Giustizia non responsabile e comunicazione politica servile

Dei lettori non saranno pochi a conoscere Edmondo Bruti Liberati, Procuratore della Repubblica a Milano, con una carriera entro il CSM (organo di autogoverno dei magistrati), da sempre in MD, poi in ANM  (correnti politico sindacali dei giudici) di cui ancora adesso è segretario generale. Il contrasto con il procuratore Robledo è noto: questi oltre un anno addietro ha inoltrato al CSM un esposto. CSM ha il compito di assumere provvedimenti disciplinari quando emergano comportamenti censurabili. Fino ad ora non si ha notizia di decisioni al riguardo; una informativa del Partito radicale dice: “sembra che di questa pratica si siano perse le tracce”(VEDI).

Robledo, percepita una condizione restia ad affrontare i temi proposti, ha anche inoltrato una denuncia penale nei confronti di Bruti Liberati. Il primo effetto di questa, descritta sui media come lite da cortile, anziché questioni delicatissime nell’esercizio della attività giudiziaria, è stata una “casuale” inchiesta su intercettazioni telefoniche a Robledo che ha portato al trasferimento a Torino in qualità di giudice, non più  procuratore. Rimosso l’ostacolo,  non se ne parla più: Bruti Liberati rimarrà  al suo posto fino a fine 2015, quando andrebbe in pensione (ma non si sa mai.., per ora è una giustificazione per non rimuoverlo e/o sanzionarlo).

Ne parliamo perché il Corriere rende pubblica (08 06 2015 a firma Luigi Ferrarella)  la motivazione della sentenza penale emanata dal tribunale di Brescia. Che assolve Bruti Liberati da reati, ma che si attarda nell’esprimere giudizi inauditi rivolti al più importante procuratore italiano: parole del GIP Elena Stefana, virgolettati nel Corriere:

A Milano esiste una prassi anomala di distribuzione degli affari alla procura della Repubblica da parte del suo Capo” .. il quale non solo nella vicenda Sea Gamberale ma anche in altre e non isolate ipotesi, indulgeva ad assegnazioni improprie” ….. “Acclarato che nel 2011  Bruti, in violazione dei criteri di assegnazione … abbia assegnato il fascicolo (ad altri, ndr) sebbene dagli atti emergesse … fin dall’origine in modo netto la configurabilità del reato di turbativa d’asta” (quindi competenza di Robledo, ndr)… “Inoltre è certo che Bruti il 9 Dicembre 2011 diede la promessa verbale a Robledo che gli avrebbe rapidamente trasmesso il fascicolo, tenuto conto che l’asta era fissata per il 16 Dicembre….. è incontrovertibile che il fascicolo fu messo a disposizione di Robledo solo il 16 Marzo 2012”.

“è dunque affermabile a carico del procuratore milanese un duplice profilo di responsabilità, per la violazione delle regole di assegnazione del fascicolo e per il colpevole ritardo con il quale poneva rimedio all’errore”… il GIP archivia perché non ravvisa: “l’elemento psicologico del dolo intenzionale”…..

Il procuratore di Brescia e il PM   di loro aggiungono: “tale deplorevole dimenticanza faceva si che Gamberale partecipasse indisturbato alla gara, quale unico concorrente, aggiudicandosela con un solo euro in più dell’offerta. Tale evento rappresenta un vantaggio per Gamberale e un danno per il Comune di Milano”….

Non basta: è archiviata anche la vicenda delle firme false per Formigoni alle elezioni regionali, che avrebbe portato sul banco d’accusa Podestà, situazione raccontata nell’allegato sopra, da un legale del Partito Radicale. Se l’organismo di autocontrollo dei giudici ha tempi elastici, così lunghi, l’effetto sostanziale è un messaggio a tutta la magistratura: essere ossequienti al Procuratore sempre. Diversamente sei comunque perdente.

Diventa strapotere, si distorce il sistema giudiziario: situazione che deve essere denunciata mentre nessuno dei media la riporta (e ilcorriere ancora oggi non pubblica on line l’articolo); ripetiamo: da una scorsa di internet: nessun media. Resta solo la soddisfazione che si possono cavare il GIP o i PM in un procedimento penale, descrivendo un comportamento per lo meno censurabile (senza effetti per il Procuratore).

Allora facciamo conoscere, facciamola girare,  questa irregolarità procedurale che ha avuto l’effetto di favorire privati e danneggiare Milano. Alla faccia de “l’elemento psicologico del dolo intenzionale….” . In Italia gli ordini professionali sono spesso altrettante trincee organizzate per l’autodifesa: ordini degli avvocati,  ragionieri, commercialisti, perfino notai: anziché tutela per i Cittadini, irresponsabilità per i professionisti.  Adesso siamo al CSM, l’organo di autogoverno della Magistratura.

Che dietro ci sia la partitocrazia a tirare le fila non è certificabile, forse. Diciamo che è molto probabile e che il giaguaro di interessi intrecciati che tutto coinvolge sta nei fatti, adesso lo vediamo anche nella magistratura? Non fosse altro che per questa ragione, l’intervento del CSM doveva deliberare e decidere prontamente. Non lasciare nel cassetto l’esposto del collega Robledo, mentre altri si sono applicati a individuare la soluzione “punitiva” per mandalo via.

A Buccinasco per analogia viene alla mente un disastro ambientale che si chiama Buccinasco più, di cui si è parlato e deciso almeno in due processi. I responsabili pro tempore della realizzazione della discarica a cielo aperto; le amministrazioni che hanno assunto decisioni e interventi per lo meno inefficaci (l’ordinanza senza data e senza effetti, inviata ai soggetti attuatori, ad esempio) irresponsabili.

Unico responsabile condannato il Sindaco che lo sconcio se lo è trovato da gestire, putacaso di centro destra. La Procura ferreamente in mano al Procuratore Bruti Liberati,  che, i “progressisti” che tralignano, sembra li tratti con un buffetto sulla guancia. Come?  questo (dice il GIP di Brescia):  A Milano esiste una prassi anomala di distribuzione degli affari alla procura della Repubblica da parte del suo Capo”.

ITALIA DOMINATA DALLA PARTITOCRAZIA


I CITTADINI DEVONO ABBATTERLA


PER UN RITORNO ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA

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  1. #1 scritto da Saccavini il 16 luglio 2015 20:55

    Aggiorniamo la notizia: oggi ilfattoquotidiano da notizia di una comunicazione con la quale Bruti Liberati informa che lascerà la procura il 16 novembre (dopo la conclusione di Expo).

    L’avevamo capito che doveva garantire da interventi giudiziari in corso di Expo, e come suo costume (dice il GIP di Brescia) pilotare le assegnazioni di eventuali esposti e denunce “delicate”.

    Com’è altro costume quasi usuale, di politici e funzionari pubblici, afferma che, lasciato l’incarico redigerà il bilancio di Responsabilità Sociale..

    insomma memorie che
    “sarà anche l’occasione per un consuntivo sulla attività della nostra Procura: saranno i dati e i fatti a parlare.”

    memorie consuntive su tutta la sua attività della procura… sembra di poter dedurre: come dire a più di qualcuno che stiano attenti a non scaricarlo….

    Crepuscolo di uno stato di diritto….

    RE Q

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