ENERGIA, ELETTRICITA’, ILLUMINAZIONE IN EUROPA E IN ITALIA

Rinaldo Sorgenti, da esperto del ramo energia, ci fa avere le sue riflessioni al riguardo, che possono sembrare diverse, ma non lo sono. L’ottica con cui esamina la situazione ed i dati che ci fa avere, molto interessanti, riguarda l’impiego nazionale dell’energia. Utile la riflessione, che paradossalmente rende ancor più marcato lo spreco nell’illuminazione pubblica viste le differenze produttive e di costi.


Cottarelli, il manager che ha il compito di ridurre la spesa pubblica, di rendere efficiente lo Stato, marca la differenza nei costi dell’illuminazione pubblica (VEDI il nostro articolo), individuando un risparmio potenziale di oltre un miliardo. Sorgenti ci segnala un dato che nella sua semplicità è drammatico: in rapporto al PIL (ed anche pro capite) abbiamo un minore impiego dei paesi europei!

Consumare meno in rapporto al PIL ha un significato secco: l’Italia sta uscendo dalle produzioni che richiedono maggior consumo energetico, le cosiddette attività energivore. Pensiamo ad esempio ad Alcoa in Sardegna (di cui abbiamo già parlato in passato), nella sua drammatica conseguenza sociale (oltre che economica). Le imprese ad alto consumo energetico (nonostante sconti e contributi dallo Stato: cioè tasse per noi Cittadini) se ne stanno andando o sono già andate.

A scendere, per conseguenza è la minore attrattività per le produzioni manifatturiere (che utilizzano componenti da produzioni energivore). L’energia è settore primario della produzione di un paese, la perdita di competitività genera a catena ricadute negative su tutto il sistema. Uno Stato da ripensare e da far ripartire, l’Italia.. (titolo della redazione)

Senza energia non c’è industria, non c’è ricchezza, non c’è lavoro

(Rinaldo Sorgenti 27 Agosto 2014) Molto opportuna la costante focalizzazione sulla gestione della spesa pubblica che nel nostro Paese presenta indubbiamente dei risvolti deprecabili ed insostenibili, quindi da affrontare e ridimensionare con convinzione e determinazione.

Il riferimento però alle foto satellitari che mostrano il livello di concentrazione sulla Terra delle aree illuminate serve primariamente ad indicare quali sono le condizioni di sviluppo e di benessere, ma anche di intensità urbanistica abitativa dei vari territori. Al riguardo sappiamo bene che l’Italia presenta una densità di abitanti in rapporto alla superficie totale abbastanza elevato e maggiore rispetto ad altri Paesi, altrettanto se non più sviluppati del nostro, mentre altri grandi Paesi hanno una superficie molto maggiore.

Ora, tornando al tema dell’illuminazione pubblica, vorrei offrire qualche elemento di dettagli e spunto di riflessione che, forse, può servire a comprendere almeno in parte l’argomento e le sue implicazioni e motivazioni.

Considerando l’Europa (Ue28), sappiamo che l’Italia è al 4 posto tra i Paesi più avanzati e sviluppati, dopo Germania, Francia, U.K. e precede la Spagna. Se facciamo una correlazione in base al PIL, ci rendiamo presto conto che l’Italia è, indubitabilmente, uno dei Paesi con la migliore grado di “efficienza energetica”, vale a dire consuma molta meno elettricità rispetto al PIL ed anche procapite. Qualche sommario dato indicativo:

L’Italia produce circa 290 TWh di elettricità e ne consuma circa 335 TWh, non riuscendo (per ragioni tecniche e strategiche) a produrre in Italia tutta l’elettricità che necessita al Paese. Ne importiamo infatti il 13-15% anno dai Paesi confinanti: Francia, Svizzera e Slovenia in particolare, indubitabilmente prodotta prevalentemente dal Nucleare che noi avremmo “bandito”!
Perché ? Semplice, perché  costa meno (lo riconoscono inopinatamente gli stessi pseudo-ambientalisti!)
La Germania produce e consuma a casa propria circa 620 TWh (con solo il 30% in più di popolazione), mentre la Francia ne produce circa 550 TWh (con una popolazione quasi simile alla nostra). La Gran Bretagna ne produce circa 370 TWh ed infatti è il Paese con la migliore efficienza energetica in assoluto in Ue28.

Perché quei Paesi (in particolare Germania e Francia, ma anche Belgio, Olanda, ecc.) consumano più elettricità di noi? Prima di tutto perchè l’elettricità in quei Paesi costa mediamente molto meno che in Italia e la principale ragione (a prescindere dalle motivazioni fiscali) è dovuto al ben diverso “MIX delle Fonti” utilizzate in quei Paesi, diversamente dall’Italia, per produrre quel bene essenziale che è appunto l’ELETTRICITA’ !

Infatti, Germania – U.K. e Francia soprattutto (ma anche Spagna), producono elettricità anche con il Nucleare e la combinazione di Carbone+Nucleare raggiunge valori molto elevati e tra il 60 e 80% del totale prodotto. Noi in Italia solo il 13% da Carbone (ed eventualmente aggiungendo l’import detto sopra, meno del 25% totale!!!)

Ora, essendo caratteristica degli impianti Termoelettrici-Nucleari di funzionare “in continuo”, lavorano sulle 24 ore e, soprattutto di notte, utilizzano parte di tale produzione elettrica per l’illuminazione pubblica sia cittadina che delle autostrade, con evidenti vantaggi in termini di sicurezza, seppure a costi ben inferiori ai nostri.

Va altresì considerato anche un altro importante vantaggio ambientale, soprattutto nelle grandi città, dimostrato proprio dal caso francese (producono il 75% circa di elettricità dal Nucleare e quindi, visto che l’elettricità in sostanza non si può conservare (ma la si può trasferire a distanza), va utilizzata nel momento in cui la si produce. Utilizzano l’elettricità anche per fini di riscaldamento civile (vedi il caso di Parigi), con indubbi grandi vantaggi dal punto di vista delle emissioni di PM10 nelle grandi città, perché  tale alimentazione sostituisce la miriade di caldaiette domestiche (tipico caso italiano) che hanno indici di efficienza ben peggiori da tutti i punti di vista.

Per non farla troppo lunga, accenno ancora solo il caso poi dell’efficienza legato alle innovazioni tecnologiche, dove l’utilizzo dei LED può oggi offrire grandi vantaggi. Ecco che quindi una gestione più oculata ed opportuna può portare a grandi economie che le Amministrazioni pubbliche DEVONO affrontare e gestire, nell’interesse dei propri cittadini. L’illuminazione è sicuramente un fattore di sicurezza civica e molti di noi ritengono che l’insufficiente (o mancante) illuminazione stradale sia un fattore negativo da superare.

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  1. #1 scritto da Giorgio Vismara il 10 settembre 2014 10:26

    Buongiorno,

    Sull’Ansa di qualche giorno fa ho letto questa recensione che mi pare interessante, non solo riguardo all’energia ma anche come modello sociale.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2014/09/03/jeremy-rifkin-litalia-deve-cambiare-modello-energetico_3113190e-b422-4e56-9ad1-2ece2dd53589.html

    Sarebbe utile cercare maggiori informazioni sul libro e verificare la bontá (o meno) delle teorie esposte.

    Certamente, qualora il progetto fosse realizzabile, noi arriveremmo comunque ultimi perdendoci, come nostra consuetudine, in inutili chiacchiere.

    Ma…. “Stiamo sereni!”

    giorgio vismara

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 10 settembre 2014 11:13

    Sono gli effetti, paradossali, dei mercati regolamentati, distorti dalla politica.

    In un mercato normale, quando domanda e offerta non si incrociano, il primo effetto immediato, è quello sui prezzi che salgono o calano in base al surplus di domanda o di offerta.

    Nel medio periodo, però, il mercato si adatta e, in caso di surplus di domanda, nuovi operatori entrano su un mercato diventato attraente, aumentando l’offerta, la competizione e, quindi, facendo calare i prezzi.

    In caso di surplus di offerta, invece, il calo dei prezzi metterà fuori mercato le aziende meno competitive.

    Nel caso dell’energia, invece, le leggi hanno un ruolo fondamentale e allocano le risorse non sulle fonti migliori (più efficienti ed efficaci), ma su quelle che i “politici”, per ragioni più o meno valide, ritengono, su base del tutto discrezionale, che debbano essere premiate o punite.

    Ergo conta molto di più avere “santi in paradiso” che essere bravi nel proprio mestiere.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 10 settembre 2014 19:11

    Il tema che sostiene Rifkin è di quelli che oggi si possono definire futuribile.

