Vicenda sgradevole in Municipio: il Comune condannato?

Dobbiamo affrontare una notizia che avremmo preferito non amplificare. Si tratta della denuncia per stalking di una dipendente verso il suo responsabile,  che ha avuto la sua prima conclusione con la condanna dell’accusato.  Fin qui c’è da prendere atto rimanendo fuori dal contesto. Questione che spetta alla magistratura condurre a termine, sulla quale riteniamo non etico parteggiare, per l’uno o l’altro.

Naturale che la neutralità non può arrivare all’indifferenza. Usualmente la donna è soggetto debole e la solidarietà, la comprensione, la vicinanza crediamo che tutta la Comunità sarà ben disposta nell’accordarla. Il fatto che in prima sentenza sia giunto un verdetto che le rende giustizia, rende ancor più forte la partecipazione.

Intanto si deve riconoscere il coraggio in difesa della propria dignità da parte della persona che ha subito lo stalking. Non è mai facile compiere denunce di questo genere: averlo fatto è un atto civile che va a suo merito. In ufficio pubblico che non ha visto alcun intervento dell’amministrazione pro tempore. Lasciata nel ruolo alle dipendenze del suo stalker. Costretta a lasciare il nostro comune fruendo della prima occasione utile di mobilità.

Rimane la tristezza per la mancanza di effetti: dal comportamento di allora, dalla sentenza di oggi. Ci sentiamo di dimostrare qui alla nostra ex funzionaria la gratitudine per il suo comportamento. Un esempio che valga per tutte e per tutti quando nel municipio succedono vessazioni o comportamenti inappropriati. La nostra amministrazione minaccia o esegue trasferimenti per banalità prive di contenuto: anche da questa coraggiosa denuncia i nostri funzionari saranno spinti a chiederla, la difesa della dignità.

Xxxx yyyy, responsabile del servizio zzzzz è stato condannato a due anni di carcere (pena sospesa), al pagamento di una quota provisionale e delle spese legali per stalking nei confronti di una dipendente. IL comune è stato condannato in solido. Ora l’ente, lo stesso che patrocina un convegno contro la violenza alle donne, ricorre in appello contro la sentenza.

Come vittima, come donna, come Cittadina, lo trovo vergognoso!

Sarebbe finita qui, se non ci fosse una coda, antipatica. Come sempre diventano antipatici i costi che ci vengono a chiedere su comportamenti che sicuramente non ci riguardano. La sentenza definisce che  il Comune (quindi noi Cittadini) in sede civile viene condannato in solido a rifondere costi, spese, e danni . Una cosa palesemente assurda, nei suoi effetti economici. Ma c’è dell’altro!

La nostra amministrazione ha dato mandato al legale perché si opponga alla sentenza!

(VEDI: delibera della giunta (rinnovata), “con voti unanimi favorevoli espressi in modo palese” (!) n 224 del 05 11 14).  Decisione inconsulta poiché il Comune già da tempo (denuncia che risale al 2009) aveva il dovere di sanzionare e richiedere danni ai funzionari (e se necessario agli amministratori) che rappresentando l’ente, non sono intervenuti di fronte all’istanza della dipendente vessata, in pratica costringendola alla denuncia in tribunale, citando anche l’inazione dell’ente. Però la giunta ripara!!

A qualcuno dei nostri amministratori deve essere venuto un dubbio? Forse sarà così, fatto sta che si arriva al paradosso. Nella stessa seduta di giunta, n. 228, sempre all’unanimità, guarda il caso, delibera il patrocinio al

CONVEGNO SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE IL 21 NOVEMBRE

Non è stato fatto allora, per quanto se ne sa non è stato fatto in seguito. Arriva la sentenza del tribunale che stabilisce la responsabilità solidale del comune per i danni, perché evidentemente al giudice il Comune non ha voluto o saputo indicare chi o coloro che, a nome del  Comune, non hanno agito per superare la criticità. Il Comune non sa fare altro che opporsi al pagamento solidale dei danni (che è più che probabile saremo tenuti a sostenere). per far ciò spende nostri  ulteriori 4mila euro.

Basta! Bisogna finirla con la  Comunità  pantalone che paga per tutti, anche le cose più assurde. Il Comune, in base alle carte processuali e ai documenti formali dell’epoca, deve promuovere la richiesta di rifusione dei danni che fosse chiamato a sostenere, verso chi allora ha agito in modo colpevolmente inappropriato.  Ha sbagliato? che paghi!

NON SI USANO DANARI DEI CITTADINI PER DANNI ALTRUI

CHI SBAGLIA DEVE PAGARE IN PROPRIO

SEMPRE!  IN OGNI CASO

Tag:

  1. #1 scritto da Chiara G. il 12 novembre 2014 07:17

    Il punto vero è che questi amministratori promuovono la legalità la tutela alle donne ecc. solo a parole poi nei fatti sono peggio di tutti gli altri.
    E’ una vergogna quello che lei ha denunciato ed è una vergogna che la Dott.ssa Bellagamba non abbia fatto nulla per tutelare questa dipendente.
    E’ inutile fare proclami striscioni e slogan che poi nei fatti sono costantemente calpestati.
    E’ una vergogna anche che siamo sempre noi a dover pagare per le colpe, i reati, gli abusi di altri come se le finanze pubbliche fossero la pontificia opera assistenza….BASTA!!!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 08:40

    In effetti Chiara G. in questo caso la differenza fra gli eventi, le sponsorizzazioni, i proclami e comunicati da una parte,

    il concreto agire in casa propria dall’altra,

    fanno emergere un contrasto evidente, aiutato dalla contemporaneità delle due decisioni.

    Può anche essere che sul piano processuale l’opposizione alla responsabilità civile dell’ente sia un atto opportuno, ma il problema non è questo:
    se il giudice considera l’ente responsabile di omissione nell’intervento sulla criticità, è evidente che funzionari o politici pro tempore sono gl istrumenti con cui l’ente ha agito.
    A loro, a chi ha male agito in nome dell’ente, deve essere:
    contestata da subito (e la delibera non dice che ciò sia stato fatto)
    addebitata ai responsabili, prima che il Comune sia costretto a pagare.

    Quanto al Segretario Bellagamba. se non andiamo errati, l’epoca in cui la vicenda si è verificata e i funzionari coinvolti, che dovevano intervenire e non sono intervenuti, siano altri.

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 12 novembre 2014 09:02

    Concordo sul fatto che il riferimento alla Dr.ssa Bellagamba appare inappropriato.

    Occorre, invece, precisare che il Comune è coinvolto nel procedimento quale responsabile civile, cioè obbligato in solido al risarcimento del danno, non in qualità di co-imputato. Non è quindi detto che il Comune abbia o meno delle responsabilità nella vicenda, ma solo che è tenuto civilmente a rispondere dei danni. Per capire meglio occorrerebbe entrare nel merito della questione.

    La delibera di Giunta è asettica: c’è stato un giudizio, il Comune è stato condannato a pagare dei danni e si decide di ricorrere in appello impugnando la sentenza. Non si dice nulla nel merito della vicenda: non si sa perché, per come, non si sa nulla. E’ difficile su queste basi esprimere un giudizio. Potrebbe essere un atto “meschino”, soprattutto alla luce del sostegno alla campagna contro la violenza sulle donne, ma potrebbe anche essere un atto dovuto a tutela dell’interesse (e dei denari) della collettività.

    Diciamo che, viste le circostanze, sarebbe stato opportuno comunicare compiutamente e per tempo i motivi della decisione (fanno tanti comunicati vacui e di pura propaganda e quando sarebbe necessario tacciono). Si fa tutto in sordina, sperando che nessuno se ne accorga e, se qualcuno se ne accorge, si ricorre alla formula magica del … non si poteva fare altro! Vedremo se sarà così anche questa volta.

    RE Q
  4. #4 scritto da Islero Miura il 12 novembre 2014 09:36

    Buongiorno,
    La cosa che risulta sgradevole è l’atteggiamento di questa amministrazione che da una parte propone e programma manifestazioni, corsi e quant’altro a favore della difesa della donna e dall’altra, in modo perfido e silente procede in nei confronti di un fatto increscioso e con evidenti responsabilità di chi sapeva e non ha agito.

    E’ VERGOGNOSO il fatto che il responsabile del personale sia lo stesso Jack, che tanto per ricordare è la stessa “entità” che si è operata alla valorizzazione del personale con riorganizzazioni pilotate e gestite dal sindaco ombra Bellagamba.

    Il tutto allo scopo di avere il controllo delle persone, totale ed effettuato in modo ossessionante quasi al limite dello “stalking”, fino a segregare il personale a chiave negli uffici (alla faccia della sicurezza), domani ci ritroveremo come certe situazioni di schiavitù trovate nei dintorni di Firenze, ovvero pane e acqua e macchine da cucire in locali non salubri.

    DIFENDIAMO LA DIGNITA’ DI QUESTE PERSONE!

    RE Q
  5. #5 scritto da manolete il 12 novembre 2014 10:26

    Saccavini,
    che centra il Comune in tutta questa storia ??

    Perché mai è stato condannato a risarcire danni per una cosa privata, riguardante due suoi dipendenti?

    Va bene il caso umano,ma questa è una palese ingiustizia nei Suoi confronti.

    Ergo:
    E’ giusto far ricorso, nei confronti d’un verdetto tangibilmente ingiusto.

    Se non lo facesse passerebbe per un Comune che” predica bene e razzola male”, difende la causa delle donne, da una parte, e “spalleggia un suo dipendente stalker dall’altra.

    Non è così!! Come lo vorrebbe far passare Città …..

    “IL comune è stato condannato in solido”.
    Ma voi la state “Spandendo “ LIQUIDA
    Come è vostro solito
    Conpermesso

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 12:37

    Buon giorno Andrea,

    per sostenere “non si poteva fare altro”: lo devono spiegare e motivare.

    Gli aspetti giuridici che descrivi sono ragionevoli, ma la delibera di giunta deve pur dire ai Cittadini che provvederà a ripetere i costi ai responsabili, che questi sono già stati diffidati, che l’omissione allora evidenziata nel dibattimento e nella sentenza del giudice, sarà perseguita.

    La storia nella sua fase attuale appare triste e decisamente opposta alla iniziativa oggi sponsorizzata:
    > una dipendente vessata da stalking
    > si rivolge alla sua amministrazione, che non prende provvedimenti di alcun genere;
    > costringe la dipendente a ricorrere alla magiastratura;
    > il funzionario non è raggiunto da nessun provvedimento (per quanto se ne sa);
    > la dipendente vessata rimane isolata al punto che deve decidere di trasferirsi;
    > dopo cinque anni (cinque!) arriva la sentenza di primo grado;
    > al oggi nessuna iniziativa verso il presunto responsabile: si attende il giudizio definitivo per poter procedere.

    Questa la situazione nel nostro Municipio!
    però si sponsorizza un convegno sulla violenza alle donne….

    Non si rendono conto della eclatante contrarietà fra l’agire e il parlare?

    nb
    la donna che ha subito il danno, nel silenzio totale e nel nulla dell’amministrazione, ha ritenuto di rivolgersi a Città Ideale
    (l’unica cosa che ci fa piacere: dimostra l’utilità informativa e sociale del nostro sito)

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Salvatore Toti Licata il 12 novembre 2014 13:01

    Caro Saccavini, a Buccinasco (Italia), siamo alla politica del paradosso.
    Altro che contrasto evidente!

    Da criminologo, non mi posso dilungare su una vicenda triste e meschina nella quale, vari dipendenti (sono stato consulente per il Comune per 17anni – 1994-2011) e l’Istituzione in genere, ha prodotto solidarietà verso il reo, adesso anche condannato e non solidarietà verso la Vittima;

    ancora più Vittimizzata nel momento in cui l’Amministrazione dà mandato ad un legale perché si opponga alla sentenza!

    NO COMMENT e soprattutto, in questo contesto, le parole

    legalità, giustizia, violenza, rispetto, femminicidio, ecc.,

    diventano parole vuote di senso. Meglio dire, proclami elettorali.

    Sono in fase di pubblicazione di un libro specifico sul tema dello stalking con intervista-testimonianza di 10 persone.

    Per sensibilizzare su questo tema ecco un mio articolo ed un video di 3min finalizzato a sensibilizzare e prevenire il rendersi Vittima!

    Articolo. Titolo “STALKING: una Violenza da (ri)Conoscere”: http://www.byou-mag.com/stalking-violenza-riconoscere-salvatore-toti-licata/

    Video: https://www.youtube.com/watch?v=uZPhCCpzgSg

    Buona lettura e visione.
    Usateli per prevenire… è meglio che curare!

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 12 novembre 2014 13:32

    Per quanto riguarda l’autore dello “stalking” (se di questo si tratta), credo che, nella presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, il Comune abbia ben poche possibilità di intervenire.
    Potrebbe rimuoverlo, in via cautelativa, da eventuali incarichi dirigenziali, ammesso che ne abbia, altro non credo possa fare.

    L’eventuale isolamento della vittima fino a indurla a cambiare posto di lavoro (se ho ben compreso), forse potrebbe configurarsi come (complicità nel) mobbing.
    Ma non essendo chiari i termini della vicenda è alquanto arduo esprimersi.

    Mi auguro che il Sindaco si adoperi per spiegare meglio alla cittadinanza la vicenda, motivando le ragioni della Giunta.

    RE Q
  9. #9 scritto da Emilia B. il 12 novembre 2014 14:11

    Manolete come al solito ci fa …

    Caro signore l’amministrazione c’entra eccome….
    Tale responsabile lo stalking lo effettuava durante l’orario d’ufficio!!!!

    Al posto di lavoro !!!!

    Per questo è da perseguire l’inazione dell’ente datore di lavoro

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 14:12

    Islero cerchiamo di non esagerare:

    non si può sostenere in termini generici che negli uffici ove lavora il personale, le porte sono chiuse a chiave…
    Bisogna vedere gli aspetti specifici, capire motivi e ragioni (che possono essere migliorabili, perfino sbagliate e da rimuovere, ma deve essere ben descritto e motivato)

    Resta il fatto di una decisione non motivata, esclusivamente di rimbalzo alla sentenza del giudice.
    Qui come in Buccinasco più (economicamente ben più rilevante, ma nel caso di stalking civilmente devestante) la prima reazione di chi ci amministra deve rivolgersi a recuperare i danni.

    Bisogna intervenire di corsa, oltre a dare un segnale evidente alla Comunità e al personale:

    Il segnale che dimostra tangibilmente da che parte stare…. invece nulla!

    buon giorno

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 14:13

    Teneramente poco civile e molto confuso l’anonimo manolete,

    Che il Comune debba rispodere in solido dei danni civili subiti dal dipendente lo ha stabilito un giudice (che può sbagliare, ma non sarà un caso umano).
    Senza aver letto le motivazioni è facile derivare la decisione del giudice:
    “il dipendente si è rivolto alla istituzione (nei suoi esponenti pro tempore) ed il Comune non ha provveduto, non è intervenuto.
    Non è responsabile di stalking, ma di omissione, di assenza, di aver guardato da un’altra parte: il giudice deve essersi convinto, valutando l’istanza della dipendente.
    Quindi per il giudice, il datore di lavoro Comune deve rispondere: dovrebbe farlo anche un’azienda privata che avesse assunto l’indifferente atteggiamento del Comune.

    In una azienda privata il dipendente accusato il giorno dopo avrebbe avuto le sue sanzioni, nessuna esclusa; il dipendente e il suo vessatore sarebbero stati in ogni caso spostati in aree di attività diverse.
    Questo il comune non ha dimostrato.
    Se così, il datore di lavoro Comune deve pagare.
    L’opposizione alla sentenza, se non corroborata da fatti nuovi che in prima istanza non ha esposto, sarà debole e l’obbligo a pagare in solido i danni civili verrà confermato.

    Questa è l’ipotesi ragionevole: manolete dica ai suoi méntori di sbrigarsi e coivolgere i responsabili pro tempore.
    Rischiano di rispondere di danno erariale….

    buona giornata

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 14:15

    Grazie per il suo contributo e la sua valutazione, Toti Licata

    l’esperienza nello specifico, aiuta i Cittadini a capire.

    buona giornata

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 14:27

    Andrea io cercherei di distinguere gli aspetti giuridici del comportamento dalla funzione di gestione del personale.

    Buona e minimale gestione in casi di scarsa compatibilità nel lavoro comune da parte di due dipendenti la prima cosa da fare è separare le funzioni.
    A fronte di una prima sentenza: se il ruolo prevede rapporti ambientali che possono reiterare la situazione originaria, sarà prudente individuare le alternative.

    le motivazioni potranno essere provvisorie, subordinate agli esiti conclusivi della procedura giudiziale.

    Che, come ci ricorda Toti Licata, la vittima sia costretta adandarsene mentre il reo (presunto) resti nel suo ruolo è un segnale grave e deleterio.

    Un messaggio ambientale del tipo: “stai zitto e subisci, perché chi ci va di mezzo sarai tu”

    Proviamo a pensare con quale animo, se mai dovesse ripetersi la faccenda con altri protagonisti, la vittima si troverà nel decidere il da farsi.

    Gli struzzi che hanno paura di prendere decisioni dovute, non hanno mai modificato di un nanometro il percorso della civiltà.
    Spesso si sono trovati fra gli urlatori per la legalità, per la difesa dei deboli (purché a farlo non fossero loro ad essere chiamati).

    buona giornata

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 12 novembre 2014 16:51

    Noi, comuni Cittadini, che viviamo le cose dal di fuori non siamo in grado, diversamente dal povero manolete l’ammazzasette di verde vestito che le cose le conosce dall’interno (o che si dimostra essere un fanfarone), di dire se l’appello sia giustificato o meno.

    Per questo il Sindaco, con senso di responsabilità e trasparenza, dovrebbe motivare pubblicamente la decisione della Giunta.

    RE Q
  15. #15 scritto da manolete il 12 novembre 2014 16:59

    Città Ideale, noto che il “fine dicitore”analizzando la questione, ci va con “i piedi di piombo”.
    Non si sbilancia.

    Allora gli faccio io una domanda:
    Se sua moglie fosse stata soggetta a stalking, lui come avrebbe reagito?
    Io so come avrei reagito!!
    A rischio di prendere 10 anni con la condizionale.

    Tutto ciò lasciando da parte il Comune, che non centra una benmerita MAZZA
    Senzapermesso

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 17:33

    Andrea,

    manolete gioca sull’equivoco banale ed allora dciamolo pure:

    per quanto ci consta:
    il rinvio a giudizio, oltre al primo responsabile, avrebbe riguardato anche un funzionario del Comune ipotizzando un comportamento gravemente corrivo verso l’autore del reato (supposto).
    In corso di causa questa ipotesi di reato (gravissima, trattandosi di un funzionario pubblico) è vanuta a cadere.
    Non è evidentemente venuta meno, per il giudice, la responsabilità solidale in sede civile, del Comune.
    Per quanto il Comune poteva compiere come datore di lavoro nei confronti del reo e della vittima, entrambi dipendenti di cui è stato responsabile.

    Questo è il problema: la cattiva gestione del datore di lavoro per un reato compiuto da un suo dipendente verso altro dipendente (quindi nella esclusiva direzione del datore di lavoro), senza che fossero prese iniziative utili volte al superamento della criticità.
    I danni nei confronti della vittima è molto probabile che anche il Comune venga chiamato a rifondere, in solido.

    In più spenderemo 4mila euro di avvocato per una difesa probabilmene superflua.

    Tutte spese che i nostri amministratori dovranno ripetere in toto a chi all’epoca, informato dalla vittima della situazione, non ha mosso un dito.
    Questo il problema economico…

    buona serata (al buio delle 17.30)

    RE Q
  17. #17 scritto da Antonella il 12 novembre 2014 17:43

    Sig. Manolete lei che è ben informato e addentro al municipio Buccinaschese mi informa su quali provvedimenti sono stati presi per il reo?

    Mi spiega perché è stata la vittima a doversene andare?

    Mi spiega perché il sindaco la giunta il segretario comunale sono stati omertosi e non solidali verso la vittima?

    Invece di scrivere cose a vanvera ha provato a chiedere alla vittima come sta?

    oppure darle solidarietà, oppure starle vicino?

    Le rispondo io che conosco il comune molto bene…NO!!!

    non è stato fatto nulla ne da lei (ops lapsus freudiano) ne dagli altri chiaccheroni che predicano legalità 100% ma non sanno nemmeno dove sta di casa!

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 17:47

    Ma perché manolete anonimo deve fare finta di essere tonto e non capire?

    1. La responsabilità penale è un reato che nello specifico di stalking riguarda una persona fisica dipendente del Comune.
    2. la responsabilità civile è una quantificazione economica di danni che una persona fisica pure dipendente del Comune, ha subito.

    Sono due cose nettamente diverse e circa la seconda il Comune, nella qualità di datore di lavoro, c’entra (con l’apostrofo!) eccome!

    Fra i compiti del datore di lavoro c’è: garantire la sicurezza dei propri dipendenti e intervenire in ogni caso con tempestività ed efficienza quando venga a conoscere l’esistenza di criticità.
    Che cosa ha fatto al riguardo il Comune datore di lavoro verso i suoi due dipendenti?
    Se ha mancato deve rispondere (economicamente) in solido: il giudice questo ha stabilito in prima istanza.

    Allora, ripeteremo:
    Chi è stato il papavero che, messo a conoscenza della situazione, non ha fatto nulla costringendo la vittima a ricorrere alla magistratura?
    Uno o più di uno?

    Chiunque sia, favorisca il portafoglio e ci rifonda dei danni.
    Magari anche, si chiedano a costui, costoro, i danni di immagine arregati dalla loro incapacità o superficialità….

    Questo è ciò che si richiede sul piano economico gestionale.

    Che poi la vicenda sia in questo caso una vergogna per coloro che ne hanno ricoperto gli incarichi all’epoca,
    Che risulti uno sproposito superficiale l’opposizione al pagamento verso la vittima,

    lo dimostrano i fatti. Basta leggere….

    RE Q
  19. #19 scritto da vergogna all’unanimità il 12 novembre 2014 17:52

    Stabilita in giudizio la responsabilità penale dell’imputato… dovrebbe essere l’imputato a pagare la provvisionale e le spese processuali.
    Il comune, è condannato civilmente in solido (cioè solo se l’imputato non paga).

    Perché quindi il comune si accolla altre spese legali per il ricorso in appello?

    Non solo non è intervenuto all’epoca; non interviene nemmeno ora nei suoi confronti.

    Ciò che emerge è che non protegge le sue dipendenti e le sue Cittadine!

    Anzi, si accolla addirittura ulteriori spese, affiancandosi al dipendente imputato e condannato.

    RE Q
  20. #20 scritto da Emilia B. il 12 novembre 2014 18:33

    Ma in tutto questo la sig.ra De Clario, assessora alle pari opportunità e che proclama, con patrocini a destra e manca, vicinanza alle donne vittime di violenza, che fa?
    Vota con gli altri uomini di giunta una bella delibera di appello contro una sentenza del genere!
    Ma l’avrà letta?
    Si è resa conto?

    E la nuova altra assessora donna, sig.ra Solarna, che fa?

    Mica si può far mancare di votare……!

    RE Q
  21. #21 scritto da Andrea D. il 12 novembre 2014 19:12

    Povero manolete l’ammazzasette di verde vestito, non sa più che pesci pigliare.

    Visto come si atteggia, a parole il novello ammazzasette che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi, forse, nel caso ipotetico che ad essere oggetto di stalking fosse stata sua moglie, di anni ne avrebbe presi 20 o più.

    Dieci per il diretto responsabile e altri per coloro i quali avrebbero dovuto e potuto impedire il protrarsi dello stalking e non hanno fatto nulla!

    E dove li avrebbe trovati questi altri?
    Forse in Comune?
    Non è che allora c’entri qualcosa?

    Capito rancoroso manolete?
    Per il resto, essendo i contorni della vicenda a me non noti, non mi sbilancio perché vorrei avere, da chi ha informazioni precise, il Sindaco, spiegazioni più dettagliate.

    Spero, quindi, che il Sindaco voglia fornirle e non trincerarsi nel solito silenzio e riservatezza.
    Non ci fa una bella figura.

    RE Q
  22. #22 scritto da Paola il 12 novembre 2014 21:00

    Si rimane indignati nel vedere questo comportamento da parte di chi dovrebbe tutelare il lavoratore, ma soprattutto come donna mi sorprende e mi avvilisce rilevare come sia stata assente la presenza delle donne che nel comune hanno un ruolo politico importante.

    Ho visto più volte la signora Palone essere in prima fila, quando si deve presenziare ad eventi a difesa di “questo e di quello”.
    Ma che cavolo, come è possibile che sia accaduto un evento del genere con l’avallo della stessa Amministrazione, che invece di tutelare ha provveduto ad allontanare ed isolare il soggetto che ha subito le su dette molestie.
    Ma stiamo impazzendo?

    Non è possibile che ci si sia resi complici di un tale comportamento.
    Che si vergognino!

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 12 novembre 2014 21:08

    Andrea, visto l’appello al Sindaco credo che, prima che si metta a strologare, si renda conto che, trattandosi di sentenza conclusa, gli atti sono pubblici.

    Ne tenga conto il nostro primo cittadino: sarebbe facile poi, come altre volte, rendere evidenti marchiani svarioni o distorsioni.

    Resta il fatto, incontestabile, che la responsabilità in solido ha carattere di subordine. Quindi:
    > se il condannato adempie e salda spese e danni, al Comune non toccano spese. Non dovrà pagare nulla.
    > solo se il condannato non dovesse adempiere, la vittima potrebbe rivolgersi a sua tutela nel chiedere l’adempimento dal Comune.

    Posta questa situazione, vorrà la nostra esimia giunta unanime, motivare la ragione di tutela del Comune che giustifica la spesa legale di 4mila euro?

    Tanto più che la sua istanza legale contraria alla sentenza ha il vergognoso sentore di un affiancamento ad un proprio funzionario che su un procedimento del genere proprio non dovrebbe avere la compagnia della nostra Comunità al suo fianco.

    LA COMUNITA’ E’ AL FIANCO DELLA VITTIMA!!!!

    La nostra giunta, il nostro Sindaco non si sa!

    buona serata

    RE Q
  24. #24 scritto da Salvatore Toti Licata il 12 novembre 2014 23:08

    Mi vien solo una parola: VERGOGNA.

    Certamente non come quella che ho descritto nell’articolo “La Vergogna come Risorsa”, di ben altri principi morali. A pagina 82 del link http://www.byou-mag.com/byou-mag-numero-8/

    La Comunità attiva ed attenta alla caso pubblica è sicuramente SOLO con la vittima e con le persone rette!

    RE Q
  25. #25 scritto da Alessandro La Spada il 13 novembre 2014 01:43

    Conosco la persona molestata e le ribadisco la mia solidarietà.

    Riguardo al ricorso, voler insistere a dimostrare che in Comune non vi era tolleranza per le molestie persecutorie, è tutto sommato un modo per tutelare l’Istituzione.

    Io non ho elementi per pensare che sia vero, semmai ne avrei per pensare il contrario, vedi l’assenza di provvedimenti cautelativi. Pruitilete potrà anche parlare di “cose private”, ma una volta che gliele riferiscono, deve intervenire.

    A meno che non fossero tutti troppo presi a manifestare per le donne, potrebbe essere una linea difensiva.

    Sul tema strettamente economico, non so come potrebbe fare il condannato a non pagare: essendo dipendente pubblico, alla peggio gli pignorano il quinto dello stipendio.

    RE Q
  26. #26 scritto da Saccavini il 13 novembre 2014 08:34

    Il “responsabile civile”, così la sentenza definisce il nostro Comune, rappresentato in giudizio: quindi convenuto e a conoscenza dei fatti giudiziari, degli addebiti, e quanto annesso.

    Il giudice ha respinto la motivazione addotta dal difensore del Comune: detto in termini non legali, l’imputato ha eserbitato dai suoi compiti e il comune non è responsabile.
    Argomentare che sembra povero, perché così il datore di lavoro non sarebbe mai responsabile (lo valuteranno i legali).
    Il giudice infatti sostiene che la funzione dell’imputato era (ed è tuttora) quella di “superiore gerarchico della persona offesa nei cui confronti esercitava compiti di vigilanza e controllo…”.

    Non detto dal giudice nella motivazione, ma conseguente: se la persona offesa ha dovuto essere costretta a rivolgersi alla giustizia per aver ragione di un reato a suo danno, il datore di lavoro, che degli atti era a conoscenza, non ha in precedenza provveduto a rimuovere le condizioni che il reato hanno determinato.

    Adesso vedremo come il Comune può chiamarsi fuori…. in termini gestionali la colpa sta nei fatti.
    Anzi nel non aver provveduto a superare la criticità.

    Opporsi al giudizio di primo grado significa solo, sul pèiano procedurale, non addebitare ai responsabili pro tempore che non hanno agito, le rersponsabilità ed i danni: quindi è utile e tutela solo i funzionari inadeguati.
    Infine trasmette il messaggio: “sei un inferiore gerarchico e devi subire”.
    Il tremendo significato di questa iniziativa è tutto qui!

    buona giornata

    buona giornata

    RE Q
  27. #27 scritto da Roberto il 13 novembre 2014 09:31

    La denuncia è del 2009 ….
    e dal 2009 a Buccinasco abbiamo avuto tre sindaci…Loris CEREDA (LISTA LANATI, maschio )
    poi FRANCESCA IACONTINI ( LEGA NORD….femmina) e Maiorano Giambattista( PD maschio ).

    Secondo me il vero Sindaco responsabile di tutta la faccenda è il Sindaco femmina della LEGA NORD …in quanto femmina…..e soprattutto in quanto della LEGA NORD…. ( della LEGA NORD nei fatti, non nella sostanza…sia ben chiaro…. )!!
    Saluti.

    RE Q
  28. #28 scritto da Andrea D. il 13 novembre 2014 09:37

    Il tema dell’obbligato in solido è fondamentale per la vittima che può chiedere il pagamento a uno qualsiasi degli obbligati che poi si dovrà rivalere sugli altri (VEDI)!

    Quindi la vittima potrebbe chiedere il pagamento integrale al Comune che sarebbe obbligato a corrisponderlo, non potendo sollevare eccezioni di sorta, e che dovrebbe successivamente rivalersi sull’imputato (che magari non sarà in condizione di pagare tutto subito, ma pagherà in 10 anni).
    Questo non sarebbe un problema della vittima!

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 13 novembre 2014 09:45

    Roberto, lei sta scherzando….

    Nel 2009 il commissario Francesca Iacontini era di là da venire…
    Una volta partita la denuncia, i fatti si congelano: il dopo è ininfluente sul giudizio.
    La dipendente vessata era trasferita ad altro comune.

    Oltre tutto sul piano giudiziale i politici pro tempore possono non avere responsabilità.
    Intermini gestionali (che è quello che conta per noi Cittadini), non fanno una bella figura.
    Come minimo sono stati disattenti (o hanno privilegiato l’auctoritas del funzionario sulle denunce della sua sottoposta).

    La faccenda di oggi: l’opposizione alla sentenza.
    Questo il fatto di cui è responsabile l’attuale giunta, alla unanimità (donne comprese)

    buona giornata

    RE Q
  30. #30 scritto da Saccavini il 13 novembre 2014 09:48

    Una bella notizia per la vittima….

    grazie Andrea

    RE Q
  31. #31 scritto da Islero Miura il 13 novembre 2014 10:05

    Buongiorno,
    E’ inammissibile che ci si comporti in tale maniera contro una dipendente, nei fatti maltrattata 2 volte, opporsi con un dispendio oneroso di incarico ad un legale pone ulteriori umiliazioni oltre a quelle già subite, risulta un’aggravante che politicamente contribuisce a far perdere credito (se ben ne abbia ancora) un’amministrazione che continua ad inciampare da sola, mentre per altri casi magari economicamente importanti ci si dimentica di essere presenti all’udienza facendo perdere alla comunità altri soldi.
    E’ imbarazzante!

    RE Q
  32. #32 scritto da Maurizio T. il 13 novembre 2014 14:11

    Loro non sono imbarazzati perchè sono in malafede,

    loro pensano solo a regalare soldi agli zingari di Buccinasco, come se fossero il Messia e calpestano tutti coloro da cui non possono avere un ritono.

    Condizione indecente; in fondo da politici provenienti dalla prima repubblica non puoi aspettarti di meglio.

    RE Q
  33. #33 scritto da Saccavini il 13 novembre 2014 15:32

    Non siamo certi di un intento voluto, Maurizio.

    A noi sembra più probabile un errore conseguente a superficialità.
    Siamo stati condannati? allora dobbiamo opporci in appello…

    Non cambia nulla negli effetti: sempre un errore etico grave è, ma non facciamoli diventare cpaci solo di nequizie…
    ciò che dobbiamo chiedere loro è la cura nella gestione delle risorse, il rispetto della dignità di personale e altro.

    Mentre sulla questione dei Sinti, dei danni e delle spese, ci sta anticipando: una faccenda imbarazzante…. questo si

    buona giornata

    RE Q
  34. #34 scritto da Andrea D. il 13 novembre 2014 15:35

    Sig. Islero, Sig. Maurizio, non ho dettagli sufficienti sulla vicenda per poter dire se il Comune (la Giunta) ha fatto bene o ha sbagliato nell’appellarsi.
    Vorrei che il Sindaco, che questi dettagli li ha, ci spiegasse compiutamente i motivi della decisione!

    PS Sig. Islero Miura complimenti per il nick. Il povero manolete tremerà ogni volta che scrive :-D

    RE Q
  35. #35 scritto da Floriana il 13 novembre 2014 20:29

    Ottima politica del personale, tutti i miei complimenti per la gestione del caso, zitti zitti in sordina.
    Certo è che se la politica locale premia i violenti, forse sono gli stessi politici ad esserlo.

    Ho il sospetto a questo punto che possano esistere altri casi non emersi, che per paure o minacce di allontanamento e/o di altro tipo, magari sono costrette al silenzio.
    Mi auguro fortemente di sbagliarmi, ma …..

    RE Q
  36. #36 scritto da Saccavini il 14 novembre 2014 00:37

    Speriamo proprio che non sia così, anche se qualche comunicazione scoraggiata ci è pervenuta.
    Floriana, crediamo che convenga sempre difendere la propria dignità piuttosto che soggiacere o subire pensando a una tranquillità personale migliore.

    Nella generalità dei casi si rivela una tranquillità finta, di facciata.
    L’equilibrio personale scarica internamente le tensioni che non si esternano: finisce che poi si manifestano effetti psicosomatici come stanchezza, cervicali, cefalee, minore capacità e propensione nell’affrontare le criticità…. per finire poi con la depressione.
    In modo diverso, caso per caso, ma sempre: se si prolunga la tranquillità dei rapporti ingoiando rospi, poi l’esplosione non è evitabile (si esplode dentro… si implode).
    Il caso isolato sarà compensato da una più generale autonomia e autostima; se subire diventa un modo di rapportarsi prolungato nel tempo, si trasforma in una malattia (e in una vita che incide sulla cognizione che si ha di se stessi).

    Molto meglio essere franchi con gli altri come lo si è con se stessi: sempre.
    Gli altri imparano subito a misurare l’interlocutore e sono loro che si adeguano.

    buona notte

    RE Q
  37. #37 scritto da la persona offesa il 15 novembre 2014 21:30

    Gentile signor Saccavini,

    la ringrazio di cuore.

    RE Q
  38. #38 scritto da Saccavini il 15 novembre 2014 21:36

    Buona sera cara signora,

    sono i Cittadini di Buccinasco, soprattutto le donne, che la devono ringraziare.

    Per il suo coraggio civile di procedere con la denuncia, dopo aver preso atto che dalla amminstrazione del municipio non avrebbe avuto aiuto alcuno.

    Sappiamo tutti che non deve essere stato facile, ma ha indicato a tutti noi la strada per tutelare la propria dignità, la sicurezza.

    Un esempio per tutte e per tutti.

    le persone offese di domani (purtroppo è possibile che ve ne siano ancora) avranno un aiuto, una ragione in più per uscirne con dignità, avendo la solidarietà della Comunità intera

    RE Q
  39. #39 scritto da la persona offesa il 16 novembre 2014 10:31

    Gentile signor Saccavini,

    la ringrazio ancora di cuore, per le sue parole schiette, per il suo interessamento, per la sua solidarietà, e soprattutto per l’incoraggiamento.

    Quello che ho vissuto, e che purtroppo molte donne vivono, è stato terribile.

    Ma ancora più terribile il silenzio e, peggio, l’omertà, che arriva ad essere complicità. Speravo che il mio gesto, faticosissimo, le assicuro (nel corso del processo ho dovuto rivivere situazioni che invece vorrei solo dimenticare) potesse essere un incoraggiamento ad altre donne.

    Io ora, invece, non mi sento di incoraggiare nessuna, e mi pare che la mia fatica sia stata inutile e priva di senso.

    Lei, però, ha saputo utilizzare parole di incoraggiamento e di fiducia, parole di speranza.
    Per queste sue parole, a nome di tutte le donne, le sarò sempre grata.

    Ha, ed avrà sempre, tutta la mia stima

    RE Q
  40. #40 scritto da la persona offesa il 16 novembre 2014 10:36

    ringrazio, ovviamente, anche tutti coloro che sono intervenuti in questa conversazione e mi hanno manifestato la loro solidarietà: grazie, grazie davvero!

    RE Q
  41. #41 scritto da Saccavini il 16 novembre 2014 12:51

    Questi suoi commenti li troviamo onesti.
    un parlare apertamente dicendo di sé, con la lucidità che le donne riescono a esprimere molto più frequentemente di noi uomini.

    Non dica però di una sua fatica inutile, priva di senso: lei sa, cara signora, e lo sente sicuramente, quanto in più questa esperienza le ha dato in sicurezza, dignità di sé.
    E’ cresciuta e se pensa al prima, coglierà quanto le è mutato il mondo e la sua visione.

    L’altra metà del mondo, molto spesso la migliore, è cresciuta grazie al coraggio, al non mollare, alla affermazione della persona, di tante che come lei, trovatesi in questi frangenti, “hanno messo in piazza” la violenza cieca di chi è incapace di vedere una sua pari.
    Tutte le donne le devono essere riconoscenti, come tutti gli uomini: di Buccinasco e non solo.

    anche a nome dei lettori Città Ideale, che è stata solo un tramite, la ringraziano con una stretta di mano sincera.

    buona domenica

    RE Q
  42. #42 scritto da Paolo il 18 novembre 2014 22:44

    Io fossi in voi farei poca propaganda e cercherei di informarmi di piu’ basandomi sui fatti e non sul sentito dire.
    Capendo i motivi sottostanti alla richiesta del comune..sarebbe molto meglio.
    Grazie

    RE Q
  43. #43 scritto da Paolo il 18 novembre 2014 22:52

    Mi sorprende Toti Licata che pensavo persona onesta e fine conoscitore. S’informi prima di pensare che il Comune difende il reo.
    Il comune difende il proprio portafoglio.

    RE Q
  44. #44 scritto da Paolo il 18 novembre 2014 22:55

    Siete proprio ignoranti e avete pure pubblicato la delibera!!!

    RE Q
  45. #45 scritto da Saccavini il 18 novembre 2014 23:03

    Signor Paolo lei è libero di scrivere ciò che ritiene opportuno in materia, sulla posizione assunta dalla amministrazione con la decisione di opporsi alla sentenza di primo grado.
    Questo è il tema e questi sono gli elementi su cui ragionare.
    Non crediamo ci sia propaganda: solo informazione su un fatto, su una decisione di giunta e la sua valutazione

    Il comune (meglio dire la giunta) e i motivi: ve ne sono di tecnici (che la giunta accampa)
    ve ne sono di politici e di civilità, legati al senso che ha una decisione del genere, che la giunta non ha valutato a nostro giudizio in modo adeguato

    tutti qui, molto semplicemente, con altrettanta serietà

    buona sera

    RE Q
  46. #46 scritto da Saccavini il 18 novembre 2014 23:06

    Perché Paolo, Toti Licata, che è uno specialista in materia) non può esprimere il suo parere, la sua valutazione?

    Crediamo utile, quale che sia il rapporto con questa giunta, con gli amministratori

    buona serata

    RE Q
  47. #47 scritto da Saccavini il 18 novembre 2014 23:16

    Paolo lei dovrebbe evitare offese;

    essere ignoranti non è una condizione offensiva.
    Possiamo sempre esserlo.
    Se non siamo informati e ci manca qualcosa forse dovrebbe riflettere….
    Invece di limitarsi a votare la delibera la giunta potrebbe informare e chiarire il senso di una decisione, non le pare?
    La sostanza l’abbiamo comunque ben chiara e la decisione della nostra Comunità di opporsi ad una sentenza che rende giustizia alla dipendente vessata, è certamente da riprovare in chiave di civiltà.
    L’obbligo solidare di pagare non impedisce al comune di richiedere le somme al funzionario responsabile.

    perché pubblicare la delibera è un atto improprio? è già pubblicata sull’albo pretorio!
    Il nostro compito (merito o colpa) è diffonderne la conoscenza, non le pare?

    buona sera

    RE Q
  48. #48 scritto da Paolo il 18 novembre 2014 23:53

    Esiste una legge e si chiama 231 che definisce il limite oltre il quale il dipentdente e’ responsabile in proprio degli atti da lui commessi.
    In altri casi la responsabilita’ e’ anche dell’ente.
    Il ricorso consiste nel fatto che l’amministrazione non si sente responsabile in quanto ha messo in atto tutte le precauzioni o procedure organizzative idonee ad evitare l’accaduto.
    Devo andare avanti? Il comune spende per un legale per evitare una spesa maggiore nel caso in cui il dipendente condannato non riesca a far fronte alla sanzione.
    Riesce adesso a confermare la sua condizione di ignorante pubblicamente? Lei se fosse stato il sindaco cosa avrebbe fatto?

    RE Q
  49. #49 scritto da Andrea D. il 19 novembre 2014 00:43

    Sì Signor Paolo, siamo ignoranti ed è proprio questo il problema.

    Vorremmo conoscere e invece non veniamo messi in condizione di farlo.

    La delibera è stata pubblicata e non riporta nulla di utile alla comprensione del problema.

    Lei che, evidentemente, conosce la situazione meglio di noi, ce la vuole spiegare invece di pontificare?

    Poi sarebbe utile che ci dicesse come e dove ha avuto quelle informazioni, così la prossima volta potremo evitare di disturbarla!

    Quali conseguenze avrebbe avuto per il Comune il non ricorrere in appello?
    Sulla base di cosa il Comune ha ritenuto utile ricorrere in appello?

    Perché la Giunta non ha ritenuto, vista la delicatezza e le implicazioni della vicenda in oggetto, di comunicare tempestivamente e compiutamente fornendo ai Cittadini tutte le informazioni del caso?

    Lei, che a differenza di noi, è ben informato, ci vuole rispondere?

    RE Q
  50. #50 scritto da Saccavini il 19 novembre 2014 00:49

    Senta, poco civile Paolo:
    Città Ideale è paziente e lascia le sue offese gratuite, senza replicare.
    Non consideri questa linea d’azione una debolezza: chi ne risultadebole è lei con il suo animus sopra le righe.

    Non dia colpa al codice di un comportamento che è evidente:
    se il funzionario che pro tempore aveva il diritto-dovere di gestire l’ufficio, avesse assunto le decisioni volte a superare la criticità rappresentanta dalla parte offesa, non vi sarebbe stata denuncia.

    Se tocca intervenire al tribunale per mettere a posto un comportamento molto grave, chi ha responsabilità del personale: l’ente datore di lavoro, deve risponderne (almeno sul piano civile).
    Che oggi il Comune sostenga di aver disposto tutte le iniziative volte ad evitare l’accaduto, è tesi ardita quanto debole, molto debole.
    Lo dovrà sostenere visto che ha fatto ricorso (probabilmente con un po’ di rossore al viso di chi questa difesa si troverà a stendere e argomentare.

    Il Comune non dovrà spendere nulla: la sua responsabilità in solido gli consente di ripetere gli eventuali danni verso i responsabili
    Si legga l’articolo che Città Ideale ha dovuto riprendere in risposta al nostro Sindaco.

    buona notte

    RE Q
  51. #51 scritto da Paolo Caimi il 19 novembre 2014 00:56

    Il tema è di una delicatezza estrema, l’impressione è che da qualsiasi parte lo si prenda si rischia di dire dolorose sciocchezze.
    Mi limito ad una domanda: all’attuale amministrazione può, potrebbe, essere imputata la scelta del ricorso ( sulle cui motivazioni formali si può cercare un’ ulteriore chiarezza), ma non del fatto in sé, avvenuto ben prima del suo insediamento, giusto? Grazie.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  52. #52 scritto da Andrea D. il 19 novembre 2014 01:10

    Ah beh, adesso è tutto chiaro, grazie Signor Paolo per la sua illuminante spiegazione: si tratta della famosa 231, certo, come no! E poi gli ignoranti saremmo noi?
    Direi che, vista la premessa, si può anche fermare, non crede?
    D. Lgs. 231/2000 (VEDI)

    Art. 1.
    Soggetti

    1. Il presente decreto legislativo disciplina la responsabilita degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.

    2. Le disposizioni in esso previste si applicano agli enti forniti di personalita giuridica e alle societa’ e associazioni anche prive di personalita’ giuridica.

    3. Non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonche’ agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

    RE Q
  53. #53 scritto da Saccavini il 19 novembre 2014 08:13

    Crediamo che sia chiaro e sia fuori discussione Paolo Caimi: la denuncia è del 2009 e il tema in questione riguarda

    l’opposizione alla sentenza di primo grado;
    L’affiancamento del Comune (dei Cittadini di Buccinasco) all’imputato condannato, per tutelarsi da un rischio derivante dalla responsabilità civile in solido (da cui ha concrete possiiblità di rivalsa)

    Se stolking e le sue conseguenze possa vedersi come “dolorosa sciocchezza” è una affermazione che troviamo curiosa.

    buona giornata

    RE Q
  54. #54 scritto da Andrea D. il 19 novembre 2014 09:21

    Si rivede Caimi, che ama atteggiarsi da esule e perseguitato dall’ingiusta censura di quei cattivoni di Città Ideale, poi scrive e, dal momento che non è la solita sterile polemica, viene pubblicato!

    Non si imputa all’Amministrazione il fatto, né i suoi strascichi dal momento che tutto (compreso il trasferimento della “vittima”) è avvenuto ben prima dell’insediamento della Giunta Maiorano (dove l’ha letto?). Per quanto mi riguarda ho condiviso la decisione della Giunta di rimuovere, in via cautelativa, dall’incarico apicale il dipendente sotto processo.

    Non ho condiviso la mancanza di una doverosa spiegazione della decisione presa che, a mio avviso, denota una chiara mancanza di sensibilità verso un tema tanto delicato!

    Quello che si è chiesto è di spiegare i motivi che hanno indotto il Comune a ricorrere in appello, perché, checché ne dica il Sindaco, non è un atto dovuto, ma una libera scelta.

    Ergo: occorreva essere sufficientemente attenti e comunicare presto e bene! Non è stato fatto!

    Non si è ritenuto opportuno farlo e, ancora oggi, non è chiaro il perché il Comune abbia deciso di ricorrere!

    La prima (e tardiva, ma meglio tardi che mai) spiegazione del Sindaco non risulta soddisfacente: parla di atto dovuto (e non è così! Il ricorso in appello non è mai un atto dovuto!) e adduce motivazioni (il Segretario è stato assolto quindi il Comune non deve pagare) che non sono calzanti: il SIndaco sembra non aver chiaro cosa sia il responsabile civile!

    RE Q
  55. #55 scritto da Paolo Caimi il 19 novembre 2014 11:47

    Saccavini, cosa intende per “affiancamento del Comune (dei Cittadini di Buccinasco) all’imputato condannato,”? Sono temi delicati quindi ogni parola va soppesata.
    “di dire dolorose sciocchezze” dire non vedere.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  56. #56 scritto da Saccavini il 19 novembre 2014 13:30

    Lasciamo perdere Paolo Caimi,

    quanto chiede e dice ha già evidenti contenuti negli articoli e diversi commenti.
    Null’altro da aggiungere

    buona giornata

    RE Q
  57. #57 scritto da Andrea D. il 19 novembre 2014 18:01

    Caimi, evidentemente, è soddisfatto dalla solita scusa del non si poteva fare altro e della confusa spiegazione che non distingue tra responsabilità civile e responsabilità penale.
    Io, per quanto in più occasioni esposto, non lo sono e chiedo, gentilmente, ulteriori precisazioni.
    Questione di punti di vista.

    RE Q
  58. #58 scritto da Napoleone Buonaparte il 19 novembre 2014 20:17

    Io penso che il sig. Paolo abbia scritto una sciocchezza in quanto trattandosi di un dipendente del Comune, condannato in solido, fosse anche che il reo non paga e quindi il Comune deve intervenire per pagare il danno arrecato, avendo in mano il TFR può pignorarlo e rimborsarsi i soldi anticipati.

    La tesi che il comune ha fatto opposizione alla sentenza perché non vuol pagare non regge, invece è più verosimile che lo abbia fatto per tutelare un dipendente che considera amico e così facendo non gli fa spendere nemmeno i soldi del l’avv. Perché lo paga il Comune

    RE Q
  59. #59 scritto da Saccavini il 19 novembre 2014 22:11

    Crediamo che l’opposizione alla sentenza del giudice abbia due percorsi paralleli ma non identici.
    Fanno però la stessa strada e puntano entrambi a ribaltare la sentenza stabilendo che la dipendente si è inventato o ha amplificato oltre misura la situazione.
    Se si arrivasse ad una sentenza di tal genere il Comune non sarebbe responsabile economico in solido (ma anche adesso non si troverebbe con spese maggiori… quindi?)

    la Giunta si è dimenticata che gli atti di un giudizio giunto a sentenza sono pubblici.
    Probabilmente nessuno si sarà preso la cura di leggere le motivazioni del giudice, o se qualcuno lo ha fatto è stato molto superficiale.
    Quando descritto dal giudice in termini di fatti, precedenti e altri elementi, rende questa ipotesi poco probabile: il che dimostra ancora di un errore di gestione, di incapacità politica nel gestire la Comunità

    buona serata

    RE Q
  60. #60 scritto da Paolo il 19 novembre 2014 23:06

    Andrea,approfondisca che è meglio.

