Sportello lavoro: come si buttano via 153mila euro

L’amministrazione Maiorano in una delle prime decisioni di spesa 2012, poco dopo vinte le elezioni e subentrata al Commissario Iacontini (che l’aveva abolita) è stata la riproposizione del contratto di servizio con l’ufficio del lavoro di Corsico, al quale accordare personale (due dipendenti, crediamo), con il compito di supportare le richieste di lavoro in modo da favorire l’occupazione a Buccinasco.

60, 70mila euro l’anno: due dipendenti occupati, probabilmente part-time, con risultati prossimi allo zero assoluto. Dipendenti che è più che probabile venissero da Buccinasco. Una spesa inutile che Città Ideale denunciò subito (VEDI), insieme al programma. Forse per non trovarsi a dover rendicontare i risultati, forse prendendo spunto da nostre proposte, si sono inventati uno sportello lavoro in Comune.

L’ottimista che, come il Candide volterriano, fa il sempliciotto, pensa d’istinto: meno male.  Meno male: abbiamo risparmiato il costo a effetto zero presso l’ufficio del lavoro di Corsico. Prima di esultare bisogna però ragionare conoscendo i meccanismi da “Manifesto del Partito Comunista”  tanto caro al nostro assessore Arboit (la nostalgia può comprendersi) ma per lui è anche vangelo valido per l’oggi (che anche  Candide fatica a digerire).

Quindi il nostro ottimista Candide non è portato a vedere  il… “futuro che avanza”  e le priorità di questa maggioranza: il lavoro! Che in primis significa che un posto di lavoro non si può mai ridurre, che se ne chiudo uno come minimo è per aprirne due, in extrema ratio posso subire che si abbiano gli occupati di prima.  Il lavoro è un obbligo sociale, è un diritto!

Che poi il lavoro non sia una perdita e serva a qualcosa è un aspetto minore, trascurabile. Primo: abbiamo dato lavoro per due persone e siamo bravi, siamo sociali, siamo progressisti , siamo…. via con le autocelebrazioni della gestione Maiorano, “meritoria” e socialmente colabrodo. Avuto la prova provata dell’inutilità, si lascia l’Ufficio del Lavoro a Corsico e si apre uno “sportello lavoro” in Comune.

L’ottimista Candide pensa speranzoso: sbagliano ma sono coerenti: non funziona ne prendono atto e tagliano. Il lavoro lo faranno in Municipio. Per farlo lo fanno, in municipio, ma mica l’assessore o i dipendenti. Fanno una gara e danno un lavoro ad una cooperativa. Che per loro rende tanto da farne articoli encomiastici. Adesso rinnovano il contratto con la cooperativa…. Al costo di 153mila euro (oltre IVA e siamo sulle 200mila, oltre i costi formativi,  due anni più due) con due dipendenti par time (assunti dalla cooperativa).

I conti tornano: gli occupati al lavoro rimangono (VEDI).   Se ne vanteranno come loro merito. Invece decidono di buttare danaro. Basterebbe che a occupare i locali invitassero (con gara) le aziende interinali, offrendo l’affitto per una cifra virtuale. Avrebbero gratis ciò che loro pagano oltre a proposte di lavoro enne volte maggiori perché relative alla città metropolitana, a corsi di formazione gratuiti, ecc. Ad una gestione efficiente verso imprese e Cittadini: queste non usano soldi del comune e vivono se il lavoro, quello vero, riescono a trovarlo. Impresa, non burocrazia.

Così però vi sarebbe il difetto di non potersi vantare di due assunzioni “pilotate”, di suggerire chi assumere, essero loro a suggerire gli assumibili, quelli cui fare i corsi formativi. Con un mediatore professionista mancherebbe il ritorno in termini di micro consenso. Il loro scopo è sempre il consenso: che poi i risultati siano prossimi allo zero importa poco. Tanto paghiamo noi Cittadini, mica loro. Anche il Candide di Voltaire adesso è d’accordo.

LE RISORSE DEI CITTADINI NON SONO DI CHI AMMINISTRA

IL LAVORO E’ OCCASIONE DA PROPORRE,

PER CHI NE HA CAPACITA’ E MERITO

IL LAVORO VERO NON E’ ELEMOSINA PER  RACCOMANDATI

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth