Movimento Cinque Stelle: l’economia non è uno slogan

Città Ideale si pone con interesse particolare al laboratorio civico fondato da Grillo e Casaleggio, sostanziatosi nel Movimento Cinque Stelle che ha avuto uno spettacolare successo di adesioni e voti nelle elezioni del 2013. Siamo convinti sostenitori, non solo osservatori, del progetto di rivoluzione democratica ancorato sulla rete informatica: strumento destinato a marcare la democrazia di questo secolo.

Crediamo che tutti avvertano la vecchiezza, il superamento della democrazia delegata come si è formulata agli inizi del novecento. Il suffragio universale a un popolo poco o nulla istruito. Oggi sempre più simile ai “ludi cartacei” con cui Mussolini negli anni trenta bollava le “recite” dell’elezione. Facile già allora la dedenuncia dei limiti insisti nel sistema della delega che diventa appropriazione del potere, espropriato al “popolo sovrano”. Così chiamato, trattato dal sistema partiti come un insieme di beoti.

Sovrano teorico, massa di manovra nei fatti, con categorie varie in cui lo scambio si sostanzia in favori e soldi contro il voto.  Situazione diffusa in tutti i sistemi, in Italia patologica, comprensiva anche dell’antistato mafioso nelle sue varie forme. Va però anche detto che la struttura dei partiti nel mondo occidentale non è stata solo quello che oggi è diventata.

La crescita dell’economia, della ricchezza diffusa, dell’istruzione, sanità e previdenze hanno rappresentato un insieme che ha marciato in parallelo per decenni. Preservando i paesi da scorciatoie assolutiste. Rivelandosi la soluzione più valida rispetto ad altre,  per la crescita dell’umanità.

Intendiamoci: l’evoluzione indicata non è da attribuirsi ai partiti. Questi sono stati lo strumento di sintesi che ha consentito alla società di sentirsi rappresentata. Politica che ha agito da compensazione, equilibrio nei contrasti sociali, delle crisi e criticità ciclicamente ripetutesi. Partiti come strumento che ha consentito all’economia pluralista e competitiva di crescere e svilupparsi sviluppando la società. Finché non si sono appropriati della delega.

Questo periodo ha imboccato un percorso che lo modificherà in senso di più autentica democrazia, più diretta, più partecipata, molto meno “ludi cartacei”.  Casaleggio e Grillo sono coloro che hanno imboccato con più decisione questa strada, ne sono i vessilliferi sul metodo. La vecchia politica farà di tutto per conservare il suo strapotere, compreso tenere in ignoranza o con una informazione superficiale i Cittadini. Ha il controllo dei media e si propone di vendere loro l’elisir della felicità, nuovi Dulcamara.

Questa la situazione. Tuttavia far uso di strumenti nuovi, più democratici, più rispettosi dei Cittadini, promuovere la partecipazione diretta, non rende  le proposte contingenti la scelta giusta automatica. Bisogna ragionare e approfondire. Riflessione che viene sulla proposta di uscita dall’euro, che proprio non ci convince. M5S dovrebbe, noi crediamo, non accodarsi ai partiti veterodemocratici che accusano i tedeschi dell’enorme debito pubblico, degli interessi insostenibili. Il debito, le spese fuori controllo e gli sprechi è responsabilità di chi ha amministrato il paese. Che il Paese deve pagare.

Rifiutarsi è posizione che sa di infantile e capricciosa: bambini che strepitano, che vogliono il dolcetto dopo averne già fatto un’abboffata. I genitori che per il nostro bene ci dicono di no e noi ad incolparli di chissà quale cattiveria perché non ci fanno spendere, non consentono di  indebitarci ulteriormente. Proprio non ci entusiasma, e ci dispiace per questa scelta poco coerente. Forse otterrà  voti basic? Avremmo dubbi ma di certo non fa bene al paese.

IL FALLIMENTO NON E’ LA SOLUZIONE

PAGHEREBBERO I SOGGETTI PIU’ POVERI

I DEBITI VANNO PAGATI

DIRE LA VERITA’ AL PAESE

APPLICARE LE SCELTE APPROVATE DAI CITTADINI

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  1. #1 scritto da Saccavini il 1 dicembre 2014 12:30

    I media pubblici o finanziati dal governo che martellano sul M5S senza remissione.
    Nessuno che parli dell’agire che il Movimento concretamente porta avanti.

    Allora Città Ideale ritiene di dover pubblicare per i suoi lettori quanto scirve oggi sul Corriere Sergio Rizzo (coautore con Stella di “La Casta”) sui compensi che dai parlamentari M5S sono rinunciati e restituiti.

    “si parla in tutto di 7milioni 984mila euro.
    Peccato però che da un anno, quando il ragioniere generale dello stato Daniele Franco ha firmato un decrete che consente l’attivazione di quel capitolo di bilancio, quei soldi non siano ancora stati utilizzati.
    Fermati, bloccati, paralizzati: a quanto pare in un incomprensibile rimpallo fra ministero dell’economia e consiglio di stato che non s isarebbe ancora esaurito.
    Con il risultato che i contribuenti non hanno risparmiato quasi un bel nulla.
    E le microimprese, certo non per colpa dei grillini ma di una burocrazia assurda e inconcludente, restino a bocca asciutta.”

    Mentre con vergognosa faccia di palta, mezzibusti da strapazzo presentano come eroi della libertà di pensiero coloro che vengono espulsi dal gruppo perché ritardatari o non versatari corretti.
    M5S e Grillo neo partito integralista e dittatoriale: verso coloro che non rispettano gli impegni sottoscritti…

    Grazie Movimento Cinque Stelle…. con l’esempio si dimostra la differenza fra società civile e la particrazia arraffona e sprecona: quella che i 2.160miliardi di nostro debito ha costruito e ne è responsabile: tutti, nessuno si salva
    Tranne, ovviamente M5S….

    RE Q

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