PEC…cato, siamo senza!

Come probabilmente molti lettori ricorderanno, nel Consiglio Comunale del 7 marzo 2013, si è modificato l’art. 21 del regolamento riguardante la notifica di convocazione ai consiglieri che ora deve essere effettuata via PEC.

Nel farlo si sono sbandierati fantomatici risparmi, mai realmente quantificati,  mentre non si sono tenuti in considerazione i costi e le implicazioni della decisione. Abbiamo sollevato, al tempo, più di un’obiezione in merito (VEDI) e siamo stati tacciati di essere degli “stupidi”.

La realtà è che con quella bella trovata il Comune, con i nostri soldi, ha dato in comodato ai Consiglieri.Non a tutti visto che quelli di Coalizione Civica li hanno rifiutati, un simpatico gadget: un tablet corredato di piano dati dedicato dal costo di qualche centinaio di euro all’anno (per inciso, ancora oggi nessuno sa a quanto ammonti tale spesa, dato gelosamente tutelato dai proverbiali silenzio e riservatezza). Una spesa del tutto ingiustificata e inopportuna, ma tanto … non sono soldi loro. Ne avrete sicuramente sentito parlare in più di un’occasione qui, sui vari blog o sui social networks, per cui non mi dilungo oltre.

Quello che il Comune si è dimenticato di fare, l’unica cosa che, in realtà, avrebbe avuto l’obbligo di fare, è stato di fornire ai Consiglieri la casella PEC per ricevere le notifiche, senza la quale tutto il marchingegno non sta in piedi. Non lo ha fatto e ha “obbligato” i Consiglieri ad aprire una propria casella PEC, offerta gratuitamente dallo Stato.

Visto che, come si suol dire, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, adesso lo Stato ha deciso di non rinnovare l’offerta della casella PEC gratuita e dal 15 di marzo ne ha sospeso la funzionalità in invio, mentre a breve ne sospenderà del tutto il funzionamento! E ora che si fa? I tablet, ovviamente, quelli restano, ci mancherebbe!

Ogni tanto, non so perché, mi torna in mente il celebre Corrado Mantoni e la sua Corrida di dilettanti allo sbaraglio (Andrea Dalseno – 13 Aprile 2015).

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 09:56

    Ecco che il nostro illuminato vicesindaco interviene sull’argomento con un piccato e in buon misura menzognero articolo in cui, tra le tante fantasticherie (come l’attribuzione a noi di cose mai dette né pensate, abbiamo detto ben altro, ma lui, non sapendo come rispondere preferisce divagare), ci informa che:

    poi ognuno si dovrà dotare del suo indirizzo, è una cosa PERSONALE, solo l’interessato può aprirla, come è ovvio che sia per uno strumento così delicato.

    Così la vede il nostro illuminato e, a mio modesto avviso, poco preparato vicesindaco, ma la realtà è che non c’è alcuna legge che mi obblighi ad avere una casella PEC personale (VEDI)!

    Se voglio l’attivo, se non voglio non la apro (oppure non voglio usarla per motivi diversi) e il Comune ha l’obbligo di fornirla perché in caso contrario non può mandarmi la convocazione!

    La casella email (o PEC non fa differenza se non nella complessità e nel costo del servizio) è una cosa personale?!?
    Ma stiamo scherzando?

    Secondo voi i dipendenti del Comune usano per lavorare una casella email personale o quella fornita dal Comune?
    Ma ci rendiamo costo che questo signore ricopre la carica di Assessore all’innovazione tecnologica?

    I tablet inutili o costosi li fornisce il Comune con tanto di piano dati dedicato (del tutto superfluo), la PEC, INDISPENSABILE, invece se la devono attivare personalmente i Consiglieri, a loro spese!
    E se non lo facessero?

    Supponiamo che un Consigliere decida di non attivare una propria PEC personale (non è obbligatorio, non per i privati, non c’è alcuna legge che lo impone, non lo prevede il TUEL).
    Cosa succederebbe?
    Secondo il ns. illuminato vicesindaco sarebbero fatti suoi e non riceverebbe le convocazioni.

