Casa dell’acqua: pubblica e gratis, ma quanto ci costa!

Capita troppo spesso nella gestione amministrativa di Buccinasco che quando si ha occasione di andare a vedere un qualsiasi argomento si trovino condizioni pasticciate, non corrispondenti a quanto viene dall’informazione ufficiale o dai comunicati stampa. Nel 2014, dopo sei mesi nei quali la casa dell’acqua non ha funzionato (nei quali la nostra amministrazione nulla ha detto e fatto) siamo andati a vedere cosa sta succedendo.

Comunicati stampa del nostro Sindaco? nulla. Il nostro vicesindaco? Lui aveva addirittura proposto l’apertura di una seconda casa dell’acqua, passata ne dimenticatoio in attesa di tempi migliori, visti i costi. Insomma cosa è successo? Visto un po’ in giro, senza informazioni ufficiali, ecco l’interpretazione di Città Ideale.

Fino agli inizi del 2014 la gestione della casa dell’acqua (a nostre spese) è stata sostenuta da Amiacque S.r.l. , sia per l’acqua che per il mantenimento in efficienza della Casa dell’acqua: guasti al refrigeratore, rinnovo delle bombole, sistema di pescaggio a 100mt di profondità. Il costo annuo dell’acqua è sensibile, anzi esagerato, visto che il comune la eroga gratis a chiunque, residenti e non. In bilancio non troviamo agevole riscontrare il costo, che ricordiamo essere sui 40mila euro ancora nel 2010.

L’acqua è “pubblica” come stabilito dal referendum. Pubblica cosa vuol dire? Che non si dovrebbe pagare? Questo lo dicevano i sostenitori al referendum. Referendum che non stabiliva l’acqua di tutti, a tutti gratis, ma solo che a gestirla deve essere la politica. Secondo l’accezione della nostra partitocrazia, il loro gergo, pubblico significa: “lo gestiamo noi”, cioè loro: i partiti. Infatti…

Amiacque S.r.l. è società che fa capo a CAP Holding, che a sua volta è controllata 100% dalla città metropolitana. Cioè comandano i politici, che nominano gli amministratori, i dirigenti, che ricevono le raccomandazioni e pilotano le assunzioni, dal direttore generale all’usciere. Che indirettamente nominano il collegio sindacale: controllori nominati dai controllati, ecc.

Arriviamo alla casa dell’acqua di Buccinasco e vediamo cosa è successo. Dal 2014 la manutenzione Amiacque non l’ha più sostenuta. Come dire: l’ha lasciata andare. Il Comune ha chiesto spiegazioni? Ha inoltrato reclami? Non siamo stati informati noi Cittadini e probabilmente i nostri amministratori non si sono permessi di sporgere un reclamo ai politici di “gerarchia superiore”. Noi Cittadini abbiamo pagato, quanto?Non ce lo hanno detto. Nel bilancio non lo abbiamo trovato.

Senza manutenzione, la casa dell’acqua non funziona. Amiacque si rifiuta di farla, il Comune è costretto a chiuderla, oppure a affidare la manutenzione a qualcuno disposto a farla. Cosa che procede a fare con una gara di cui pubblichiamo il verbale di aggiudicazione (VEDI). I funzionari addetti alla gara valutano, pesano, escludono e determinano. Assegnano la manutenzione a CAPITALACQUE S.r.l.

Normale: gara regolare assegnazione trasparente, tutto a posto. Salvo il piccolo particolare che per mantenere per due anni la Casa dell’acqua, noi Cittadini spendiamo 56mila euro. Oltre naturalmente al costo dell’acqua erogata che noi, come Comune, continueremo a pagare a Amiacque S.r.l. Facciamo  in un paio d’anni 80mila euro? 136mila euro in totale.

Andiamo a vedere allora, per curiosità, come e chi è Capitalacque S.r.l.? così, giusto per capire (VEDI). I nostri lettori faranno fatica a credere (?!): la società che cura la manutenzione fa parte di Fondazione Idra S.r.l., che fa capo a Patrimionio Idra S.p.A., che fa capo a Cem Ambiente S.p.A. che fa capo a Brianzacque S.p.A. che ha quali unici soci i Comuni….   Pensate: amministratori, dirigenti, funzionari, tirapiedi e chi altri, sono tutti  mantenuti da noi Cittadini….

Abbiamo voluto l’acqua pubblica? Paghiamola allora! Oltre tutto Buccinasco è generosa: con i soldi di tutti i Cittadini regala l’acqua a chi va a prendersela, che sia di Buccinasco o no.  Paghiamo con i nostri soldi l’acqua a chi va a prenderla. Altri Comuni fanno uso di badge, altri addebitano un piccolo compenso, dandone solo ai residenti. La nostra amministrazione, con i nostri soldi,  la regala a tutti.

