Regolamento comunale degli Acquisti: tutto da rifare

Il nome esatto del Regolamento è burocratese puro: gli acquisti vengono chiamati “acquisizioni di beni e servizi e per l’esecuzione di lavori in economia”. Diciamola chiara allora: il regolamento riguarda gli acquisti e quindi come spendere, come rendere efficienti i costi della nostra Comunità. Che poi sono le nostre tasse. Se il Comune è bene organizzato, efficiente,  ne beneficiano i Cittadini. Se le regole sono lasche,  spese lassiste, maggiori costi,  sono inevitabili.

Ricordiamo un principio elementare al Sindaco, ai Consiglieri di maggioranza che il nuovo Regolamento degli Acquisti hanno voluto approvare, quasi di straforo, senza averne parlato, senza una discussione pubblica, senza convocare la commissione. Un ente pubblico qualsiasi ha una gestione della cassa che è indiretta e quindi ridotta responsabilità. Mentre l’imprenditore le spese è interessato a curarle direttamente perché rischia in proprio, ci rimette lui. Il gestore di un ente ne è coinvolto molto meno: non sono soldi suoi.

Non si è mai visto un Sindaco pagare in proprio, con propri soldi, spese incongue o esagerate. Basta che non vi sia una specifica condizione di reato. Di imprese che pagano salato e rischiano di saltare in aria ve ne sono a josa a causa del sistema  acquisti con dei buchi, o se gestite da furfanti. Le regole per gli acquisti in Comune devono quindi essere particolarmente severe e accurate. Questo indirizzo aveva sostenuto fortemente la minoranza e lo aveva ottenuto.

Sono iniziati i problemi perché gli uffici hanno avuto un turn over senza preparazione.  Perché applicare il regolamento richiedeva reimpostare archivio fornitori,  metodi e procedure di accesso e selezione. In questo ambiente poco sorganizzato è venuto facilmente a galla il problema (o si è agito per farlo emergere? Si può anche pensarlo). Naturale che le esigenze urgenti devono ottenere corsie preferenziali o addirittura immediata risposta. Le motivazioni in Consiglio, del Sindaco, sono risibili.

Parleremo per ora degli importi “piccoli”, quelli fino a 5mila euro. Col nuovo regolamento si è stabilito che fino a questo importo, ogni responsabile d’ufficio decide a chiamata. È lui che sceglie il fornitore e valuta la congruità dell’importo: che decide la spesa. Insomma in municipio vi sono 12 uffici che devono avere competenza importante sulla congruità economica e nella capacità di trattare al meglio.  Il che non può essere, senza offese per nessuno.

Città Ideale su questo tema ha più volte sostenuto che: occorre separare il momento della esigenza di un bene, un lavoro, un servizio, dalla funzione della ricerca e definizione del prezzo e condizioni contrattuali. L’ufficio tecnico determina la necessità e le sue caratteristiche: ne ha  competenza. Come trovare l’acquirente e definire il prezzo tocca a qualcun altro che sia dotato di esperienza e capacità di trattativa, insomma che abbia, unico, la responsabilità dell’acquisto.

La spesa non può essere lasciata a 12 capi ufficio: si generano senz’altro sprechi. Non solo, ma la competenza sugli acquisti lascia inevitabilmente a desiderare. Per valutarla non bisogna verificare se il comportamento è conforme alla legge ma se il procedere corrisponde a un gestire accorto. Questo è quanto ci si può attendere, si deve pretendere  da una funzione specifica come l’ufficio acquisti.

Far emergere un’ipotetica emergenza dovuta alle procedure garantiste per poi proporre il loro azzeramento e via: liberi tutti di acquistare a go go, è sbagliato: lo capiscono tutti i Cittadini.  Che gli amministratori e il segretario non se ne rendano conto, è patente di stupidità. Non vogliamo pensare che preferiscano la libera chiamata e prezzatura, che questo sia orientamento mosso da forme di convenienza.

Che poi questo cambiamento sia stato messo in mezzo in un Consiglio già imbottito d’altri rilevanti argomenti ; che la proposta di approvazione, presentata intera e senza distinzioni, anziché in modo analitico con i due testi affiancati, per ciascun articolo, col prima e dopo. Che sia stato messo a disposizione 48 ore prima senza alcun tipo di comunicazione che riguardasse questa problematica, è grave superficialità. Città Ideale la ha rilevata subito; se c’era l’intento di farla passare in sordina, è saltato.

Verranno poi analisi più dettagliate e specifiche, in Città Ideale. Ma questo Regolamento degli Acquisti deve essere azzerato e rifatto. Di corsa, il più presto possibile. Magari chiamandolo per quello che è, in modo che i Cittadini capiscano. Inoltre il comune si doti al più presto possibile di un responsabile unico delle spese, degli acquisti: l’efficienza non è un optional. La spesa oculata dei nostri soldi è priorità assoluta.

VOGLIAMO UNA GESTIONE TRASPARENTE E EFFICIENTE!

I SOLDI DEL MUNICIPIO SONO DEI CITTADINI!

  1. #1 scritto da Saccavini il 3 novembre 2014 15:30

    Un comunicato sul sito della Comunità nel quale sindaco e vice dicono banalità per giustificarsi.

    L’urgenza non può essere accampata per abbassare la guardia sulle garanzie.
    Vie da chiedersi che ci sia a fare la funzione di controllo e monitoraggio sulla legalità, oggi nella persona del segretario generale.

    Proprio come sempre e come tutti.
    viene alla mente l’EXPO: fermo per 3 anni e poi c’è da andar di corsa e semplificare le norme: in questo caso sono poi venuti, gli inciuci con la ‘ndrangheta!

    LA SCUSA DELL’URGENZA PER SMOBILITARE LE PROCEDURE E’ UNA STORIA VECCHIA…
    CHE DIMOSTRA L’INTERESSE ILLOGICO E NON NOMINABILE
    per questo la fretta, la nessuna informazione.
    Il giorno dopo hanno deliberato decine di spese….

    Si deve rifare tutto e subito!

    RE Q

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