Buccinasco più: inquinamenti mafiosi e pastrocchi

SCONCERTANTE L’ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA CERBERUS

“L’ANNULLAMENTO DA PARTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE DELLA SENTENZA CERBERUS RIGUARDANTE LA ‘NDRANGHETA SUSCITA IN NOI UN PROFONDO SCONCERTO. LE SENTENZE CERBERUS E PARCO SUD HANNO MESSO IN LUCE LA PRESENZA DELLA MALAVITA ORGANIZZATA NEI COMUNI DELLA CINTURA MILANESE CON UNA CAPACITÀ DI PRESSIONE E COMPROMISSIONE PESANTE. LA CONDIZIONE DI LEGALITÀ COSTITUISCE UNA PREMESSA PER OGNI RILANCIO DELLO SVILUPPO DENTRO LA RECESSIONE STRUTTURALE. OGNI SPERANZA DI UNA POSITIVA CODA DOPO L’EXPO PER LA CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO RISIEDE NELLA CERTEZZA DEL DIRITTO IN CONDIZIONI DI LEGALITÀ. QUESTO VALE PER GLI IMPRENDITORI E PER GLI AMMINISTRATORI, QUESTO QUALIFICA IL PATTO CIVILE TRA I CITTADINI E LE ISTITUZIONI. DA PARTE NOSTRA CONTINUERÀ CON SERENITÀ IL LAVORO DELLA COMMISSIONE DI INDAGINE E LA MESSA A PUNTO DI INDICAZIONI REGOLAMENTARI E PROCEDURALI FINALIZZATE AD EVITARE LE CRITICITÀ E LE AMBIGUITÀ CHE HANNO RIGUARDATO ANCHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE IN RELAZIONE ALLE VICENDE RILEVATE NEI PROCESSI CERBERUS E PARCO SUD.”    FIORELLO CORTIANA  -   PRESIDENTE COMMISSIONE DI INDAGINE BUCCINASCO

Il processo e la sentenza Cerberus è la seconda volta che viene annullato in cassazione. Per Buccinasco e la sua Comunità, è diffusa una condizione sconcertante considerate le conseguenze subite dal territorio. Il processo base ha avuto quali reati l’accertamento del condizionamento mafioso sul territorio (comune e imprese soggette al potere della ‘ndrangheta). Sentenza che la cassazione ha respinto per ragioni giuridiche dei condannati; ora avviene per la seconda volta.

Adesso staremo a vedere le motivazioni, ma ci vorranno mesi. Il procedimento ci sembra distorto nella sua genesi, nelle sue indagini; conseguentemente nella sua decisione. Sembra che ci si stia attorcigliando intorno alla malavita organizzata come una struttura responsabile del tutto, mentre atti e fatti che non sono ascrivibili alla sola malavita organizzata.

Attori e realtà locali, anche private e pubbliche, in queste vicende sono stati soggetti responsabili.  Sicuramente in una serie di decisioni dei vari attori, hanno avuto interessi e ritorni economici diversi dei medesimi. Il Comune (ente pubblico!) nella sua qualità di ente è stato  pesantemente danneggiato. La causa e la sentenza, di questi aspetti non sembrano trattare adeguatamente, come merita.

La reazione del Senatore Fiorello Cortiana è comprensibile, vista anche l’attenzione che viene sulla vicenda dal ruolo che ricopre nella commissione d’indagine comunale. Comprensibile ma siamo in una fase che ci vede tutti come persone che assistono ma non possono influire. Intanto il tempo trascorre e, dai fatti oggetto della sentenza, l’azzeramento per prescrizione, almeno penale,  sembra essere la conclusione probabile. Vicenda che ci lascia sconcertati, tipica di questo periodo.

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  1. #1 scritto da Alessandro La Spada il 25 gennaio 2015 02:22

    Si resta davvero senza parole. Un processo così importante ripetuto tre volte!

    A costo di dire una banalità, non c’è da stupirsi se le persone hanno poca fiducia nelle Istituzioni.
    Non funziona niente.
    Chi continua a crederci, lo fa essenzialmente per fede.

    Io forse non ho il coraggio di ammettere con me stesso che la situazione è irrecuperabile.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 25 gennaio 2015 10:05

    Dunque Alessandro:
    la cassazione in appello, ritiene zoppe le motivazioni, non è sufficiente quanto emerso per la condanna sul condizionamento ambientale.
    Si rifà l’appello e la cassazione nuovamente assume (sembra), la medesima decisione, con motivazioni simili.