    A mio modesto avviso, da quel momento in poi tutti i Consigli comunali sarebbero illegittimi per difetto di convocazione!
    Vogliamo scommettere?
    Aspettate e vedrete cosa dirà il TAR.

    Questo passa il convento … per ora!

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 11:15

    Da notare che il novellato Regolamento del Consiglio comunale prevede testualmente che “L’Ente fornisce ciascun Consigliere di una Casella di Posta Elettronica Certificata …”. (VEDI)

    C’è scritto proprio così! L’Ente fornisce la PEC, non i Consiglieri si devono arrangiare (cosa per altro, illegittima) come sostiene il nostro illuminato vicesindaco nonché assessore all’innovazione tecnologica!

    Che dire?

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 14 aprile 2015 11:31

    IL VICESINDACO ….

    1. Legge con grande assiduità Città Ideale (come il Sindaco, ci dicono), del che siamo grati per l’utilità che ne dovrebbe derivare dai nostri suggerimenti, osservazioni, proposte, critiche;

    2. ha paura che con la caduta della PEC i consiglieri debbano restituire il tablet. Ricordiamogli che questi strumenti non sono suoi né dei consiglieri che hanno ritirato dal Municipio. Sono strumenti fissi che vanno iscritti in patrimonio nel bilancio… non lo facesse, è danno erariale.

    Anziché ragionare, riflettere, come farebbe un individuo civile con funzioni pubbliche, rispondendo EDUCATAMENTE nel merito, Come suo costume reagisce piccato e offendente.

    Pro tempore…. questi sono coloro che ci amministrano (tutti, anche coloro che non intervengono con queste sparate incivili: i suoi colleghi sono tutti coinvolti e se non prendono le distanze in via ufficiale, o meglio se il Sindaco non ritira la delega, invece di subire condizionamenti inconosciuti).

    PRO TEMPORE, Andrea… il tempo è galantuomo

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 11:38

    Molto più semplicemente il Comune, finalmente, dovrà adempiere al proprio obbligo di fornire ai Consiglieri le caselle PEC come previsto, inderogabilmente, dal Regolamento!

    I tablet, dal costo ingente, sproporzionato, praticamente superflui, previsti solo come eventualità, sono stati prontamente forniti (e ancora non si sa quanto ci costano), le caselle PEC, INDISPENSABILI e testualmente previste dal Regolamento, invece, non sono state fornite!

    Il nostro illuminato vicesindaco è o non è l’assessore all’innovazione tecnologica? Che si attivi e risolva il problema oppure che si dimetta (o lo rimuova il Sindaco) per manifesta incapacità, non vi pare?

    RE Q
  5. #5 scritto da enrico c il 14 aprile 2015 13:24

    Come cittadino sono arcistufo di leggere dai blog che siamo amministrati da incapaci e all’insegna dell’illegalità.
    A questo punto mi chiedo se non è il caso di organizzare una manifestazione cittadina per richiedere le dimissioni immediate di questi “signori”.
    Governano “pro tempore”…benissimo, ma non è detto che debbano arrivare alla fine del mandato facendo un danno via l’altro, che alla fine paghiamo noi!!!!
    Basterebbe magari presentarsi alle porte del prossimo Consiglio Comunale, sempre che si possa convocare senza le Pec!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 14 aprile 2015 16:05

    Una manifestazione come quella che propone, enrico c, può tornare utile per rendere evidente e diffuso lo stato di insoddisfazione dei Cittadini su questa amministrazione, promuovere interesse sulla questione e farla conoscere in modo diffuso.

