Acqua pubblica: soldi buttati e sanzioni UE da miliardi

L’acqua è pubblica, è di tutti. Mettiamo il coltello nella piaga e ricordiamo le stupidaggini nobilitate a slogan insulsi per un referendum che aveva lo scopo di lasciare la gestione degli acquedotti in esclusiva a enti e aziende pubbliche. Pubbliche in senso di monopoli statali autoreferenziali.  Tutto nelle mani del sistema partitocratico.

Il doppio senso del termine “pubblico”, nel senso di bene di tutti e nel contempo di “monopolio statale” ha preso per i fondelli i Cittadini che sono andati a votare avendo a cuore il primo significato. La politica, i partiti progressisti alla soviet che sull’ambiguità hanno convinto a farsi votare la loro proprietà esclusiva del sistema acqua. Tutti felici e contenti: il nostro vicesindaco su tutti, con un peana usuale oltre ogni limite.

Adesso arrivano i conti. Conti che erano già inquadrati nell’esigenza di un sistema europeo della distribuzione acqua e della sua corrispondenza alla salute: per sistemare tutto la valutazione 2012 era di 69 miliardi. Sarebbero arrivate sanzioni in caso di ritardi reiterati e infatti… dal 2013 l’Italia paga a Bruxelles la bazzecola di 480milioni di euro l’anno. Ogni anno!! Ne sanno qualcosa i nostri lettori ? probabilmente no ed ecco allora che Città Ideale si informa e informa.

Ciò che è assurdo nell’assurdo è bene si sappia che è dovuto a mancato utilizzo di fondi europei per la sistemazione degli acquedotti. Fa male dire queste cose; c’è da restarci davvero male, ma la realtà va guardata in faccia.

“Abbiamo alle spalle anni di risorse inviate e non spese. Dal 2007 al 2013 tre Delibere del CIPE e i Fondi europei hanno finanziato a fondo perduto opere idriche per complessivi 4,3 miliardi di euro in particolare nelle Regioni del Sud. Un tesoretto da avviare a cantiere per 1.296 interventi tra depuratori e reti fognarie. Il nostro monitoraggio ha verificato che appena 76 risultano oggi completati per circa 47 milioni di euro, 768 sono in corso per 1,5 miliardi di euro, mentre i restanti 452 per 2,7 miliardi li abbiamo trovati bloccati e non progettati e sono oggi in fase di avviamento.

Andiamo avanti nel farci male: il sistema idrico in Italia vede 3 italiani su 10 non allacciati a un sistema fognario e di depurazione. La maggioranza di chi vive in Sicilia, Calabria e Campania, ma anche il 30% di chi vive in Lombardia e Friuli. L’Europa ci vede messi molto male: per realizzare e mantenere il sistema idrico investiamo 28 euro per abitante anno, abbiamo un obiettivo di arrivare a 50. Siamo ultimi in Europa! Cifre ridicole rispetto a paesi mitteleuropei molto più ricchi d’acqua: 80 euro in Germania,90 in Francia, 100 nel Regno Unito fino a 120 in Danimarca.

Abbiamo un sistema tariffario ridicolmente basso rispetto alla media europea, ai livelli di Bulgaria e Romania (che non hanno il nostro reddito medio), 160 euro l’anno per famiglia con consumi medi di 100mc. Insomma un disastro che peggio non si può(però è “pubblico” ci siedono e lavorano migliaia di funzionari para politici). Conseguenza del referendum… bel risultato. Ma questi dati da dove vengono? i dati sono di Palazzo Chigi: ufficiali e datati 26 Marzo 2015 (VEDI).

Intanto in Lombardia si sta realizzando una struttura sempre più grande, sempre più monopolistica e autoreferenziale. Monopolio che si chiama CAP Holding che bella mente annuncia fusioni e crescita di dimensioni, presunte razionalizzazioni e… Per il biennio 2014-2015,….. ha staccato un assegno da 134 milioni di euro per rispondere alla procedura di infrazione europea. Questa notiziola è da ilgiorno del 14.05 2015 (VEDI). Naturalmente i conti sono in ordine perché xxx sono le spese, xxx sono i ricavi dalle bollette: e si vantano della capacità di gestione, ecc. Sembra di essere al Consiglio di Buccinasco a parlare di ASB.

SISTEMA FUORI CONTROLLO

CITTADINI TENUTI FUORI E ALL’OSCURO

COME SI VORREBBE  PER BUCCINASCO

SE VENISSE MENO CITTA’ IDEALE

lettori diffondete e fate conoscere

CITTA’  IDEALE


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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 17 maggio 2015 18:53

    Già!
    Molti, troppi, hanno cavalcato demagogicamente questa presa in giro e, purtroppo, molti l’hanno … “bevuta”, neanche si fosse trattato davvero di acqua!

    Una vergogna che molti politicanti cavalcano imperterriti, stravolgendo il senso delle cose per confondere il comune cittadino che, ignaro, se le beve. Così, i veri sprechi e le inefficienze si perpetuano, tanto a loro che gliene frega?

    Hanno ottenuto lo scopo di carpire l’appoggio di chi non ha voluto o potuto approfondire e che, ingannato, gli ha dato seguito.

    Verrebbe da pensare che molti di quegli “speculatori” lo abbiano fatto con l’intenzione di ottenere che nulla cambi, nella paura che avrebbero anche loro dovuto mettersi a lavorare per migliorare il sistema idrico nazionale, … davvero un colabrodo!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 17 maggio 2015 22:21

    Non solo Rinaldo Sorgenti, non solo…

    Abbiamo un sistema che definire disastroso è ancora poco.
    Non siamo in grado di utilizzare in otto anni i fondi euro messi a disposizione;

    ogni anno, e chissà per quanto ancora, dovremo pagare all’Europa una multa DA MEZZO MILIARDO!

    OGNI ANNO!

    meriterebbero davvero tutti sonori calci nel sedere

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 19 maggio 2015 09:08

    Mi riallaccio al tema delle decisioni pubbliche e dei soldi buttati per puntare il dito contro la solita manovra elettorale di Renzi, che continua a fare il brillante coi soldi degli altri!
    La proposta è quella di anticipare il pensionamento, ma non, come oggi (già possibile), con un calcolo della pensione col sistema contributivo – cosa buona è e giusta, vai in pensione con quello che hai versato – ma con una riduzione forfetaria dell’assegno, un 2% all’anno!

    Ma anticipare di 4 anni la pensione ha effetti devastanti sul valore della rendita, non tanto e non solo per i minori versamenti, quanto per il maggior numero anni nei quali si godrà dell’assegno, valore in linea con i calcoli della riforma Fornero!

    Ridurre questa decurtazione, cioè aumentare le pensioni (la quantità delle pensioni erogate, ndr?) vuol dire, ancora una volta, attingere ai risparmi previdenziali delle generazioni future!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 19 maggio 2015 09:23

    Non si sente chiara la sensazione di un ponte del Titanic che si sta inclinando gradualmente mentre costoro continuano a suonare e ballare allegramente incoscienti?

    RE Q
  5. #5 scritto da cittadino lavoratore il 19 maggio 2015 10:35

    Buongiorno
    Mi unisco al commento di Andrea.

    Possibile che a nessuno venga in mente di fare un calcolo di quale sarebbe l’importo della pensione effettivamente “meritato” in base ai contributi versati, e quanto invece costituisce un furto (chiamato da alcuni diritto acquisito) grazie al calcolo della pensione col sistema retributivo?

    Solo a partire da questo dato ci si potrebbe chiedere (DOPO) se e come l’importo della pensione di chi ne gode già vada indicizzato alla inflazione.

    Sarebbe anche interessante paragonare il reddito dei cittadini lavoratori che hanno perso il lavoro per qualunque causa tra i 40 ed i 60 – 65 anni, quindi lontani dall’età pensionabile, tra il momento del licenziamento e 3, 5, 10 anni dopo.

    Siamo proprio sicuri che chi perde un lavoro lo ritrovi poi (ammesso che ci riesca) con uno stipendio paragonabile al precedente?
    Come minimo perderà la protezione dell’articolo 18, essendo un nuovo assunto.

    Ma perderà altri benefit, oltre ad avere subito lo stress della situazione.

    Ed anche, con uno stipendio inferiore, pagherà contributi minori, che non basteranno a pagare la pensione a chi già la prende, e produrranno poi una pensione inferiore a questi cittadini.

