, dove i nostri figli e nipoti (e noi stessi) dovremo vendere casa (a chi?) per acquistare un biglietto di sola andata per qualche paese estero.

    Renzi ha prima artatamente (scusatemi per la parola un po’ arcaica.., ma credo che qui sia ammessa) voluto includere nella sua “brutta scuola” due situazioni che potevano e dovevano essere risolte in modo diverso e diviso.

    Le assunzioni degli insegnanti sono necessarie, credo anche imposte da una sentenza, e quindi dovevano essere affrontate con un decreto legge. Il Governo ne ha fatti tanti, perché non questo dove la necessità ed urgenza erano chiare?

    La riforma della scuola poteva invece essere fatta con legge ordinaria, PERMETTENDO che le commissioni ed il Parlamento ne discutessero, senza maxi emendamenti “prendere o lasciare” e minacce di fiducia.

    E magari senza promettere peer Luglio (ma perché non per Ferragosto?) una bella manifestazione pubblica nella quale ascoltare anche chi la scuola la conosce meglio di altri, come insegnanti, personale dirigente ed amministrativo, dirigenti e (non sono inutili…!) genitori.
    Invece PRIMA si porrà la fiducia, PRIMA si tenterà di approvare a scatola chiusa,, e POI si ascolterà.

    Il governo vuole decidere in fretta, non per il meglio e neppure per il bene.

    Vorrei concludere con uno slogan: se avessi saputo come avrebbero ridotto la scuola Renzi ed il SUO PD, avrei considerato con molta maggiore simpatia le proposte del trio Gelmini-Tremonti-Berlusconi.
    Almeno loro si fermarono quando compresero di stare correndo verso il baratro.
    Questo governo quando si trova davanti al baratro fa “un balzo in avanti!”

    Scusate per la lunghezza, che spero di avere superato ccon un po’ di ironia, e buona serata.

    Franco

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 24 giugno 2015 22:43

    Vero che la Grecia paga il 2% sul debito pubblico (320 miliardi), cioè 6mld l’anno contro il 4,5% dell’Italia (su 2.200 miliardi) pari a 76miliardi l’anno.
    La Grecia paga pochissimo perché i paesi europei hanno sottoscritto emissioni greche a condizioni di favore, fuori mercato.
    Non sufficienti perché la Grecia non riesce a produrre un PIL sufficiente e dovrebbe tagliare i costi pubblici (quindi le tasse) per poter ripartire. Avrebbe bisogno che l’Europa investa nel paese, ma le condizioni economiche devono essere almeno pari… invece il costo pubblico obbliga a tasse elevate (con un’evasione molto alta, ma le aziende straniere non sono disposte a investire e fare reddito evadendo tasse)

    Situazione almeno pari a quella italiana, sulle decisioni politiche da prendere, su dimensioni molto più serie, però.

    In entrambi i paesi la politica non è capace di razionalizzare la spesa… questo è il problema (non solo di Grecia e Italia)

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Franco Gatti il 24 giugno 2015 23:05

    Scusate, avevo invece capito da precedenti informazioni che per la quota del debito pubblico in mano alla Germania la Grecia stia pagando (o abbia pagato) degli interessi fuori mercato sì, ma perché troppo alti!

    Quindi che la Germania avesse avuto il suo bel “guadagno” nell’avere prestato soldi alla Grecia, magari anche per la organizzazioni delle Olimpiadi di Atene del 2004.

    Soldi ben investiti, che hanno reso tassi semplicemente incredibili se paragonati con i tassi dei Bond tedeschi.

    Un prestito “sicuro”, ad alto rendimento, fino ad oggi.

    Se poi le olimpiadi hanno lasciato una nazione in difficoltà (vedi http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/07-08-2014/olimpiadi-atene-disastro-impianti-rovina-9067838283.shtml o http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/14_agosto_14/nuove-rovine-atene-impianti-olimpici-10-anni-dopo-e2355138-2387-11e4-8bd0-72e8ca625ba5.shtml) è un argomento sul quae anche noi italiani dovremmo meditare.

