Italia e Renzi: dall’Economist il realismo che brucia

Ce li ricordiamo tutti gli articoli sulla rivista Inglese  con l’analisi della demagogia di Berlusconi?  Titoli a tutta pagina da laRepubblica (in primis), a ilCorriere, laStampa e via pubblicando.  I Tg pubblici con decine di minuti a descrivere e commentare la bocciatura del Cavaliere ?   Sembra adesso che in Italia i giornalisti e i media si siano dimenticati dell’Economist . Eppure parliamo della più autorevole rivista globale negli studi economici (parole loro!).

Città Ideale, non rilevando attenzione sui nostri media circa un articolo che parla di Renzi e dell’Italia, trascorsi quindici giorni senza riprese (tranne un blog di Catania), proviamo a riferirne  riprendendo quanto ripubblicato su Internazionale. Non faremo altro che ripetere stralci dello scritto. Visione che è secca e distaccata; proprio per questo più efficace.

Renzi è una sorta di Berlusconi di sinistra… uno showman che attira sempre l’attenzione, proprio come l’ex Cavaliere…………. Nei pomposi e antiquati palazzi romani con gli uscieri in frac, la gerontocrazia è stata spazzata via da un esercito di sindaci arrivati dalle province.

……….. Infine c’è la preoccupazione per le condizioni dell’Italia: la terza economia dell’eurozona è ancora in difficoltà (il PIL pro capite è inferiore a quello del 1999, l’anno in cui è stato adottato l’euro) e la disoccupazione continua a crescere . Il debito pubblico , al 134 per cento del PIL, è il più alto dopo quello greco.

L’Italia è troppo grande per essere abbandonata, ma è anche troppo grande per essere salvata.

…………A parole il premier sostiene le riforme e il libero mercato. ………… La promessa di attuare  una riforma al mese era esagerata, e oggi Renzi chiede mille giorni di tempo (e non più cento) per fare la differenza. Il rovescio della medaglia ………. Inesperienza, improvvisazione e una certa vacuità.

Le riforme costituzionali sembrano distogliere l’attenzione da provvedimenti più urgenti  per salvare un paese in crisi economica e soffocato dalla burocrazia.

Per farcela c’è bisogno di una serie di riforme strutturali : liberalizzazione, privatizzazione delle aziende statali, processi più veloci e lotta alla corruzione endemica.  Renzi …………. Forse passa troppo tempo a chiedere all’Europa una maggiore flessibilità sulle regole di bilancio, trascurando la necessità di applicare la stessa flessibilità al mercato del lavoro.

Invece  di chiedere che nel calcolo del deficit non siano conteggiate intere categorie di spesa (come investimenti  infrastrutturali  in tecnologie digitali) il premier farebbe meglio a impegnarsi di più per ridurre gli sprechi.

Se la Germania continua a rifiutare una condivisione del debito per rafforzare la moneta unica è anche perché  non si fida dell’Italia.

Eurobond congiunti?  Berlino non vuole garantire per l’enorme debito italiano.

Politiche monetarie meno rigorose? C’è il rischio di resuscitare le finanze allegre dei tempi della lira.

Aumentare i trasferimenti di danaro fra i paesi? Si rischia che i meno rigorosi ne approfittino. …….

Il più grave deficit che Renzi dovrà affrontare riguarda LA FIDUCIA e IL TEMPO a disposizione  per raggiungere gli obiettivi.  ……….Fare finta che ci sia una scappatoia facile e rapida non farà altro che rafforzare i paragoni con Berlusconi.

Città Ideale, nonostante il fastidio  che possiamo percepire per la supponenza implicita in giudizi  tranchants, ritiene che vi siano robuste giustificazioni che rendono il discorso degno di apprezzamento e di attenzione. Già, ma la nostra politica sta spaccando il capello in quattro su una riforma istituzionale affrettata, dai contenuti discutibili. Per l’economia del paese c’è tempo!

PER CHI SUONA LA CAMPANA ?


NON DOMANDARTELO. LA CAMPANA SUONA SEMPRE PER TE


PER IL FUTURO DELLA NOSTRA ITALIA


PER I NOSTRI FIGLI  -  PER I NOSTRI NIPOTI



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  1. #1 scritto da Giorgio Vismara il 31 luglio 2014 15:37

    Buongiorno,

    Siamo alle solite!

    Se i nostri politicanti fossero veramente attenti ai mugugni del popolo, non ci sarebbe bisogno delle rampogne degli inglesi.

    Di contro se il popolo, invece di continuare a mugugnare e piangersi addosso, scendesse in piazza deciso e determinato, non avremmo questi squallidi personaggi che ci governano.

    Forse un giorno riusciremo ad essere Italiani e, conseguentemente, sceglieremo coloro che dovranno governare il paese con responsabilitá e mantenendo le promesse altrimenti vanno nel dimenticatoio….

