Trasparenza e Comunicazione: perché viene evitata?

Nei giorni scorsi ci è capitato di andare a rileggere il primo articolo di Città Ideale uscito con la data del 02 Agosto 2010, dal significativo titolo: Comunità presente, Comunità assente. La presenza della Comunità, dei Cittadini, come individui e come collettivo, è questione che non solo non ha attenzione. Da fastidio ai pro tempore del momento; la si vuole deliberatamente evitare. Allora come oggi.

L’esempio più recente viene da ASB e dal suo bilancio. Presentato al Consiglio alla approvazione quale consuntivo in modo così generico e improprio che Coalizione  Civica ne ha tratto una richiesta di chiarimenti corposa. Presentata in Consiglio, richiesta per iscritto, discussa più volte qui in Città Ideale  (si vedano qui gli ultimi quattro, cliccando ASB). Risposta fornita in modo così poco professionale  che  riteniamo la questione ancora aperta.

Resterà una esigenza di trasparenza insoddisfatta, se non ne saranno obbligati.  Così come insoddisfatta è stata la richiesta di una presentazione analitica dei costi di assicurazione (a memoria 160mila l’anno di canone) per danni dalle buche nelle nostre strade. Richiesta inviata a Febbraio, dopo otto mesi insoddisfatta. Potrebbero in dieci minuti stendere il prospetto richiesto: negli ultimi tre anni il numero danneggiati pagati; l’importo complessivo; il premio corrisposto, le strade ove più frequente si registra il danno, la tipologia dei danni.

Non si tratta di una pretesa sospettosa, bensì di una informazione dovuta ai Cittadini, che rende conosciuti i fenomeni che generano questa spesa. Conoscere significa evitare danni, promuovere suggerimenti per migliorare la condizione e sicurezza delle nostre strade. Trasparenza e conoscenza, analisi di ogni tipologia di spesa, rende più rispettabile e autorevole la nostra amministrazione. Al contrario, nascondere è fonte di incertezza; diffonde sfiducia e sospetti.

Perché allora non farlo? Perché non rispondere alla domanda di trasparenza di Città Ideale?  Quali possono essere le ragioni di oscurantismo sulle spese dei nostri amministratori, sui criteri, sulle scelte? Domande che riproponiamo e continueremo a mettere sul tavolo. Amministrare non deve significare farlo a proprio comodo;  sentirsi liberi di decidere senza trasparenza.

Far conoscere le cento cose di cui l’amministrazione si occupa, in termini di quantità, criteri adottati, comportamenti virtuosi che le riducono, consente alla Comunità intera di sentirsi partecipe. Di apprezzare le scelte che si rivelano appropriate, di suggerire soluzioni diverse, di capire e conoscere i nostri amministratori. Eppure, trascorsi quattro anni, cambiata amministrazione, siamo nelle stesse condizioni.

Non si tratta solo delle piccole spese. Un altro esempio? prendiamo gli immobili scolastici di cui cura la gestione il comune. Quest’anno sono a bilancio spese straordinarie (?) per milioni. Sarebbe utile capire, per ciascun immobile,  quali e quante sono state le spese di manutenzione del trascorso decennio. Non tanto e non solo per avere la cifra complessiva ma per capire le scelte fatte, le spese assunte, eventuali lavori che si sono rivelati di costo eccessivo o di durata inferiore alle attese.

Il medesimo criterio per le opere stradali, ripartite per strada, appalto; per lotti omogenei, ecc. Viene alla mente la conseguenza della non informazione analitica: siamo stati obbligati da una legge regionale alla analisi del sistema di illuminazione e ciò ha consentito di scoprire centinaia di pali di illuminazione non presenti in bilancio! Bastano queste note per capire quanto sia importante far conoscere una analisi sistemica di ogni opera che abbia carattere ricorrente. Eppure nulla. Non ne sappiamo nulla noi Cittadini che paghiamo, ma sembra che neppure in municipio vi sia un sistema che consenta di conoscere.

Tentare un’analisi del comportamento oscuro di chi ci amministra non è più una curiosità.  Si tratta innanzitutto di denunciare una mancanza seria. Di una carenza che ha l’apparenza di essere voluta… e allora?  Perché procedere in questo modo oscuro e improvviso (che sa di improvvisato, come per il turn over del personale), coprendo l’assenza informativa ordinata col ricorso a comunicati  pompieristici, autoelogiativi ?

Non convincono nessuno; gli autori lo sanno benissimo ed è forse per questo che l’informazione e la verità di Città Ideale è mal sopportata. Rispetto alla Democrazia, la mela bacata sono loro. Da qui viene il disinteresse, la calante partecipazione a elezioni (che appaiono di facciata e non cambiano nulla). La Democrazia è come un albero, anche fosse robusto (da noi non lo è): richiede cure, attenzioni e volontà di farla crescere perché resti in buona salute. Se trascurata o osteggiata si ammala e può anche morire.

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  1. #1 scritto da saccavini il 16 agosto 2014 09:07

    Guarda la combinazione….
    All’albo pretorio con data 12 Agosto è pubblicata la delibera che rinnova l’abbonamento alle pubblicazioni periodiche per la biblioteca comunale “che copre tutti gli ambiti culturali, parte con carattere scientifico, parte con caratteristiche divulgative”.
    La spesa è si 1184 euro, che non si intende discutere, mentre manca l’allegato elenco.
    L’informazione partecipata, la trasparenza, richiederebbe che l’elenco delle riviste fosse reso pubblico, allegandolo alla delibera.
    Informazione che aiuta a rendere utile la spesa, facendo conoscere l’elenco se ne aumenta la consultazione.
    Una cosa semplice, oltretutto il regolamento dovrebbe rendere obbligatoria la pubblicazione degli allegati… Disattenzione, forse. Ma indice di una gestione che cura l’adempimento burocratico, che manca di attenzione alla utilità sociale, alla fruizione di materiali di cui pure la Comunità sostiene la spesa.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 16 agosto 2014 11:15

    Ne vogliamo un’altra delle notizie che bisogna ricercare col lanternino e di cui non si parla?

    Il bando per il nostro periodico Buccinasco Informazioni (nostro si fa per dire, perché è proprietà assoluta, monopolistica, dei nostri reggitori, che ne fanno uso ed abuso).
    I lettori ricorderanno che una delle prime decisioni del Commissario Iacontini fu l’eliminazione di Buccinasco Informazioni (che allora. 2010, se la memoria non sbaglia, costava 20mila l’anno o forse meno).

    Pubblicata in questi giorni la gara sul web della durata di 3 anni, con una base d’asta di… 109mila euro costo totale).
    vedi: http://www.comune.buccinasco.mi.it/openweb/web/data/documenti/37124_00003712400001A.pdf

    Lecito domandarsi la logicità di questa spesa per la nostra Comunità?

    RE Q

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