    Si può fare, e può funzionare, avendo presente che i sostenitori di questa maggioranza faranno altrettanto.
    Ammesso che si ottenga una adesione consistente, i nostri eroi del partito “democratico” e dintorni, comunicheranno che è andato tutto male, con adesioni scarse (lo abbiamo già visto).
    I consiglieri della maggioranza non saranno troppo condizionati dai Cittadini che protestano e questa Giunta, dalle mediocri capacità amministrative è fermamente determinata a non scollarsi la poltrona dalle terga…

    Descriviamo l’evoluzione probabile perché è bene che in una iniziativa del genere si sia determinati e decisi.

    ce la faremo, enrico c… il tempo non è così determinane…

    saluti cordiali

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 17:10

    Sig. Enrico, purtroppo l’insoddisfazione, per quanto diffusa e magari anche più che giustificata, non basta a pretendere un cambio di amministrazione. Sono stati eletti, grazie a tanti, troppi cittadini che non si sono recati al voto, e rimarranno lì fino a scadenza (a meno di imprevisti giuridici gravi come è successo al sindaco precedente).

    Che serva di lezione per la prossima volta: occorre votare e scegliere persone capaci e competenti, perché altrimenti saranno gli altri a scegliere e quelle scelte governeranno, nel bene o nel male, per cinque anni!

    Il prossimo Consiglio comunale, per ora non ancora fissato (che mi risulti), potrà essere convocato perché le caselle PEC sono già state disabilitate in invio, ma, ancora per qualche mese, funzionano in ricezione per cui i Consiglieri saranno in grado di ricevere la convocazione. Da luglio, però, saranno definitivamente eliminate ed entro quella data il Comune dovrà necessariamente tener fede ai propri impegni e FORNIRE ai Consiglieri le caselle PEC come previsto dal Regolamento!

    Quello che mi chiedo è cosa faccia l’assessore all’innovazione tecnologica se in oltre due anni di tempo non è riuscito a far sì che il Comune potesse adempiere agli impegni presi? Stando così le corse forse sarebbe più opportuno definirlo assessorato al ritardo tecnologico, non vi pare?

    RE Q
  8. #8 scritto da Fabio il 14 aprile 2015 17:14

    Scusate, io sono un privato cittadino e ho una PEC (10€ all’anno), gli amministratori pubblici e non hanno la PEC?
    Ma veramente?
    Aiuto!!!!

    Siamo nel 2015….quale alternativa proponete alla PEC?
    Posta tradizionale? Commesso? Telegramma?
    I sistemi che proponete costerebbero meno per il cittadino della PEC?

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 14 aprile 2015 18:06

    Belle domande, Fabio.

    Nel 1860 il messo comunale si incaricava di consegnare a mano ai destinatari.
    L’utilizzo della PEC è il sistema più semplice ed efficace.
    Il privato che usa la PEC appoggiandosi a terzi, è sufficiente che ordini sul suo PC quanto ricevuto e inviato per modo che sia reperibile e sempre disponibile; quanto alla sicurezza dell’avvenuta ricezione, ci pensa il gestore.
    In una società con un minimo di complessità è necessario creare sistemi di archiviazione e duplicazione che consentano la gestione sicura del sistema.

    In due anni non hanno ancora posto in essere la gestione…. il problema crediamo sia tutto qui

    buona giornata

    RE Q
  10. #10 scritto da Fabio il 14 aprile 2015 18:27

    “In due anni non hanno ancora posto in essere la gestione”…non ho capito. Chi non ha posto in essere? Basta andare sul sito di uno dei tanti provider che offrono la PEC e acquistarla, con i propri soldi, come tutti i cittadini (10€ all’anno!), anche perchè con la PEC si possono fare molte cose anche private, con un risparmio (personale, oltre a quello della collettività) sicuramente superiore alle 10€.

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 20:13

    Caro Signor Fabio la invito a leggere la delibera di cui stiamo parlando (VEDI; le riporto nuovamente il link, faccia lo sforzo di cliccare e leggere!) dalla quale risulta chiaro che il COMUNE si è IMPEGNATO a FORNIRE le caselle PEC ai Consiglieri.

    L’Ente fornisce ciascun Consigliere di una Casella di Posta Elettronica Certificata …

    Spero non abbia difficoltà con l’Italiano o problemi di comprensione! Come vede chi, trascorsi oltre due anni dalla data di approvazione, non ha fatto quello che si è impegnato a fare è l’Ente (cioè il Comune), questa Amministrazione!
    Mi auguro che ora le sia chiaro.