    Ma, temo, ci vorrá del tempo.

    Stesso discorso vale per l,Europa. Senza una banca centrale e con un’accozzaglia di stati ognuno dei quali pretende di fare i propri comodi a scapito degli altri non possiamo pretendere di andare molto lontano….

    Sopratutto considerando che il resto del mondo avanza, mentre noi continuiamo a perderci in chiacchiere inconcludenti.

    Avec pussée ball che patina!

    Mi pare sia il motto di tutti!

    Sù alégher

    giorgio vismara

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 31 luglio 2014 18:35

    Buon giorno Vismara, e buone vacanze….

    mi soffermo sul problema dell’Europa, che nell’articolo dell’Economist è accennato brevemente ma con tratti precisi:

    Se la Germania continua a rifiutare una condivisione del debito per rafforzare la moneta unica è anche perché non si fida dell’Italia.

    Eurobond congiunti? Berlino non vuole garantire per l’enorme debito italiano.

    Chi sta frenando l’integrazione europea è il debito pubblico italiano (è enorme e non può farsene carico l’Europa):
    si potrà procedere a sviluppare le istituzioni comuni dopo che questo problema sia stato affrontato e il piano di rientro in corso di attuazione.

    Oggi aggregare avrebbe troppi rischi e costerebbe troppo agli stati più ordinati.

    In tutta onestà, come si può dar loro torto?

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 31 luglio 2014 19:03

    Non credo che Renzi, per estrazione cultuale e per la militanza nel PD, possa mettere in campo delle riforme in senso liberista, dando più spazio al mercato: e infatti continua, come tanti (quasi tutti), la litania degli investimenti e dello stop all’austerità per rilanciare l’economia, cioè il classico interventismo pubblico (a debito, che poi non sono altro che tasse future) che nulla ha a che fare con il mercato.

    Non è questione (solo) di maggioranza, ma di volontà!

    Gli ultimi tre governi, Monti, Letta e Renzi, hanno avuto maggioranze come mai nella storia repubblicana, ma di riforme vere e incisive nemmeno l’ombra!

    In Germania le larghe intese le hanno fatte, giustamente, per mettere in campo le riforme, dolorose, ma necessarie, qui le facciamo per modificare la legge elettorale!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 31 luglio 2014 19:28

    Ben trovato Andrea,

    Pensa che un conoscente che non scrive ma commenta al telefono mi ha chiesto il perché dell’immagine, che salvo l’Economist, nulla ha a che vedere con l’articolo!

    Quanto avremmo bisogno di una Mrs Margareth che prenda in mano la situazione e tiri diritto per mettere ordine non guardando in faccia a nessuno.
    Renzi lo sta dicendo e replicando ogni giorno, per far dimenticare che non lo sta facendo….

    La foglia di fico?
    viene oggi con la dichiarazione di Carlo Cottarelli: uno dei non pochi italiani di grande spessore presso le istituzioni internazionali (vedi, da wikipedia):

    Nel corso degli anni si occupa di economia per differenti dipartimenti del FMI: Dipartimento europeo, Dipartimento monetario e dei capitali; Policy Development and Review Department (dove si è occupato della riforma della sorveglianza), Dipartimento Affari Fiscali. È stato vicedirettore sia del Dipartimento europeo che del Dipartimento Strategia, Politica e Revisione. In particolare, nel 2001 è stato Senior Advisor nel Dipartimento Europeo come responsabile per la supervisione della attività del FMI in una decina di Paesi, ed è Capo della Delegazione del FMI per l’Italia e per il Regno Unito. In passato è stato capo delle delegazioni del FMI in diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito, Ungheria eTurchia.
    Dal novembre 2008 al 2013 ha assunto l’incarico di Direttore del Dipartimento Affari Fiscali del FMI. Inoltre è stato responsabile per lo sviluppo e la pubblicazione di Fiscal Monitor, una delle tre riviste del FMI.

    un personaggio così viene convinto da Letta a gestire la “spending review” (il taglio della spesa pubblica), …

    Ieri scrive sul suo blog che il governo non può far uso dei risparmi realizzati per assumere nuove spese.
    Questi risparmi devono tutti andare in riduzione di tasse.

    Il presidentino del consiglino della bocciofila, oggi risponde facendo il mussolinino:
    se vuole andare se ne vada. ne troveremo altri per fare la “spending review” come vogliamo noi.

    In questo modo non da ragione a Economist?

    Inesperienza, improvvisazione e una certa vacuità.

    Un’altra bella figura nel mondo il nostro Paese, con il mussolinino (senza attributi) che adesso è anche presidentino d’Europa.
    Così si mette in lista per un altro record: essere messo fuori prima di cominciare….