Quanto al sistema in essere, una analisi di mercato, per trasparenza informativa, a chi fosse interessato può essere utile la lettura di un’analisi della Fondazione Bruno Leoni (VEDI). Ci costerà, e ci costerà molto lo spreco dell’acqua che ci vede anche  fra i paesi meno efficienti nel sistema di distribuzione. … ma da noi però, l’acqua è pubblica. Tanto che il vicesindaco vorrebbe aprirne un’altra!

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  1. #1 scritto da Saccavini il 28 marzo 2015 12:35

    Fare i conti, denunciare gli sprechi, fa male. Sono cose di cui non si deve parlare.
    Il vicesindaco allora, spara falsità accusando Coalizione Civica di voler chiudere la casa dell’acqua.
    I lettori che verranno a controllare le accuse del vicesindaco si fanno un’idea del personaggio, un’altra occasione.
    Hanno deliberato la realizzazione di un’altra casa dell’acqua! Che costruiranno con i nostri, che raddoppierà i costi, che pagheremo tutti…
    a coloro che ne faranno uso (magari anche di Assago! che bravi).

    Si può fare la casa dell’acqua? Non è proibito, basta fare il progetto, indicare i costi, stabilire come erogarla, avendo l’approvazione della Comunità.

    No. Il vicesindaco e il suo gruppo vuole che si faccia in silenzio, vuole decidere lui e vantarsi di regalare l’acqua utilizzando nostri soldi. Alla ricerca di un consenso che paghiamo noi.
    Faccia il progetto,
    stabilisca i costi,
    individui il costo unitario
    definisca come farlo rientrare e le modalità di uso e pagamento.

    Niente di tutto questo: lui è un autocrate che spende e spande alla cavolo cappuccio; peccato che sono danari di noi Cittadini.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 28 marzo 2015 18:38

    Sulla base di una stima approssimativa dei costi è come se ogni famiglia di Buccinasco prendesse una bottiglia d’acqua alla settimana per tutto l’anno. Una bottiglia a settimana per tutte, ma proprio tutte le famiglie di Buccinasco (al prezzo corrente al supermercato). Questo significa, come costo per la la collettività, la casetta dell’acqua; non per l’acqua in sé, che è la stessa del nostro rubinetto di casa, ma per l attrezzature di raffreddamento e per renderla gasata (e per eventuali controlli aggiuntivi).

    Si possono introdurre sistemi di pagamento, sia pure economicamente vantaggiosi, per gli utilizzatori? Sì certo, in diversi Comuni lo hanno fatto, ma mi sembra che le esperienze siano state, complessivamente, deludenti: il calo di consumi è tale che lo spreco rimane!

    Il vicesindaco, bontà sua, può raccontare quello che vuole, ma il fatto che la casetta dell’acqua sia una spesa, di una certa entità, è un dato di fatto incontestabile!
    Una spesa che si può sostenere?
    Naturalmente, la domanda che mi faccio io, che a mio avviso un buon amministratore dovrebbe farsi, è: ha senso aumentare le tariffe di servizi essenziali, come gli asili le mense scolastiche e via dicendo, e poi impiegare i soldi per finanziare la/le casette dell’acqua?

    Perché i soldi, caro vicesindaco, non piovono dal cielo, ma arrivano direttamente dalle nostre tasche!
    Questo è il nocciolo della questione.

    Ovviamente la mia riposta è ben diversa da quella del nostro illuminato vicesindaco, ma è il bello della democrazia!

    Per cui non è strillando, in puro stile propagandistico populista, che qualcuno (perfido) vuol chiudere le casette dell’acqua mentre qualcun altro (eroico) non solo vuole mantenerle, ma vuole, addirittura, aprirne altre (tanto non sono soldi suoi) che ci si confronta.

    La questione da porre è diversa:
    cari Cittadini di Buccinasco, preferite continuare a finanziare la casetta dell’acqua (e magari aprirne altre) o preferite una corrispondente riduzione delle tasse (TASI, IMU, addizionale comunale etc.)?

    Potrei fare a meno di tutto, tranne che del superfluo.
    Oscar Wilde

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 28 marzo 2015 22:49

    C’è poi da aggiungere una “banalità”….

    una riflessione che riguarda la dislocazione scelta per la seconda casa dell’acqua:

    l’intensità abitativa a Buccinasco in quale area raggiunge il suo acme, rispetto alle zone attualmente non coperte?

