Renzi: il futuro suo e del Paese, dei nostri giovani, dei nostri figli

Intanto qui in Città Ideale ci sforziamo di considerare Renzi una possibile carta risolutiva perché il Paese riprenda equilibrio e riparta. Sarà difficilissimo, ha solo uno spiraglio stretto per passare. Ha anche aspetti del suo agire che sono critici, che portano dubbi sul suo comportamento. Ma è l’uomo che oggi ha la responsabilità e dice le cose da fare. Finora non le ha fatte: adesso è alla prova. Se passa bene. Se no se ne vada il prima possibile.

Finora: sono passati quattro mesi e quello che è successo è davvero poco. Si, certe piccole cosette, qualche risparmietto di spesa, ma siamo allo spolvero quando bisogna prendere l’accetta e tagliare di brutto. Con un piano medio che consenta di respirare al Paese, alle categorie coinvolte, ma con un piano certo. Non ha fatto quasi nulla: gli 80 euro sono stati l’iniziativa elettorale che ha permesso il successo, o poco altro.

Ha la giustificazione di trovarsi il sistema partitocratrico che blocca, che frena, che complica, che gioca al rinvio, che sposta su tempi dilazionati. Non è una giustificazione: lo ha avuto anche il primo Berlusconi: non ci è riuscito lui in condizioni di minore gravità. Renzi non ha alternative: o agisce subito o va a casa.

Adesso afferma che nella prima settimana di Luglio deve mettere in moto le riforme pesanti. Che deve mettere in moto le riforme lo dice una settimana si, l’altra pure. Non lo dica più: lo faccia. L’effetto annuncio adesso è negativo, dimostra la sua impotenza (come è successo a Letta). Lasci perdere i parlamentari, i voti, i partiti (a cominciare dal suo: il PD). Vada via dritto rischiando pure di andare a casa.

La riforma del Senato e i voti che mancano? Chissenefrega! Vada giù duro. Prendere o lasciare. Ha già ritardato e si trova ormai ai supplementari. Che abbiano il coraggio di buttarlo giù. Ma che almeno ci provi. Non ritardi di una settimana, che poi diventano due, che poi diventa Settembre e via sgretolando il suo consenso. Li metta alla prova i rappresentanti del gattopardo che lo vogliono frenare: vogliamo vederli con il loro coraggio dei disperati.

Il semestre europeo? Chissenegfrega! Il problema dei problemi è il Paese, l’economia, il lavoro, il debito pubblico, la ripresa. Perdere sei mesi con “la scusa” del debito pubblico nella situazione in cui ci troviamo resta una scusa. Non giustifica. Il suo rischio è adesso: ha fatto poco e il gattopardo conserva tutto il suo potere.

Così rischia di essere messo sotto prima di aver compiuto una riforma seria che caratterizzi la sua gestione. Alle elezioni può essere bruciato e tornare a Firenze: rivince il gattopardo. Faccia, Faccia, Faccia LE RIFORME Interessa al suo futuro ma soprattutto al nostro paese, ai nostri giovani, alle nuove generazioni.

Senza aver messo in pista ( cioè approvate) le leggi in Europa non consentiranno di investire sforando oltre il 3%!  Se riesce (anche rischiando di essere mandato a casa dal gattopardo) non potranno più mandarlo a casa…. Diventa però indispensabile e urgente…

RENZI FACCIA LE RIFORME!

 

RENZI FACCIA LE RIFORME!

 

RENZI FACCIA LE RIFORME!

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