Refezione scolastica: il costo aumenta?

Con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 40 del 25/6/2014 (VEDI) si approvava il passaggio del sistema di refezione scolastica da appalto si servizi a concessione (a partire dal 1° gennaio 2015) e si stabiliva di dare mandato alla Giunta di prevedere un aumento delle tariffe che preservasse il grado di copertura del servizio.

Tale ipotetico aumento, come faceva notare Franco Gatti nel proprio blog, non era fisso ma avrebbe potuto essere di qualsiasi entità (VEDI)!

In una discussione, su un gruppo facebook molto seguito a livello locale (Sei di Buccinasco se …), mi chiedevo cosa sarebbe successo alle rette e se e in quale misura sarebbero state aumentate.

La portavoce del Sindaco, la Dr.ssa Maria Ficara, mi faceva notare che il Sindaco nel corso del Consiglio Comunale del 16 dicembre aveva affermato che le rette non sarebbero aumentate!

In data 30 dicembre 2014 la Giunta Comunale ha deliberato (VEDI) in merito alle rette degli asili nido che originariamente comprendevano il servizio mesa e che, con il nuovo sistema di concessione e di pagamento diretto, hanno dovuto essere rideterminate, scorporando il costo del servizio mensa, che andrà pagato a consumo direttamente al concessionario, e riducendo la retta del servizio.

Per prima cosa occorre andare a vedere a quanto ammontavano le rette per gli asili nido prima della modifica (VEDI) e poi fare un raffronto per capire se ci sono stati aumenti o se tutto è rimasto invariato, come aveva “promesso” il Sindaco! Vediamo il dettaglio delle rette limitandoci all’analisi del tempo pieno:

Fasce I II III IV
Redditi I.S.E.E. Fino a € 8.000,00
Da € 8.000,01
a € 12.000,00
Da € 12.000,01
a € 16.000,00
Oltre € 16.000,00
Tariffa mensile € 145,00 € 230,00 € 280,00 € 350,00

Vediamo ora come sono state ricalcolate le tariffe scorporando il costo del servizio mensa:

Fasce I II III IV
Redditi I.S.E.E. Fino a € 8.000,00
Da € 8.000,01
a € 12.000,00
Da € 12.000,01
a € 16.000,00
Oltre € 16.000,00
Tariffa mensile € 130,00 € 210,00 € 240,00 € 290,00

A questo punto diventa facile calcolare quanto è stato valorizzato il servizio mensa e scoprire quanto costa il singolo pasto, sapendo che il servizio si estende per 10 mesi e 200 giorni, quindi, mediamente, per 20 giorni al mese:


Fasce I II III IV
Tariffa mensile con mensa € 145,00 € 230,00 € 280,00 € 350,00
Tariffa mensile no mensa € 130,00 € 210,00 € 240,00 € 290,00
Differenza € 15,00 € 20,00 € 40,00 € 60,00
Costo giornaliero € 0,75 € 1,00 € 2,00 € 3,00

Tali valori corrispondono a quelli deliberati dalla Giunta? E’ vero che non ci sono stati aumenti? Come si evince dalla tabella sotto riportata, solo per la prima fascia non ci sono stati aumenti, negli altri casi l’aumento c’è stato eccome, da un minimo del 28% a un massimo del 45%, oltretutto per la seconda fascia, non certo dei ricconi.


Fasce I II III IV
Costo giornaliero deliberato € 0,75 € 1,45 € 2,55 € 3,90
Costo giornaliero teorico € 0,75 € 1,00 € 2,00 € 3,00
Differenza € 0,00 € 0,45 € 0,55 € 0,90
Diff. % 0% 45% 28% 30%

E’ vero che la modalità di pagamento è profondamente diversa: a forfait nel primo caso (che uno ci sia o non ci sia il costo della mensa è incluso e viene comunque pagato) a consumo nel secondo caso (se sono assente non pago il servizio). Vediamo allora quanti giorni ogni mese dovrei essere assente per ottenere l’equivalenza dei due valori:


Fasce I II III IV
GG di assenza al mese 0 6,2 4,3 4,6
Tasso di assenza di eq. 0% 31% 22% 23%

Dunque in prima fascia basta un solo giorno di assenza al mese e la nuova tariffazione risulta conveniente, ma in seconda fascia occorrono ben 7 giorni di assenza al mese (sui 20 teorici) per ottenere una convenienza! Con 6 o meno (cioè il 30% di assenza, non sembra poco) le nuove tariffe saranno più care! Insomma, care famiglie che avete i bambini al nido, se non siete in prima fascia e vostro figlio fa meno di 50 giorni di assenza all’anno, mediamente (da un minimo di 43 a un massimo di 62), col nuovo sistema,cari Cittadini, pagherete di più!

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  1. #1 scritto da Saccavini il 11 gennaio 2015 08:38

    Buon giorno Andrea,

    Così abbiamo servito il Sindaco, e il vicesindaco, sui risultati positivi di questa amministrazione:

    “Addirittura il nuovo appalto per le mense scolastiche porterà una riduzione dei costi per le famiglie, un aumento della qualità dei pasti e controlli più capillari e severi.”

    Parole del vicesindaco alla vigilia di natale quando tutti sono più buoni e comprensivi…

    Ne abbiamo già parlato, circa le modalità di approccio al cambiamento e alla improvvisazione con cui è avvenuto.
    Adesso certifichiamo che i costi sono aumentati…

    Neanche per sbaglio, proprio non ne fanno una giusta…

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 11 gennaio 2015 16:49

    Il nostro sistema fiscale è progressivo, cioè le tasse aumentano progressivamente all’aumentare del reddito, così vuole la Costituzione (non senza logica), ma la progressione è molto ripida e raggiunge il massimo a redditi relativamente modesti.
    Il problema è che a fronte di un tale sistema di imposizione (progressivo), i servizi dovrebbero essere gratuiti (o con la stessa contribuzione) per tutti, invece non è così!

    La contribuzione, come in questo caso, varia in base all’ISEE (VEDI) creando una tenaglia che opprime in maniera insopportabile le classi medie (medio-basse)!

    Tanto per capirci la soglia ISEE dei 16.000 euro, quella al di sopra della quale scatta la tariffa massima, corrisponde, orientativamente a una famiglia di 4 persone (padre madre e 2 figli) in cui entrambi i genitori lavorano, uno con un netto mensile di circa 1.200 euro e l’altro con poco più di 1.500 (con casa, modesta, di proprietà, ma gravata da mutuo), non certo dei ricconi!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 11 gennaio 2015 17:44

    Giusto ricordare e parlarne in ogni occasione, Andrea.

    La costituzione esprime il principio progressivo della tassazione, non il costo diversificato dei servizi.

    Siamo alle solite: strapotere della partitocrazia: ogni servizio erogato da funzione pubblica, diventa conveniente graduarlo in base la reddito perché fonte di consenso.
    Si arriva a condizioni assurde per cui appena sopra il minimo (come in questo caso) Cittadini che in grande maggioranza traggono reddito da lavoro o professione e vengono tartassati in maniera indegna, vergognosa e senza criterio.
    Devi pagare in più la mensa, le medicine, i rifiuti, le tasse comunali, ecc. naturalmente in aggiunta, dopo aver pagato la progressione con l’IRPEF.

    Poi il sistema sembra fatto per i furbi. quanti sono coloro che hanno trattamento da prima fascia e dispongono di due case, (magari con intestazioni diverse entro il nucleo familiare), due o più auto magari sportive, ecc. ecc. ….. perché magari hanno qualche amico in municipio che fa finta di non vedere grazie a qualche spinta politica, che aiuta anche a non vedere le multe…

    Se il Comune non è in grado di garantire nel modo più severo la corrispondenza fra agevolazioni e reddito reale, non è decente che distribuisca danaro di quasi poveri a favore di poveri magari finti….

    Buccinasco non è una eccezione in questo.
    Forse è una eccezione nel disporre di rappresentanti che raccontano frottole quasi quotidianamente

    buona domenica

    RE Q

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