    Un amministratore dovrebbe rifletterci, anzi: fare una analisi accurata, sentire i Cittadini e scegliere.
    Lui ha scelto un’area “prossima ad Assago”: che si porta una criticità oggettiva, un aumento di prelievi da non residenti.
    Distribuendo gratis l’acqua, saremo noi Cittadini di Buccinasco a pagare prelievo e manutenzione della casa dell’acqua, anche per i non residenti.

    Guarda caso però quest’area è certamente prossima a Buccinasco più…. casualmente…

    Che i residenti dell’area siano elettori del vicesindaco?

    Non ce ne importa nulla a noi di Città Ideale: ciò che conta è lo spreco di risorse, di soldi nostri.
    Per niente!

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 29 marzo 2015 14:28

    Prima che una questione pratica è una questione filosofica: secondo me i soldi sono meglio gestiti dal privato, dal singolo cittadino, dalla famiglia (che sanno benissimo cosa è meglio per loro) e vanno lasciati lì a meno che non sia strettamente necessario (le tasse, cioè sono un male da evitare per quanto possibile, un male necessario, a volte e solo a certe condizioni).

    Per altri, invece, le tasse sono una cosa bellissima e lo Stato, il Comune, il Politico dovrebbero avere a disposizione TUTTI i denari per fare quello che vogliono perché solo loro sono in grado di stabilire cosa sia giusto e cosa sia nell’interesse del singolo (e della collettività).

    Cerchiamo di capire in concreto la differenza: nel primo caso lo Stato mi lascia risorse disponibili e io scelgo quale è l’auto più adatta alle mie esigenze e, coi miei soldi, la compro.

    Nel secondo caso lo Stato, qualche politico/burocrate, decide, dall’alto della sua superiorità e onniscienza, quale sia l’auto giusta per tutti e con le tasse, cioè i soldi di tutti, dà l’auto ai cittadini (prima o poi).

    Funzionava così in quella specie di paradiso che erano i governi comunisti dell’Est europa prima della caduta del muro.

    Le casette dell’acqua vanno bene o vanno male?
    Questo lo devono decidere i Cittadini di Buccinasco, ben sapendo che se spendo da una parte non posso spendere dall’altra (sicurezza, scuole, mense, anziani, disabili) oppure per fare entrambe le cose devono aumentare le tasse.

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 29 marzo 2015 15:04

    Aggiungo una cosa ai ragionamenti, dopo aver letto – ahimè mi tocca – l’articolo dell’illuminato vice: se avesse una banale idea di cosa si sta parlando saprebbe a cosa si riferisce il concetto di esternalità, quali sono le sue implicazioni e come bilanciare benefici e costi
    (quello che dovrebbe fare un Amministratore che abbia a cuore l’interesse dei suoi amministrati, gestire al meglio i soldi e non “buttarli” nascondendosi dietro slogan alla moda, siano essi di stampo ecologista oppure pseudo-teorie di innovazione e presunta modernità).

    Ogni centesimo sprecato, con vaghe giustificazioni, è un centesimo sottratto ai cittadini!

    Chiariamo praticamente il concetto: il nostro illuminato vicesindaco ci racconta, riportando i dati di CAP Holding, l’azienda che realizza le casette dell’acqua (cioè chiede all’oste se il vino è buono, ma che bravo), di quanta acqua viene fornita, di quante bottiglie di plastica vengono risparmiate e via dicendo.
    Propaganda!
    Propaganda spicciola e becera!

    Non si ragiona così!
    E’ un Amministratore pubblico, sta spendendo soldi di tutti e quindi dovrebbe, ma temo che non sia in grado, non declamare slogan da novello Masaniello, ma prendere un foglio e spiegarci, numeri alla mano, perché la casetta è un investimento e non una spesa!

    PS
    Nemmeno se ne rende conto, ma si contraddice da solo perché se il beneficio stesse nel numero di litri erogati e nel numero (teorico) di bottiglie di plastica risparmiate (perché non vietarle e tornare tutti al vetro?), ogni provvedimento che andasse a incidere su questi due valori (l’erogazione legata alla residenza, ad esempio) ridurrebbe il beneficio!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 29 marzo 2015 16:32

    Da incorniciare, Andrea…

    la differenza fra la democrazia senza aggettivi e lo statalismo monopolista ….

    da cose apparentemente locali, di rilievo che sembra modesto, entro le quali si coglie l’espressione di un modo ideologico assolutista del concepire il far politica.

    A bene vedere, la sovrastruttura ideologica di questa concezione appare funzionale agli obiettivi concreti della partitocrazia: così giustificano il “dover” decidere tutto il potere (e tutte le tasse)
    Sono invece i loro interessi, solo il loro tornaconto.

    buona giornata

    RE Q

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