    Caro Vismara, sono questioni da valutare sempre con interesse, ma allo stesso tempo con prudenza, diremmo cautela.

    Rispetto alle criticità che ci troviamo di fronte, sembra quasi un parlar d’altro… il che non è

    Sarebbe sbagliato scartare a priori il tema: negli USA le idee nuove trovano un fermento diffuso e capitali disponibili.
    Diverse finiscono dove sono nate, ma parecchie di queste cambiano il mondo.

    Buona serata
    L’Italia dovrebbe avere le infrastrutture politiche, culturali e sociali che seguano questo modello.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 10 settembre 2014 19:16

    Lo Stato fuori dall’economia…

    deve moderare, non stabilire prezzi o che altro,
    rompere le condizioni monopolistiche, uscire da società che devono essere libere di agire sul mercato.
    Devono essere efficienti nei controlli, severi nel rompere cartelli e condizioni che li generano.

    Viene per analogia in mente il settore dell’assicurazione auto.
    Obbligatoria e regolamentata, abbiamo un premio annuo mediamente doppio rispetto all’UE!

    Queste situazioni generano sprechi, inchiodano il mercato, producono inefficienza e riduzione di lavoro, a beneficio dei pochi con i santi in paradiso

    Andrea ha centrato il tema…

    Renzi non se ne è ancora accorto e parla d’altro

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 settembre 2014 21:07

    Sono di corsa, visto l’orario, e volevo giusto offrire un breve commento a quanto segnalato da Giorgio Vismara (post nr. 1) e successivo commento di Saccavini 8post nr. 3).

    Attenzione ai “suggerimenti” che vengono da certi “esperti”!
    Io ho conosciuto Rifkin una decina d’anni fa e mi sono fatto una particolare opinione, avvalorata poi da quello che periodicamente dice e scrive.
    Allora era il promotore dell’Idrogeno, ai fini energetici!

    Nella trasmissione della scorsa settimana di RAI Radioanchio sull’energia e la crisi Ucraina-Russia, hanno appunto intervistato Jeremy Rifkin (vedi link graziosamente e prontamente segnalato da Andrea Dalseno in altro articolo su questo sito) ed io ho trovato molto pertinente ed efficace il commento di un’altro degli interventi in diretta (sul finire della trasmissione) che, dopo aver letto il libro, lo ha prontamente … “cestinato”, e definito …un tipico esempio di … “fantascienza”!

    Ecco perchè l’argomento è molto delicato ed incredibilmente stravolgente per le sue enormi ripercussioni, soprattutto ECONOMICHE!
    Altra cosa sono i VERI problemi dell’umanità, che dovrebbero avere la PRIORITA’.

    Lecito quindi domandarsi (soprattutto dopo aver fatto opportuni approfondimenti sul tema “climatico”: … cui prodest ???

    RE Q
  6. #6 scritto da Giorgio Vismara il 11 settembre 2014 15:11

    Buongiorno,

    È evidente che il pensiero di Rifkin è di “sinistra” ma tratta temi che, a livello di energia e risparmio, possono essere interessanti e sviluppati senza preconcetti, e, sopratutto, nell’interesse della collettività.

    O siamo ancora fermi a: “o la pensi come me o sei contro di me”?

    Non è più tempo di contrapposizioni “aprioristiche”. O si lavora per il bene della comunità tutti uniti alla ricerca del meglio o “lassa perd!”

    Col rischio che ” chi vûsa pussè, la vacca l’è sua! ”

    Ma… “stiamo sereni!”

    giorgio vismara

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 11 settembre 2014 16:32

    Vismara buon giorno,

    lasci perdere la targa destra/sinistra.
    Attirbuire a qualsiasi autore di qualsiasi paese un’etichetta è riduttivo.
    Occorre entrare nel merito di ogni posizione assunta: ve ne saranno di positive, ma anche di altreche lo sono meno o addirittura pessime.

    Non fidiamoci dell’immagine che possiamo avere di una persona per le cose che sappiamo e conosciamo.
    Questo vale per il passato e per esprimere un orientamento di massima.

    La teoria di cui parla nel libro può essere un percorso, dle quale si è ai primi passi.
    La soluzione semplice dietro l’angolo, può anche capitare.
    Una bella fortuna, ma lasciamo decanatare, senza ostacolare, ma muovendoci con i piedi di piombo.

    I problemi del momento si affrontano con quello che al momento abbiamo disponibile e sicuro.

    buona serata

    RE Q

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