    Renzi sembra non accorgersi della situazione.
    Quando i cittadini accederanno alla simulazione della propria pensione, si accorgeranno che sarà molto più bassa di quanto sperato, e molto, molto molto (tre volte) inferiore a quella percepita dai cittadini attualmente in quiescenza.

    Il Segretario / Presidente Renzi sarà in grado di gestire la situazione?
    E le opposizioni che cavalcano in modo strumentale i desideri dei pensionati, riusciranno a guardar al di là di una polemica strumentale ed elettorale?

    Dove sono gli statisti?

    Cordiali saluti
    Cittadino lavoratore

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 19 maggio 2015 10:50

    Bella domanda:

    DOVE SONO GLI STATISTI?
    (quelli che hanno cura degli interessi del paese e solo dopo della propria riuscita elettorale)

    sotto il monitoraggio del nostro debito pubblico (che Città Ideale ha ripreso dall’istituto Bruno Leoni dal 2012), sta scritto:

    NON VENDETE IL FUTURO DEI VOSTRI FIGLI PER UN TOZZO DI PANE OGGI

    frase suggerita da Andrea.
    Se appena ci si pensa, è drammatico quanta poca attenzione noi abbiamo avuto e abbiamo per coloro che sono e saranno chiamati a succederci, a continuare a vivere nel nostro paese.
    Ogni goccia, ogni euro che prendiamo dalle tasse per girarlo a chi non produce ricchezza, aumenta il debito cui dovranno far fronte, aumenta le loro difficoltà: i partiti incoscienti tutti a difendere demagogicamente la spesa pubblica, con l’occhio al prossimo voto…

    Il limite del sistema democratico (come ereditato e corrotto dai tempi) in queste condizioni diventa drammatica causa delle prossime criticità, porta a rendere più concreto il rischio di un tracollo.

    (ma pinocchio al grillo parlante tirò il suo zoccolo di legno e questi tacque per sempre…)

    buona giornata Cittadino che lavora

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 19 maggio 2015 15:12

    Vorrei fare qualche considerazione a seguito di quanto dice al post nr. 5 l’ignoto “cittadino lavoratore”:

    Ha certamente ragione quando segnala le difficoltà che una parte dei lavoratori deve affrontare (nella ormai cronica situazione recessiva che riguarda il ns. Paese) quando si trova a perdere la precedente occupazione e fatica a trovarne una nuova alle condizioni precedenti.

    Per quanto riguarda invece il capoverso conclusivo, dove dice:

    ” E le opposizioni che cavalcano in modo strumentale i desideri dei pensionati, riusciranno a guardar al di là di una polemica strumentale ed elettorale? “

    forse bisognerebbe anche considerare che non tutti i pensionati “cavalcano” in modo strumentale i propri desideri, che altro non sono, invece, che legittime aspirazioni, qualora abbiano:

    A - regolarmente versato i contributi previsti durante la propria vita lavorativa e quindi maturato una legittima aspettativa che il sistema prometteva e garantiva loro. Altra cosa invece, qualora tali contributi non siano mai stati versati o lo siano stati in maniera marginale e talvolta “simbolica” (è il caso dei “contributi figurativi” che, per esempio, sono maturati per i parlamentari che avevano una precedente attività lavorativa) e dove il “sistema” riconosce tale privilegio, facendone carico all’Ente Pubblico che poi attinge quelle risorse dal “salvadanaio” di chi ha invece contribuito in proprio;

    B – che la Costituzione prevede che i cittadini paghino le tasse in modo proporzionale e differenziato (diverse aliquote) in funzione della loro capacità contributiva.
    Ora, tale maggiore tassazione è stata applicata a monte e NON si capisce, quindi, perchè sempre gli stessi debbano ora vedersi ulteriormente decurtare reddito, avendo già provveduto al sistema in prima istanza.

    La situazione che invece ci prospettano tanti “soloni” politologi ed il governo è che:

    1 - rispettare la Sentenza della Consulta (che ripristina i diritti individuali) metterebbe in grave difficoltà il Bilancio dello Stato ed il rispetto degli “assurdi” parametri Ue!
    Quindi, dato che con un prelievo forzoso ed illegittimo il governo Monti ha penalizzato una parte dei cittadini pensionati, peggio per loro se hanno proporzionalmente pagato (ed oltre i parametri di legge) più degli altri cittadini!