    Per quanto riguarda i risparmi la vedo molto poco informato: aggrappandosi a quella delibera l’Amministrazione ha dato, teoricamente a tutti, ma quelli di Coalizione Civica li hanno rifiutati, un tablet con piano dati dedicato ai Consiglieri con un costo stimabile, perché il dato puntuale si vergognano a darlo, di 400/500 euro all’anno per Consigliere. Moltiplichi il tutto per i 16 Consiglieri e otterrà circa 8.000 euro di costo all’anno che questa bella trovata produce sulle spalle di noi cittadini.

    La convocazione a mezzo raccomandata sarebbe costata una frazione di quella cifra che è ancora parziale!
    Ai costi sopra menzionati ci deve aggiungere i costi delle caselle PEC che il Comune si è impegnato (IMPEGNATO le è chiaro il termine) a fornire e che, a distanza di due anni ancora non fornisce, il costo dell’eventuale archiviazione sostitutiva e via discorrendo.

    Il paradosso è che il Comune che si è impegnato a fornire le caselle PEC (che, dice Lei, costano una manciata di euro e allora che le facciano) non le fornisce e pretende che i Consiglieri si arrangino in proprio, mentre la fornitura dei tablet, sostanzialmente superflua e che costa uno sproposito, prevista solo come eventualità sia stata, invece, prontamente elargita!
    Questo è l’assurdità di questa Amministrazione: non spende dove dovrebbe (e dove serve) e spende (e spande) dove non dovrebbe (e dove non serve)!

    Le convocazioni via PEC sono comode? Sì!
    Sono pratiche? Sì.

    Costituiscono un risparmio! NO! NO! NO! (Questa è la contestazione che abbiamo mosso: che il tutto sia stato fatto per risparmiare!
    Perché è così che l’hanno presentata.

    E’ una sonora falsità, i numeri sono lì a dimostrarlo, inconfutabilmente

    Per cui si può dire che è pratico, comodo, alla moda, tecnologico, moderno e via discorrendo e potrei anche essere d’accordo o non aver nulla da obiettare, ma se mi si racconta che è stato fatto per risparmiare mi vien da ridere!).

    Se poi non si rispettano nemmeno gli impegni presi per iscritto (cioè fornire ai Consiglieri le caselle PEC) direi che siamo proprio alla frutta!
    Legalità 1.00%

    RE Q
  12. #12 scritto da Fabio il 14 aprile 2015 21:50

    Proprio una risposta da politico.
    Offende, è arrogante e soprattutto non è pragmatico.

    Non ho seguito in dettaglio la questione tablet, a sensazione però fossi stato nella maggioranza non l’avrei fatto per una questione di opportunità.

    Detto questo state facendo un macello per una boiata che con 10€ si risolve.

    Offesa per offesa le dico:se vuole gliele do io.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 14 aprile 2015 22:07

    Buona sera Fabio,

    Non si capisce dalla sua precisazione (#12), a chi si rivolga. Se per caso la sua affermazione riguardasse noi….
    Non crediamo di essere arroganti (se si rivolge a noi);
    ancor meno “politici” (nel significato che oggi ha questo termine, di aggregati alla partitocrazia che ne usano i metodi): siamo Cittadini che intendono impegnarsi senza finalità di carriera per far crescere e rendere Ideale la nostra Comunità

    Ciò detto, l’analisi dettagliata della situazione Andrea la ha compiuta in anticipo (#11).

    Buona serata

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2015 22:13

    Al contrario, sono estremamente pragmatico.

    Pretendo che il Comune adempia ai propri obblighi e fornisca le caselle Pec. Bastano 10 euro, dice Lei, che lo facciano, non Le pare?

    Per quanto mi riguarda se uno non tiene fede ai propri impegni non è serio.

    Se non è informato sarebbe buona norma informarsi prima di parlare evitando di fare magre figure.

