Berlino: Stampa e Cittadini sono giudici severi; l’Italia assolve e perdona quasi tutto

Un articolo di sei anni fa. Andando a rileggere quanto pubblicato si trovano sorprese. In primis lo scrivere migliorabile, poco chiaro, o perfino con qualche errore che sono portato a giustificare con la fretta, Con il 2017 si entrerà nel settimo anno di Città Ideale e la memoria sempre in linea, necessariamente dovrà ridursi. Sarà romanticismo residuo, sentire che parecchi dei post conservano la loro validità, a distanza di anni? Eccone uno che riteniamo possa meritare la rilettura, scritto il 03 Febbraio 2011….

Quattro esempi recenti  che devono far riflettere

Holger Rupprecht – 57 anni: ministro per l’Istruzione del Brandeburgo. Chiede una BMW in prova per il ministero. Nel “provare” l’auto, fa una gita in montagna con la famiglia. Viene scoperto e denunciato, subitodimesso. “Non sono stato abbastanza sensibile”, ha dichiarato.

Alcuni deputati del Parlamento nazionale: i bonus mille miglia per viaggi aerei compiuti in servizio dovevano restituirsi alla contabilità del Parlamento. Coloro che risulta li abbiano usati per vacanza o uso proprio, una volta scoperti, si sono dimessi.

Gerard Glogowski – 57 anni – primo Ministro nella Bassa Sassonia (SPD), per il suo matrimonio (il quarto9 ha accettato in regalo dai birrai della sua regione barilotti di birra, gratis. Per legge può accettare solo regali dal valore massimo di euro 20 cadauno. Scoperto, si è dimesso il giorno successivo (oggi è presidente di una squadra di calcio di terza categoria: Braunschweig).

Karl Heinz Grasser – 42 anni – Ministro delle Finanze  in  Austria. Persona dagli  interessi economici importanti, coniugato alla erede del gruppo Swarowsky. Diventa ministro nel 2008. Nella denuncia dei redditi non ha dichiarato 18 mila euro realizzati in Canada. Denunciato, si è precipitato a pagare la per lui piccola cifra. Per ora ancora in sella ma probabilmente la carriera politica finisce: attaccato e messo alla berlina da stampa e Cittadini (dal 2011 ha lasciato la politica, ndr).

Adesso dovremmo mettere in fila quattro esempi italiani, per fare pari. Manca il coraggio; sono da invidiare i Cittadini di quel paese e si prova vergogna. Vergogna che soprattutto dovrebbe provare la congrega di politici tutti (anche quelli che si comportano onestamente ma convivono e dividono incarichi e cariche con persone che, ..bè, lasciamo perdere) e non reagiscono.

Dovrebbero vergognarsi ed essere espulsi per indegnità coloro che, peggio facendo,  difendono e accampano la mancanza di una sentenza definitiva riguardo a comportamenti non commendevoli in cui sono implicati loro colleghi; li difendono! Continuando ad appellarsi Onorevoli…

C’è da provare scoraggiamento anche del sistema di comunicazione; della stampa e dei media, che quando non nascondono si limitano a fare da amplificatore alla versione di Tizio, e poi alla controversione di Caio, buttandola tutta in una recita che ha del farsesco, anziché trasudare indignazione ed invitare uno o spesso entrambi ad andare a nascondersi.

Se vogliamo venir fuori dallo stato esistente dobbiamo reagire a questo fango che sommerge il Paese, che sporca tutto e tutti.  Intacca e riguarda anche noi,  la stragrande maggioranza dei Cittadini onesti.

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  1. #1 scritto da saccavini il 1 marzo 2011 20:15

    Molti politici da noi hanno di che imparare: il Ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, 39 anni, si è dimesso (lo ha fatto lui, perché pressato dai colleghi di governo e da presidi di facoltà di tutta la Germania).
    Perché? Quando ha presentato la tesi di laurea, ha praticamente trascritto il testo di altri, una scopiazzata alla grande. Importanti le motivazioni che l’interessato da al proprio ritiro:
    “perché il peso dello scandalo ricade ora su tutti i militari. Tutti i media focalizzano l’attenzione sulla mia persona e sulla mia tesi di dottorato, invece di concentrarsi sui soldati feriti o uccisi in Afghanistan.”

    Il valore della istituzione è ben superiore a qualsiasi attenuante; in questo paese il moralismo così criticato da compassionevoli interessati è etica e morale prima di tutto: l’offesa al ruolo ricoperto si paga in un modo solo: lasciando a 39 la carriera politica.

