Riduzione della spesa: l’esempio di Cottarelli trova adesioni

Città Ideale sul tema dell’illuminazione ha ripreso e commentato con favore una questione che il commissario per la inglese spending review (l’italiano riduzione della spesa, fa paura ai nostri politici) ha postato sul suo sito (VEDI il 28 agosto). Il tempo di una analisi di massima e la municipalizzata A2A ha giocato la sua carta. Ce ne chiede il rilievo dovuto Rinaldo Sorgenti, con piacere.

Viene bene anche per farsi pubblicità e l’annuncio ha un filo eccessivo di trionfalismo, ma l’esito dell’investimento è concreto. Giusto riconoscerlo. Forse non tutto sarà fatto così velocemente; forse i risultati saranno un po’ gonfiati, ma non c’è dubbio che il risparmio arrivi. Non è chiarito il costo degli apparecchi a led e chi li pagherà (sembra di capire che sia il Comune di Milano). Il dato consentirebbe di stabilire per i Cittadini il punto di ritorno dall’investimento.


Bene comunque, sembra anche che altri capoluoghi procedano nel medesimo indirizzo di A2A. L’indicazione di Carlo Cottarelli, dopo le risibili critiche qualunquiste sulla modestia dei risparmi, sembra prendere consistenza per autonoma decisione degli enti decentrati. Rimane da prestare attenzione sul beneficio: costi pubblici, anni necessari per raggiungere il punto di breack even, chi paga cosa. Sarebbe drammatico se poi si scoprisse che a guadagnare sono le municipalizzate con l’esecuzione dei lavori. Ecco il comunicato che Sorgenti ci mette all’attenzione.

ENERGIA. MILANO A LED: COMUNE E A2A PRESENTANO LA NUOVA ILLUMINAZIONE PUBBLICA

(COMUNICATO STAMPA 29 09 2014) A parità di resa illuminante, riduzione dei consumi del 52% e meno 31% di ‘bolletta’ elettrica grazie alla sostituzione di 141mila punti luce cittadini.  Milano sarà la prima grande città italiana completamente illuminata a led.
Entro agosto 2015, tutti i punti luce presenti sul territorio comunale, oltre 140mila, utilizzeranno apparecchi a led grazie ad un piano di sostituzione voluto dal Comune di Milano e realizzato da A2A. Ma già entro l’inizio di Expo (1 maggio 2015) l’80% degli impianti saranno rinnovati. Una scelta innovativa, sulla scia di città come Los Angeles, Copenaghen, Stoccolma e Oslo, che garantirà uguale efficienza e maggiore resa luminosa, un risparmio del 52% dei consumi e del 31% sulla “bolletta” del Comune di Milano.
Grazie alla nuova illuminazione, infatti, il consumo annuo pro capite verrà dimezzato, passando dagli 87 kWh attuali ad una quota di 42 kWh. Nel complesso si passa da oltre 114 milioni di kWh annui – una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 42mila appartamenti – a 55 milioni di kWh, corrispondenti al consumo ipotetico di 20mila appartamenti.
Un risultato che porterà Milano ad un livello di consumo inferiore alla media registrata nell’Unione europea (pari a 51 kWh annui pro capite) e nei principali Paesi europei (Francia, Spagna e Germania), e al pari della Gran Bretagna. L’ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A è di 38 milioni di euro in 2 anni, per sostituire tutti i corpi illuminanti della città, 500 quadri di comando ed installare il sistema di telecontrollo.
La scelta a favore dei Led significa un netto miglioramento in termini di efficienza, resa illuminante e sicurezza. I nuovi corpi illuminanti, infatti, garantiscono uguale efficienza rispetto alle tradizionali lampade fino ad oggi utilizzate (100 lumen/watt), ma con un migliore orientamento del fascio luminoso, oltre a un ciclo di vita molto più lungo (anche 5 volte di più rispetto alle tradizionali lampade) che, in termini di qualità del servizio e sicurezza, vuol dire meno luci guaste e spente sulle vie della città.
Saranno almeno 10mila le lampade bruciate in meno ogni anno. E con la nuova tecnologia adottata – il telecontrollo – le informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti arriveranno in tempo reale consentendo di intervenire molto più rapidamente.
Risparmio energetico vuol dire soprattutto rispetto per l’ambiente. Il 52% di energia elettrica in meno significa infatti risparmiare ogni anno più di 11mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) ed evitare l’emissione in atmosfera di 23.650 tonnellate di CO2.  Le nuove sorgenti luminose, come abbiamo detto, hanno una durata cinque volte superiore rispetto alle lampade tradizionali. Ciò significa una diminuzione delle attività di sostituzione dei corpi illuminanti (-50.000) e una minore incidenza delle lampade bruciate (-10.000): si eviterà così la produzione di oltre 9 tonnellate di RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) ogni anno.
Anche a fine vita, i led rappresentano un vantaggio ambientale per la totale assenza di mercurio e altre sostanze inquinanti. La maggiore efficacia dell’illuminazione a led avrà anche l’effetto di diminuire l’inquinamento luminoso, grazie anche alla concentrazione della luminosità verso i marciapiedi e le strade e l’assenza di emissione di intensità luminosa verso l’alto.  Notevoli i benefici economici. Il Comune di Milano, già nel 2015, risparmierà 10 milioni di euro dall’attuale “bolletta” elettrica di 42 milioni di euro annui. Dal 2016, invece, il costo dell’illuminazione pubblica scenderà a 29 milioni annui, garantendo così un risparmio del 31% rispetto all’attuale spesa.
La riduzione delle spese è garantito anche dal significativo risparmio energetico e dalla riduzione dei costi di manutenzione ordinaria e sostituzione dei led, che si distinguono per la durata, la resistenza alle vibrazioni e alle sfavorevoli condizioni atmosferiche. – A2A – Media Relations – ufficiostampa@a2a.eu