    RE Q
  15. #15 scritto da Fabio il 14 aprile 2015 22:16

    È rivolta al sig. Andrea D. Come si fa a rivolgersi con frasi del tipo: “faccia lo sforzo”,
    “spero non abbia difficoltà con l’italiano”,…
    Veramente inqualificabile.

    Consiglio un corso base di educazione civile.

    Diversamente ringrazio lei per la sua civile risposta, ne prendo atto.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 14 aprile 2015 22:26

    Vediamo di badare alla sostanza, Fabio.

    La sostanza è il funzionamento più efficiente della nostra Comunità… questo è ciò che conta

    buona serata

    RE Q
  17. #17 scritto da Andrea D. il 15 aprile 2015 00:53

    Sig. Fabio, dopo un articolo e una serie di commenti se ne esce con frasi del tipo “Chi non ha posto in essere?”, “Basta andare da un provider” oppure “I sistemi che proponete costerebbero meno per il cittadino della PEC?”!
    Quindi o Lei non ha fatto lo sforzo di leggere, cosa che non fa onore né alla sua intelligenza né al suo senso civico, o ha letto e non ha capito, eppure sembra così chiaro (il Comune si è impegnato a fornire le caselle PEC ai Consiglieri che non devono andare proprio da nessuna parte), oppure parla per puro intento polemico, per confondere le acque e difendere, per partito preso, l’indifendibile (atteggiamento degno di senso civico?). Le dà fastidio che qualcuno glielo faccia notare? Pazienza. Si sente offeso? Me ne farò una ragione.

    Legalità significa rispetto delle norme! Se uno non riesce a rispettare nemmeno le norme che lui steso si è dato (fornire le caselle PEC ai Consiglieri) come si può pensare che rispetti le norme volute da altri? Questo è l’aspetto dolente della faccenda! Spero le sia chiaro!

    Se poi pensa di avere la soluzione bella e pronta (della quale, forse, le sfuggono alcune implicazioni in termini di responsabilità e funzionalità) dovrebbe chiedere la Sindaco di metterla al posto dell’attuale assessore all’innovazione tecnologica che in oltre due anni non è riuscito a risolvere il problema e pretende che gli altri gli tolgano le castagne dal fuoco (sobbarcandosi incombenze e responsabilità non dovute), invece di darsi da fare e adempiere agli impegni assunti!

    Per il resto se avesse letto l’articolo e seguito i vari link si sarebbe reso conto che non abbiamo nulla di preconcetto nelle convocazioni via PEC, ma abbiamo storto il naso quando si sono fatte affermazioni propagandistiche di fantomatici risparmi basate sul nulla (10.000 euro all’anno?!?!, ma non scherziamo, quando, a conti fatti e chiaramente esplicitati, la convocazione a mezzo raccomandata, fattibile senza sforzi, sarebbe costata circa 2.000 euro all’anno dai quali occorreva sottrarre i costi per la fornitura delle caselle e dell’eventuale archiviazione sostitutiva per cui, nella migliore delle ipotesi il risparmio sarebbe stato pari a ZERO, molto più probabilmente ci sarebbe stato un aggravio di costi, compensato, però, dalla maggior praticità della PEC), sull’assurdità di voler a tutti i costi fornire ai Consiglieri un tablet con piano dati dedicato che costa uno sproposito e che risulta essere del tutto superfluo e, infine, di non aver ottemperato all’impegno preso, scritto nero su bianco, di fornire ai Consiglieri le caselle PEC.

    Mi tolga una curiosità: ma Lei come reagirebbe se l’azienda per la quale lavora pretendesse che fosse lei a procurarsi da solo e a proprie spese gli strumenti di lavoro che loro sono legalmente obbligati a fornirle? Chinerebbe il capo per non mettere in imbarazzo il suo responsabile e non fargli fare brutta figura o pretenderebbe che, dopo avergli dato non un giorno, non una settimana, ma due anni di tempo per mettersi in regola, adempiesse agli impegni presi?

