Il gap dell’Italia aumenta: le energie rinnovabili penalizzano le imprese

Dobbiamo a Rinaldo Sorgenti,  specialista del settore, una serie di considerazioni di questo periodo che girano intorno ad una piccola finta riforma di Renzi. I media televisivi manco ne parlano e sui giornali vi sono articoli dal contenuto specialistico. Abbiamo riunito per la loro omogeneità gli articoli che ci ha sottoposto L’amico Rinaldo. Richiedono una buona mezz’ora di lettura ma, avendone tempo, vale davvero la pena (VEDI).

Cosa  è successo? Un decreto del governo che è stato annunciato in via pre elettorale europea che magnifica una riduzione del 17% del costo energia per le piccole e medie imprese. Entra in applicazione e vengono fuori (adesso) le anomalie di un sistema, la cui colpa non è di questo governo, sia chiaro. Tuttavia se si pretende di cambiare strada occorre essere chiari:  dire pane al pane;  essere  trasparente. Non  è consentito di turlupinare,  non si deve fare come ieri (se si vuole costruire fiducia per lo sviluppo).

Quanto siano importanti le piccole e medie imprese in Italia, quanto incidano nel PIL, nel costruire ricchezza per il paese, quanto apportino all’export e allo stato è coscienza di tutti. Il 90% delle imprese in Italia ha meno di 50 dipendenti. Gli hanno fatto un decreto che dichiara il 17% di riduzione ma nella realtà genera un riduzione del 3%, mentre in Europa il costo dell’energia negli ultimi anni ha subito una riduzione superiore al 50%. I nostri gioielli che dovrebbero far ricco il paese subiscono un gap di competitività energetico da brividi.

Succede che il decreto interviene solo su una parte del costo bolletta elettrica.  In Italia, statalismo imperante, il prezzo dell’energia è amministrato (cioè deciso per legge), il che consente all’ENEL di essere sempre in utile e nascondere le inefficienze sotto il tappeto. La quota  prevalente in bolletta è destinata agli “oneri di sistema”, che sono il finanziamento alle fonti rinnovabili (che hanno redditi certi per vent’anni e ci costano 12 miliardi l’anno). Il governo ne rimborsa 800 milioni ma non taglia le rendite delle rinnovabili!

Le paghiamo noi come li pagano tutti, PMI comprese. I lauti ricavi certi, garantiti dallo stato vanno a proprietari che per la maggior quota sono all’estero (magari anche italiani che si sono serviti di fondi o società off shore). L’industria delle rinnovabili è un disastro: viene progettato e realizzato in Italia solo il 5%; il resto importato da Cina, Germania e altri.

Non si vuole sparare sulla croce rossa del Governo: riesce da solo a farsi male purtroppo (anzi, a far male al Paese). D’altra parte la situazione è così intricata, che non è facile venirne fuori. Ci vorrà tempo e la decisione di un governo del FARE, che non si ferma sotto le pressioni delle categorie (in questo caso le  imprese delle energie alternative che costano intorno a 12 miliardi l’anno in bolletta).

Fosse Renzi deciso e capace di mettersi in gioco davvero, tirerebbe diritto come una fucilata. Invece? Spera di agire in tempi successivi, oppure Renzi  comincia ad amare troppo la sedia su cui si è trovato a posare le terga.  Viviamo e siamo su un mercato globale con extracosti sempre più insostenibili ed anche questo decreto è una riforma finta, fatta per raccogliere voti. Che non cambia nulla. Lascia tutto come prima.

IL SOSTEGNO A CHI CREA LAVORO E  SVILUPPA IL PAESE

ADESSO! DOBBIAMO DARE IL SENSO  D’UNA ITALIA RINNOVATA

GOVERNO DEL FARE!

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 20 luglio 2014 20:08

    Grazie Saccavini per aver voluto considerare utili le mie segnalazioni, che hanno lo scopo di aiutare il comune cittadino a meglio comprendere come davvero stanno le cose nel contesto energetico e soprattutto della produzione elettrica, volano indiscutibile di benessere e di sviluppo.

    Colgo l’occasione per segnalare una lodevole iniziativa del Direttore di MelitoTV.it che ha voluto organizzare una puntata in diretta per discutere del tema relativo al meraviglioso Progetto per la costruzione di una modernissima Centrale Termoelettrica a Carbone a Saline Joniche (RC) che consenbtirebbe a quell’area di uscire dalla grave condizione di mancanza di sviluppo e pesantissima disoccupazione che riguarda i suoi cittadini.

    Qui sotto il link della registrazione dell’intera trasmissione a cui mi hanno chiesto di partecipare:

    Video Integrale Trasmissione su Centrale a Carbone e Porto di Saline Joniche: Conoscere per decidere”.
    http://www.melitotv.it/it/video/3052.aspx

    La mia azione nel contesto è intesa a cercare di superare l’incredibile pregiudizio e fuorviante informazione che impera sui media e TV (chi non ricorda le assurdità mostrate nei ripetuti filmati, conditi con considerazioni davvero fuorvianti e speculative riguardo alla Centrale di Vado Ligure?)

    Se quanto fatto a Vado fosse ripetuto per tutte le Centrali alimentate a Carbone in esercizio in Europa, l’Europa stessa sarebbe in una condizione di “black-out elettrico permamente, con una situazione davvero tragica per noi tutti.

    Eppure vi sono le solite lobby pseudo-ambientaliste che continuano a cavalcare questi argomenti, speculando su emotività e paure del comune cittadino che è portato a credere a tali assurdità. E qualche movimento contribuisce a sua volta, cavalcando populisticamente queste assurdità, perchè pensa così di apparire buonista ed attento agli interessi della popolazione. Nei fatti, produce l’esatto opposto di quanto declama.

    Speriamo che altre voci si levino a contribuire a questa necessaria maggiore informazione e divulgazione che si deve basare su elementi tecnico-scientifici e non su speculazione e demagogia.

    Ne va di mezzo l’occupazione ed il benessere nel nostro Paese, messo a dura prova dalla crisi recessiva che ormai dura da oltre un lustro!!!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 20 luglio 2014 22:46

    L’energia è un comparto primario assoluto di un paese che una volta è stato il quinto maggior paese produttore del mondo.

    Non si tratta di energia a qualsiasi costo, ma di una produzione energetica che consenta al sistema produttivo di competere. Un elemento vitale, come uno stato leggero ed efficiente.

    I problemi dell’inquinamento e della salute sono essenziali, ma devono essere inquadrati nel contesto di un sistema energetico efficiente. sono problemi di tutti in tutti i paesi.
    Aspirare a essere i primi della classe avendo il 50% di disoccupati giovani è ma una imbecillità da demagoghi, che ci ammazza.
    Avremo la soddisfazione, ammesso che le teorie assolutiste siano tutte sacrosante e impellenti, del che dubitare è lecito, di impoverirci sempre di più, magari con un 0,1% in meno di affetti da una malattia o l’altra.

    Noi dobbiamo compiere il nostro dovere di chiarezza e ragionevolezza nell’interesse del paese… diffondiamoli….

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 luglio 2014 09:43

    Sacrosanta riflessione Luig.

    Riguardo però al penultimo capoverso, vediamo come la retorica pseudo-ambientalista lascia comunque il segno. Qualsiasi attività produttiva ha un impatto sull’ambiente, ma non per questo si deve tornare all’era primordiale, che sappiamo non era affatto un vantaggio da molteplici punti di vista. Basta vedere come vivono nei Paesi sottoviluppati dove non hanno ancora accesso all’elettricità!

    Giusto per avere un parametro di valutazione, suggerirei di considerare la Germania, che produce ben il 47% dell’elettricità dal Carbone (ben 8 volte di più di quanto sappiamo fare noi “ricchi e furbi” italiani!), oltre ad un 13-14% dal Nucleare. Vi risulta che le frontiere tedesche siano state chiuse ed il Paese dichiarato un lazzaretto???

    Peraltro, i nostri impianti sono, anche nel caso del Carbone, mediamente più efficienti di quelli tedeschi.

    Ditelo ai vostri amici ed anche al … grillo, che spesso cavalca queste assurdità!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 21 luglio 2014 10:46

    Certo che l’uomo per il solo esistere modifica la natura (che non è un’entità sovrastante all’uomo, ma semplicemente l’ambiente entro cui vivere econvivere).
    Siamo sette miliardi (dieci volte gli abitanti di un secolo fa!), e il pianeta comincia ad essere troppo occupato dall’uomo.

    Alla natura bisognerà dare le nostre attenzioni e cure, individuando il mix che ci faccia convivere.

    Questo però non può farsi in scala di Paese:

    fa ridere che la nostra invidiata Germania produca il 47% dell’energia dal carbone e in Italia si combatta perché il carbone non venga utilizzato per produrre energia….
    un assurdo che ci costa carissimo, che ci impoverisce….

    Vale per tutti e tutti dobbiamo rifletterci: proprio tutti.
    M5S compreso, ma trattandosi di tema che genera facile consenso, riguarda tutti, la società intera.

    Come la ridicolaggine dell’acqua pubblica, col suo referendum.

    per il sistema dei partiti il consenso fa premio sull’interesse del Paese, dei Cittadini, delle nuove generazioni…. viviamo in un periodo di grandi cambiamenti, che qui in Italia ci vede fermi; fossilizzati (diventeremo carbone fra qualche milione d’anni)

    buona giornata

    RE Q

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