    Hai proprio ragione Andrea;
    la concezione del gattopardo è quella che dici: devono essere loro a gestire i fondi e fare gli investimenti….

    un altro giorno in cui essere italiani non fa andare fieri

    buona serata

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 31 luglio 2014 20:20

    Altri italiani che si distinguono nel paese di Albione in campo economico, sempre su Economist:

    Biagio Bossone,
    Marco Cattaneo
    Giovanni Zibordi

    Il 03 07 2014 pubblicano uno studio, molto interessante su una ipotesi di pianificazione ristrutturata del debito adottando la leva dei prestiti senza gravare sul debito pubblico.
    E’ scritto in iglese: anche chi fa fatica si legga il testo e analizzi i prospetti, che sono molto interessanti.

    il titolo:
    Quali le opzioni di Renzi per risollevare l’Italia e salvare l’euro?

    ecco il link:

    http://www.economonitor.com/blog/2014/07/which-options-for-mr-renzi-to-revive-italy-and-save-the-euro/

    buona lettura

    RE Q
  6. #6 scritto da Flavio T. il 1 agosto 2014 19:55

    Io,
    Donna M. Tatcher, me la ricordo vivamente,
    conservo il ricordo di qualche lettura su Newsweek …

    Non utilizzava, a differenza di Renzi,
    la “triangular self reference” con i media ed il pubblico.

    Donna altera, quasi una donna della Scienza, pioniera …
    Ricordiamola !
    Quel volto è come mi dicesse:
    “Trust, but verify !”.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 3 agosto 2014 15:54

    Per finire,…..

    anche Scalfari nel commento domenicale su repubblica arriva ad ammettere l’arrivo della “troika” quale unica soluzione:

    “Dirò un’amara verità che però corrisponde a mio parere ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti: forse l’Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della Troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale“.

    Se arriva a scriverne Scalfari su Repubblica (con la velina che si tratta di “un suo parere”) significa che siamo al suono della campana….

    Bene: saremo in amministrazione controllata,

    per manifesta incapacità di tutti i politici: il giorno dopo devono tutti, proprio tutti,

    UNO presentare le dimissioni e andarsene a casa….
    DUE nessuno degli eletti degli ultimi cinque anni può ripresentarsi;
    TRE i partiti storici devono sciogliersi. Agli esponenti attuali deve vietarsi di partecipare, anche indirettamente, a nuove formazioni politiche o elettorali;

    Che almeno si arrivi a liberarci da questa occupazione dello stato centralista e monopolista, che caccia coloro che chiama a ridurre la spesa: ieri Bondi, oggi Cottarelli

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 5 agosto 2014 12:44

    Quante belle e sagge riflessioni in questo post.

    L’incredibile è che oggi abbiamo scoperto un impertinente e presuntuoso “ducetto” e sono proprio coloro che hanno sempre combattuto contro le leggi di mercato a sostenerlo, forse nella speranza che davvero qualcosa cambi in questo meraviglioso e travagliato Paese.

    Le speranze, però, sono davvero vacue ed il parossismo del “No – a tutto” sta ormai dominando la scena, sotto un falso ambientalismo che fa da catena di trasmissione al suicidio collettivo.

    Arrivare a dare ragione a Scalfari sembra quasi una beffa del destino ma, purtroppo, date le nostre condizioni, è forse davvero l’ultima ancora di salvataggio.

    Certo se non si manovra per far scendere il valore dell’Euro, quanto meno per allinearlo al valore (ampiamente depresso e svalutato del dollaro USA), sarà difficile che l’economia dell’Europa possa riprendersi e competere sullo scenario globale. Ma anche questo non piace a chi “gestisce” di fatto la Ue ed allora bisognerà pensare che unirsi a coloro che l’Euro (pur essendo nella Ue) non l’hanno mai voluto, non sarebbe una scelta folle.

    Poi, flat tax e moratoria sulle assurdità della legge Fornero.
    Quando si è in emergenza, bisogna agire di conseguenza.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 5 agosto 2014 13:21

    Le sagge valutazioni sono di Economist,

    che dice pane al pane in modo davvero efficace, avendo davanti la realtà e ponendo le alternative all’Italia.
    Renzi, che non siamo stati noi Cittadini a porre in quel ruolo, ha il compito di rappresentarci: non agisce per se stesso ma per tutto il paese, tutelandone gli interessi.

    Che lo abbia ben in mente quando in Europa va a straparlare:

    agli italiani, del futuro di Renzi importa poco: del loro, e soprattutto di quello dei figlioli e dei nipoti, molto, molto di più.
    Si beva un bicchier d’acqua fresca e prima di parlare deglutisca con calma (mentre pensa).

    buona giornata Sorgenti

    RE Q

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