    RE Q
  18. #18 scritto da Fabio il 15 aprile 2015 09:16

    Nel merito e nella sostanza.

    Ripeto, non mi convince la questione dei tablet, però stiamo parlando di avere una PEC (anche sul proprio cellulare), non è necessario nessun altro dispositivo, neppure -contrariamente a quanto dice- l’archiviazione sostitutiva e “via discorrendo” (cioè, cosa??? Mi risponda, lei ha una PEC e la mai utilizzata?).

    Sono veramente stufo di questa politica (e non mi importa se di dx o sx o antipolitica) che fa di tutto per non fare, strumentalizza qualsiasi cosa e cerca ogni cavillo per criticare.

    C’è gente che se vede una persona che cade per terra, invece di aiutarla ad alzarsi, fa una fotografia e la pubblica su FB criticando l’amministrazione (ripeto in generale e non solo a Buccinasco).
    BASTA!

    Con questi atteggiamenti l’umanità sarebbe ancora all’età della pietra, meno male che la società civile va avanti anche senza di voi.

    RE Q
  19. #19 scritto da Andrea D. il 15 aprile 2015 09:55

    Sig. Fabio, il fatto che a Lei sfuggano le implicazioni dei quel che dice non vuol dire che i problemi non esistano. Ci sono solo che Lei non li vede, o non li vuole vedere, e quindi rischia di commettere degli errori grossolani.

    Sappia che la PEC ha sì valore legale, ma per poter preservare questa sua caratteristica deve essere conservata a norma di legge! Chi deve conservarla? Per quanto tempo? Con che modalità? Con quali implicazioni? Con che costi? Con che procedure?

    Se non si opera in modo tale che la PEC conservi il proprio valore legale nel tempo, perché usarla? Basta una normale email, no? Perché complicarsi la vita con la PEC. Gmail e via.

    RE Q
  20. #20 scritto da manolete il 15 aprile 2015 10:01

    IL” Fine dicitore” non si capacita. Diventa iroso ed arrogante. S’attacca ancora al” tram” dei tablet. Cosa ormai scontata da tutti, ma non da lui.
    Non somatizza. Porello.

    Noi si paga 5 euri per la PEC all’anno, il valore di due capuccini e egli??

    Ma non ce l’ha non ce l’ha!!
    Conpermesso

    RE Q
  21. #21 scritto da Saccavini il 15 aprile 2015 12:03

    Libero di pensare come crede Fabio (alias non conosciuto).

    La sequenza dei suoi interventi fa vedere che:
    1. il non adempimento dell’assessore, dopo due anni, di un obbligo che deriva da una deliberazione di Consiglio non lo considera una questione significativa
    2. la gestione della PEC comunale (quando non supportata dallo Stato) può farsi senza le garanzie cui deve far ricorso, una struttura complessa deve prudentemente e obbligatoriamente essere dotata.
    3. soprattutto: Città Ideale non fa parte della “società civile”, che è bene che vada per conto suo.

    Libero di sostenere le prime due posizioni, quanto alla terza, è pura maldicenza (per non usare termini dalla valenza giuridica).
    Le dispiace che Città Ideale svolga il suo ruolo informativo e inviti i Cittadini a impegnarsi ed aggregasi?
    Sembrerebbe questo il suo scopo. lo faccia col suo nome e cognome e potremo parlarne e approfondire.

    Per ora sembra aver l’intento di fare da sponda al vicesindaco…

    buona giornata

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 15 aprile 2015 12:15

    Ecco che il Fabio sedicente parla chiaro. quale mentore del vicesindaco arriva il difensore della disapplicazione di obblighi approvati dal Consiglio

    … facendo finta di non conoscere le esigenze funzionali di una struttura come il municipio (che non è assimilabile a un privato)

    e la butta in polemica

    buona giornata manolete, con un sorso abbondante di camomilla

    RE Q
  23. #23 scritto da Andrea D. il 15 aprile 2015 13:13

    Ecco che ricompare lo spassoso manolete l’ammazzasette di verde vestito, sempre più arguto, sempre più brillante.

