Renzi faccia i dieci punti di FARE PER FERMARE IL DECLINO

“Sono un Veneto che sa tirare la cinghia e anche la volata”

Parole di Flavio T., un lettore che riteniamo affezionato, libero del suo pensare ed agire come tutti i nostri frequentatori, sapendo di essere apprezzato e rispettato. Sarà per questo, anche lui ha eguale apprezzamento di Città Ideale, almeno così ci piace pensare. Con noi ha aderito fin dalle origini con Oscar Giannino a FARE per FERMARE IL DECLINO, con le vicissitudini seguite.

Con Flavio abbiamo apprezzato e tuttora siamo convinti dei dieci punti del programma. Costruiti dagli economisti italiani di qua e di là dell’Atlantico Punti che, con la forza della  logica confermano ogni giorno la validità. Riteniamo utile riproporne la lettura e la conoscenza (VEDI).  Le cose da fare restano queste. A gente come noi importa meno chi. Determinante però è FARE. Il  bla bla bla dello scout premier che sta pensando alle elezioni ci preoccupa. Ci indigna per la gravità del momento.


L’affermazione del titolo è di Flavio. Dice molto del suo carattere di persona che affronta la realtà. Ci viene facile unirci  e condividere: se bisogna tirare la cinghia, si fa è basta.  Crediamo che anche molti dei nostri lettori siano così. Noi siamo gente che si convince con gli argomenti seguiti dai fatti. Coscienti che senza i dieci punti di FARE saremo commissariati (come un giorno si e l’altro pure ripete Padoan. Lo farà finché non lo scacciano).

I riti vetusti della democrazia dal suffragio universale, diventati strumenti massicci che perpetuano la politica di potere. Non basta  proporre le soluzioni, bisogna che i Cittadini elettori le facciano proprie, il che è difficile, quasi impossibile. La democrazia malata rischia di crollare con il fallimento del Paese.  L’impalcatura, d’un tratto, si sbriciolerà. Torneremo nudi alla meta. Evento che vogliamo assolutamente evitare, coscienti del disastro sociale che ne seguirebbe. Per questo l’auspicio, che facciamo nostro:

Passiamo al comando noi di FARE, con la squadra, così com’è

(Flavio Turin 10 Settembre 2014) Intervista a Michele Boldrin: “La politica economica di Renzi è solo propaganda” Il vulcanico ex coordinatore di Fare – per Fermare il Declino: Michele Boldrin, intervistato in occasione del dibattito col viceministro del Tesoro Enrico Morando a Pontelagoscuro (FE) , esprime perplessità sull’operato dell’attuale esecutivo .

D. Professor Boldrin , come giudica l’operato del governo Renzi sino ad ora , sia dal punto di vista economico che delle riforme istituzionali?

R.  “Dal punto di vista economico mi sembra che l’attuale governo stia facendo solo propaganda e il bonus degli 80 euro è arrivato a pochissimi. Anche la polemica con Cottarelli segnala intenzioni poco serie , almeno per il momento. Credo che dopo sette mesi di governo , se non cose fatte , ci vorrebbe quantomeno un piano vero su ciò che si dovrebbe fare. Dal punto di vista politico-istituzionale sono sempre stato tra i critici della riforma elettorale , poiché è una legge che elimina uno dei ruoli fondamentali del parlamento , ossia la rappresentanza delle minoranze. Anche un Senato di nominati non serve , siccome secondo la Costituzione dovrebbe rappresentare entità federali o locali. La questione federalista , che ritengo fondamentale in un paese come il nostro viste le differenze di spesa e di tasse , risulta quindi scomparsa. Il giudizio nel complesso è quindi negativo.”

D. Proprio oggi si è ricominciato a parlare di articolo 18 e Jobs Act. Quali sono le sue idee sul mercato del lavoro , i cui dati recenti mostrano un tasso di disoccupazione in crescita al 12,6% ?

R. “L’articolo 18 mi sembra più che altro una cosa simbolica e abbastanza irrilevante nonché un residuo del passato. Occorre poi un contratto unico e la possibilità di licenziare per motivi economici. Serve inoltre abolire i contratti collettivi che ingessano il nostro mercato del lavoro e sostituirli con contratti di tipo aziendale o d’impianto. Dopodiché bisogna rifare completamente l’impiego pubblico , equiparandolo a quello privato , e abolire la Cassa Integrazione sostituendola con un sussidio di disoccupazione per tutti, limitato nel tempo e legato a programmi di mobilità e apprendimento di nuove mansioni , qualora si perdano le proprie.”

