Sprechi e tasse nascoste. Illuminazione: chi ha paura del buio?

Il titolo è in parte preso dal sito di Carlo Cottarelli (il responsabile della Spending Review, nominato da Letta, non proprio in sintonia con il dichirante-nullafacente Renzi). Un sito che contiene non moltissime ma succose considerazioni, che invitiamo i lettori a seguire (VEDI).

Chi ha paura del buio?


È il titolo di un’analisi interessante e sconfortata, del 10 Giugno scorso. L’immagine esposta ne da la plastica rappresentazione.

Circolano da qualche tempo nell’ambiente degli analisti economici delle grandi banche internazionali alcune fotografie che vengono utilizzate per illustrare il persistente spreco di denaro pubblico nel nostro paese. Si tratta di foto dell’Europa di notte prese da satelliti …..

Il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica in Italia è di 107 kWh, più del doppio della Germania e della Gran Bretagna e un terzo in più della Francia (nonostante Parigi). A Berlino gli abitanti per punti luce sono 15,6: a Milano sono 9,4

Questo comporta uno spreco di denaro pubblico (l’illuminazione stradale costa circa due miliardi di euro e grava prevalentemente sulle finanze dei comuni)

……Alcune municipalizzate che rivendono elettricità sono così inefficienti—particolarmente in termini di costi del personale, e, in generale, nei costi fissi—che si sostengono solo con la vendita di quantità di energia eccessive ai comuni controllanti. Riducendo i consumi a quanto effettivamente necessario, si manderebbero in rovina queste municipalizzate. Questo, capite bene, è del tutto paradossale.……….

Ce ne fornisce l’indicazione Andrea, proponendoci, entro il sito IBL il reparto wikispesa (VEDI) che ci fa conoscere le condizioni e situazioni di spreco entro la nostra spesa pubblica. entro quest’area abbiamo trovato molto istruttivo e illustrato quello relativo al sito archeologico Pompei, che invitiamo pure a vedere (VEDI).

Per parlare di Buccinasco, l’illuminazione ci costa 600mila euro l’anno. Ne abbiamo parlato a Febbraio (VEDI) quando si trattò di approvare, con 14 anni di ritardo, l’applicazione di una legge regionale “urgente” sull’efficientamento dell’illuminazione.  Occasione nella quale si scoprì che a Buccinasco il comune era proprietario di 800 corpi illuminanti, non censiti!

Trascorsi sette mesi, non se ne sa nulla; nessuna notizia. Ma Buccinasco sarà nella media? Pensate che solo di noleggio si spendono 30 euro l’anno per ogni palo; circa 80mila euro per i 2400 pali ENEL. Senza contare la manutenzione? Il sistema di costo energia è fisso standard (flat) 500 euro l’anno. Un sistema che disincentiva economie (il cui beneficiario sarebbe ENEL, nulla a comune).

Una banalità, una delle infinite banalità di inefficienza, oltretutto con un costo energia che in Italia è del 30% superiore a paesi come la Germania. La risparmiano; tengono i costi pubblici sotto controllo. Solo in quantità saremmo su 1,2 miliardi l’anno di minori spese; se contiamo il differenziale di costo arriveremmo vicini ai due miliardi.

Un sistema che è marcio dentro: il sistema politico strutturato per ingrassare sprecando, enti pubblici locali carichi di dipendenti e inefficienza. Non lo dice in modo esplicito Cottarelli: deve trasmettere la volontà, spingere a intervenire e fare. Ma lo si sente dall’aria del suo testo, il senso di solitudine e inutilità del suo ruolo. Probabile che ci resti poco; ancora per poco.

