CITTA’ METROPOLITANA antidemocratica, statalista: la casta non cambia

Questa riflessione di Franco Gatti trae spunto dal nostro articolo del 28 Luglio scorso. A sua volta quest’ultimo è reazione ad uno sfogo analogo di Fiorello Cortiana inviata all’attivo di Coalizione Civica. Il tema sta diventando sensibile:  ci si accorge che questa attuazione Renzi della riforma Monti è centralistica, decisa e strutturata dalla partitocrazia (VEDI IL 15 12 2013 e VEDI IL 06 04 2014) su Città Ideale.

Per chi è programmaticamente anti Renzi è la conferma di un disegno antidemocratico (o che ci va molto vicino). Si tende a trovare in questo percorso metropolitano il filo rosso che traccia l’azione del premier ad occupare tutto. C’è qualcosa di vero, ma noi  siamo tentati a  tenere separate le questioni.

Forse siamo più fondamentalisti democratici (della democrazia diretta):  consideriamo affrettato il piano metropolitano, attuato da Renzi per dare segno di un cambiamento decisionale, che gli  ha preso la mano e sta generando la mostruosità che Franco Gatti descrive. Renzi non si rende conto che così fa vincere l’immobilismo del potere partitocratico, il gattopardo? che non rinnova nulla e aumenta centralismo e potere alla casta) ?

Non è un azzardo il timore che Renzi  stesso se ne renda conto e a lui va bene così essendo prioritario costruire lo stato maggioritario per risolvere i problemi del paese  La serietà dei rischi che corre il paese in autunno. Primo: il paese rischia il commissariamento. Secondo: col paese spaccato in due le riforme vere dello stato e dell’economia non si potranno mai fare. Questi i rischi e il dramma che ci descrive un Franco Gatti lucido e nel contempo allucinato dall’indignazione. (titolo della redazione, ndr)

STIAMO ANDANDO VERSO UNA RIFORMA CAUDILLISTA DELLO STATO ?

(Franco Gatti  - 28 Luglio 2014) Trovo “segno dei tempi” che stia passando sotto silenzio il fatto che a scrivere lo Statuto della Città Metropolitana saranno un gruppo di “minicostituenti” eletti tra e da i Consiglieri Comunali attuali, e che il Presidente pro tempore sarà il Sindaco della Città capoluogo, senza ALCUN coinvolgimento dei Cittadini.

Quando abbiamo votato Sindaco e Consiglieri Comunali a Buccinasco, come negli altri Comuni, lo abbiamo fatto sperando di avere dei buoni ed onesti amministratori locali, non abbiamo certo selezionato persone idonee per valori professati e capacità giuridiche e tecniche a scrivere lo Statuto della Città Metropolitana per nostro conto!

E gli abitanti della Provincia non hanno neppure partecipato alla elezione del Comune capoluogo, per quale motivo dovrebbero riconoscerne l’autorità a divenire automaticamente il Presidente della Città Metropolitana ed a decidere per loro conto?  Gli Eletti, partecipando a questa operazione, segnano un punto a loro favore, perpetuano il proprio potere rifiutandosi di confrontarsi con gli elettori.

Ma segnano anche una rottura tra il mandato ricevuto e ciò che stanno effettivamente facendo. Arroccandosi in difesa mostrano di avere paura del voto dei Cittadini. Mi sembra che tutta l’operazione “costituzione Città Metropolitane / eliminazione Province” sia gestito allo scopo di impedire ai cittadini di scegliere liberamente i propri amministratori, o di ritardare comunque il più possibile il loro giudizio tramite un voto liberamente espresso.

Mi sembra si stia seguendo lo stesso principio che sta guidando la riforma del Senato; si ritengono gli eletti (attuali Parlamentari, attuali Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali), in quanto tali, titolari di una delega data dai Cittadini per sempre e per qualunque decisione.

Un Parlamento eletto con legge incostituzionale modifica la Costituzione e crea Organi Istituzionali non elettivi, abolendo il Senato democraticamente eletto?  Renzi ripete: “che male c’è?  Il 40% del 60% degli italiani LO VUOLE!” Non serve alcuna verifica che gli eletti godano (ancora) del favore popolare.  Si vedrà POI, FORSE, con un eventuale referendum costituzionale abrogativo… In nome della cosiddetta governabilità si pongono:

- soglie di sbarramento tese ad impedire la rappresentanza per partiti e movimenti non presenti in Parlamento / Consigli Regionali e Comunali, che impediscano la presenza dei piccoli / nuovi partiti (prima di tutto il M5S, ma anche la sinistra ed i non allineati di destra)

. un sistema elettorale maggioritario, che premi in modo spropositato il “vincente”, mettendolo in grado, anche con solo il 25% dei voti, di comandare, eleggere Presidente della Repubblica, membri CSM e Corte Costituzionale,  decidere sull’eventuale impeachment del Presidente della Repubblica, concedere autorizzazioni per l’arresto o le intercettazioni dei Parlamentari….  Si ripete “in grande” quanto già avviene a livello locale, dove si premia con una maggioranza altissima in Consiglio Comunale il Sindaco vincente, qualsiasi sindaco, rendendo possibilmente impossibile il controllo da parte della opposizione.

- un blocco nella libera informazione, il cui compito è ridotto a quello di tessere gli elogi del “CAPO”.

- maggiori difficoltà per la democrazia diretta: più firme per chiedere un referendum, nessuna garanzia che una legge di proposta popolare venga discussa.

- si rinviano le elezioni per gli organi scaduti, mantenendo artificiosamente al loro posto i vecchi (molto vecchi…) vincitori, come nel caso della Provincia di Milano, per la quale avremmo dovuto votare nella primavera del 2014…  Chi rappresentano i Consiglieri eletti nel 2009?  Pare un secolo fa…!

Un ulteriore dramma della situazione, e lo dico anche da membro fondatore del PD, ed ex membro eletto nei suoi organi dirigenti, è che in pochi all’interno di quel partito paiono accorgersi della deriva el PD verso un partito autoritario.

Non si tollerano dissidenti nei direttivi nazionali

Non si tollerano dissidenti nelle Commissioni del Parlamento

Non si tollerano dissidenti che si esprimano in Parlamento

Non si tollera che la riforma Costituzionale possa essere discussa approfonditamente e col giusto rilievo dal Parlamento, ma se ne vorrebbe una approvazione a scatola chiusa.

Ci si vanta della eliminazione delle province, quando di fatto l’unica cosa eliminata è stata il voto popolare, mente i politici mantengono artificiosamente il loro potere anche oltre la naturale scadenza.

Cari amici del PD; vi rendete conto di ciò che state preparando?

Insomma, sembra che anziché essere il potere esecutivo a dover rendere conto ai Cittadini ed al Parlamento, a dover periodicamente dipendere dal Voto dei Cittadini,  siano invece Cittadini e Parlamento a dover accettare (ed approvare entusiasti) qualunque decisione del rappresentante del potere esecutivo (che dovrebbe essere temporaneo…)

Occorre parlare di quanto sta avvenendo, occorre che i Cittadini siano informati, occorre formare una coalizione in grado di fermare Renzi & C, nelle prossime elezioni, di qualunque livello ed in qualunque tempo esse saranno. Franco Gatti

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