D: Le scorse elezioni europee hanno consegnato un verdetto netto , ridimensionando quindi il ruolo del centrodestra. Secondo lei quali sono gli interlocutori giusti e da dove ripartire per costruire un’alternativa liberale al Partito Democratico?

R. “Renzi ha ottenuto una larga vittoria in termini di percentuale , ma ricordiamo che per 11 milioni di elettori che hanno votato PD , su un totale di 50 milioni potenziali molti si sono astenuti. Il nostro risultato è stato disastroso , inutile nascondersi , ma almeno abbiamo chiarito con quelli di ALDE Italia che quella di Scelta Civica si è rivelata un’esperienza politica fallimentare , che però a livello locale ha attratto persone molto capaci e mi auguro che capiscano ciò. Su come costruire un centrodestra italiano moderno ed europeo alternativo al PD il dibattito resta aperto. Ho molta stima per i ragazzi che spingono per le “leopolde” ma ci vuole molta pazienza ; non è solamente con un grande meeting che spunta la soluzione al berlusconismo.”

D. Se fosse a Palazzo Chigi , quali sarebbero i principali provvedimenti che prenderebbe per “cambiare verso” quantomeno dal punto di vista economico?

R. “Sono esattamente quelli elencati nel manifesto da cui nacque Fermare il Declino. Andrebbero fatti uno alla volta e spiegati alla gente . Noi ci eravamo dati un tempo di 5 anni in cui realizzare quei tagli alla spesa raccomandati anche da Cottarelli , quelle dismissioni e quelle riforme della burocrazia e della scuola indicate nei dieci punti del programma di Fare.”

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  1. #1 scritto da Giorgio Vismara il 17 settembre 2014 22:02

    Buonasera,

    Mi riesce veramente difficile capire come non dar ragione al prof. Boldrin.

    E ancor più difficile capire come la maggior parte degli italiani non capisca quello che dice…. Forse perché (Boldrin) parla un linguaggio troppo semplice, chiaro e diretto.

    Cosa non consona ai nostri politicanti, abituati a proclami e grida di sapore manzoniano poi regolarmente ridimensionate e smentite.

    Intanto, dalla pubblicazione di quei semplici dieci punti di programma, sono passati, se non sbaglio, tre anni…. E, se applicati, saremmo giá oltre la metá dell’opera

    Invece,
    sem ancamò chi…. L’è tua, l’è mia, l’è morta a l’umbrìa!

    E il pischello ci ha chiesto mille giorni.
    Per far cosa?
    Chiacchiere e fumo negli occhi.
    Tirare a campare per altri tre anni.
    Poi si vedrá.

    Ma non sarebbe più semplice prendere un programma semplice e chiaro e portarlo a termine?

    E noi italiani che cacchio aspettiamo a toglierci le fette di salame dagli occhi?

    A capire che dobbiamo cacciare a pedate nel didietro questa accozzaglia di nullafacenti che continuano a speculare sulla nostra buona fede?

    Ma quando andiamo a votare a cosa pensiamo?

    Dobbiamo assicurare un futuro ai nostri figli e nipoti.

    Non abbiamo nessun diritto di caricare i nostri eredi dello scempio che abbiamo consentito votando “sègund cunfurma”.

    Cerchiamo di porvi rimedio prima che sia troppo tardi.

    Nell’urna (speriamo presto) usiamo, per una volta, il cervello e non badiamo al portafoglio!

    giorgio vismara

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 17 settembre 2014 23:30

    Mi piace molto questo commento Giorgio Vismara, davvero.

    Facciamo pure due anni anziché tre: avremmo forse una riduzione dei dipendenti pubblici, a casa con un assegno di Cittadinanza. In cambio forse due o trecentomila occupati in più.
    Probabilmente l’economia che marcia a livelli della Spagna. un più due nel PIL …. contratti per grandi opere e vendite export in aumento
    Saremmo a metà strada… con uno spread meno che dimezzato.

    Condividiamo quindi lo sfogo, l’indignazione sul nulla che il paese sta facendo, ancora adesso.

    Soprattutto ci sentiamo uniti nel percepire la colpa che già ora vediamo cadere sulle spalle dei nostri figli e nipoti, per le conseguenze dei nostri sprechi (fatti dalla partitocrazia, ma personaggi che abbiamo messo su noi…!)
    da non dormire la notte… se siamo persone serie, e noi lo siamo.

    dobbiamo informare e formare, fare il possibile perché si esca da questo pantano.

    buona notte

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 18 settembre 2014 08:42

    Renzi è partito con i 100 giorni, poi 1.000, alla fine ne chiederà 10.000 (di giorni) e poi banzai (cioè 10.000 anni).

