Lavori Socialmente Utili: una presa in giro che adesso riguarda anche Buccinasco

In tutta Europa esiste una controprestazione alle erogazioni per persone in difficoltà occupazionali secondo le quali, sono previste forme di lavoro,  in qualche modo compensativo del l’erogazione che viene dallo Stato (dalle tasse pagate dai Cittadini). Non è solo questo, naturalmente: i paesi del centro Europa intendono salvaguardare le casse pubbliche; evitare occasioni di lavoro irregolare, il cosiddetto lavoro nero.

Insomma, chiunque può capire che se eroghi risorse a una persona in età da lavoro, che resta a casa senza una occupazione, in buona salute, se lo lasci a casa a cercarsi un lavoro, cosa può succedere è inevitabile: lo sviluppo di un accordo fra il cassintegrato e l’impresa disponibile perché il lavoro avvenga, pagato in nero, perché così entrambi hanno utilità. L’impresa paga meno il lavoro e fa concorrenza sleale a chi è corretto. Il cassintegrato che lavora in nero guadagna di più portando via il lavoro a chi è disoccupato reale.

Sarebbe quindi logico che il costo del welfare, del sostegno al reddito, di una forma di spesa pubblica a chi è in difficoltà, fosse legata a una controprestazione di chi beneficia (sul presupposto di normali condizioni di salute). In Italia, chissà perché, una regola semplice e rigida, che renda efficace il legame civico fra ente che eroga e Cittadino, non si è mai riusciti a metterla in moto in modo efficace.

Il solo termine LSU è cosa che fa rizzare i capelli in testa a chi di lavoro ha esperienza professionale o alle imprese. Negli anni novanta ne sono stati erogati a centinaia di migliaia di ex dipendenti di aziende chiuse o altri. Soprattutto nel Sud e non solo per ragioni di minori criticità di lavoro. Ci sono Cittadini che vivono ancora oggi, da vent’anni e più, di “stipendio” da LSU senza aver mai fatto nulla: di lavoro regolare, naturalmente. E’ costa al paese decine di miliardi.

Lo scopo originario della norma (un ex ministro di sicura competenza:Treu) riguardava la possibilità di poter far qualcosa presso enti pubblici, ma di complementare e, soprattutto, non sostitutivo di attività previste dall’organico! Questo era riuscito a passare dalle maglie di politici e sindacati. Una presa in giro: io Stato ti do un contributo per non far nulla, se però un Comune della zona ove risiedi ha bisogno  per piccoli lavori, ti può chiamare a lavorare, ma non ti paga.

Indovinate quanti possono essere i cassintegrati o in mobilità, o in condizioni comunque che prevedono una erogazione sociale, disposti ad andare a fare lavoro senza compenso. Nella generalità dei casi faranno carte false per non andare (magari per continuare a lavorare in nero presso altri). La provincia di Milano, poco prima di defungere (il 31 12 2014), ha emanato un decreto dirigenziale del settore lavoro per rendere normativo l’utilizzo che vi abbiamo descritto.

Ci credete cari lettori? L’amministrazione di Buccinasco, rigorosamente ossequiente alla legge (in questo caso), si è dichiarato disposto a dare lavori per sei mesi, 20 ore settimanali, per lavori complementari, a 4 cassintegrati o  simili, che vengono a lavorare, senza prendere un euro? Lo ha fatto (VEDI)! L’ufficio del lavoro di Corsico segnalerà l’”occasione di lavoro” senza stipendio perché individui i candidati e li mandi al municipio di Buccinasco!

Si tratta di una burocratica e inutile non occasione di lavoro che non servirà a nessuno, che non genera lavoro, che non genera ricchezza. Una recita per far vedere che si fa qualcosa mentre si lasciano le erogazioni sociali, il welfare: prive di controprestazioni sostanziali. Una legge a capocchia e una amministrazione che la prende sul serio come se nulla fosse, invece di sbattere quei fogli sul muso di tutti coloro che questa normativa la hanno pensata, messa in atto, decretato e distribuito.

Carte che girano per far finta  di far qualcosa, per vantarsi di aver procacciato lavoro a qualcuno. Per sostenere quanto sono sociali. Questo soltanto è capace di generare la partitocrazia. Recite e carte finte che non servono a nulla. Complimenti!  Questo sistema deve essere davvero demolito, se vogliamo davvero difendere i nostri figli e nipoti, se crediamo nelle nostre capacità di un Paese vero e serio.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 30 marzo 2015 09:39

    Sempre la solita vecchia solfa keynesiana: il motore di tutto sono i consumi, lo Stato deve spendere (sempre e comunque), per cui basta dare contributi ai lavoratori – per fare cosa è del tutto ininfluente – per rilanciare i consumi e far ripartire la crescita! Il miracolo si autoalimenta ……………………….
    ……………………………………….

    la “lezione” di Andrea, che merita la lettura, esce stanotte con il titolo:

    Libertà di Lavoro e di Impresa = Democrazia. Oppure stato padrone ?

    una bella lezione per tutti…. anche a Buccinasco

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 31 marzo 2015 15:29

    Perché questa proposta-richiesta dei nostri amministratori, se poi non può venire nulla di positivo?
    Proposta-segnalazione mai fatta in precedenza, del tutto inutile in termini pratici?
    Città Ideale, com’è suo costume, ci riflette e ipotizza sui moventi di una simile iniziativa inutile.

    Ecco cosa ne viene dalle riflessioni:
    1. A fine Marzo termina il contratto di una dipendente, di cui abbiamo parlato pochi giorni addietro; la persona sarà quindi iscritta alle liste di collocamento;
    2. Il comune di Buccinasco ha richiesto 4 ipotesi professionali: due da operaio e due da impiegato con conoscenze tecniche adeguate;
    3. Gli iscritti al collocamento di Corsico (territorio di competenza) , ex dipendenti P.A. saranno pochissimi o nessuno; guarda caso una persona qualificata sarà iscritta con Aprile.

    Le coincidenza non sono certezze, ma determinano indirizzi per analisi delle decisioni e comportamenti: quindi,

    questa iniziativa (formalmente legittima) ma che a Buccinasco non ha precedenti, ha qualche nesso con la cessazione del lavoro appena capitata?

    Staremo a vedere gli sviluppi…. Con attenzione

    RE Q

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