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 10 ottobre 2014 08:59

    Questi pomposi comunicati stampa mi lasciano sempre perplesso. Sono fatti per entusiasmare, non per far comprendere. Incrociando i dati, ad esempio, si ricava che un lampione ha un consumo medio di circa 0,2 Kwh che è un valore basso, segno che, probabilmente, impiegano già lampade a basso consumo. I calcoli, spero, li avranno fatti con tutti i crismi, però la faccenda rimane opaca:

    L’ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A è di 38 milioni

    Perché A2A, che vende energia e guadagna sull’energia che vende, più ne vende più guadagna, dovrebbe investire in prima persona per far risparmiare il cliente sulla bolletta?

    Questo francamente non mi è chiaro!
    Se fosse il Comune a fare l’investimento ancora ancora potrei capire, ma se lo fa A2A, la cosa non ha senso.
    Devo cominciare a credere a Babbo Natale? No?

    Dov’è l’inghippo? Nel comunicato stampa non si vede, ma nella realtà ci sarà sicuramente!!!!

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 10 ottobre 2014 09:12

    Ecco che qui si comincia a dipanare il mistero (VEDI):

    «Non credo che i nostri ricavi scenderanno. Diciamo che avremo un mix di ricavi con un’offerta diversificata sui servizi», ha detto il presidente di A2A, Giovanni Valotti. «Non è che perdiamo 40 milioni. Abbiamo un piano di medio e lungo termine per cui l’investimento si ripaga. Siamo una impresa di servizi e il nostro obiettivo è di migliorare la qualità finale al cittadino».


    Adesso, messo a riposo Babbo Natale, le cose hanno più senso e il comunicato – preso, ripreso e amplificato da media senza ritegno e spina dorsale che si limitano a fare da grancassa agli organi di potere senza porre domande scomode – appare per quel che è!

    Gli sbandierati e mirabolanti risparmi semplicemente non ci sono perché quel che verrà risparmiato da una parte verrà speso dall’altra.

    Questo non vuol dire che l’operazione in sé non possa essere conveniente, ma, semplicemente, che non è, senz’ombra di dubbio, conveniente come vogliono far apparire!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 10 ottobre 2014 12:39

    Buon giorno Andrea,

    pensiamo che Cottarelli nella sua illustrazione aveva denunciato la pratica delle amministrazioni locali di non risparmiare perché in diversehanno provveduto a cambiare i corpi illuminanti con altri a minor consumo ma adottando incrementi di potenza, con uno spreco ulteriore di illumazione in eccesso….
    Se lo dice lui che la questione l’avrà fatta studiare….

    Riguardo all’operazione descritta vi è un altro aspetto che non viene considerato:
    la durata media degli apparati illuminanti: se si cambia tutto in meno di un anno, sicuramente si buttano, si sprecano, lampade che hanno ancora una vita media lunga e il comune mette a perdita gli acquistati degli ultimi tempi, ancora da ammortizzare.
    Ovviamente questo non genera alcuna conseguenza a A2A: a pagare sono i Cittadini milanesi (e magari adesso della città metropolitana, ec provincia).

    L’affermazione del presidente A2A è incongrua:
    Se A2A nel lungo periodo rientra dei minori consumi, vuol dire che la “grancassa” del risparmio è tutta da dimostrare…

    come sempre è in coda che si trova il veleno:

    “..il nostro obiettivo è migliorare la qualità finale al cittadino”.

    ove il termine “qualità” non è proprio il più adatto per significare economicità a parità di efficacia.

    buona giornata

    RE Q

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