    Lo Stato NON è in grado di recuperare risorse dagli enormi sprechi e da chi non paga, mentre non vuole – per evidenti ragioni elettoralistiche (voto di scambio?) – avversare e riequilibrare le regole ed il prelievo (come da criteri di legge) con tutti i cittadini, distribuendo l’onere che si è venuto a determinare su TUTTI!

    2 - Forse sarebbe opportuno recuperare moneta dai beneficiari dei “contributi figurativi” (come per esempio viene fatto per chi vuole riscattare ai fini pensionistici gli anni di studi universitari!) e chi non vuole farlo, semplicemente gli si cancella la pensione integrativa corrispondente.

    Uno Stato serio (e non succube delle assurde regole (in questa lunga congiuntura economica negativa), quanto meno rimborserebbe i pensionati truffati con l’emissione di specifici BOT che, seppure nel tempo, rimborserebbero coloro che hanno già subito un sopruso, puerilmente giustificato dalla “manfrina” che qualcuno ha voluto e ci ha servito con i governi non eletti che abbiamo avuto dalla fine 2011 ad oggi.

    Ma per quale logica si deve applicare e perpetrare una tassazione aggiuntiva e differenziata, su una sola parte dei contribuenti?
    La legge … NON è quindi uguale per tutti?

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 19 maggio 2015 15:46

    Sul sistema pensionistico gli sguardi devono essere da diverse angolazioni.
    Se lo affrontiamo dal punto di vista del bilancio pubblico, anche prendendo osservazioni di Carlo Cottarelli uscite oggi, il sistema deve vedere:
    UNO togliere all’INPS le gestioni di welfare per supportare criticità sociali, affidandole allo stato;
    DUE impostare un graduale ridimensionamento delle pensioni erogate in misura superiore ai versamenti corrisposti;
    TRE integrare i versamenti dei dipendenti pubblici che generano uno sbilancio annuo di circa sei miliardi (oggi a carico dell’INPS, salvo contributi annuali dallo stato, sempre meno certi, sempre più ridotti)

    Ciò metterebbe al meno ordine ai conti, consentendo di leggerli (dati di questi giorni indicano che la pensione media dei dipendenti pubblici è 1.700 euro mentre per i privati la media è di poco superiore a 1.000) nella loro consistenza reale.

    Poi, ma solo poi, il sistema pensionistico può vedersi come fonte di costo di personale sulla quale si può lavorare per ridurne i versamenti, salvaguardando l’equilibrio; solo se possibile.

    I tre punti sopra indicati, compito di chi ha la responsabilità del governo, non si ha intenzione di affrontarli. Il che legittima tutti i dubbi possibili.

    La soluzione più valida può essere la privatizzazione dell’INPS da assegnare a società che competono sul mercato in base all’efficienza (oggi non siamo neppure in grado di sapere che intrico di costi e complessità nella gestione INPS si nascondono). Lo fa da sempre la Svizzera, che ha un sistema davvero efficiente.

    Buona giornata Sorgenti

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 20 maggio 2015 09:15

    Belle riflessioni, davvero.
    Concordo pienamente col nostro cittadino lavoratore: quando agli inizi degli anni ’90 ci si rese conto, o meglio l’evidenza non si poté più negare, perché lo si sapeva da molti lustri, che il sistema pensionistico retributivo non stava in piedi (una sorta di schema Ponzi legalizzato), si doveva passare subito al nuovo sistema contributivo, per tutti!

    Invece, per quieto vivere e convenienze elettorali varie, siamo ancora a una riforma parziale e sono passati più di 20 anni!

    Sorgenti ha ragione: la progressività c’è già ed è riflessa nelle aliquote IRPEF, perché anche chi prende la pensione poi paga le tasse!
    C’è bisogno di maggiori entrate?
    Si alzino le aliquote, per tutti quelli che prendono quel reddito, non per i soli pensionati, quelli biondi o con gli occhi azzurri!

    Però è innegabile che l’INPS sta operando un pauroso travaso di ricchezza tra generazioni, con i giovani che sono chiamati a pagare gli sperperi delle generazioni che li hanno preceduti!

    Ma (per i nostri governanti, ndr) quello che conta è il voto di oggi, domani si vedrà!
    Per cui via con le solite manfrine elettorali, i contributi straordinari, i bonus, le assunzioni e via discorrendo!
    Chi paga? Ci penseremo poi!

