Consiglio 29 Ottobre: da ricordare

Città Ideale è rappresentata in Consiglio dal gruppo Coalizione Civica. Ieri è stata una serata che definiamo bella, addirittura luminosa. Le analisi critiche, le proposte sostenute in questo sito hanno attraversato il Consiglio e  ne hanno condizionato le scelte. Noi riteniamo in positivo, naturalmente. I lettori potranno comprendere che le idee, quando sorrette da argomenti solidi e chiari, vincono e si affermano anche contro le più granitiche resistenze e opposizioni. La società civile con i suoi argomenti ci modifica tutti, anche i nostri consiglieri, anche la Giunta e il Sindaco.

Un Consiglio nel quale sono venute al pettine alcune questioni messe in campo non solo nel mese; costruite nel tempo. Ma anche altre che non erano presenti nell’ordine del giorno e pure sono state trattate. Il Sindaco, per dirne una, ha preso l’occasione della motivazione sull’avvicendamento degli assessori per descrivere una analisi della attività di metà mandato. Tutti sorpresi i presenti, che hanno richiesto copia della sua relazione.

I Consiglieri non hanno potuto argomentare e replicare, se non per qualche spunto, fra i molti per i quali c’è da discutere. Presenteremo il documento qui in Città Ideale e lo commenteremo. A nostra volta faremo una analisi di quanto svolto da Coalizione Civica e da Città Ideale. Il Presidente del Consiglio probabilmente non ne era stato informato.

Anche fosse così, avrebbe dovuto affrontare la novità e deliberare al riguardo: un Consiglio che abbia all’odg un esame della  situazione a metà mandato, era giocoforza  proporlo con odg specifico, dedicando magari una serata.  Qui il Sindaco poteva dire la sua e trovare un Consiglio preparato e attento. Si sarebbe aperto un esame utile per gli amministratori e la Comunità.  Non è avvenuto.  Al Sindaco va ricordato che il Consiglio non è occasione per sue relazioni estemporanee dall’effetto comunicativo.

Gli assessori e gli avvicendamenti. Quanto dichiarato in Consiglio ha consentito di capire qualcosa: sulla affermazione del Sindaco, che attribuisce a altri blog riferendosi a Città Ideale indirettamente(VEDI): il Sindaco non ha detto parola in Consiglio. Alla nostra richiesta scritta di rettifica o smentita, ci ha risposto per iscritto: a nostro parere in modo fumoso e improprio: imbarazzato. Anche di questo parleremo in un articolo a ciò dedicato. I lettori giudicheranno.

Un intervento del rappresentante di UDC, chiaramente scontento perché il posto di Airoldi non ha trovato sostituti della sua area. Tuttavia, dopo aver recriminato ha confermato, ciononostante, di continuare a far parte della maggioranza. Chissà quante volte in UDC si saranno pentiti della scelta fatta: hanno rinunciato a comporre una coalizione innovativa fatta di moderati e Cittadini in liste civiche che sarebbe stata l’autentica novità per Buccinasco (e non solo).

L’UDC ha rinunciato all’incarico di vicesindaco e di assessori (al plurale), andando a finire con la funzione di reggicoda alla sinistra. Non contano nulla, proprio nulla. Reggono un programma che è un elenco del non fatto. Purtroppo ne sono loro la causa: ne subiscono le conseguenze e le fanno subire a tutti i Cittadini. Questa la realtà, non si modifica dall’incarico assegnato ieri della surroga di commissario nella commissione d’indagine.  Non c’è acrimonia ma la realtà va guardata con occhi sgombri, senza veli.

Fiorello Cortiana presidente della commissione d’indagine messo sotto attacco da “per Buccinasco”. Anche di questo parleremo, con un articolo  a ciò dedicato. Il tema lo merita. Da registrare resta la ritirata non proprio composta di “per Buccinasco”. Le dimissioni di Rosa Palone ritirate,  la richiesta di avvicendamento del presidente pure (del resto non consentita dalla legge). Forse dalla vicenda, e dalle riflessioni che ne sono seguite, ne è derivato un rilancio in positivo. Tutto bene qual che ben finisce.

Infine il Regolamento sulle modalità con cui si determinano le spese del Comune. Ulteriore argomento che richiede riflessioni e chiarimenti. Città Ideale ha sollevato ancora (non era la prima volta), il tema del Consiglio quale strumento fondamentale di decisione, mentre appare ridotto   al ruolo di un rito inutile. Consiglieri disinformati, obbligati a votare senza conoscere.

Il Sindaco ha forzato la mano di fronte a perplessità e dubbi evidenti anche nella maggioranza. Una vittoria di Pirro perché sicuramente verrà la richiesta di riproporre all’odg del prossimo Consiglio l’argomento all’odg. Per intanto i 12 P.O. (contro i 6 precedenti) possono ordinare a chiamata opere, acquisti e servizi fino a 5mila euro. In un Comune che è privo dell’ufficio acquisti…. Ne parleremo ancora; ne parleremo.

