Trasparenza e open data: Comunità partecipata

Stiamo vivendo sul far politica, sulla cosiddetta “forma partito” una fase di tramonto.  L’Italia non sarà il solo paese arretrato  ma certamente lo è  fra i paesi industrializzati. Una analisi del Censis apparsa su ilSole24Ore ce ne informa in senso generale (VEDI). Non tratta delle conseguenze sul far politica, ma delle perdite che derivano dall’arretratezza digitale. Danni che vengono dalla ancora scarsa diffusione fra aziende e privati, soprattutto nell’applicazione entro la pubblica amministrazione… Ed eccola la politica!.

Il costo della amministrazione pubblica è certa ed esclusiva responsabilità del mondo politico. Così come il ritardo nella diffusione della comunicazione fra Cittadini e amministrazioni (locali e nazionali). Non intervenire nel razionalizzare la macchina dello Stato è colpevole e non ha giustificazioni logiche. L’elemento che su tutti emerge come probabile a motivare il ritardo:  è il voto di scambio.

L’inefficienza significa più dipendenti pubblici, più assunzioni, più raccomandazioni, più leggi agevolative nelle retribuzioni, nelle pensioni, ecc. Monti è riuscito ad imporre l’eliminazione della perdita annuale addebitata a tutti in bilancio (6 miliardi l’anno, circa), trasferendo l’INPDAP entro l’INPS.  Forse avrebbe brigato per addebitare il deficit, pr oquota, alle singole categorie pubbliche.  Con l’effetto, osceno, che adesso è l’INPS (dipendenti e pensionati privati) che si fa carico del buco delle pensioni pubbliche.

Open data, trasmissione e comunicazione via internet, diffusione nell’uso della rete nel comunicare sono elementi che generano deleghe ridotte, che aumentano e rendono facile il referendum locale (come fossimo in Svizzera od anche più frequentemente). Sentire i Cittadini obbliga ad informare in modo preciso, a predisporre schemi e elementi contabili di facile comprensione e compiuti. Insomma la democrazia della rete è più democrazia diretta e meno deleghe.

Ha ragione Casaleggio; il Movimento Cinque Stelle che lo adotta. Si ha un bel ridere di candidati che la rete del movimento ha selezionato e approvato con ancora poche centinaia di voti espressi dagli iscritti (certificati e autorizzati con almeno sei mesi di iscrizione). Questo è il futuro, il percorso del cambiamento che spazzerà via, che sostituirà una democrazia incartapecorita fatta di mestieranti: professionisti del far politica.

No, non più: basta. A Buccinasco viviamo una crisi della rappresentanza, della comunicazione, delle decisioni: una occupazione massiccia del potere di gestione municipale, con il susseguirsi di decisioni che pretendono di sottomettere chi ha il compito di gestire ai poteri del politico Tizio o Caio.

Vecchio mondo, davvero sprecone e inconcludente. Altro che i partiti che rappresentano e coagulano gli interessi dei loro rappresentati, dei Cittadini… questi ultimi esclusi; i politici chiusi in un castello a formare la casta che informano poco e male, o anche nulla. Bisogna che imparino: che cambino. Prendiamo le scuole e le spese del Comune? Categoria per categoria, classe per classe, in tutte le  scuole comprendendo tutti i costi ordinari e straordinari, scuole gestite direttamente e scuole parificate.

Un bel prospetto che sia chiaro: che spieghi ai Cittadini la situazione, che è evidente a chiunque non sia un cieco e deve essere urlata e diventare conoscenza per tutti. Devono sapere i Cittadini di Buccinasco che:  sostenere la scuola parificata con un piccolo contributo; permettere alle famiglie con minore reddito di frequentarle;  per ogni alunno in più che si iscrive,  si riducono le spese del Comune e dello Stato di 5mila euro. 5mila euro in meno di tasse per ogni scirtto che riusciamo a veicolare presso le scuole parificate!!! 

Conoscenza, informazione, descrizione analitica delle spese del nostro municipio in funzione dei risultati, dei ritorni in servizi. Decisioni di spesa sistematicamente approvate da referendum on line.. oggi si può e si deve organizzare.  Basta volerlo e con poche spese. Può farlo una amministrazione che adotti la POLITICA DI SERVIZIO.

REFERENDUM SULLE SPESE

 

INFORMAZIONE ANALITICA DEI COSTI

 

TASSE CHIARE –  APPROVATE DAI CITTADINI

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 12 luglio 2014 19:46

    Grazie Luigi per la tua continua opera di sensibilizzazione ed informazione.

    Sopra ci hai ricordato il vergognoso scandalo del trasferimento della pesantissima perdita di bilancio accumulata negli anni dalla gestione previdenziale dell’INPDAP (Dipendenti Pubblici) che, invece di addebitarla ai relativi dipendenti, che evidentemente hanno versato nel tempo meno di quanto la loro gestione ha speso, l’hanno bellamente girata alle casse della Previdenza privata, gestita dall’INPS, dove i comuni cittadini non dipendenti pubblici contribuiscono.

    E’ una vergogna questa che non può passare nel dimenticatoio. Si deve riportata a galla per correggere tale scempio e discriminazione, e per magari far “CANCELLARE” per sempre da qualsivoglia incarico pubblico colui che l’ha avallata e prorogata.

    Ricordate ???

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 12 luglio 2014 23:02

    Caro Sorgenti,
    i dipendenti pubblici hanno sempre avuto un loro ente, in perdita da tempo immemorabile in passivo essendo ad ogni elezione normale procedura pensionare, regalare annualità virtuali, favorire pensionati baby.
    Per completare il giro, l’insieme di tutti i partiti che si sono succeduti, e dei sindacati cosiddetti confederali, hanno approvato e contribuito a far crescere lo scempio.
    Coprire lo sbilancio è stato normale, ogni anno, nel piano di programma, con un comma di legge ad hoc.

    Nessuno dei partiti ha mai detto nulla, a tutti è andato bene.
    Monti ha scoperchiato la pentola… eliminando l’ente pensionistico pubblico, sperando che ciò avrebbe fatto terminare lo scempio.

    Non ci hanno pensato su nemmeno un secondo, partiti e sindacati: tutti d’accordo nello scaricare sull’INPS lo sbilancio dell’ente pubblico.
    I media: Tv, radio e giornali peggio del Minculpop (acronimo di Ministero per la Cultura Popolare, dal compito di dare la linea a radio e giornali) del Mussolini d’allora…. tutti zitti, inneggianti a Renzi il salvatore che fa le riforme senza ridurre la spesa dello Stato…

    Questo è: finché non si arriverà dallo scempio allo sfascio, caro Sorgenti.

    RE Q

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