MANDIAMOLI A CASA

DOBBIAMO RICOMINCIARE DA CAPO

RIMBOCCARCI LE MANICHE

L’ITALIA POSSONO SALVARLA SOLO I CITTADINI

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  1. #1 scritto da Saccavini il 27 agosto 2014 23:44

    Il vicesindaco ha imbroccato un comunicato “leonino” con ENEL S0LE, quando questo articolo, previsto per oggi, era già su Città Ideale da tre giorni.
    Sicuramente un caso, una coincidenza. Come sempre fuori tempo e fuori misura. Vedi:
    http://www.comune.buccinasco.mi.it/articolo_5762/27/08/2014/%E2%80%9Cbasta_con_i_disservizi__non_pagheremo_piu_le_bollette%E2%80%9D.html

    Ha cominciato a litigare con ENEL SOLE un anno fa minacciando di non pagare.
    E’ passato un anno e i lampioni si spengono sempre di più. ENEL SOLE è inadempiente: il vicesindaco che fa?
    Minaccia di non pagare!
    Possiamo pensare la preoccupazione che il funzionario ENEL SOLE quando riceve la comunicazione del vicesindaco (il Sindaco intanto continua a far la pennichella): la fronte imperlata di sudore, il viso pallido, il rischio di un collasso. Il povero funzionario ENEL SOLE starà crollando?

    Lasci perdere atteggiamenti da ducetto di cartapesta, il vicesindaco.
    Due o tre solleciti senza effetto?
    Una lettera legale che denuncia il contratto con richiesta danni; gara nuova e altro fornitore.

    Vuoi vedere che il funzionario ENEL SOLE scatta e telefona subito garantendo che tutti i lampioni funzionano in 24 ore?
    Ci vuole solo una volontà ferma, senza preavvisi a parole, solo FATTI!

    Non parole, ci vogliono FATTI: lo stile Renzi delle sparate a salve sta facendo scuola.

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 28 agosto 2014 11:18

    Caro Saccavini,

    Molto opportuna la costante focalizzazione sulla gestione della spesa pubblica che nel nostro Paese presenta indubbiamente dei risvolti deprecabili ed insostenibili, quindi da affrontare e ridimensionare con convinzione e determinazione.

    ::::::::::::::::::::::::::::::::::::

    L’interessante analisi di Sorgenti segue con l’articolo:

    ENERGIA ELETTRICITA’ ILLUMINAZIONE IN EUROPA E IN ITALIA

    esce la tarda sera del 30 Agosto…..

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 agosto 2014 11:29

    Caro Saccavini,

    Ho appena letto questo interessante articolo ed ascoltato il relativo filmato, che si collega bene alla nostra realtà nazionale e che penso quindi possa interessare i tuoi abituali lettori.

    Link: http://www.brookings.edu/blogs/up-front/posts/2014/08/27-federal-debt-all-you-need-to-know-in-three-minutes-wessel

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 29 agosto 2014 13:44

    Caro Sorgenti, come si sta favoleggiando siamo entrati in un’epoca post-capitalistica (una volta, negli anni ottanta felici del deficit a go go, veniva chiamata post industriale)…

    Un favoleggiare che si regge su valori convenzionali (tali perché i mercati così li valutato), del tutto indifferenti all’economia reale, fatta di lavoro, plusvalore, ricchezza che deriva dal fare, dalla crescita dei beni.
    Non siamo al 1929, ove queste cose erano allegramente teorizzate quale ricchezza infinita che si autoalimentava, ma neppure troppo distanti.

    La situazione in Città Ideale viene vista tanto seria che dovremo parlarne ancora.

    Conoscere aiuta a capire e consente di sbagliare un pochino meno (solo un pochino, oppure anche un moltissimo)

    buona giornata

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 10 settembre 2014 02:04

    Caldo caldo, l’altissimo parere del premier sulle considerazioni di Cottarelli:

    «Il piano Cottarelli prevede tre miliardi di recupero dall’evasione e diciassette di tagli alla spesa. Ci sono cose che condivido e alcune, come spengere le luci nei comuni, che mi sembrano un’assurdità totale».

    di Nicoletta Cottone – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/dfubjO

    I tecnici non capiscono nulla…. loro fanno i paragoni con la Germania che spende la metà…. ma se si riducono i consumi energia sai quante tasse si perdono….

    RE Q

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