DA IERI SIAMO TUTTI UN PO’ MENO LIBERI

Questa reazione di Andrea Dalseno: logica, rabbiosa come logica e rabbiosa è stata Oriana Fallaci, merita attenzione e riflessione. L’atteggiamento con la puzza al naso dei democratici un tanto al pezzo, dei politici che fanno dell’anima candida (finta, da sepolcri imbiancati) lasciamolo ai salotti e talk show. Il problema esiste  ed è tuttaltro che futuribile e meno ancora solo superficiale.

A suo modo, in un contesto che può apparire diverso ma crediamo invece parte del nocciolo della questione, Città Ideale lo ha affrontato (VEDI del Novembre scorso). In Italia siamo maledettamente italocentrici a guardarci l’ombelico. I media che non parlano di temi geopolitici e internazionali sono pochissimi e non girano in radio e tv, perché “non danno audience”. Siccome bisogna istruire ignoranti e ci vuole tempo, e nel frattempo si perde audience, allora che restino ignoranti!

Ne parleremo ancora perché il tema come affrontato da Andrea Dalseno  è tuttaltro che chiusa. L’Occidente, tutto il mondo che è venuto dalla cultura classica, dalle chiese monacali del medio evo, dal rinascimento e dal razionalismo settecentesco, motore della più grande crescita e sviluppo del pianeta, con tutti i problemi e le complessità che seguono, non può guardarsi l’ombellico come avviene da noi. I nostri valori diventano la differenza e si consolidano, ma non basta stare seduti e guardarsi l’obelico.

Da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci (VEDI):

Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente cioè d’apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia.  Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime.  Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri [...].

Non è stato un attentato a un giornale, ma un attacco alla libertà, alla democrazia, ai fondamenti della nostra civiltà: confronto, differenze di opinione, libertà di pensiero e di espressione non sono consentite e tollerate e vanno punite con la morte!

No Luigi, l’unità europea non c’entra e, soprattutto, non serve.  L’Europa ha perso, ormai da tempo memorabile, l’orgoglio, l’identità, la dignità.  E’ troppo vecchia, flaccida e opulenta per reagire con fermezza e con rigore. Scorreranno tante (belle) parole (e almeno altrettante, se non di più, di orribili e disgustose), ma non si farà nulla di concreto, non ci sarà una reazione vera e da ieri noi siamo tutti un po’ meno liberi! Tutti noi, in particolare noi italiani, noi che abbiamo preteso le dimissioni di Calderoli per delle magliette satiriche (vecchie di un lustro) e abbiamo addirittura giustificato le reazioni barbare e incivili con uccisioni e l’incendio della nostra ambasciata.

No Luigi, noi non siamo tutti Charlie, non abbiamo il coraggio di quel direttore e dei suoi collaboratori che hanno sfidato, consciamente, la morte (e purtroppo l’hanno trovata nel più brutale dei modi così come gli agenti che dovevano proteggerli); non abbiamo il coraggio di agire e men che meno quello di reagire! Non abbiamo la rabbia e l’orgoglio, noi siamo governati e dominati, per nostra scelta o disinteresse, da sofisti ricercati che parlano di tolleranza, si immedesimano, dialogano e non concludono nulla.

Noi togliamo i presepi dalle scuole per non offendere gli islamici, noi non difendiamo la nostra cultura e la nostra identità, perché non l’abbiamo più.  Noii non abbiamo il coraggio e la forza di difendere le nostre ragioni, siamo tolleranti e tolleriamo (e sopportiamo in silenzio e con rassegnazione) tutto e tutti, perché in realtà siamo troppo deboli e viziati per reagire! E’ la nuova vigilia della caduta dell’Impero Romano d’Occidente: troppo grassi, deboli e corrotti per imporsi e dominare sono stati spazzati via in un baleno.

PS Marie Le Pen ha annunciato che ha intenzione di proporre un referendum per l’introduzione della pena di morte (VEDI) e subito si sono levate le voci sdegnate che, carte alla mano, dimostrano che la pena di morte non è un deterrente, men che meno verso i terroristi che sono già votati al martirio! Beh, io invece, sono d’accordo! A me non importa nulla che faccia o meno da deterrente, non è questo il punto: l’impiccagione è il minimo per certa gente.

