Sanità pubblica in Italia, Svizzera e libero mercato

Che Città Ideale sia favorevole alla struttura di tipo svizzero è risaputo dai lettori. Due parole per dire di che si tratta. Lo stato stabilisce le condizioni minime cui un Cittadino deve essere assicurato sulla salute. Ognino può assicurarsi (è obbligatorio) presso le  61 assicurazioni private che offrono polizze diverse secondo le esigenze del singolo, partendo dal minimo di legge. Ogni assicurazione ha propri ospedali e cliniche convenzionati.

Effetti: UNO nessun costo per le casse pubbliche; DUE libertà di scelta del singolo Cittadino nel mix sicurezza/costo; TRE: competizione fra le assicurazioni autorizzate e fra cliniche e ospedali (chi è meno efficiente avrà meno o nessuna  convenzione: dovrà chiudere o vendere). QUATTRO: ambiente e cura nelle cliniche. Inarrivabili le prestazioni e la efficacia degli addetti.

In un sistema del genere chi ha maggiori possibilità può assicurarsi con maggiori standard in caso di ricovero, in numero di prestazioni, ecc. Chi in ospedale non pretende la suite, tv, assistente personale fisso, pagherà meno all’assicurazione. Il che può ingenerare una sorta di aspirazione ingenua ad avere per tutti i trattamenti massimi.

In tutta Europa la sanità è pubblica, ma con criteri diversi: in Germania le casse malattia sono legate alle aziende, a Comunità singole o consortili. Del sistema italiano sappiamo tutti tutto, compreso che è quello che offre il livello qualitativo di assistenza più elevato (dopo la Francia). Più elevato non vuol dire però più efficiente; può anche contenere sprechi.

Il costo annuo del sistema è sui 115 miliardi, siamo entro un costo pro capite medio in Europa, cui sono però da aggiungere circa 40 miliardi di spese individuali. in totale la sanità costa al cittadino intorno a 2500 euro l’anno, fra tasse e soldi spesi in proprio.  I dipendenti del SSN sono poco meno di 650mila.

In Italia il SSN effettua il 35% in più di esami clinici rispetto a Germania e Regno Unito. L’Italia è il mercato più importante d’Europa per consumo di presidi farmaceutici e medicinali, di tutti i tipi. In definitiva, pur con una variabilità regionale abbastanza forte, gli spazi di miglioramento sono evidenti.

Insomma, considerata l’assenza di un parametro di riferimento, il costo medio del sistema sanitario è fortemente migliorabile riguardo a ambulatori, cliniche, ospedali, ecc. con differenze sensibili fra regione e regione.

Insomma, una delle aree di miglioramento per ridurre lo sbilancio dello stato e ridimensionare il debito pubblico riteniamo stia nella liberalizzazione del sistema sanitario. Seguendo l’esempio Svizzero. Oltre 100  miliardi l’anno di minori tasse, di maggiore competitività per le imprese, di maggiore ricchezza personale a ciascuno di noi,  che diventa libero di scegliersi i costi e i servizi migliori sul mercato.

In Svizzera esiste l’istituto del referendum abrogativo e propositivo ed il 28 Settembre un quesito si propone di instaurare in Svizzera il sistema mutualistico unico; appoggiato anche dal partito socialista, venuto a ruota. Sarà molto probabile, salvo sorprese, che questa proposta venga bocciata dai Cittadini votanti (l’esito vale quale che sia la partecipazione al voto; in Svizzera chi non vota non conta).

Se ne parla sui media (VEDI e VEDI) per le posizioni di coloro che sono per il no al referendum: i conservatori (che in Svizzera non si vergognano di dichiararsi tali) e i liberali. La stessa Confederazione raccomanda di non cambiare. La polemica sui nostri giornali riguarda lo slogan che parifica la mutua unica al sistema italiano: c’è chi si offende, ma la nostra immagine all’estero la fanno i nostri politici ogni giorno.

Perché la partitocrazia fa l’offesa se si tocca il SSN? facciamo agli interessi in campo ? Il 90% o giù di lì dei soldi che lo Stato versa alle Regioni riguardano la sanità!  Se questo sistema lo Stato non lo gestisce più, sai che dieta per i politici !!  Farne una polemica serve a poco: rimbocchiamoci le maniche e facciamo le cose per bene:

PARTITI A CASA

CAMBIAMO IL PAESE!

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 27 agosto 2014 12:12

    Il sistema perfetto non esiste e ogni sistema ha luci ed ombre. Quello sanitario svizzero, ad esempio (VEDI):

    • Il sistema svizzero di assicurazione sociale contro la malattia
    (che incide per il 66% sulla spesa sanitaria globale) è
    finanziato nella misura del 51% tramite la tassazione generale
    o contributi sociali (equità), per il 40.5% da premi assicurativi
    individuali indipendenti dalla capacità contributiva dei
    cittadini e per il 8.5% da co-payments.

    • Il sistema così concepito grava in modo particolarmente
    elevato sul ceto medio (che non riceve sussidi).

    …………………………..

    Molto interessante il link individuato da Andrea, che arricchisce la conoscenza e genera ulteriori riflessioni. Prosegue con l’articolo:

    LA SVIZZERA, NON E’ TUTTO ORO, MA…..

    RE Q

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