    Non vendete il futuro dei vostri figli per un tozzo di pane oggi!

    RE Q
  10. #10 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 maggio 2015 21:19

    Ma, sempre per restare in tema e rinfrescare la memoria dei molti politicanti che galleggiano in questi giorni sull’argomento,
    perchè NON ricordare la beffa ed enorme danno ai conti dell’INPS fatto poco più di un anno fa
    con il trasferimento dei conti fallimentari dell’INPDAP (il Fondo pensioni dei lavoratori del settore Pubblico),
    in pesante deficit tra le pensioni erogate ed i contributi prelevati/versati dai dipendenti pubblici e che, senza battere ciglio,
    sono stati girati all’INPS, senza preoccuparsi dell’aggravio dei conti dello Stato
    (ah, già, quelli sono pensionati o pensionandi di comodo, ed utili per l’aspetto elettorale?)
    ed invece ora non ci si cura più di tanto del furto ad altri pensionati, prevalentemente di altre categorie, a cui sono stati trattenuti i loro emolumenti dovuti, a prescindere dal montante di contributi veri versati???

    Eppure, se ci fosse davvero equità e “LA LEGGE FOSSE UGUALE PER TUTTI” (come molti spesso enfatizzano, ma solo quando fa comodo!), basterebbe chiedere all’INPS (Boeri batta un colpo!) di fare il conteggio di quanto manca ai conti INPDAP e si provveda a richiedere ai lavoratori INPDAP di versare quanto non corrisposto rispetto alle loro pensioni od aspettative.

    In questo modo si ripristinerebbe una qualche maggiore equità distributiva del carico contributivo/fiscale, e lo Stato non avrebbe problemi
    (vista l’entità degli importi mancanti a quel fondo pensioni e carico già trasferito sulle spalle di tutti, peraltro in futuro attingendo ai fondi versati da altri pensionati e pensionandi, sempre all’INPS!)
    per rimborsare quanto illecitamente (lo ha detto la Consulta!) ad una parte dei cittadini, solo perchè avevano versato già di più, sia di IRPEF che di veri contributi!!!

    Chi lo ricorda a Padoan od anche a Renzi che, preso con tanti impegni, deve aver avuto un …. “momentaneo” … vuoto di memoria?

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 21 maggio 2015 21:58

    Forse non è proprio andata così, ma a me sembra che la faccenda INPDAP sia andata così:

    fino al 2011 INPDAP è stata autonoma.
    Aveva perdite, ne ha sempre avute, per pensionamenti generosi, per “scivolamenti” (anni contributivi regalati), livelli pensionistici più alti del privato, ecc.
    Queste perdite sono state sempre, di anno in anno coperte ogni volta con il PDEF, il piano annuale di programmazione, che stanziava la somma e pareggiava i conti (soldi dalle nostre tasse o dal debito pubblico);
    la situazione è finita con il 2011 quando i governo Monti, per una volta, ha assunto una decisione d’imperio: apportare i conti INPDAP entro INPS, prefigurando un successivo riallineamento dei conti INPDAP mediante innalzamento contributi dalle singole categorie in deficit: si aspettava che le categorie INPS e i relativi sindacati spingessero per questa soluzione. Un aiuto poteva venire con un aumento dei contributi sugli stipendi (in pratica una parte del differenziale di deficit sarebbe stato coperto dallo stato.
    Non andò così perché Monti finì sotto elezioni e sotto elezioni decidere di scontentare i dipendenti pubblici sarebbe un suicidio elettorale per tutti i partiti.
    Con il governo successivo Letta, non se ne parlò più.
    Con il seguente governo Renzi, ancora meno….

    e allora?

    Paga l’INPS: i Pantaloni delle imprese private destinano risorse per coprire il buco dei contributi messi giù dai dipendenti pubblici….

    Il giaguaro che comprende in questo caso la partitocrazia, i sindacati pubblici (e privati, che subiscono le priorità elettorali dei partiti), il coacervo di apparati e funzionari ministeriali: ha vinto.
    Almeno finora, mentre il ponte sovracoperta del Titanic continua a inclinarsi …

    Questa la visione che abbiamo in mente…. qualcuno provi a smentirla

    buona serata Rinaldo

    RE Q

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