Non è tollerabile che possano respirare un secondo più del minimo dovuto a processarli! Trovo l’ergastolo un nonsenso giuridico (e civile, oltre che un costo intollerabile) e non posso pensare che gente di quella risma possa, un giorno anche molto lontano, essere rimessa in circolazione! Non sarà di moda, non sarà politically correct, non sarà radical chic, ma per me così dovrebbe essere! Magari non sarà razionale, ma è una rabbia primordiale che si basa su una passione vitale. Anche Ulisse, emblema del raziocino, dell’intelletto umano (e per tale motivo inviso agli dei), al momento opportuno, rivolgendosi al figlio gli disse “Sfoga la tua rabbia, Telemaco!” e fece impietosa strage dei Proci. Sempre la Fallaci:

Perché loro [i fondamentalisti islamici] hanno qualche cosa che noi non abbiamo ed è la passione. Hanno la fede e la passione. Nel male, in negativo, ma l’hanno. Noi non l’abbiamo più, l’abbiamo persa, la nostra forma di società ha inaridito l’animo, ha inaridito il cuore della gente. Perfino nei rapporti amorosi c’è meno passione. In quanto alla fede, nel nostro mondo è una parola quasi sconosciuta.

Loro sono più stupidi di noi ma sono profondamente appassionati, dunque più vitali. Perfino la guerra, che è un atto di passione – passione in negativo, la ferocia, il sangue –, è diventata sterile, pulita. Questa mancanza di passione si riflette nella nostra vita quotidiana perché, al posto della passione, abbiamo il benessere, la comodità, il raziocinio. Tutto quello che siamo è frutto di raziocinio, non di passione. (da Accetto la morte ma la odio)

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  1. #1 scritto da gGiorgio Vismara il 11 gennaio 2015 10:57

    Buongiorno,
    Ecco come si esprimeva Oriana Fallaci sul corriere nel 2002 (!)…..

    Ecco l’intero pezzo del Corriere di oggi, che rimette la palla al centro con l’opportuno riferimento a Oriana Fallaci. L’articolo è robusto, preferiamo rinviarlo al sito da cui prelevato:

    http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_10/non-ci-si-arrabbia-la-francia-6ff15c7e-98fe-11e4-8d78-4120bf431cb5.shtml

    Riportiamo una parte nella quale Città Ideale ritiene di identificarsi:

    ….. Con la Francia non mi arrabbiai lo scorso marzo e non mi arrabbio ora. Perché i fascisti rossi che in marzo si comportarono in modo tanto spregevole coi rappresentanti del governo italiano e che ora si comportano in modo tanto spregevole con me (alcuni hanno perfino oltraggiato la memoria di mio padre, brutti vigliacchi, razza di mascalzoni) non sono la Francia.

    …..i giacobini d’ oggi non sono ex tagliateste che credono o credevano in Robespierre: sono gente come me.
    Gente che crede alla Libertà e che di conseguenza non si lascia intimidire dai manganelli, dai ricatti, dalle minacce.
    Gente che ragiona con la propria testa e che di conseguenza dice pane al pane e vino al vino.
    Gente che non lecca i piedi a nessuno e che di conseguenza strilla come il fanciullo della fiaba di Grimm : «Il re è nudo!».
    Gente che ha la coscienza pulita e che di conseguenza può permettersi il lusso di combatter sia i fascisti neri sia i fascisti rossi: affermare che oggi la Destra e la Sinistra sono i due volti della medesima faccia.
    La faccia del cinismo e dell’ ipocrisia.
    Gente, infine, che ha il coraggio di difendere la propria terra. La propria patria, la propria cultura, la propria identità.

    Questa la conclusione di Vismara, che ringraziamo (sul tema esce un articolo domani)

    Siamo o non siamo l’Europa?
    E allora facciamoci rispettare e osserviamo e facciamo osservare le leggi europee in fatto di emigrazione. Salvaguardiamo le nostre regole e tradizioni.
    Chi non le accetta è libero di tornarsene da dove viene.
    giorgio vismara

    RE Q

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