    Caro manolete quando avrà occasione di vedere il suo eroe, l’impavido condottiero delle fantomatiche guardie padane di Buccinasco, meglio noti come i desaparecidos, cioè il nostro illuminato vicesindaco nonché assessore all’innovazione tecnologica (che probabilmente dovremo ribattezzare ritardo tecnologico), gli chieda com’è possibile che in oltre due anni, ribadisco oltre due anni, non sia riuscito a trovare ottanta euro, così dice lei, su un bilancio da oltre trenta milioni per adempiere agli obblighi assunti e fornire ai Consiglieri le caselle PEC (glielo ripeto in cifre: 80 su oltre 30.000.000 lo 0,00027%!!!).

    Già che c’è gli consigli anche di dimettersi; ovviamente non le darà retta, ma almeno ci avrà provato.

    RE Q
  24. #24 scritto da Fabio il 15 aprile 2015 13:47

    Non difendo la disapplicazione della delibera, se c’è deve essere rispettata, anche se purtroppo la burocrazia spesso comporta più costi che benefici.
    Idem, ribadisco la mia perplessità sull’acquisto dei tablet.
    Però dalla risposta del Sig. Andrea D. ne deduco che non abbia la PEC.
    La conservazione è inclusa nel suo costo.

    PS: questo è un altro ottimo esempio dell’attuale stato della nostra politica e dei nostri politici.
    Non sei d’accordo con me?

    Sei subito da tacciare come “mentore”, “difensore”, “fa finta…”, “alias”, …la discussione civile non è ammessa, non è possibile interloquire per farsi un’opinione senza necessariamente essere partigiani o milanisti contro interisti…peccato.

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 15 aprile 2015 18:20

    Che bravo l’anonimo Fabio, sta insistendo troppo sul preconcetto, sull’obiettivo di non considerare Città Ideale una tribuna aperta.
    Non entra nel merito (se non sulla questione di un ricovero e gestione interna, ulteriore rispetto al gestore che si incarica di certificare l’avvenuto inoltro, che credo spiegherà Andrea, o comunque e rintracciabile con un minimo di impegno nella rete).
    ha l’obiettivo di denigrare Città Ideale il nostro Fabio (e fa ricordare qualcuno).

    Indicare manolete come portavoce del vicesindaco è un’offesa? un tacciare… di che? Corrisponde alla realtà.
    manolete non lo ha neppure mai smentito… e neppure il vicesindaco.

    Difensore è un’offesa? se registra una presa di posizione corrisponde al reale?
    Non corrisponde a giudizio dell’interessato?
    L’interessato può sempre spiegare e motivare la diversa valutazione.
    “far finta” ha un significato chiaro e non è un’offesa.
    Se si sostiene una cosa e dopo la spiegazione si continua a ripetere le cose precedenti senza entrare nel merito del chiarimento intervenuto, insistervi è appunto un ripetersi… un far finta che la spiegazione non sia intervenuta.
    “alias”: è una questione oggettiva, non è una offesa per nessuno.

    Quindi la sua conclusione Fabio, è solo maldicevole… a lei Città Ideale sembra dar fastidio…
    Non è una colpa, ma così è …. se vuole entri nel merito e potremo scriverne.

    L’ottimo esempio del modo attuale di far politica però, la prego, se lo tenga per sé e lo custodisca lei (se ci tiene).

    Città Ideale si prefigge proprio di essere alternativa, auspica il superamento del modo con cui oggi viene fatta la “politica”.

    Buona giornata

    RE Q
  26. #26 scritto da Andrea D. il 15 aprile 2015 18:34

    Signor Fabio, la sua affermazione è inesatta.

    Nel canone annuale della PEC non è compresa la conservazione, ma solo una determinata quantità di spazio.