DEMOCRAZIA PARTECIPATA E DIRETTA

CITTADINI AL POTERE PER UNA POLITICA DI SERVIZIO

  1. #1 scritto da Alberto Schiavone il 31 ottobre 2014 07:26

    Da molto tempo, come M5S facciamo pressioni a Jack (detto anche il Sindaco di Buccinasco) perché cambiasse questo regolamento comunale, che non permetteVa all’amministrazione d’intervenire tempestivamente.

    per abbattere una baracca con l’amianto (frantumato) sul tetto,
    riparare i condizionatori in un asilo,
    aggiustare l’ascensore in un centro anziani,
    sostituire la caldaia in una scuola, ecc.

    Era una cosa da manicomio, come se davanti ad un palazzo in fiamme , invece di spegnere subito il fuoco, ci si mettesse a discutere su chi deve usare l’estintore, intanto la casa brucia.
    Finalmente, lo ha capito pure lui.

    La sua difesa, decisamente buffa, era che lo avevano votato tutti, come se una cosa idiota diventasse automaticamente una genialata solo perché i politici alla partita si son trovati tutti d’accordo.
    Una roba da manicomio, appunto.

    Il cambio delle soglie di costo, dovrebbe (speriamo) risolvere questo problema.
    Credo quindi che sia un passo nella direzione giusta.
    Bene.

    Lo vedremo presto, c’è giusto una scuola a Buccinasco ai confini del freddo che necessita del cambio della caldaia… a buon intenditor

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 31 ottobre 2014 08:28

    Purtroppo Alberto Schiavone, la situazione non è così semplice.

    Quando si approva un Regolamento, le disposizioni che obbligano a procedure devono, prima dell’approvazione, essere valutate con attenzione.
    Se per l’approvazione è richiesto un numero di preventivi tot, occorre che ci si attrezzi perché ciò si renda fattibile.
    probabilmente occorre aumentare i fornitori potenziali, occorre avere a disposizione e servirsi di meccanismi che rendano celere il tempo fra il sorgere dell’esigenza e la sua soluzione.

    Una vecchia e abusatissima procedura del giaguaro, dell’impasto fra amministratori, fornitori pubblici e apparati, quando si trovano di fronte a disposizioni “ostiche”, che non fanno “scivolare” le decisioni, è rendere queste l’elemento determinante per motivare la “semplificazione”.
    Per ottenerlo, si possono anche sapientemente mutae di ruolo i decisori, privi di preparazione che, trovatisi di fronte di un lavoro poco conosciuto, ci mettono del loro a rallentare, e magari, capita l’antifona, aumentano la criticità.

    i casi di urgenza esistono sempre, sono sempre esistiti ed a questi non si può opporre una normativa generale: che deve restare valida.

    Oggi ci sono 12 P.O. ciascuno dei quali può deleberare spese per 5.000 euro “a Chiamata”. a sua discrezione.
    Questa non è una soluzione, ma un buco normativo.
    Singolarmente può sembrare poco incidente: cumulativamente: te lo raccomando.
    Le cronache della nostra Italia sono piene di questi giochini.

    Forse si capisce allora l’esigenza di una approvazione frettolosa, da far passare senza che il Consiglio stia troppo a pensare.

    Se ne parlerà ancora; noi di Città Ideale ce lo auguriamo ma ne siamo convinti.

    RE Q
  3. #3 scritto da Islero Miura il 31 ottobre 2014 09:20

    Buongiorno,
    pur ritrovandomi d’accordo sulla necessità di poter sopperire in maniera immediata a esigente di carattere urgente, mi domando se il procedimento di approvazione di tale dispositivo sia lecito senza il passaggio in commissione lavori pubblici?

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 31 ottobre 2014 11:18

    Beh, in primo luogo si è modificato in profondità il Regolamento e non solo per gli acquisti fino a 5.000 euro.

    In ogni caso sarebbe bastato inserire una formuletta del tipo

    “salvo i casi di comprovata e documentata necessità ed urgenza debitamente motivati …”

    Per poi specificare che non è considerata una valida giustificazione l’urgenza dettata da ritardi o inadempienze degli stessi uffici (o, a voler essere cattivi, della PA).

    Così le urgenze vere, impreviste e imprevedibili sono salve, sotto la responsabilità del funzionario che le motiva, per il resto vale la procedura di salvaguardia con l’obbligo di avere più preventivi.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 31 ottobre 2014 15:46

    Islero buon giorno,

    Apppare evidente che su una materia così delicata come il regolamento per le procedure di spesa (non bazzecole, ma il modo con cui devono imegnarsi i soldi di noi Cittadini), si sia provveduto quasi di soppiatto al cambiamento.
    Senza motivare prima senza coinvolgere la Comunità né le forze politiche e sociali.

    per avere la motivazione si è dovuti arrivare in Consiglio, da parte del Sindaco. un motivo che non sta in piedi.

    Città Ideale è portata a diffidare di questo modo di amministrare:più si è opachi oppure oscuri, come in questo caso, più viene logico andare a dedurre le motivazioni di questo comportamento.

    Motivazioni che stanno venendo fuori: il Sindaco, ma anche il Segretario che dovrebbe tutelare la regolarità degli adempimenti e la salvaguardia dalla corruzione, non ne escono bene.

    Questo “Regolamento di soppiatto” dovrà essere modificato.

    Città Ideale ne farà una disanima e proporrà le ipotesi che possono superare i rischi connessi alla procedura adottata.

    buona giornata

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 31 ottobre 2014 15:51

    Una soluzione già adottabile, quella di Andrea, senza che vi fosse necessità di modificare il Regolamento…

    Ecco allora che l’attribuzione di ritardi nell’assegnazione di lavori urgenti, come quelli accampati sulle emergenze elencate dal M5S, si portano l’acre olezzo della strumentalità.

    Pensare a ritardi voluti o trascinati per ottenere il risultato di un “regolamento di soppiatto”, diviene ragionevole.
    L’alternativa è che nei nostri responsabili alberghi rigogliosa la scarsa competenza, l’incapacità.

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Franco Gatti il 1 novembre 2014 09:14

    Nel consiglio di Mercoledì mi hanno colpito due locuzioni, sulle quale credo sia il caso di tornare, perché esemplificano il rapporto tra maggioranza ed opposizione che è creato in questo Consiglio Comunale.

    N.B.: rapporto tra maggioranza ed opposizione in Consiglio Comunale, se il numero dei Consiglieri Comunali fosse proporzionale ai voti raccolti la situazione sarebbe ben diversa.

    Il Consigliere di maggioranza P. dopo essersi avvitata in una distinzione tra Parlamento e Senato,

    …………………..

    l’interessante articolo di Franco Gatti prosegue stanotte con l’articolo:

    “Indottrinarci” –“blogger scalcinati”: sintomo di un male oscuro?

    RE Q
  8. #8 scritto da Donna Letizia e Flavio T. il 1 novembre 2014 20:58

    Opinione mia,
    e spero di raccogliere favori e dissensi.

    Ho letto il cappello del Sindaco sul giornalino.
    Che stile, caspita ! Non un briciolo di eleganza …
    Ma la Buccinasco borghese è contenta ?!

    Le espressioni tipiche dell’uomo Maiorano,
    - cui, come tutti i miei Sindaci voglio bene, sia chiaro -
    esprimono conformismo, che è una maniera comoda di adattarsi alla vita …
    Io vorrei la ricercatezza, non lo snobismo dello spolverino del Tenente Colombo …

    Anche in questa “burrasca sociale”, se potete,
    ricordate a Maiorano che
    la persona veramente elegante è démodé.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 1 novembre 2014 23:50

    Buona sera Flavio,

    il ricordo di Donna Letizia: non saranno in molti i lettori che già ne sanno.
    Colette Rosselli, che assunse il nom de plume di Donna Letizia, consigliera e istruttrice di almeno un paio di generazioni di tante lettrici dal dopoguerra, riporta alla mente un mondo ove la ricerca della misura, del civismo, del buon gusto.
    Quell’insieme di comportamenti che nell’Ottocento erano tratti che distinguevano il “gentiluomo”.

    Il modo di relazionarsi, di rapportarsi, adottando lo sforzo costante di esprimere se stessi con equilibrio e misura, non è mai stato solo questione di comportamento.
    Prima e con questo “essere gentiluomini” si accompagnava il contenuto. l’importanza di esprimersi, di vivere, rispettando e pretendendo il rispetto altrui.
    Chi queste regole non teneva, non rispettava non era un “gentiluomo”: fosse pure nobile o “parvenu”.
    Generazioni di insegnanti hanno trasmesso il comportamento dell’uomo civile, dai contenuti variabili sul piano formale ed estetico, ma eguale negli obiettivi.

    Da ormai trent’anni questo mondo si è ristretto: resiste e cerca di mantenersi (Città Ideale cerca di difenderlo, nel suo piccolo), ma non se ne comprende più l’importanza.

    Non è il caso di esemplificare, tanto diffuso è questo pedestre comprotamento d’oggi, ove l’equilibrio e lo stile è totalmente sommerso dall’impatto comunicativo immediato e basic; essere coerenti viene dopo.
    Rispettosi degli altri perché si riconosce loro la stessa potenzialità che riteniamo di possedere noi, oggi non solo non paga, ma non è apprezzato, quasi da perdenti.
    Questo non c’è più: ritenuto “vecchio”.

    Più “moderni” sono ritenuti i comportamenti da personaggi televisivi e mediatici che si fanno notare perché si esprimono non badando all’educazione, al buon gusto, al civismo, alla misura.

    Qui in Città Ideale viene alla mente manolete (che per altro è, se possibile, perfino peggio).

    Colette Rosselli, la Donna Letizia delle riviste femminili; la maestra del bon ton, fu compagna di Montanelli (non a caso)

    buona serata

    RE Q

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