    Basti pensare ad Italia 90 o all’Expo, dove dopo anni di progetti, ed a pochi mesi dalla conclusione ancora non si sa cosa fare dell’area.

    Ora Renzi vorrebbe partecipare alla gara per aggiudicarsi le Olimpiadi, dopo che altre nazioni hanno fatto i propri conti ed hanno rinunciato.

    Queste spese ricadranno sulle spalle dei nostri bisnipoti?

    Considerando anche la nostra bassa natalità dobbiamo proprio rendere ancora più drammatica la nostra situazione?

    Buona notte
    Franco

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 25 giugno 2015 08:31

    Cerchiamo di ricostruire la vicenda greca, per grandi linee.

    Fase uno: la Grecia nell’euro, che è stata gestita da governi irresponsabili, indebitandosi fuori misura e falsificando i bilanci. Gli stati europei, anzi le banche europee più che gli stati, hanno generosamente sottoscritto debito pubblico greco perché garantito dalla moneta europea (mentre i controlli di Bruxelles sono stati “inadeguati”), attirate dagli alti tassi di interesse.
    Venuto il momento della verità, oltretutto in un periodo mondiale ove le banche erano in default o molto vicine, gli stati europei che più avevano banche esposte sul debito greco, hanno spinto per “salvare la Grecia”, in questo modo proteggendo gli investimenti sbagliati delle loro banche.
    Erano fortemente esposte le banche francesi, tedesche, olandesi e inglesi. L’Italia molto meno, perché prudenti ma anche perché il sistema bancario era meno dinamico nella gestione finanziaria globalizzata che impone arbitraggi a tutto campo.
    L’Europa ha imposto alla Grecia il pagamento dei suo debito pubblico (fatto di prestiti a tassi di interesse emessi dalla Grecia stessa).
    Si poteva “perdonare” e far perdere alle banche sottoscrittrici gli interessi già messi a bilancio?
    Si poteva ma non è stato fatto e questa è una delle ragioni che ha reso più difficile la sistemazione dell’assetto finanziario greco.
    Il quale però ha beneficiato dell’azzeramento del debito precedente con nuove emissioni a tassi estremamente bassi, sottoscritte dagli stati (dalle banche centrali) questa volta.
    Qui l’Italia ha partecipato pro quota (quindi molto di più di quanto fossero le banche del paese esposte sulla Grecia) e siamo esposti per circa 40 milioni.

    Due: oggi la Grecia continua a emettere debito pubblico a tassi piuttosto alti (le nuove emissioni), incapace di far fronte alla realtà: ridurre seriamente la spesa pubblica, ridurre quindi le tasse consentendo alle imprese locali di crescere, attirando investimenti, ecc.
    Certo i greci devono tirare la cinghia per almeno tre o cinque anni mentre i partiti greci promettono la luna e i Cittadini li seguono.

    (quanto è simile all’Italia questo scenario…)

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 25 giugno 2015 10:09

    Articolo e commenti molto interessanti.
    Ci sarebbe molto da dire, ma il tempo è poco. Cercherò di essere sintetico.

    1) Democrazia: purtroppo i nostri parlamentari non hanno vincolo di mandato, per cui uno li elegge, ma poi fanno quello che gli pare, anche l’esatto contrario di quello che avevano promesso in campagna elettorale e, parafrasando la Caselli, nessuno li può giudicare.
    Forse potrebbero gli elettori alla tornata successiva, salvo che i furbi si saranno fatti assegnare un collegio sicuro, gli altri saranno sostituiti da nuovi peones e tutto ripartirà come prima. Obbligarli almeno a ripresentarsi nel collegio che li ha eletti, forse qualcosa potrebbe fare, forse.

    2) Scuola: segue nel commento seguente…

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 25 giugno 2015 14:44

    2) Scuola: esistono due visioni contrapposte, una liberale che vede nella scuola un fattore di crescita sociale e che la ritiene, quindi, meritoria di sussidi, ma che, nel pieno rispetto della libertà di scelta individuale (e delle insindacabili preferenze personali), non impone un modello dominante e lascia che gli utenti scelgano tra un’offerta variegata, differenziata (siamo tutti diversi) e in competizione.
    L’altra di stampo sinistroide, che vede nella scuola lo strumento per la creazione “dell’uomo nuovo” (omologato e indifferenziato, d’altronde siamo tutti uguali), per la quale l’offerta è unica (monopolista), accentrata, uniforme e omologatrice.
    L’unico che possa garantire un livello di eticità accettabile è, ovviamente, lo Stato.
    La riforma di Renzi riesce nella non invidiabile impresa di sommare i difetti di entrambe le visioni, senza coglierne gli aspetti positivi! Un disastro totale! E’ l’anticamera della corruzione e del nepotismo in un sistema che non funziona.

    3) Grecia… segue nel commento successivo

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 25 giugno 2015 14:44

    3) Grecia: se non erro la Grecia paga circa il 4% del PIL in interessi (la differenza tra deficit e avanzo primario), comunque una cifra molto bassa, possibile solo grazie agli aiuti europei (il 2% di tasso sul debito, i conti tornano).
    Nei 10 anni precedenti la crisi il numero, già alto, dei dipendenti pubblici è raddoppiato e il loro stipendi sono più che raddoppiati. Il settore privato è debole e fragile, le esportazioni ridotte.
    In una situazione del genere la cura, inevitabilmente dolorosa per chiunque, per loro risulta ai limiti della sopportabilità, ma le alternative non ci sono. Il fallimento, dopo una prima boccata d’ossigeno, sarebbe molto peggio.
    Tsipras, però, ha fatto promesse elettorali di spesa, con soldi che non ha e che vorrebbe farsi prestare senza prospettiva di restituzione, e oggi deve decidere se perdere la faccia e salvare il Paese o salvare la faccia e perdere il Paese.
    C’è anche il rischio, non remoto, che perda la faccia e pure il Paese, mentre la possibilità che salvi entrambi credo sia infinitesimale.

    L’Italia è in una situazione diversa, ma non così tanto!
    E, disgraziatamente, i nostri governi (volutamente con la “g” minuscola) fanno a gara ad accaparrarsi il consenso a suon di spese (a debito). Per cui abbiamo avuto aumenti enormi della pressione fiscale, ma nessuna riduzione di spesa.
    Non può durare.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 25 giugno 2015 19:17

    Sulla situazione greca un interessante articolo di Bisin:
    http://noisefromamerika.org/articolo/grecia-architettura-organismi-internazionali

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 25 giugno 2015 19:34

    Non visono riduzioni di spesa significative, purtroppo.
    Come in Grecia abbiamo una formazione dell’opinione pubblica che si può giustamente definire servile verso la partitocrazia.
    Quindi non informa dovutamente sulle cose da fare, sul taglio della spesa.
    Tutti, proprio tutti, a chiedere a gran voce la riduzione delle tasse (indispensabile), senza mai dire dove andare a coprire i minori introiti.
    Anzi qualcosa dicono: recuperare l’evasione fiscale (ci vogliono anni per avere un sistema efficiente), o anche cancellare “gli sprechi”: detto da loro, più demagogici di così non si può.

    Quest’anno avremo un deficit “solo” del 2,8% (se va bene solo del 2,6%). 60 miliardi di maggior debito pubblico sulle spalle di figli e nipoti….

    Qualcuno che ne parli, che le metta in testata del giornale come fa Città Ideale sul debito pubblico (preso da IBL), perché non c’è? Perché non si lancia l’allarme mentre siamo imbottiti di notizie sulla ripresa, come se così i nostri problemi si risolvessero….

    Buona serata Andrea

    RE Q

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