    RE Q
  2. #2 scritto da saccavini il 2 marzo 2011 19:01

    Considerazioni del Sindaco (dal blog comunale)

    Senza dubbio una notizia che fa riflettere.
    Prima però di interpretare questa scelta e confrontarla con la situazione italiana vanno fatte alcune riflessioni.
    In primo luogo credo che se questo deve essere il metro di comportamento allora andrebbe esteso ad ogni ambito della vita civile, non si capisce ad esempio perché non dovrebbe lasciare ogni incarico anche un manager d’azienda trovato in situazioni compromettenti (penso ad esempio al Dr. Lapo Elkann) o un medico, un insegnante o comunque qualcuno che con le sue decisioni e i suoi comportamenti può condizionare la vita di molte persone; o qualcuno che, per il ruolo sociale che svolge, necessita comunque di un’autorevolezza scevra da ogni possibile dubbio.
    In secondo luogo mi chiedo cosa succederebbe in Italia se un simile positivo comportamento diventasse la regola; ci troveremmo ad avere la vita privata di tutti i politici (di qualsiasi schieramento) messa sotto la lente d’ingrandimento a partire dai primi anni di vita e/o dalla vita dei parenti più stretti al fine di trovare un qualsiasi appiglio per chiedere dimissioni. Accade già oggi che tutti se ne fregano, figuriamoci se dovesse davvero diventare un metodo valido di delegittimazione.
    Penso a casi recenti: la casa della fidanzata di Pisapia, la casa del cognato di Fini, le feste di Berlusconi, gli amici di Verdini, la laurea di Di Pietro, il portavoce di Prodi, la guardia del corpo di Vendola eccetera….
    Nel nostro paese il gioco allo sputtanamento è diventato così di bassa lega che l’esempio tedesco, temo, non è proprio applicabile. di Loris Cereda – del 02/03/11 15:21:21

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 2 marzo 2011 19:06

    le mie considerazioni seguono:

    Non le sembra un po’ comodo il suo giudizio signor Sindaco?
    In Germania sono così conseguenti perché applicano le regole di incompatibilità da che esiste lo stato prussiano (1740). Se un dato del genere diventa pubblico, non c’è scampo.
    Togli il disturbo e rientri nei ranghi.

    Come dice lei questo avviene anche per incarichi o rappresentanze minori, come presiedere una pro loco o la banda comunale.

    Essere rigidi nella applicazione obbliga tutti a comportamenti coerenti perché fin dalla giovane età le malefatte possono poi diventar pubbliche e comportare smacco e disdoro, oltre alla perdita del ruolo.

    Un deterrente importante. Già il candidarsi comporta dei rischi, in Germania.

    Da noi sono decenni che al riguardo si va in discesa.
    Negli anni Cinquanta ci fu un Ministro e segretario DC (Piccioni) costretto a dimettersi e lasciare la politica perché il figlio (non lui) risultò implicato (ma non colpevole in sede processuale) in una vicenda tipo bunga bunga finita con una signora trovata morta sulla spiaggia di Torvaianica.

    Risalire la china forse non lo si può fare dalla sera alla mattina: occorrono regole (o convenzioni che hanno il valore di regole) che man mano delimitino sempre più il permanere e l’escludere da incarichi di rappresentanza. Regole che devono essere ben al di sopra dell’odierno codice penale giunto a sentenza definitiva.

    Qui sta il problema; che i nostri rappresentanti si dispongano ad affrontarlo e risolverlo.. che ridiano alla politica la credibilità e l’autorevolezza propria del compito…. oggi ben pochi lo credono possibile.
    L’esempio tedesco è da additare ai nostri politici: rimane di insegnamento, addita alla politica come e cosa fare per ritornare ad essere credibile (anche qui).

    RE Q
  4. #4 scritto da Loris Cereda il 2 marzo 2011 19:57

    No, Caro Saccavini, non vuole essere un giudizio comodo, a meno che per comodo non si intenda realistico.
    Viviamo in un paese dove un numero impressionante di innocenti è stato messo alla gogna sulla base di inchieste “temerarie” conclusesi in regolari nulla di fatto, in un paese dove alcuni (per fortuna pochi) magistrati si guadagnano le pagine dei giornali inquisendo persone popolari, dove i giornali fanno a gara per trovare il pelo nell’uovo delle persone più specchiate e stimabili. Fino a che la situazione sarà questa è necessario che la prima frenata venga fatta da chi non riconosce l’essenzialità del terzo grado di giudizio prima di decretare la colpevolezza; poi, ma solo poi, si potranno affrontare problemi di opportunità legati alla sola esistenza del sospetto.
    Nel riassure il caso Piccioni lei ha proprio dimostrato ciò che io voglio dire; un bravo ragazzo innocente che ha avuto la vita rovinata per una guerra politica tendente a delegittimare il padre (ingiustamente costretto alkle dimissioni); vorrebbe altri casi Piccioni? Io no.
    Con simpatia

    RE Q
  5. #5 scritto da saccavini il 2 marzo 2011 22:13

    Prima viene l’Istituzione; prima viene lo Stato.
    A questi tutto è subordinato, compreso la sventura di essere ingiustamente coinvolti in una vicenda non compatibile con il mantenimento di un incarico costituzionale.

    Vede, il fatto che un politico (divenuto ex) poi in sede giudiziale esca indenne, non è ratifica di una ingiustizia.
    L’uscita (che deve essere dell’interessato e non imposta da una norma) è un atto onorevole di rispetto e considerazione per lo Stato, per l’Istituzione.
    Rimane un atto considerevole e appropriato; dovuto al proprio Paese.

    Fare politica non è un mestiere ma un prestito di attività verso il Paese.

    Credo che le sue esemplificazioni (comprese le dimissioni di Piccioni, rassegnate da lui) partono da un concetto che si deve abbandonare.
    Rispetto al ruolo istituzionale, l’individuo politico viene dopo.
    Rimane Cittadino fuori da incarichi politici e in quanto tale è e resta fonte del potere e del diritto.
    La dignità dello Stato resta superiore; tutti lo devono riconoscere.

    RE Q
  6. #6 scritto da saccavini il 3 marzo 2011 09:36

    Politici e le regole: c’è paese e Paese.
    In Francia quella di ieri sembrerebbe non essere una buonissima giornata per la qualità dei politici che rappresentano lo Stato; invece, a ben vedere…..

    Le Sénat réfuse de retablir la peine de prison pour le parlementaires fraudeurs, titola le Monde di oggi.
    Il Senato ha respinto una mozione del partito socialista (oggi minoranza) che si riprometteva di reintrodurre nel disegno di legge elettorale il principio che la menzognera dichiarazione di redditi e interessi del candidato alle elezioni, comporta reato penale con reclusione fino a due anni.
    “ Che un candidato sia eletto fornendo una dichiarazione menzognera non può essere accettato dai Cittadini. Noi parlamentari abbiamo il dovere di essere esemplari e non esserlo deve comportare una incriminazione specifica”. Ha dichiarato il socialista Alain Anziani.
    “Introduciamo una pena dissuasiva pesante: l’ineleggibilità, una sanzione di 30.000 euro e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni” ha motivato il centrista Patrice Gélard (attuale maggioranza); posizione approvata.
    Come ci piacerebbe che queste frasi fossero state pronunciate nel Parlamento italiano.
    Tanto per mettere il dito nella piaga, l’obbligatorietà della dichiarazione dei redditi in Italia, introdotta nel clima successivo a mani pulite, non è sanzionata (i parlamentari hanno approvato la legge ma si sono dimenticati le sanzioni per chi non la rispetta) vi sono solo procedure amministrative e parliamo della dichiarazione, non la sua veridicità!
    A Buccinasco per fare un esempio, dei nostri eletti la quasi totalità non la pubblica nemmeno.

    RE Q
  7. #7 scritto da Cesare il 12 dicembre 2016 11:32

    Un solo pensiero,

    se una persona è in difetto e viene presa con le dita nella marmellata,
    la sua coscienza…. se ne ha una,

    prima che il suo incarico,

    deve farlo riflettere e se una persona ha una dignità, si dimette.

    E’ anche vero che oggi creare un caso è molto facile,
    ma se una persona è veramente pulita, è anche difficile creare un caso.
    Buona giornata
    Cesare

    RE Q
  8. #8 scritto da citta ideale il 12 dicembre 2016 12:00

    Buon giorno Cesare,

    ciò che descrive è il lato individuale della questione, ed è apprezzabile.

    Se si prende in esame la visione sociale, il comportamento come sistema di una categoria
    come i “politici” e i pubblici funzionari,

    la questione assume un carattere esteso:
    le dimissioni nei casi descritti sono imposte dalla società (e dai media),
    che reagisce con una condanna senza riserve e imbarazza tutti.
    Soprattutto nessuno dei colleghi o quasi difenderà il soggetto,
    (perché sarebbe denigrata la difesa e rischia la rielezione)

    Noi siamo all’opposto perché comportamenti del genere sono troppo diffusi
    …. perdoniamo e… la carne è debole…

    RE Q

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