Costituzione, autonomia amministrativa, Renzi e gattopardi

Dovendo tagliare le spese per non trovarsi con la troika (gli amministratori europei e FMI che ci amministrano) il governo Renzi ne ha pensata una giusta. Proprio giusta: ha applicato la costituzione nell’articolo che dal 1992 ha introdotto la autonomia amministrativa di Comuni, Province e Regioni. Sembra incredibile che dopo 22 anni arrivi dal governo una proposta del genere. Finalmente lo stato diventa leggero.

Fino a ieri la centralizzazione delle tasse è stato un principio inderogabile. È poi partita una forma abortita di autonomia comunale con la sequenza di ICI, IMU, TASI, TARI, IUC, e via siglando. Un guazzabuglio per far vedere all’Europa che la autonomia amministrativa dei comuni è partita ed evitare sanzioni (l’autonomia amministrativa ci è  obbligata dall’Europa).

Un pasticcio come al solito: i comuni hanno una autonomia amministrativa finta, fatta di addizionali e tasse diverse dalle quali anche chi amministra il comune fatica a venire a capo. Il comune è autonomo per finta, perché le tasse sono indicate da Roma entro una forbice limitata. Cui si aggiunge la solidarietà verso i comuni più spendaccioni (o che non ce la fanno), da restituire a Roma.  Insomma l’autonomia dei comuni, a passo di lumaca, stentatamente si muove, sotto lo stretto controllo di Roma.

Questa è ”autonomia amministrativa”,  fino a ieri. Adesso viene quella del correttivo della spesa. Il governo deve tagliare le spese, perché se proponesse un aumento delle tasse succede una rivoluzione (oltre alla troika in casa). Cosa hanno pensato allora? Riduciamo i trasferimenti alle Regioni e ci pensino loro ad emettere le tasse se non riescono a risparmiare. Detto adesso per partire a Gennaio. Un gioco delle tre carte perché i Cittadini avranno comunque un aumento di tasse totali, quasi dappertutto.

Però, però, a guardare bene, l’imposizione fiscale delle regioni è una norma costituzionale: si rende leggero lo stato e ogni Regione tassa nella propria area per raccogliere le sue spese. Il 90% delle spese regionali è fatto di sanità. Allora il governo dovrebbe dire: da domani ogni Regione emette le tasse locali sulla sanità e controlla le sue spese. Sarebbe magnifico: arriverebbero a Roma 160miliardi in meno. Ogni regione avrebbe il suo bilancio e curerebbe la sua spesa.

Non sono capaci e spendono troppo? Subito mandati a casa dai Cittadini. Come mai non lo fa il nostro governo? Continua a incassare tutte le tasse e distribuisce i danari alle Regioni (tutti i Cittadini pagano tutta la sanità, sia quella delle Regioni sane che quella sconcia).  Adesso però per le quisquilie ordina alle regioni: risparmiate o emettete nuove tasse.  Apriti cielo! Questa è una rivoluzione:  nessuno dei responsabili regionali intende revisionare le proprie spese e tirare un po’ di cinghia.

Insomma: il governo ordina l’autonomia amministrativa marginale. Una novità inesistente fino a ieri nel mondo. Così fa vedere che riduce la spesa (a Roma), le tasse aumentano nelle regioni.  Cittadini e imprese   continuano a pagare come prima, se va bene. Le regioni: di tagliare le spese non ci pensano neppure. Neanche uno, sia pure la Val d’Aosta, che abbia l’umiltà di dire: facciamo una verifica accurata e tagliamo i costi del 5% a parità di servizi. Ipotesi esclusa. Sono tutti bravissimi e… abbiamo già dato (?!).

Come finirà questa pantomima? Un tira e molla infinito che alla fine lascerà tutto come sta adesso (o quasi); le tasse aumenteranno. Così come si continuerà a sprecare senza riserve. Cottarelli, quel che doveva essere un superministro per ridurre le spese l’hanno mandato a casa. Hanno deciso, Renzi in testa, che di lui non c’è bisogno. A noi Cittadini, al Paese, rimane l’imperativo: ammazzare il gattopardo.

LA PARTITOCRAZIA

LA BUROCRAZIA CENTRALE, INTERMEDIA E PERIFERICA

I TRAFFICANTI CHE SI SPARTISCONO LE TASSE DEI CITTADINI

MANDIAMOLI A CASA – AMMAZZIAMOLI TUTTI!

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  1. #1 scritto da Saccavini il 18 ottobre 2014 08:29

    La replica delle Regioni?
    Dire allo Stato: risparmia tu! (Chiamparino)

    via con le recite a soggetto… i Cittadini a pagare come o più di prima.

    alegher, alegher..
    sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al Re, …..

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 18 ottobre 2014 11:15

    Ma non è questa l’autonomia amministrativa con uno stato centrale bulimico che non riduce le tasse di un centesimo e taglia i trasferimenti dicendo agli enti locali le nuove tasse mettetele voi!

    A Buccinasco le tasse date allo stato centrale sono di un ordine di grandezza superiore a quelle locali.

    Occorre tagliare le tasse centrali!

    RE Q
  3. #3 scritto da Roberto il 18 ottobre 2014 11:33

    B A G G I O
    Baggio (in dialetto locale: Bagg), attualmente quartiere della periferia occidentale milanese, facente parte della zona 7, è un quartiere di Milano.
    Il quartiere è un ex comune autonomo che venne annesso a Milano nel 1923, per volontà del regime fascista…..perché, aggiungo io per precisare…..la delinquenza la faceva da padrone in quel tempo e anche adesso non scherza!!

    Non è il caso nel 2014 di diventare anche noi un quartiere di Milano dato che con il nostro provincialismo la politica riesce a litigare sempre e comunque, anche su una commissione d’indagine, e siamo rimasti comunque un paese senz’anima ?