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 settembre 2014 09:58

    Andrea….

    mi associo a Vismara e al suo senso di colpa verso le nuove generazioni, i figli e nipoti ai quali lasciamo questa montagna di DEBITO PUBBLICO

    fa spavento, con questi qua; appaiono incoscienti.
    Dei ragazzetti in libertà con la divisa di scout, in perlustrazione della valle Anzasca, …. con il capetto che da loro ordini con tono e volitivo e assoluto (tutti coscienti che è per finta)

    tristi le considerazioni che ne vengono

    buona giornata

    RE Q
  5. #5 scritto da Franco Gatti il 18 settembre 2014 10:20

    Lo scoutimo è un’altra cosa…
    Non diamo a Baden-Powell ed alle decine di migliaia di persone che sono impegnate nello scoutismo colpe che non sono loro.

    Tra i motti dello scoutismo ci sono:

    Sii preparato (a compiere il proprio dovere)
    e
    Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato.

    Credo che il Segretario del PD e Presidente del Consiglio pro tempore debba lavorare su entrambi…

    Mentre entrambi potrebbero essere sottoscritti anche da molti che scrivono e leggono questo blog…
    Franco

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 18 settembre 2014 10:40

    Giusta la precisazione di Franco Gatti..

    l’utilizzo di metodi comportamentali da ragazzo in vacanza da parte del nostro premier che si trova a prendere decisioni di una importanza assoluta per il paese, gravato da un debito di 2.165miliardi di euro (DUEMILACENTOSESSANTACINQUEMILIARDI), non deve tradursi in una svalutazione dell’associazionismo scoutista, meritorio e format.

    Siamo d’accordo e ne terremo conto, nel parlare del premier scout.

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da Flavio T. il 18 settembre 2014 20:38

    Ringrazio l’amico Saccavini !

    Ho conosciuto M. Boldrin all’Antimeeting di Febbraio, al lancio del partito.
    Non è Zingales – peraltro uomo geniale, ma che trasmette poco in videoconferenza – !

    La squadra è dei soliti patavini (PD),
    un pò professori, un pò distaccati,
    come S. Brusco e lo stesso E. Zanetti.

    Padova è la città di Galilei:
    seguite su queste pagine i nostri spunti,
    non aspettate la Nuova Crisi del sistema USA sopravvalutato
    che gli scritti di B. Mandelbrot prevedono entro il 2020,
    (gli altri crack borsistici di Wall Street sono del 1988, 2000, 2008)

    Siate sempre fedeli alla vostra natura di spiriti liberi e anticonformisti !
    Inseguite per tutta la vita il “sogno kepleriano” di unire conoscenze in campi diversi !
    In omaggio a B. Mandelbrot, il più grande matematico del secondo Novecento, cercate di misurare l’irregolarità della Natura !

    Messaggio di indipendenza e di libertà, il mio !

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 18 settembre 2014 21:30

    Buona serata Flavio T.

    grazie dei riferimenti matematici che affianca alla politica, mi trovano sensibile.
    Il fatto è che ho appena terminato di leggere una avventura straordinaria di almeno tre generazioni di matematici di tutto il mondo attorno all’ipotesi di Riemann sulla successione dei numeri primi.
    Una storia affascinante ancora non conclusa: una sfida che riguarda la matematica e la fisica delle sub particelle che con i quanti è intervenuta…

    Non si tratta solo di una diversione: insegna molto sul metodo scientifico e sull’esigenza di una sua applicazione anche nell’economia e nella politica:
    la severità di un metodo che dobbiamo perseguire nel nostro indagare su questo mare magnum di pasticci e pasticcioni…..

    ne parleremo ancora

    buona serata

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 19 settembre 2014 01:31

    A proposito di Sandro Brusco: invito tutti a leggere il trittico, che ha recentemente pubblicato sul sito noisefromamerika, nel quale passa in rassegna (e riduce in briciole) l’aspetto economico del programma di Corrado Passera.

    Essendo l’analisi di un programma elettorale, occorre un po di pazienza, ma si legge piacevolmente e non necessita di particolari nozioni tecniche per essere compreso.

    Anzi, ritengo che sia particolarmente adatto proprio per chi manca di nozioni specifiche, perché fornisce interessanti spunti di riflessione, comprensibili ma non banali, e aiuta a sviluppare un certo senso critico senza perdere di vista gli aspetti concreti e pragmatici.

    Il primo articolo si trova al link sottostante e all’interno dello stesso troverete i links alle altre due parti. Buona lettura.
    http://noisefromamerika.org/articolo/programma-economico-italia-unica-domanda-aggregata

    RE Q

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