    Cosa può voler dire?
    A Città Ideale viene una ipotesi:
    la cassazione sembra dire:
    l’insieme di questi reati che il dibattimento fa emergere non è totalmente riconducibile al solo condizionamento ambientale; ci potrà essere in parte, ma non sembra logico che tutti gli altri partecipanti al disastro (e ai suoi affari) non siano coinvolti nel compiere i reati.

    Paradossalmente chi ha ragione sembrerebbe essere la cassazione… se si giungerà in tempo ad un rifacimento, prima della prescrizione….

    Attendiamo le motivazioni e stiamo a vedere…. Questa sentenza Cerberus, ha elementi che non convincono.

    Buona domenica

    RE Q
  3. #3 scritto da Alessandro La Spada il 25 gennaio 2015 17:07

    Non so Luigi, il tuo ragionamento è sensato.

    Io però sono portato a credere che, quando tre giudizi di merito affermano una condanna, il giudice puramente formale (la Cassazione) non abbia più tanto spazio per le opinioni.
    Soprattutto dovrebbe farsi carico di non rischiare di mandare tutto in burla.

    Forse non tutti sanno che l’indagine Cerberus è uno dei manuali che spiegano i metodi di infiltrazione della ‘ndrangheta al Nord, c’è dietro un lavoro imponente della Magistratura e delle forze dell’Ordine, il coraggio di chi ha denunciato, i soldi dei cittadini usati per pagare tutto.

    Aspettiamo le motivazioni, come dici tu correttamente.
    Certo stasera se il solito frescone mi dicesse “tanto in Italia alla fine li assolvono”, io non avrei tanta voglia di difendere la nostra presunta democrazia.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 25 gennaio 2015 17:45

    Anche la tua osservazione è pertinente, Alessandro.

    provo a girare la “tortilla”:
    Se di questo sconcio, a pagare sono personaggi che hanno già condanne decennali plurime e tutti coloro che dal giro hanno lucrato se ne escono con la patente di operatori e amministratori immacolati, il contrasto verso l’intreccio malavita organizzata – gattopardo, ne esce beffato.
    Le condanne non modificano la sostanza, dati i soggetti, che per loro natura sono portati a lucrare dalla malaffare, senza badare alla legge: anzi proponendosi loro come sostitutivi della legge e dello stato.

    Fra le due ipotesi:
    > condanna definitiva al solo antistato e assoluzione di chi con loro ha trescato facendo affari
    > chiusura per decorsi termini (che forse nel caso non può aversi, trattandosi di inquinamento) ove non si rilasciano patenti di persone per bene verso nessuno

    forse è da preferire la seconda..

    Certo che in ogni caso, siamo in un paese che vive nell’incertezza del diritto, in una condizione che non può più definirsi Democrazia.

    Necessaria la rinascita, il risorgimento dei Cittadini, la ricostruzione del paese, buttando a mare gli ultimi trent’anni almeno della nostra storia.

    buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 26 gennaio 2015 09:09

    In realtà, a mio modesto avviso (avendo letto gli incartamenti del processo), è stato proprio l’atteggiamento eccessivamente prudente e cauto della magistratura verso taluni amministratori che potrebbe aver inficiato il castello accusatorio.

    Inutile sottolineare e rimarcare che Tizio o Caio si sono opposti, hanno resistito, se, in realtà, alla fine hanno ceduto e hanno concesso TUTTO quello che era stato chiesto!

    Per convenienza, per interesse, per quieto vivere, per viltà, perché, in fondo, non è mica obbligatorio fare il martire e a tutto c’è un limite, le motivazioni interessano fino a un certo punto: il fatto è che alle pressioni, tante o poche che fossero, hanno ceduto, più o meno volentieri! Questo è il punto!

    L’aver ceduto vuol dire aver messo in piedi atti contrari alle norme o ai regolamenti e per tale motivo avrebbero dovuto essere processati! Magari poi assolti perché non potevano sottrarsi alla minaccia, perché era in pericolo la loro incolumità, ma avrebbero dovuto essere processati! Senza processo, non ci sono state violazioni delle norme, senza violazione delle norme, non c’è stata intimidazione (per ottenere ciò che legalmente non si sarebbe potuto avere) e quindi non c’è condizionamento!

    Al massimo moral suasion per ottenere atti leciti!

    RE Q

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