    Ci chiedono di ridurre il numero dei Comuni Italiani…..incominciamo da Buccinasco e facciamola finita una volta per tutte!

    Diamo il buon esempio e mandiamo a casa la politica tutta….!!

    Meglio annegare nel mare che in un bicchier d’acqua…..AVETE STUFATO !!!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 ottobre 2014 19:22

    Indiscutibile Andrea,

    a livello locale i partiti si comportano da pecoroni ed eseguono senza fiatare (tranne protestare perché i soldi sono pochi).

    Invece di pretendere che venga applicata la costituzione e l’autonomia amministrativa sia intera…
    Ricordo ancora una pretesa di questo tipo firmata da una quarantina di comuni del milanese, fra cui anche il nostro Sindaco.
    Deve essere bastato un sms dal centro, perché

    se metess schisc comè un cunili

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 18 ottobre 2014 19:34

    Posizione legittima Roberto, e rispettabile.
    del resto si ha l’impressione che la maggior parte dei 27mila residenti provenga dal capoluogo e comunque la grnde maggioranza ha a Milano il suo lavoro, la sua attività.
    Tuttavia, ci penserei su, con questo sistema partitocratico monopolista pubblico.
    I contratti ATM e rifiuti ci costano già oggi uno sproposito: c’è da temere che a chi comanda converrebbe far star bene il proprio elettorato coeso e centrale, facendo pagare di più alle periferie.
    L’autonomi dei piccoli comuni nella democrazia svizzera, con le spese che prima di farle si deve fare il referendum ed ottenere l’approvazione della Comunità, sembra da preferirsi.
    buona serata

    RE Q
  6. #6 scritto da Flavio T. il 18 ottobre 2014 22:15

    Svegliamoci e parliamo chiaro !
    Roberto DM, bravissimo:
    Buccinasco è una “tenuta di campagna” !
    Io sono nato a MI, cresciuto nelle Scuole e Biblioteche del Centro.
    Trasporti: devono esser quelli di MI,
    nessuna navetta o pagliacciata, Saccavini:
    ATM, fin dove arriva a partire dal Centro, e poi a piedi,
    non Scarlatti, Viscontina, navette e altre minchiate !
    Ha capito perchè non vi ho votato ??
    Oggi sono andato a Rho coi ATM a vedere le Stampanti al Viscom: 50 min, tempo discreto, che si vuol di più ? 321-MM1 Bisceglie e poi Rho:
    ingegnatevi !
    E stasera a vedere Salvini e la LEGA, in Duomo, mezz’oretta, a piedi, poi 325, perchè maggiormente frequente !
    E’ una scelta essere a 40 min dal Centro:
    io le Banche con cui lavoro ce le ho in C. Europa, e V. Manzoni,
    se lavoro da casa è un vantaggio.
    E ci resto a Buccinasco, con il Sindaco che c’è, ben contento,
    perchè a correre ci vado con gli amici di qui !
    Ai miei Amministratori chiedo di tener bene il “giardino”,
    ne più nè meno di chi vuole la piazza pulita e SICURA a Bonola e Baggio,
    e ne più nè meno come facevano i nobili Manzoni nell’800 con la tenuta di Brusuglio.
    Quelli del Gallaratese vanno nè più, nè meno a comprare gli abiti in V. Torino, come noi del Corsichese;
    quelli dell’età sua, Saccavini, o son ricchi e per scelta abitano a Milanopiù o Viscontina, oppure a Buccinasco i negozietti per comprare l’essenziale ce l’hanno !
    Il Centro sarà mica il Bar Pellini di Buccinasco !
    Cerchi di svegliarsi, Saccavini,
    perchè da ora in poi parlerò chiaro !
    E mi deve ringraziare,
    perchè ho sentito in giro che il suo blog “ideale” sta stufando …
    Cambi stile, caro Luigi !
    Cerchi di essere utile piuttosto,
    con la sua esperienza !
    Con stima

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 18 ottobre 2014 22:38

    Flavio T. buona sera,
    Mi domando: quando mai qui in Città Ideale non ha potuto parlar chiaro?
    veniamo al suo sbottare (ben diverso dalle riflessioni usuali);
    1. la proposta di Città Ideale su un sistema di trasporto pubbico per cerchi diffusi e non concentrici è parte della scuola urbanistica mondiale.
    Ci venne illustrato da un docente di architettura in una serata di presentazione della città metropolitana, di due anni fa. Sostenne ed auspicò una metropoli multicentrica
    Non è il caso qui di spiegare i motivi, che sono intuibili.
    Ci faremo un articolo. Forse a lei può tornare funzionale che la Comunità paghi 500mila euro l’anno (oltre i biglietti extraurbani di chi se ne serve), ma non è detto che per questo la soluzione sia quella migliore.
    2. Città Ideale continuerà a tutelare l’autonomia della Comunità, a proporre una rifondazione urbanistica, indispensabile, creando collegamenti, ordine urbanistico, salubrità e valori.
    Non ultimo sviluppando processi lavorativi per almeno un quinquennio (contro il nulla di questa amministrazione, che fa diminuire il lavoro)
    3. Che Città ideale abbia una rotazione dei lettori è naturale.
    Umano che un modello possa essere visto come superato. dobbiamo impegnarci a dare il meglio e ne siamo coscienti.
    Porteremo avanti, insieme con chi condivide le nostre proposte: tutt’altro che retrò, ma a Buccinasco e non solo, innovative. progetto di una Bucicnasco Città ideale.
    Per ora dobbiamo registrare una crescita degli accessi e dei lettori. Graduale, lenta, ma ininterrotta.
    Pensi che la durata media di un accesso a Città ideale è di poco inferiore a 3 minuti (media, compreso chi entra per errore e esce in due secondi).
    Città ideale accoglie l’invito ad essere utile per la Comunità: è ciò che cerchiamo di fare, impegnandoci sempre.
    Non capisco la sua chiusa… cosa c’entra la stima con quel che ha scritto?
    Grazie comunque per aver dato spunto a questa riflessione.

    RE Q
  8. #8 scritto da Giorgio Vismara il 18 ottobre 2014 23:59

    Buonasera,
    Tempo fa ho scritto così a commento di un articolo su città metropolitana.
    “Intervengo provocatoriamente, ma non troppo.
    Dopo le ultime revisioni territoriali a Milano 1918-1923, con l’assorbimento dei comuni limitrofi di Affori, Dergano, Baggio, Greco, Turro ecc., Milano si è fermata ed è così ancora oggi.
    Il mondo è andato avanti. Sarebbe utile, quindi, che anche Milano si aggiorni.
    Ormai l’area urbana di Milano comprende i limitrofi: Bresso, Cormano, Novate M.se, Baranzate-Bollate, Buccinasco, Assago, Corsico, Sesto S. Giovanni, Cinisello, Cesano Boscone, Pero, Opera, Settimo M.se, San Donato, ecc..
    È, quindi, incomprensibile l’esistenza di questi comuni. Ormai devono essere, a mio avviso, compresi nell’area della città di Milano, così come avvenne per negli anni venti citati sopra.
    Ovviamente con l’estensione dei servizi cittadini, delle strade, tramvie e ferrovie, metropolitane e servizi di pubblica utilità come nettezza urbana, vigilanza, sanità e servizi alla persona.
    Sicuramente i vantaggi sarebbero superiori ai disagi. Ci sarebbero meno spese a seguito di tagli nelle singole amministrazioni e si potrebbe configurare una redistribuzione del reddito.
    I burocrati o politicanti dovranno rinunciare a qualche privilegio e trovare impiego o lavoro in mansioni differenti ma, probabilmente, più gratificanti e stimolanti.
    Ma con i soggetti che ci ritroviamo e gli interessi (ed interessati) coinvolti, credo di fare della fantascienza.”
    Aggiungo, per completare il discorso, che anche i restanti comuni non citati e facenti parte del comprensorio identificato come “città metropolitana”, dovrebbero accorparsi come suggerito da Cottarelli, formando strutture più snelle e meno costose rispetto ad oggi.
    Sono andato un po’ fuori tema ma se dobbiamo pensare alla grande, questa è la strada.
    Buonanotte a tutti.
    giorgio vismara

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 19 ottobre 2014 00:02

    Non concordo Flavio. Il nostro sistema di trasporto pubblico è ancora fermo al concetto di centro e di periferia con collegamenti a raggiera. Prova ad andare da Buccinasco a Rozzano, 5 Km in linea d’aria.

    RE Q
  10. #10 scritto da Flavio T. il 19 ottobre 2014 00:20

    Egregio Luigi,
    i meccanismi con cui lei conversa,
    tipicamente le risposte 1-1, sono vecchi,
    per inefficienza e verbosità.
    Per lei lo dico ! Cambi stile !
    L’interazione tra i lettori deve essere “a grafo”, non gerarchica !
    Il blog è superato, il modello è il gruppo di FB !
    Anche “Città Ideale” è superata, mi creda:
    io qualcosa la chiedo a chi amministra,
    non voglio si areni in un forum secondario
    - da qui la mia grande fatica spesa a parlare come se ciarlassi con qualcuno, Saccavini, pensando di dire cose che interessino altri, il Sindaco, o tutti gli Abitanti, i Matematici, gli Economisti -
    Poi lei scrive troppo:
    De Gasperi si esprimeva con dignità, serio e sobrio !
    Quando si scrive, si scrive in astratto, in “ideale” appunto,
    pensi ad Ungaretti o all’Alcyone di D’Annunzio !
    Non si scrive
    - penso ai nostri interventi -
    per attendere una risposta da qualcuno,
    per “giustificare” l’operato
    o per “scolpire” aspettative che non saranno attese !
    Credo lei sia abbastanza fine per capirmi,
    il blog che lei ha creato di “politica locale”
    poteva avere il nome Città Ideale in campagna elettorale, non più ora.
    Sino ad ora, prima di scrivere, io ho sempre riflettuto molto.
    Lei non ha invece ancora capito che un blog per 10 persone deve essere un compendio, e ben strutturato !
    Io, lei lo sa,
    raffino ogni giorno le mie conoscenze, sistemo appunti, catalogo i saperi, e ne butto di ipotesi errate …
    Le mie sono obiezioni, ben presto non accederò nemmeno più.
    Il lettore si affini come vuole …
    F

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 09:40

    Grazie e buon giorno Vismara,
    come deve evolvere la città per diventare metropoli, è argomento su cui discutere e ce ne sarà in futuro, per molti anni.
    Le previsioni entro il secolo vedono la nostra terra con un popolazione intorno ai 10 miliardi (se si riesce a contenere lo sviluppo demografico), oltre il cinquanta per cento di questa vivrà in agglomerati urbani.
    La struttura aministrativa di questi agglomerati sarà composta di formule diverse, una delle quali è prevedibile sia strutturata in centri diffusi con autonomia su una serie di temi che impattano sul locale, dotati di autonomia ampia.
    Questi sono disegni che hanno del futuribile, anche se già si intravedono nelle metropoli che superano i 3 milioni.
    Una cosa però Città Ideale ritiene importante, con un occhio alla situazione attuale della nostra Milano: a decidere come e quali siano le modalità e i contenuti delle singole comunità devono essere gli interessati, che con l’esercizio della volontà individuano, ciascuna, cosa mettere in comune e cosa è bene che resti interno alla comunità.
    Questa l’ipotesi di lavoro di Città Ideale.
    buona giornata

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 09:45

    La libertà di pensiero è un valore assoluto Flavio,
    si può dibattere pubblicamente, in modo aperto, rispettoso dei pensieri altrui, in vari modi.
    Le questioni che sottopone colgono elementi diversi che si accumulano; ci rifletteremo.
    Città Ideale non è una lista elettorale: si è costituita nel 2010, quando di elezioni non si parlava neppure e il commissario era un’ipotesi lontanissima.
    Città Ideale è un progetto, nata come tale e come tale continua a proporsi alla Comunità. la cui utilità crediamo sia fuori discussione, non solo per quanto elabora, ma per l’azione di informazione e di stimolo, di conoscenza dei problemi della Comunità. Di proposte di indirizzo.
    Insomma un laboratorio che è terreno di confronto: perché azzopparlo questo terreno?
    Qui siamo aperti a tutti, tutti rispettando e tutti accogliendo (evitando solo strumentalizzazioni della politica contingente).
    Un dibattito aperto perché, lo sappiamo bene noi e lei, che tutto è perfezionabile, migliorabile: siamo un cantiere aperto (con l’occhio fisso sugli obiettivi…)
    buona giornata Flavio

    RE Q
  13. #13 scritto da Roberto il 19 ottobre 2014 11:40

    Vedo con piacere che l’idea di diventare un quartiere di Milano raccoglie consensi di persone già consapevoli e convinte.
    Uniamoci e troviamo altre persone che la pensano come noi,organizziamoci con un COMITATO di liberi cittadini e raccogliamo le firme e facciamo un bel Referendum a Buccinasco.
    Coraggio.

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 12:20

    Buon gorno Roberto,
    Città ideale condivide e sostiene la proposta di un referendum dei Cittadini.
    la democrazia diretta è il percors oche ci distingue.
    Purtroppo il sistema partitocratico ha fatto del referendum locale una procedura difficile da concretizzare, per la raccolta numerosa di firme, che devono essere certificate. da completare in un tempo troppo breve.
    Infatti un referendum non si è mai potuto fare: una riforma del tubo, quindi.
    Consente di dire che c’è ma non permette di farlo nella sostanza.
    Pensi un po’ come sarebbe semplice far uso di un sistema come quello che adotta il M5S… che si sta diffondendo un po’ dovunque in diverse località del pianeta, che è destinato a diventare la democrazia diretta del prossimo futuro (non ci vorrà molto sul piano tecnico, ma bisognerà sormontare la resistenza della forma partito come si è storicamente determinata. In italia si chiama giaguaro)
    Proponiamo pure il referendum e cerchiamo di discutere e definire il suo contenuto, predisponendo il piano di lavoro.
    Perché quand osi parte, si deve essere ragionevolmente fiduciosi che al referendum si arrivi, che la Comunità venga informata, che il quesito sia chiaro.
    Nel nostro sistema partitocratico questo referendum è probabile che venga considerato improponibile perché lo statuto con i contenuti lo approveranno chiusi in un salone e in silenzio, senza informare (così è finora) i 24 consiglieri eletti dagli altri 1700 che hanno votato, senza la partecipazione dei Cittadini.
    Temiamo proprio che siamo già esclusi, ma ciononostante crediamo che un referendum he manifesti la volontà della Comunità sia un atto importante di democrazia diretta-
    buona giornata

    RE Q
  15. #15 scritto da Paolo Caimi il 19 ottobre 2014 12:47

    Certamente per il futuro, difficile da tempificare, la strada è questa, oggi raccontare di “sistema M5S” di “democrazia diretta” è perlomeno velleitario. Tra l’altro non si capisce la confusione tra nuovi modi di espressione e la scomparsa di strutture organizzate, sinceramente mi sembra un ragionamento molto pro domo mea.
    Poi c’è la democrazia direttissima dei blog, l’abbiamo sperimentata in tanti.
    Forse al momento la cosa più positiva è sviluppare un dibattito. Da parte mia, che sono nato a Dergano, concordo con quanto scritto da Vismara, nel 1918-23 sembra aver funzionato, pensiamoci seriamente. Mi permetto un’altra considerazione, perché Buccinasco ( circa 27.000 abitanti) e Assago ( circa 8.000 ) sono due Comuni?
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 14:09

    Certo Paolo Caimi, il referendum è cosa funzionale alla democrazia diretta, ne è l’aspetto fondante.
    Ce lo dimostra la vicina Svizzera: consente ai Cittadini di esercitare direttamente il potere fondante del termine DEMOCRAZIA: la gestione dei Cittadini.
    Quindi pro domo del sistema, non certo di Città Ideale, non sua esclusiva.
    Velleitario?
    Con le regole del referendum che ci ha elargito l’attuale sistema, si può perfino definire così.
    Il problema però non è la definizione, ma IL CHE FARE, il DOVE ANDARE, il COSA DEVE CAMBIARE in questo crepuscolo del sistema partitico del secolo scorso.
    Ognuno ha i suoi riferimenti, le aspettative la visione di ciò che è meglio per la Comunità: conta per individuare DOVE ANDARE.
    Ciò che sembra urgente oggi è: CAMBIARE …. rifondare la DEMOCRAZIA.
    A deciderlo i Cittadini (il popolo lo chiamano i partiti, che pudicamente non indicano l’aggettivo di cui lo gratificano nei fatti).
    Liberi di decidere come collocarsi: tocca a loro decidere, a farlo prima.
    Il referendum confermativo dopo che hanno vestito la città metropolitana, esprimendo un SI o un NO è democrazia minuscola, come la intende l’attuale sistema.
    Anche negli Stati Uniti la autonomia e la DEMOCRAZIA, nell’ultimo quarto del Settecento, in un mondo ove l’unica forma statuale era il regno, era velleitario… guarda un po’ che ne è seguito….
    buona domenica

    RE Q
  17. #17 scritto da Roberto il 19 ottobre 2014 20:09

    Se Roberto DM scrive e poi Vismara Giorgio concorda con Roberto e dopo ancora Paolo Caimi concorda con Vismara G. allora forse vuol dire che Paolo Caimi concorda con Roberto DM…forse…!!

    Apperò… dura la vita…!
    Saluti.

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 20:22

    Roberto buona sera,

    mettiamoci di buzzo buono e lavoriamo per un referendum (che dovrà trovare però l’approvazione di Milano (i Cittadini con analogo referendum, oppure la delibera positiva del comune) e la seguente approvazione, con un legge dello stato, da parte del governo.

    La volontà dei Cittadini è soggetta a passaggi laboriosi e trabocchetti; già un referendum sarebbe cosa desueta, se non troppo ardita, vista con sospetto.

    Un referendum va bene….

    bisognerà anche chiarirsi bene e spiegare ai Cittadini la differenza fra fusione del Comune e Comune che resta tale, in un contesto di Città metropolitana.

    buona serata

    RE Q
  19. #19 scritto da Giorgio Vismara il 19 ottobre 2014 21:46

    Purtroppo abbiamo una classe politica che

    la gh’ha el dun de Dio de capì nagott.

    Un referendum sull’argomento difficilmente sarebbe preso in considerazione; quindi, la prima cosa da fare sarebbe andare ad elezioni e mandare a casa gli inetti.

    Però, per scacciare gli inetti, ci vorrebbe una forza di opposizione forte e credibile.

    Il M5S, unica vera opposizione, difficilmente prenderá più del 20/25 %;

    la destra? Lassa perd che l’è mei….

    Rimane Fare per fermare il declino. Riuscirà a superare il 10%?.

    Con questi numeri non si va molto lontano.

    E allora?
    Allora, vediamo le cose da un’ottica diversa:

    C’è, tra i politici (ma anche no) qualcuno che abbia la lungimiranza di trasformare Milano in metropoli con l’annessione dei comuni limitrofi e rendendola finalmente città a livello europeo?

    C’è tra i politici (ma anche no) qualcuno che, modificando i restanti comuni della provincia mediante accorpamenti, costituisca una città metropolitana degna di tale nome?

    In mancanza di risposte convincenti, penso che si prospetti (con le attuali amministrazioni locali), un ritorno al Medioevo.
    Spero di sbagliarmi ed intanto, tirèmm innanz!

    giorgio vismara

    RE Q
  20. #20 scritto da Paolo Caimi il 19 ottobre 2014 22:10

    Allora mettiamoci a discutere anche del limite dei 50, ma mentre discutiamo rimane valido, quindi…
    Certo un Comune a Milano saranno felici di sapere che Città Ideale (sempre scritto tutto) sostiene che il posizionamento degli autovelox lo: “Utilizzano gli introiti per multe a rimpolpare il bilancio; una forma indiretta di nuova tassazione se fanno “furbatine” del genere.”
    Evito qualsiasi considerazione su quanto scrive Andrea D. mi vergognerei solo a discuterne.
    Visto che si parla di Svizzera, credo sinceramente che idee del genere non passerebbero neppure la frontiera.
    Come ben sa Marchionne, che quando ha avuto un incidente con la sua Ferrari è stato molto contento di poter dimostrare che rispettava perfettamente il limite di velocità, perché nel paese del socialismo reale, visto il suo reddito, avrebbe pagato una multa molto più salata di un Cittadino con un reddito “normale”.
    Da noi se si paga di più si evita la detrazione dei punti.
    L’altro tema era la tendenza, non solo dei giornalisti, a raccontare ogni volta una storia diversa.
    Comunque tutte queste parole sono come macigni per il futuro, perché, Saccavini insegna, scripta manent.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  21. #21 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 22:14

    Pianamente precisiamo:
    l’affermazione di un impiego di piccoli trucchi per raccogliere multe è chiaramente, esplicitamente rivolto agli “enti pubblici”: non a Milano.
    Non saranno pochi i lettori che, al riguardo, ricorderanno addirittura il trucco inserito nelle apparecchiture alterando la velocità o riducendo i secondi fra il giallo e il rosso, con non pochi comuni coinvolti.

    Spesso la disposizione degli autovelox non è posta all’uscita di una curva, davanti a uno stop o altro.
    Viene posto nei lunghi rettilinei: Buccinasco ne ha due: uno all’ingresso in via Indipedenza, l’altro nei cento metri del comune posti sul naviglio.
    Così si raccoglie di più; utili comunque, ma forse sarebbero utili anche in altri luoghi ove statisticamente capitano più incidenti.

    Statistiche sulla circolazione che Buccinasco non pubblica: meno ne sono a conoscenza i Cittadini più è facile che succedano incidenti, si riparino auto, si raccolgano multe.
    Statistica, non polemiche.

    scripta manent: osservazine pertinente (da riportare correttamente, vero?)
    buona serata

    RE Q
  22. #22 scritto da Paolo Caimi il 19 ottobre 2014 22:16

    Nella mia concezione, certo strana e minoritaria, i blog non dovrebbero servire per dare ragione o torto a questo o a quello, ma per confrontare delle idee, poi ognuno può restare sulle proprie posizione, ma certo potrebbe avere uno stimolo in più e forse rivedere se non tutte almeno parte delle proprie posizioni.

    Certo non è quello che succede su alcuni blog.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 22:40

    La descrizione di Paolo Caimi è condivisa

    Corrisponde a quanto Città Ideale cerca di rappresentare.
    Con i suoi limiti ma anche con il suo impegno.

    Soprattutto senza strumentalizzare.

    buona serata

    RE Q
  24. #24 scritto da Paolo Caimi il 19 ottobre 2014 23:07

    Pianamente quindi non parlavamo di viale Famagosta?
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2014 23:15

    Non solo Paolo Caimi.

    Ha addebitato a Città ideale di aver attribuito al Comune di Milano il capzioso utilizzo dei sistemi autovelox, cosa non rispondente al vero.

    Crediamo che basti.
    Noi ci sforziamo di riuscire a parlarci: lei provi a convincersi che sta interloquendo con persone correttee civili; faccia questo sforzo, vedrà che riuscirà a vedere il mondo in modo più positivo.

    buona serata

    RE Q
  26. #26 scritto da Paolo Caimi il 19 ottobre 2014 23:26

    E via che si ricomincia, questo è quello che ha scritto Andrea D.:
    “Nello specifico, per chi non lo conoscesse, Viale Famagosta è un vialone ad alta intensità di traffico (e a scorrimento veloce) costituito da due carreggiate a tre corsie per senso di marcia divise da uno spartitraffico centrale e affiancate da due controviali a una corsia. Il viale è privo di attraversamenti se non le intersezioni regolate da semafori. La questione, quindi, è:
    il limite dei 50 Km/h in quel punto è opportuno e necessario o è un modo per fare rapidamente soldi facili sulla pelle degli automobilisti?”
    Viale Famagosta, Milano, soldi facili sulla pelle degli automobilisti.No comment.
    Saluti.
    Paolo Caimi
    ps sempre più lontani

    RE Q
  27. #27 scritto da Giorgio Vismara il 19 ottobre 2014 23:40

    Scusate ma…… dal #20 in poi, si chiederebbe Di Pietro, “che c’azzecca?”

    Buona notte

    giorgio vismara

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 08:13

    Per i lettori,

    la descrizione di Andrea non comprende l’ultima frase che è di Paolo Caimi

    buona giornata a tutti

    i

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 08:25

    Buon giorno Giorgio Vismara,

    dobbiamo convenire con la sua osservazione,

    già abbiamo dovuto trasferire su questo articolo commenti che si erano sviluppati sul tema dell’autonomia amministrativa, postati sull’articolo della commissione d’indagine contrastata.

    lo sviluppo del discorso è passato poi dall’autonomia ai criteri adottati da Milano e adozione autovelox (facendo uso del Di Pietro, c’azzecca poco)

    Il tema comunque qualche interesse lo ha.

    Ricordiamo il sindaco di Buccinasco giustificare un calo rilevante delle “entrate” per multe con il fatto che un autovelox (via Indipendenza) non generava più multe perché gli automobilisti erano tutti informati… c’era la sorpresa ma anche la presa d’atto non positiva della minore entrata.

    L’aspetto economico delle multe è seguito con attenzione da tutte le amministrazioni, in diversi casi anche in modo poco lineae.

    buona giornata

    RE Q
  30. #30 scritto da Paolo Caimi il 20 ottobre 2014 08:28

    Vismara,buongiorno,e’ colpa mia mi scuso.
    saluti
    Paolo Caimi

    RE Q
  31. #31 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 08:44

    Non ci sono colpe,

    tutto è partito da una segnalazione relativa a proteste di Cittadini per l’installazione di autovelox in viale Famagosta e alla osservazione, pertinente, che le regole, la legge, va rispettata.

    con le subordinate che ne sono seguite.

    RE Q
  32. #32 scritto da Paolo Caimi il 20 ottobre 2014 09:02

    Confermo, la sintesi e’ mia, credo si sia notato che, per correttezza verso i lettori, metto sempre tra ” le citazioni.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    RE Q
  33. #33 scritto da Andrea D. il 20 ottobre 2014 09:11

    L’astio e il furore polemico di Paolo Caimi rasentano ormai i livelli di guardia. Potrei agevolmente controbattere, ma cadrei nel suo tranello, alimentando sterili polemiche. Lasciamolo, quindi, nel suo brodo, restiamo in tema e continuiamo a ragionare, non per Caimi che è da considerare, a questo punto, una battaglia persa, ma per i lettori.

    Discutiamo il limite dei 50 Km/h? Sì certamente! Le leggi non ci sono state imposte da qualche autorità superiore e non le dobbiamo rispettare per meritarci la vita eterna. Le leggi (e i regolamenti) sono fatte dall’uomo per l’uomo, per consentirci, rispettandole, di vivere meglio in pace e in armonia. Se una legge non ci fa vivere meglio è una legge sbagliata, va contestata e cambiata. E’ legittimo e doveroso; le leggi si rispettano, ma si possono cambiare, non è lesa maestà farlo!

    In una società complessa come la nostra, però, le esigenze sono spesso contrastanti: i pedoni potrebbero essere meno tolleranti verso gli automobilisti e viceversa. La legge, quindi, deve contemperare le varie esigenze trovando un “giusto” equilibrio, dove il termine giusto non è in senso assoluto, ma riferito a quel contesto e a quel tempo. Col passare del tempo e col mutare delle circostanze, potrebbe essere più giusta una legge diversa e risultare, quindi, opportuno cambiare quella in essere.

    Il secondo punto del ragionamento è: i Comuni, che introitano direttamente i proventi delle multe, fanno quello che fanno esclusivamente per il bene dei cittadini o l’aspetto economico può avere, in certi casi, un ruolo più o meno determinante? In poche parole: esiste o non esiste un potenziale conflitto di interessi? I Comuni potrebbero avere il desiderio di cavalcare l’onda e utilizzare i nuovi strumenti per fare soldi facili? (Non parliamo di quando si lasciano prendere la mano e mettono in piedi comportamenti al limite della truffa, ritoccando i tempi dei semafori etc.) La risposta, anche in questo caso, è ovviamente positiva: sì i Comuni potrebbero avere la tentazione di fare soldi facili con le multe. Potrei farvi decine di esempi concreti, dai multavelox piazzati non nel centro del Paese (dove avrebbero un senso), ma fuori dal centro abitato, in mezzo alla campagna, ma sempre con i fatidici 50 Km/h, a multavelox piazzati sulle statali proprio dove, misteriosamente, il limite viene improvvisamente abbassato e via discorrendo. Sono certo che chiunque abbia girato un po’ con la macchina potrebbe raccontare qualche episodio significativo. E’ ovvio che nessun amministratore dirà mai che il multavelox è stato messo in quel punto per fare soldi facili; la spiegazione è sempre la tutela dell’ordine pubblico e l’interesse dei cittadini, basta crederci.

    E se noi risolvessimo alla radice questo potenziale conflitto di interessi? Se i proventi delle multe anziché nelle casse comunali finissero, che so, in un fondo regionale poi ripartito? Certo non verrebbe meno l’interesse del Comune alla tutela dell’ordine pubblico e alla salvaguardia dei cittadini, ma, sono pronto a scommettere, una valanga di multavelox posizionati in punti “strategici” sparirebbe, no?

    PS La discussione si è mescolata. E’ partita in un post ed è continuata in questo. Il tema è partito da una segnalazione di Caimi che contestava un servizio giornalistico girato, per l’appunto, in Viale Famagosta a Milano (VEDI). Da lì i riferimenti al caso specifico per allargare la discussione al tema più generale.
    Il tema generale della discussione è: possono esistere all’interno dell’area metropolitana situazioni nelle quali, data la natura delle strade, l’intensità del traffico, le esigenze di mobilità e le legittime esigenze dei pedoni, il limite dei 50 Km/h possa essere ritoccato verso l’alto? La risposta è certamente affermativa: possono ed esistono! (A Milano, ad esempio, il ponte della Ghisolfa e non solo).
    Il secondo aspetto della discussione è: esiste o meno la tentazione da parte dei Comuni di fare cassa con le multe?

    RE Q
  34. #34 scritto da Roberto il 20 ottobre 2014 09:41

    Qualche anno fa i Vigili di Milano si sono posizionati con l’autovelox in viale Famagosta proprio in fondo al sottopasso che da Milano porta verso la periferia con l’auto parcheggiata in una rientranza sullla destra e sul marciapiede del sottopasso e prendevano la velocità ai veicoli che stavano per imboccare la discesa del sottopasso quando erano ancora in alto……!! La pericolosità della cosa era data da fatto che gli automobilisti si accorgevano della trappola solo quando erano arrivati proprio in fondo al sottopasso e frenavano improvvisamente rischiando di provocare incidenti….io arrivavo in scooter da dietro e l’ho proprio evitato perché andavo tranquillo sulla mia destra….!! Naturalmente era anche in pericolo la vita stessa degli Agenti che belli beli, seduti all’interno dell’auto con l’autovelox sul sedile posteriore….facevano il loro “sporco lavoro”. Risalito dal tunnel dopo lo spavento per l’incidente evitato chiamavo prima la Polizia Stradale e poi Quattroruote e lì l’autovelox trappola non l’hanno più messo.
    Naturalmente il Comune di Milano voleva fare prevenzione sulla pelle dei propri Agenti e sulla pelle degli automobilisti….

    P.S.
    L’autovelox di Buccinasco in via Costituzione NON E’ A NORMA DI LEGGE perchè pare che abbiano fatto carte false nella documentazione inviata per ottenerne la regolarità e se si fa ricorso nel modo corretto lo si vince automaticamente…questa è la “vox populi” di qualche ex agente di Polizia Locale di Buccinasco….sarà vero? sarà falso? SARAH FERGUSON……!!
    Saluti e buona settimana….

    RE Q
  35. #35 scritto da Paolo Caimi il 20 ottobre 2014 09:56

    Ma no, ma quale astio Andrea D., Saccavini mi censura regolarmente, ma io sono sempre qui,tranquillo come un cherubino.
    Per il resto confermo i macigni.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    PS il tema era cosa riescono a dire e scrivere i giornalisti e non solo…E poi la Svizzera bel suol d’amore, o addio Lugano bella ???

    RE Q
  36. #36 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 10:26

    Andrea è da ringraziare per l’approccio sistematico al tema, che credo sia difficile non condividere per la sua coerenza e chiarezza.

    Se non andiamo errati gli introiti delle multe non potrebbero essere spesi per l’ammnistrazione in area diversa al reparto della sicurezza e vigilanza.
    Serve a teorizzare che il conflitto di interessi non esiste, solo teorizzare perché poi, l’impiego esterno rispetto all’area delimitata appare molto diffuso.

    buona giornata

    RE Q
  37. #37 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 10:30

    l’autoapprovazione non è un bell’agire Paolo Caimi; in generale, per la sua origine, è poco credibile e non depone a favore.

    Lei chiama censura commenti che Città Ideale ritiene inutili e solo provocatori: anche questo ne è un esempio.

    Eviti gli insulti e gli sfottò: la fanno somigliare a manolete (che non crediamo proprio sia da imitare)

    buona giornata

    RE Q
  38. #38 scritto da Paolo Caimi il 20 ottobre 2014 10:36

    Ma questo blog è pieno di autoapprovazione: “Andrea è da ringraziare per l’approccio sistematico al tema, che credo sia difficile non condividere per la sua coerenza e chiarezza .”
    Volevo solo tranquillizzare Andrea D. che ha parlato di astio totalmente a sproposito, ma naturalmente lui aveva ragione.
    Per favore, una volta per tutte, mi mostri i miei insulti.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    PS sempre più “lontanissimi”

    RE Q
  39. #39 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 10:51

    “…. mi censura regolarmente”
    “per il resto confermo i macigni”
    “la Svizzera bel suol d’amore”
    “addio Lugano bella”

    in due righe di un solo commento fra insulti più o meno diretti e sfottò…

    Se si sottolinea un approccio sistematico, se si ringrazia l’autore, non è auto approvazione… ma apprezzamento di altra persona.

    a differenza del senso di autostima di Paolo Caimi, elevato sopra la media….

    Consigliamo di rifletterci, di femarsi e fare un punto.

    lontano o vicino, Paolo Caimi, come tutti i lettori, resta libero di leggerci, di approvare, disapprovare, di farlo senza scrivere o di scrivere commenti.

    buona giornata

    RE Q
  40. #40 scritto da Andrea D. il 20 ottobre 2014 11:57

    Caimi persevera nel suo atteggiamento sterilmente polemico; cerca, arrampicandosi sugli specchi ogni appiglio per alimentare polemiche forzate e non gli riesce, nemmeno impegnandosi, di entrare nel merito della discussione e di ragionare sui temi proposti; si inventa tematiche astratte e filosofeggianti prive di appigli pratici: le classiche discussioni sul sesso degli angeli, inutili e prolisse.
    Su quel terreno non lo seguiamo.

    Per poter esprimere un giudizio compiuto su “cosa riescono a dire e scrivere i giornalisti”, ad esempio, non ci si può esimere dall’analisi del caso specifico e poi, eventualmente, riflettere su come allargare il ragionamento.
    Altrimenti si fanno solo chiacchiere basate su preconcetti: le disquisizioni sul sesso degli angeli in cui Caimi si adagia, appunto.

    Il prefisso “auto” nell’impiego come riflessivo richiede basi nominali, aggettivali o verbali transitive che permettano la coreferenza fra i ruoli di agente e paziente.

    Non si ha, quindi, auto-approvazione quando una persona esprime un giudizio positivo su quanto detto da un terzo. Nell’ottica di Caimi, evidentemente, tutto il resto del mondo (che non la pensa come lui, che non sempre si sa come la pensi) è da vedersi come un unico soggetto, da lì l’uso di certi termini altrimenti fuori luogo.

    PS In Svizzera le multe per eccesso di velocità, oltre una certa soglia, non sono automatiche!
    La sanzione viene comminata in un processo (VEDI)!
    Il rischio è che in Italia, con i tempi della nostra giustizia (già satura oltre misura), si trasformino, soprattutto se ci si può permettere un buon avvocato, in una sorta di garanzia di impunità!

    Su tutto, poi, si può ragionare, valutando, nel concreto, pro e contro delle varie alternative.

    RE Q
  41. #41 scritto da Saccavini il 20 ottobre 2014 12:17

    Viene utile precisare che, è successo e succede tuttora che fra quanto scrivono Andrea e Saccavini, vi siano differenze di peso e di posizione.

    Nel più totale reciproco rispetto dell’altro; ciascuno si mette in gioco in rapporto a Città Ideale e alla sua linea, ai suoi indirizzi.
    per noi è più importante Città Ideale che la nostra “ragione”, sempre disposti a rettificare, correggerci, prendere atto di un possibile errore.

    Altro mondo, può sembrare.
    Invece è solo un vivere la realtà, politica e sociale, in modo non ideologico.

    buona giornata

    RE Q
  42. #42 scritto da Giorgio Vismara il 21 ottobre 2014 16:22

    Buongiorno,

    Torniamo a bomba.
    L’autovelox è oggetto inventato in Germania alla fine degli anni cinquanta con l’intento di monitorare i flussi di autoveicoli e determinare le velocità medie di percorrenza su determinati tratti di strada, sia urbani che extraurbani.
    Il tutto con lo scopo di definire dei limiti di velocità accettabili in funzione del traffico, da applicare poi nei vari percorsi.

    Quindi tutt’altro impiego rispetto a quello usato, alla grande, dai nostri comuni per gabellare (non educare) i già tanto tartassati automobilisti.

    Direi chi non è stato colpito da autovelox scagli la prima pietra!

    Personalmente sono stato “uccellato” due volte sul famigerato “ghisolfone”. Colpito alla strabiliante velocità di 71 e 73 km/h. (in questa occasione era ferragosto ed ero solo io sul cavalcavia….)

    Da buon cittadino (abitavo alla Bovisa e percorrevo almeno quattro volte al giorno il tratto), ho pagato. Aggiungendo, nella parte dedicata alle “causali del versamento”, una serie di insulti piuttosto pesanti rivolti al sindaco, al responsabile della viabilità ed al comandante dei vigili.

    Ovviamente rimasti inevasi.

    A loro (il potere) interessa “la grana” e, anche se accompagnata da qualche pesante complimento, “ciápen e porten a cá!” ……. “pecunia non olet”!!!

    Loro (il potere), invece, sono esattamente “cöme la mèrda quand la munta a scragn. O la spüssa o la fa dánn”!

    E noi dobbiamo smetterla di farci gabellare.
    Da tutti gli amministratori locali e nazionali.
    Alle prossime elezioni, togliamoci finalmente le fette di salame dagli occhi e votiamo per cancellare questa classe politica disastrosa.

    Facciamolo per dare un futuro ai nostri figli.

    giorgio vismara

    P.s.: e cittá metropolitana?

    RE Q
  43. #43 scritto da Saccavini il 21 ottobre 2014 17:19

    Se vuole consolarsi non è esclusiva dell’Italia l’uso delle multe per rinpinguare le casse comunali;

    sport diffuso, Vismara… anche oltre atlantico

    buona giornata

    RE Q

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