    Nelle offerte più economiche tipicamente 1 Gb (in quelle gratuite la miseria di 250 Mb, davvero pochini).
    I messaggi si accumulano negli anni, non li può cancellare, e lo spazio si esaurisce, più o meno rapidamente in funzione dell’uso.
    Esaurito lo spazio che fa?
    Cancella i messaggi o li conserva?
    Hanno valore legale (a meno che uno non la usi per inviare gli auguri di Natale) e vanno conservati.
    Come li conserva?
    Per quanto tempo vanno conservati?
    Finito il mandato del Consigliere che fa?
    Continua a pagare il servizio per mantenere vivo lo spazio fino all’esaurimento del termine legale?
    E se ci fosse un contenzioso che dura 10 o 12 anni dopo la fine del mandato?
    (Non stupiamoci, in Italia un contenzioso legale può tranquillamente protrarsi per qualche lustro).

    Poi ci saranno i nuovi Consiglieri e poi altri ancora.
    Che dire, infine, delle questioni legate alla privacy? Alla tutela della riservatezza delle comunicazioni? Per carità, nulla che possa mettere in ginocchio le finanze del Comune, ma sono costi e responsabilità che vanno affrontati. Mi lasci dire, un po’ più dei due cappuccini di cui vaneggia il povero manolete l’ammazzasette di verde vestito.
    Irrisolvibile? No di certo, ma se non si fa nulla il problema non sparisce da solo!

    Per il resto mi fa piacere che condivida la necessità che il Comune adempia agli impegni presi.
    Tutto qui, non si chiede mica la luna, solo il rispetto degli impegni presi.

    Occorre tener presente, tra l’altro che la fornitura delle caselle PEC da parte del Comune obbligherebbe quest’ultimo a rendere pubblici gli indirizzi PEC dei Consiglieri, aspetto che da una parte complica e conferma la necessità di un piano di conservazione, ma dall’altro favorirebbe il dialogo “certificato” tra i cittadini (dotati di PEC, come il Signor Fabio) e i Consiglieri, migliorando la trasparenza e aumentando la responsabilizzazione.

    Partendo da punti di vista diversi è del tutto normale che si possa giungere a conclusioni anche molto distanti tra loro, senza che per questo ci sia una risposta giusta in assoluto e una sbagliata in eguale misura. Su certi aspetti, però, la negazione dell’evidenza non può essere fatta rientrare nella categoria del confronto e della dialettica: è semplicemente mistificazione.

    RE Q
  27. #27 scritto da Fabio il 15 aprile 2015 22:52

    Ci ho provato, è inutile, per me la politica è distante anni luce dalla realtà, speriamo nella prossima generazione. Scusate, tolgo il disturbo.

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 15 aprile 2015 23:17

    Crediamo che alle illuminanti informazioni di Andrea, si debba aggiungere la questione dell’emittente: il Comune.

    Il quale con la PEC deve avere lo strumento che memorizza tutti gli elementi della comunicazione inoltrati nel tempo, una documentazione che possa attestare a terzi e alle pubbliche autorità che e cosa è stato inoltrato, ecc. insomma la sostituzione digitale della ricevuta di ritorno.
    Deve essere in grado id poterlo fare anche se il gestore del servizio mutasse di proprietà, fosse ceduto e per una qualsiasi ragione dovesse terminare.

    Non è burocrazia perché le aziende lo fanno, almeno quelle più prudenti ed avvedute. Per un ente pubblico è indispensabile.

    Tutti qui, ma non si tratta di banalità: una gestione seria ed avveduta della cosa pubblica non si fa sorbendo un caffè al bar, fra un commento relativo ad argomento sportivo e l’ennesima vicenda di malapolitica…
    Ci vuole metodo e competenza….

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 15 aprile 2015 23:18

    Grandi auguri alla sua visione della “politica” Fabio… quando poi vorrà misurarsi sulle cose della nostra Comunità, noi di Città Ideale saremo sempre qui.

    buona notte

    RE Q
  30. #30 scritto da Andrea D. il 16 aprile 2015 00:25

    Faccia come crede Signor Fabio, non piangerò la sua mancanza, ma si renda conto che forse è la sua personale visione ad essere troppo lontana dalla realtà e il suo atteggiamento troppo poco incline al confronto.

    RE Q

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