    Alcune sentenze recenti della cassazione hanno richiamato la 231 come applicabile anche agli enti pubblici.

    Legga meglio anche la delibera.

    RE Q
  61. #61 scritto da Saccavini il 19 novembre 2014 23:33

    Paolo è evidentemente prevenuto sul dare la notizia e ritiene che Città Ideale agisca per chissà quali bassi interessi.

    Stia sereno, in questo caso non è una battuta.
    Non più tardi di ieri a quest’ora ci accusava di aver pubblicato la delibera, come atto poco considerato.
    Adesso ci invita a leggerla… meglio…

    Insiste su un non problema:il Comune non può essere obbligato dalla legge a compiere un’azione che ha una forte valenza politica, contro la sua volontà.
    Non può essere obbligato a ricorrere essendo la sua responsabilità solo civile e in solido (ciò in forma congiunta con l’imputato e condannato in primo grado): quindi il suo rischio di dover pagare senza poter recuperare le somme e praticamente nullo, tanto più che l’altro obbligato civile è suo dipendente.

    Cosa c’entra mai il codice (se non per la sua applicazione logica)?
    Se ritiene che qualcosa ci sia sfuggito, di importante, ce lo spieghi: Città Ideale e i lettori ringrazieranno.
    Anche il sindaco, al riguardo, non è proprio esaustivo, anzi ambiguo nel far rilevare la vicenda occorsa al direttore generale del periodo.

    Non usi lo schema inquisitorio e sospettoso del suo omonimo Paolo Caimi …. qui non funziona.
    Pacificamente si partecipa alla vita della Comunità e si affrontano le vicende che ci interessano, perché i Cittadini ne vengano a conoscenza.

    buona serata

    RE Q
  62. #62 scritto da Andrea D. il 20 novembre 2014 09:21

    Sig. Paolo, la smetta di dire inesattezze!
    Nessuna norma può essere applicata né dalla Cassazione né da nessun altro laddove la norma stessa afferma incontrovertibilmente di non poter essere applicata.

    Non vi sarebbero basi giuridiche: i Giudici applicano la legge non vanno contro la legge! Diverso è il caso di enti pubblici economici o similari sui quali la Cassazione può aver chiarito l’ambito di applicazione.
    Non fa alcun riferimento alla sentenza e non posso essere più preciso.

    Per inciso la 231 estende la responsabilità penale (che è solo personale) anche alle persone giuridiche e quindi ai loro legali rappresentanti. PENALE! Il Comune è coinvolto nel procedimento non a titolo penale, sulla base di una 231 che non si applica, ma sulla base delle norme civilistiche.

    Un esempio:
    Se lei, ubriaco alla guida della sua auto, investisse un pedone sulle strisce, verrebbe processato e la sua Compagnia di Assicurazione verrebbe coinvolta nel procedimento penale a titolo di responsabile civile.
    Questo non vuol dire che l’Assicurazione sia sua complice o sia coinvolta penalmente sulla base della 231, ma che, in base alle norme contenute nel codice civile, risponderà in solido del danno. Le è chiaro?

    PS nel caso dell’Assicurazione la responsabilità civile discende chiaramente da un articolo specifico del codice civile e non può essere scansata.
    Nel caso del Comune non è così, ma di certo i motivi dell’appello, che potrebbero anche esserci, nulla hanno a che fare con profili penali.

    RE Q
  63. #63 scritto da paolo il 20 novembre 2014 09:49

    Città Ideale… lei continua a far finta di non capire e questo blog è tutt’altro che apolitico ma di parte e fazioso.
    E’ necessario il confronto per evolvere e non la continua insistenza nell’andare ad individuare dietrologie che non esistono. Evolva caro Saccavini o forse è rimasto ai tempi di quando c’erano gli squadristi?

    La trasparenza è ormai connotazione della comunicazione del terso millennio e tutto è pubblico.
    Pensa che un amministratore sia così poco ravveduto da cercare di nascondere qualcosa che non è nascondibile?
    io non lo farei..

    p.

    RE Q
  64. #64 scritto da Saccavini il 20 novembre 2014 12:14

    Procediamo ad avvertire bonariamente paolo,

    Non può far uso dell’ospitalità per offendere o denigrare senza senso: ci ha già provato l’omonimo Paolo Caimi.
    Saremo costretti a non pubblicare…

    Che Città Ideale esprima una sua visione della Comunità, e scritto nel suo stesso nome.
    Quindi promuove la sua visione e sottolinea, rende evidenti le azioni, le iniziative che a questa visione di Città Ideale non corrispondono, allo scopo di promuovere un modo di vedere che avvicini e diffonda l’aspirazione a fare di Buccinasco una Cttà Ideale.
    Spiegarne singoli comportamenti che non si condivido perché siano resi evidenti, per criticare per aiutare a migliorare noi e la città è ben acetto e positivo.
    Affermare che Città Ideale sia faziosa è una offesa gratuita.
    Idem per dietrologie che semmai è lei che applica quando ci dice “faziosi”.

    I tempi in cui “c’erano gli squadristi” è altra denigrazione, gratuita.
    Che i nostri amministratori siano “poco avveduti” (non ravveduti, che significa altro) in generale, possiamo confermarlo: quasi occupano tutto lo spazio di Città Ideale con le loro decisioni e i loro comportamenti migliorabili.

    Con pazienza e serenità buona giornata… ma veda, compia lo sforzo di mutare registro.

    RE Q
  65. #65 scritto da Andrea D. il 20 novembre 2014 22:30

    Il classico giochino: finiti gli argomenti (si sono esauriti alla svelta e quei pochi che ha tirato fuori erano davvero miseri) si attacca la persona.

    Ma c’è ancora qualcuno che abbocca?

    Non credo.

    RE Q
  66. #66 scritto da Salvatore Toti Licata il 20 novembre 2014 22:40

    Quando mi sento più debole, è allora che sono più forte.
    San Paolo apostolo

    RE Q
  67. #67 scritto da Salvatore Toti Licata il 20 novembre 2014 22:43

    Non riesco a fare il bene che voglio, faccio il male che non voglio.
    San Paolo apostolo

    RE Q
  68. #68 scritto da Saccavini il 20 novembre 2014 23:02

    Chissà quanti commenti, analisi, glosse e dotte spiegazioni teologiche avrà questa frase di San Paolo, che ci ricorda Toti Licata.

    L’impressione letterale che se ne ricava, considerato il contesto apostolico, oggi proviamo a interpretarla così:

    quando le condizioni di un contesto specifico ci pongono in una condizione di debolezza, di insufficienti doti e forze per rimontare, allora emergono le risorse insperate della personalità, della ragione, del respiro più ampio che guarda dove altri non vendono.
    Ecco che allora la debolezza della condizione momentanea, la si vede da fuori e la si domina.
    Ci si sente più forti.

    buona notte

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth